Corpo e anima, di Ildikó Enyedi

Due cervi nella neve. Il bianco del terreno e dello sfondo che contrastano con il sangue del mattatoio. La visione onirica e la realtà sembrano incrociarsi in un mondo che sembra essersi fermato. Qui si incrociano le vite di Endre e Mária. Lui è il direttore finanziario, lei la responsabile alla qualità. Gli sguardi si incrociano, a pranzo ogni tanto siedono allo stesso tavolo della mensa e scambiano qualche parola. Tutto sotto traccia. Dove sembrano avere però gli sguardi addosso degli altri.

La cineasta ungherese Ildikó Enyedi sta addosso ai due protagonisti mettendoli però in continua relazione con l’ambiente che li circonda. Attraverso un montaggio rapido, come se ci fossero attrazioni/disfunzioni tra il corpo e la mente, ne cattura anche impercettibili variazioni. Soffermandosi sui dettagli dei corpi e degli oggetti. Un cinema per certi versi cerebrale, ma anche vivo quello di On Body and Soul. Il corpo e l’anima. Come parti separate. Ed è nella parte onirica che il film riesce a entrare paradossalmente nella vita di Endre e Mária, l’unico luogo dove non si avvertono le loro difficoltà di movimento. Lui ha un problema a un braccio, lei invece è incerta ad ogni passo. Parla poco, ha una memoria incredibile e poi da sola ricrea quello che ha vissuto durante il giorno.

on body and soulIldikó Enyedi ripercorrere le forme del sentimento e la difficoltà a manifestarlo. Come nel suo ottimo Tamas et Juli del 1997 che vedeva protagonisti un minatore e una maestra d’asilo che non riuscivano a comunicare quello che provavano. Il mattatoio è l’unità d’azione, Budapest è solo in qualche scorcio. In una telefonata inaspettata, tra i pochi squarci esterni in un film chiuso che però riesce a non essere ossessivo. La Enyedi, il cui My 20th Century è stato scelto tra i 12 film ungheresi più importanti di tutti i tempi, lavora abilmente di sottrazione. Con un’esperienza consumata, con qualche verbosità soprattutto quando il film sembra dover sfociare verso una deriva di commedia come nelle domande della psicologa. Ma che poi rientrano efficacemente. Perchè sa filmare i silenzi, la crescente intesa in un’opera che la Berlinale 2017 ha premiato con l’Orso d’oro. Dove c’è da segnalare anche la prova, non affatto facile, dei due protagonisti, Alexandra Borbély e Géza Morcsányi.

 

Titolo originale: A teströl és a lélekröl (On Body and Soul)
Regia: Ildikó Enyedi
Interpreti: Géza Morcsányi, Alexandra Borbély, Zoltán Schneider, Ervin Nagy, Tamás Jordán, Zsuzsa Járó
Distribuzione: Movies Inspired
Durata: 116′

Origine: Ungheria, 2017