Courmayeur Noir in festival

 

I VENT’ANNI DEL NOIR
Courmayeur 7 – 13 dicembre2010
 
Il COURMAYEUR NOIR IN FESTIVAL, diretto da Giorgio Gosetti, Marina Fabbri, Emanuela Cascia, e promosso dal Comune di Courmayeur, dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta – Assessorato al Turismo, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Cinema con la partecipazione di sponsor privati e di FOX Crime – Media partner ufficiale, festeggia quest’anno la sua ventesima edizione dal 7 al 13 dicembre. Lo fa con un programma che ne sottolinea il carattere interdisciplinare tra cinema, letteratura, televisione e new media ma soprattutto l’unicità di un appuntamento culturale e spettacolare attento alle sfaccettature del volto oscuro della nostra società. 
 
Quando il festival fu fondato nel 1991 – dice Giorgio Gosetti – ci eravamo appena lasciati alle spalle il crollo del Muro di Berlino, la fine dichiarata della Guerra Fredda e della stagione stragista più cruenta. Il Giallo, categoria liberata dal complesso di inferiorità culturale fin dagli anni ’80 e dalla gloriosa stagione del MystFest fondato giusto dieci anni prima a Cattolica da Felice Laudadio e Oreste del Buono, vedeva però il suo colore dominante cambiare inesorabilmente verso il nero alla cui lezione ci saremmo rivolti, trasformando profondamente il senso del nostro festival, ma restando fedeli all’accezioneinterdisciplinare e originale che proprio OdB volle mantenere viva, con il contributo dei grandi protagonisti delle nostre prime edizioni di Noir in festival.
Col tempo il Noir sarebbe diventato lo specchio interpretativo della nostra epocae l’Italia si sarebbe riconosciuta pienamente in questa moderna tradizione fino a produrre un’intera generazioni di scrittori di qualità internazionale. Vent’anni dopo siamo dunque profondamente diversi, ma legati a un identico punto di partenza: fare dello spettacolo e dell’intrattenimento un’occasione di ricerca culturale e civile che ci trasforma e ci rende ‘diversamente consapevoli’”.
 
Per festeggiare il ventesimo compleanno, il Courmayeur Noir in Festival propone dunque un’antologia di omaggi, incontri ed eventi speciali a scandire ogni giornata del programma, oltre all’atteso concorso internazionale di 10 film in anteprima assoluta tra cui la giuria deciderà il LEONE NERO, e agli appuntamenti quotidiani con gli scrittori della PAGINA BUIA, ai suoi premi tradizionali, dal Raymond Chandler Award al Premio Giorgio Scerbanenco – La Stampa.
 “Nell’anno del Ventennale – dice Marina Fabbri – abbiamo pensato di festeggiare creando qualcosa che non se ne andasse via al calar del sipario sull’ennesima edizione del festival, ma che potesse rimanere a testimonianza di un genere che, se abbiamo contribuito in qualche modo a lanciare nel nostro paese, di certo è cresciuto insieme a noi”. E’ nato così il progetto della mostra fotografica di Francesco GalliPRIVACY – RITRATTI SEGRETI dedicata agli scrittori italiani di noir “spiati” nel loro naturale luogo di lavoro. Un “work in progress” che a Courmayeur esporrà 27 trittici di grandi autori e che Francesco Galli arricchirà con altri scatti e altre incursioni in vista di un’edizione definitiva che girerà l’Italia, cominciando dalla Valle d’Aosta, nel 2011. La mostra, realizzata in collaborazione con Radio2 Rai, prevede l’ascolto delle voci degli scrittori registrate da Luca Crovi.
 
L’immagine della ventesima edizione è firmata da Giancarlo Berardi, il grande illustratore italiano che, con la complicità del fedele Marco Soldi ha regalato l’inconfondibile tratto femminile della sua eroina Julia al Noir e sarà a Courmayeur per incontrare il pubblico. Si rivedrà poi il primo film premiato dal Noir nel 1991 (Il cuore nero di Paris Trout di Stephen Gyllenhaal con Dennis Hopper che vogliamo ricordare come autentica icona del genere) mentre toccherà a Michael Winterbottom (insieme a Adrian Wootton) omaggiare uno degli autentici maestri del noir, Jim Thompson, da cui ha tratto il suo ultimo film The Killer Inside Me.
 
 
 
L’ospite d’onore di quest’anno, il vincitore del Raymond Chandler Award è invece MICHAEL CONNELLY, re del best seller, creatore di personaggi popolarissimi come il detective Harry Bosch e l’ex Federale Terry McCaleb (portato sullo schermo da Clint Eastwood in Blood Work). Nato nel 1956, laureato in ingegneria, candidato al Pulitzer per i reportage di “nera”, esponente di punta della tradizione losangelina tra hard boiled e noir, Connelly ama da sempre l’opera di Chandler ed ha scelto, per Courmayeur, di proporre il suo film preferito, The Long Good Bye di Robert Altman.
 
La selezione dei 10 film che si contendono il LEONE NEROper il miglior film ha una marcata fisionomia d’autore con una speciale attenzione per l’Europa e per le nuove culture del noir, dall’America Latina all’Asia: incursioni fino ai confini del genere con opere come Never Let Me Go di Mark Romanek con Carey Mulligan e Keira Knightley dal romanzo di Kazuo Ishiguro, l’inglese The Disappearance Of Alice Creed di J. Blakesoncon Gemma Artinton, l’esordio italo-inglese di Cosimo Alemà AtThe End Of the Day, il francese Simon Werner a disparu… di Francis Gobert con Ana Girardot, gli scandinavi A Somewhat Gentle Man di Hans Petter Moland (con l’impareggiabile Stellan Skarsgård) e l’esilarante Sound Of Noise degli svedesi Simonson e Nilsson, l’argentino Carancho di Pablo Trapero (candidato all’Oscar) e il coreano The Housemaid del maestro Im Sang-soo, il turco Kosmos del geniale Reha Erdem e soprattutto il film d’apertura, l’attesa conferma di Dennis Gansel (L’onda), We Are The Night con un’inquietante banda di vampire bellissime e assetate di sangue. A giudicarli sarà una giuria internazionale composta dallo scrittore Tito Topin, da Silvio Orlando, dal direttore del festival di Sitges, Angel Sala, e dai due giovani attori, Guido Caprino e Carlotta Natoli.
Tra le anteprime fuori concorso c’è grande attesa per il terzo capitolo della saga Le cronache di Narnia: il viaggio del veliero, diretto da Michael Apted, per il terrificante horror Los ojos de Julia prodotto da Guillermo del Toro e interpretato da Belén Rueda (El orfanato) e per la presentazione di Carlos, leggendario affresco della generazione del terrorismo firmato da Olivier Assayas, che si vedrà nella versione integrale proposta dal suo produttore, il giornalista d’inchiesta Daniel Leconte, che sarà a Courmayeur.
Al grande tema del terrorismo si collega del resto l’incontro speciale Strage di Bologna: le risposte mancate, condotto da Carlo Lucarelli con la collaborazione di Patrick Fogli: testimonianze, ipotesi, racconti e filmati inediti, tra cui il documentario work in progress di Matteo Pasi, Un solo errore – Bologna, 2 agosto 1980 (2010).
Un altro incontro sarà quello di sabato 11 dicembre, "Ebook: il lato oscuro del libro". Nell'anno in cui tanto si è discusso intorno alla rivoluzione digitale che comincia a investire il mercato editoriale in Italia, ascolteremo le voci di: Anna Masera, giornalista della Stampa, Gino Roncaglia, docente universitario e autore di La quarta rivoluzione, Alessandro Perissinotto nella doppia veste di scrittore e professore, e l'editore Paolo Repetti di Einaudi-Stile Libero.
 
Per la PAGINA BUIA:appuntamento in apertura con Giorgio Faletti che presenta il suo nuovo libro Appunti di un venditore di donne e con i cinque finalisti del Premio Giorgio Scerbanenco: Maurizio De Giovanni (Il giorno dei morti, Fandango), Marilù Oliva (!Tu la pagaras!, Elliot), Elisabetta Bucciarelli (Ti voglio credere, Kowalski ), Gian Mauro Costa (Il libro di legno, Sellerio), Gianluca Morozzi (Cicatrici, Guanda). Ma anche conautori come l'inglese Iain Pears, che presenta L'uomo caduto dal tetto del mondo, il danese Christian Mørk con il romanzo gotico Darling Jim, il tedesco Wulf Dorn, con il thriller psicologico La psichiatra, il franco-piemontese Gérard Roero De Cortanze con il sofisticatoIl colore della paura, l’italiano Giovanni Negri con Il sangue di Montalcino.
Il tema della vendetta attraversa due romanzi e sarà raccontato da una voce maschile e da una femminile, quella dell'inglese R. J. Ellory e quella della regina delle classifiche, la norvegese Anne Holt. Un'altra grande signora del genere, Maj Sjöwall,sarà a Courmayeur per presentare il suo romanzo La camera chiusa, ma anche per riflettere sugli ultimi vent'anni di letteratura noir e del grande successo degli autori scandinavi. Il programma è completato da nuovi autori italiani e si collega agli appuntamenti dello Spazio Italia dedicato invece alle nuove produzioni cinematografiche e televisive in corso di realizzazione.
Cinque saranno i documentari in programma per l’apposito concorso DOCNOIR (con storie della Jihad americana, del pugilato spagnolo, della Belgrado di Tito, della Colombia dei fratelli Escobar e soprattutto della Russia degli Oligarchi, che per la prima volta si raccontano nello sconvolgente Thieves By Law).
Ben 11 le anteprime televisive inserite in un’apposita fascia di presentazioni che festeggia anche il quinto compleanno del nostro media-partner Fox Crime che assegna anche il Premio del Pubblico per il cinema. Da segnalare in particolare il debutto italiano della serie inglese Luther (Fox Crime) con Idris Elba, le due avventure del detective Win Garano creato da Patricia Cornwell, e la prima presentazione assoluta del tv movie di Umberto Marino, I cerchi nell’acqua con Alessio Boni e Vanessa Incontrada.
E infine la retrospettiva, ironicamente intitolata da Marco Giusti ai Supereroi all’italiana con un campione di cinque pellicole degli anni ’60 in cui, tra spy story e personaggi dei “fumetti” più popolari del tempo, si ride a crepapelle rendendo però anche giustizia all’artigianato creativo di autori come Umberto Lenzi, Nick Nostro, Luciano Martino, Pietro Vivarelli.
 
Si intitola invece Sol Levante Noir la mostra di disegni realizzati appositamente dagli allievi dello IED di Milano e dai loro giovani colleghi giapponesi che idealmente introduce l’edizione 2010 di Mini Noir, vero festival nel festival dedicato ai bambini e ai ragazzi e forte quest’anno di un affettuoso omaggio a Neil Gaiman (l’autore di Nessundove e Coraline), di un altro festeggiamento di compleanno (quello di Geronimo Stilton), di anteprime cinematografiche (come l’assaggio del nuovo cartoon in 3D Animals United) e incontri con scrittori.
Il Festival infine festeggerà due personalità diversamente legate alla nostra storia come Felice Laudadio (fondatore del MystFest nel 1980) e Lorenzo Mattotti (il grande disegnatore autore dell’immagine del Noir nel 1998) che sarà a Morgex per il consueto appuntamento con il mondo del fumetto organizzato dalla Fondazione Sapegno.
Il Courmayeur Noir in festival, promosso dal Comune di Courmayeur con il sostegno della Regione Valle d’Aosta – Assessorato al Turismo e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Cinema, è una realizzazione della Studio Cooperativa ed è diretto da Giorgio Gosetti, Marina Fabbri, Emanuela Cascia. Media partner del festival è il canale televisivo Fox Crime che contribuisce alla riuscita della manifestazione, insieme ad altri sponsor privati: il Gruppo Binda con il brand Hip Hop e Perfetti Van Melle Italia con Vigorsol Cult. Tra i partner culturali: Cinecittà News, Radio 2. Il festival è membro di Afic e Fiapf.
Il festival si avvale infine di collaborazioni in ambito formativo con lo IED di Milano e le università di Torino (DAMS) e di Milano (IULM), oltre ad organizzare uno stage di critica cinematografica in accordo con l’Assessorato alla Cultura della Regione Valle d’Aosta.
 
Capo Ufficio stampa: Patrizia Wachter – tel. 02-29419283, studio@sottocorno.it
Con la collaborazione di Delia Parodo, Valeria Camerini
Ufficio stampa letteratura Francesca Bolino: – tel. 02-29402117, francesca@ufficio-stampa.org
Ufficio Stampa regionale: Cristina Porta – cell. 347-7357938 cristinaporta@interfree.it
SELEZIONE UFFICIALE 2010
 
CONCORSO
 
AT THE END OF THE DAY di Cosimo Alemà (opera prima)
Italia 2010, 93’ – con Stephanie Chapman Baker, Michael Lutz, Neil Linpow, Sam Cohan
Distribuzione italiana: Bolero Film
Un trekking nella natura selvaggia, una partita amichevole di softair. Ma la tranquilla e romantica incursione nel bosco diventa presto una trappola mortale per Alex, Riko, Chino, Thomas, Diana, e le sorelle Lara e Monica. Non sanno che il loro campo di gioco una volta era una zona militare, carcere segreto e ancora presidiato. Il fenomeno dei “war games” è ormai diffusissimo tra i ragazzi: ma per gli adulti questo non è un gioco…
 
THE DISAPPEARANCE OF ALICE CREED (La scomparsa di Alice Creed) di J Blakeson (opera prima)
Regno Unito 2009, 100’ – con Eddie Marsan, Martin Compston, Gemma Arterton
Distribuzione italiana: Mikado
Il ventenne Danny e il più anziano Vic preparano il colpo con meticolosa attenzione. Quando sono pronti rapiscono una ragazza, Alice Creed, figlia di un ricco uomo d’affari. Per loro il crimine è il passaporto per una vita migliore. L’altra faccia del cinema di Ken Loach non dispensa sorrisi e speranze per chi non ha più nulla da perdere. Film evento dell’ultima stagione inglese, è uno straordinario ritratto umano in cui si fa sottile il confine tra vittima e carcerieri.
 
KOSMOS di Reha Erdem
Turchia, Bulgaria, 2010, 122 con Türkü Turan, Saygin Soysal, Sermet Yesil
Distribuzione internazionale: Atlantik Film
Kosmos è un curioso genere di ladro. Appena arrivato in una cittadina alla frontiera salva un ragazzino dall’annegamento, poi ne seduce la sorella comunicando con i richiami degli uccelli. Kosmos sembra non dormire mai, si nutre di solo zucchero e scala gli alberi con agilità impressionante. In paese credono di avere a che fare con un mago, ma intanto si moltiplicano i furti. Il capolavoro dell’autore di Be? Vakit, il più geniale artista turco della nuova generazione.
 
WIR SIND DIE NACHT (We Are The Night) di Dennis Gansel
Germania 2010, 95’ con Nina Hoss, Jennifer Ulrich, Karoline Herfurth, Anna Fischer
Distribuzione internazionale: Celluloid Dreams
Una notte, la diciottenne Lena viene morsa da Louise, leader di un trio di letali e bellissime vampire. La ragazza è affascinata da Louise e dalla libertà del suo nuovo stato di vampira, ma si scontra ben presto con lo stile di vita dei suoi simili, specie dopo essersi innamorata di Tom, poliziotto sotto copertura. Dal regista de L’onda, una nuova provocazione sulla società giovanile in cui la metafora del vampiro, oggi di gran moda, va tradotta in diversità, solitudine e disagio.
 
SIMON WERNER A DISPARU…(Lights Out) di Fabrice Gobert (opera prima)
Francia 2010, 93’ con Jules Pelissier, Ana Girardot, Serge Riaboukine, Arthur Mazet
Distribuzione internazionale: TF1 International
Marzo 1992: in una piccola cittadina alle porte di Parigi un gruppo di ragazzi scopre un corpo apparentemente privo di vita nascosto nella foresta. Due settimane prima, un ragazzo di 16 anni, Simon, non si era presentato a scuola e in una classe erano state scoperte delle macchie di sangue. Fuga, rapimento, suicidio o omicidio? Qualche giorno dopo Simon, era sparita anche Laetitia e poianche di Jean-Baptiste si erano perse le tracce. Le voci si spargono…
 
HANYO (The Housemaid) di Im Sang-soo
Corea del Sud 2010, 106’ – con Jeon Do-youn, Lee Jung-jae, Youn Yuh-jung
Distribuzione italiana: Fandango
Eun-yi viene assunta come governante da una ricchissima famiglia, dove la giovane moglie di un uomo d’affari aspetta due gemelli. L’equilibrio creatosi tra gli abitanti della casa inizia a vacillare quando Hoon, il capofamiglia, inizia una relazione con la donna. Remake del capolavoro diKim Ki-young (1960) sfodera un enigmatico finale a sorpresa e un teatro della crudeltà che di Im Sang-soo è da sempre la cifra più personale.
 
EN GANSKE SNILL MANN (A Somewhat Gentle Man) di Hans Petter Moland
Norvegia 2010, 107’– con Stellan Skarsgård , Bjørn Floberg, Gard B. Eidsvold
Distribuzione internazionale: TrustNordisk ApS
Ulrik è un uomo con un’indole buona e gentile, ma non può condurre una vita normale a causa del suo passato: è un killer professionista, ha passato parecchi anni in carcere e ora vuole vendicarsi.
La Scandinavia, a lungo mostrata come una terra senza conflitti sociali e lontana dal crimine, si è conquistata di recente una patente d’eccellenza nel genere sfornando libri e film di grande successo. Il mite e terribile Ulrik ne è un po’ l’emblema, anche grazie a un travolgente Stellan Skarsgård.
 
NEVER LET ME GO (Non lasciarmi) di Mark Romanek
Regno Unito, Stati Uniti 2010, 103’ – con Carey Mulligan, Andrew Garfield, Keira Knightley, Charlotte Rampling
Distribuzione italiana: 20th Century Fox
Kathy, Tommy e Ruth trascorrono l’infanzia nel collegio inglese di Hailsham, un luogo apparentemente idilliaco, dove però scoprono un segreto oscuro riguardante il loro futuro. Quando si avviano inesorabilmente al destino sconvolgente che li attende da adulti, devono anche confrontarsi con i profondi sentimenti di amore, gelosia e tradimento che rischiano di dilaniarli. Un grande noir dei sentimenti tratto dal romanzo omonimo di Kazuo Ishiguro.
 
CARANCHO di Pablo Trapero
Argentina, Francia, Cile 2010, 107’ – con Ricardo Darín, Martina Gusman, Carlos Weber
Distribuzione internazionale: Finecut
Gli incidenti stradali in Argentina provocano una ventina di morti al giorno. Dietro a queste tragedie prospera il mercato delle assicurazioni, e tra gli sciacalli, l’avvocato Sosa è uno di quelli che si aggira nelle corsie del pronto soccorso a caccia di clienti. Anche il “carancho” può innamorarsi e cambiar vita, ma prima deve sciogliere i legami con un mondo criminale spietato. Candidato all’Oscar, successo dell’anno in Argentina, è la conferma dell’autore di Mondo Grua e di Leonera.
 
SOUND OF NOISE di Ola Simonsson & Johannes Stjärne Nilsson (opera prima)
Svezia, Francia 2010, 98’ con Bengt Nilsson, Sanna Persson Halapi, Magnus Börjeson, Johannes Björk
Distribuzione internazionale: Wild Bunch
L’ufficiale di polizia Amadeus Warnebring è figlio di musicisti, ma, ironia della sorte, detesta la musica. Quando un gruppo di stravaganti suonatori, guidato dalla bella e ribelle Sanna, decide di eseguire un’opera apocalittica utilizzando la città come strumento musicale, Warnebring si butta anima e corpo sulle loro tracce. Ma fa una scoperta che gli cambierà la vita. Una black comedy dal ritmo indiavolato.
 
FUORI CONCORSO
 
LOS OJOS DE JULIA (Julia’s Eyes) di Guillermo Morales
Spagna 2010, 112’ con Belén Rueda, Lluís Homar, Pablo Derqui
Distribuzione italiana: Moviemax
Julia e Sara sono gemelle affette da una grave malattia che porta alla cecità. Nonostante Sara sia stata trovata impiccata in una stanza, Julia rifiuta l’ipotesi del suicidio e decide di indagare. Inizia perciò un viaggio che la condurrà a scoprire terribili verità sugli ultimi giorni di vita della sorella.
Prodotto da Guillermo Del Toro e dalla squadra di El Orfanato (con cui ha in comune anche la protagonista), il film è in testa al box office e promette di essere il successo spagnolo dell’anno.
 
EVENTI SPECIALI
 
NARNIA: THE VOYAGE OF THE DAWN TREADER (Le cronache di Narnia. Il viaggio del veliero) di Michael Apted
Gran Bretagna, 2010, 115’ con Ben Barnes, Skandar Keynes, Georgie Henley,Tilda Swinton
Distribuzione italiana: 20th Century Fox
I fratelli Edmund e Lucy Pevensie, assieme al loro cugino Eustace, all’amico reale Re Caspian e al topo guerriero Reepicheep, vengono risucchiati da un dipinto e si ritrovano a bordo di un magico Veliero. Pronti a una nuova e difficile missione per salvare Narnia, i ragazzi viaggiano attraverso isole misteriose, incontrando strane e magiche creature, nemici inquietanti, fiumi che trasformano le cose in oro, fino a ritrovare il loro amico di sempre, il leone Aslan.
Il terzo capitolo della saga arriva in smagliante versione 3D e rinnova il modello originale grazie alla regia di un veterano come Michael Apted.
 
CARLOS di Olivier Assayas (Versione integrale)
Francia, Germania, 2010 – ep. 1-98’, 2-106’, 3-115’
con Edgar Ramírez, Alexander Scheer, Nora Von Waldstatten, Ahmad Kaabour
Distribuzione italiana: Paco Pictures
La storia di Ilich Ramírez Sánchez, conosciuto come “Carlos”, che per due decenni è stato uno dei terroristi più ricercati del pianeta. Tra il 1974, in cui ha cercato di assassinare un uomo d’affari inglese a Londra, e il 1994, quando è stato arrestato a Khartoum, ha condotto diverse vite con vari pseudonimi, facendosi strada nella complessa politica internazionale dell’epoca. Ma chi era Carlos?
Il film evento dell’anno viene presentato a Courmayeur, nella sua versione integrale, dal produttore: il pluripremiato giornalista d’inchiesta e regista Daniel Leconte.
 
THE KILLER INSIDE ME di Michael Winterbottom
Stati Uniti, Regno Unito, 2010, 120’ – con Casey Affleck, Jessica Alba, Kate Hudson, Ned Beatty Bill Pullman
Distribuzione italiana: BIM
Lou ha una serie di problemi. Problemi con le donne, problemi a far rispettare la legge, un numero sempre crescente di omicidi nella sua giurisdizione del Texas occidentale, l’ombra del padre che incombe su ogni suo passo. Ma il vero problema sta nel fatto che è lui stesso un sadico, uno psicopatico e un assassino. I sospetti iniziano a ricadere su di lui e nel giro di poco tempo resterà a corto di alibi. Presentato nell’ambito dell’omaggio a Jim Thompson.
 
 
 
 
 
DOC NOIR
 
ESQUIVAR I PEGAR di Adán Aliaga Pastor & Juanjo Giménez
Spagna, 2010, 70’ – Prod. Nadir Films
Benito Eufemia si allena ogni giorno nella piccola palestra nel centro di “El Clot”, uno dei più popolari quartieri di Barcellona. Ha 38 anni e combatterà presto. La sua giornata è frenetica: lavora di notte in discoteca, si prende cura dell’anziana madre, è allenatore di arti marziali in un’altra palestra, è promoter dei suoi combattimenti, e sta per diventare padre, la sua fidanzata è incinta di otto mesi. Infine deve presentarsi in tribunale ogni due settimane per non perdere la libertà condizionata.
 
AMERICAN JIHADIST – THE LIFE AND TIMES OF ISA ABDULLAH ALI di Mark Claywell
Stati Uniti 2010, 72’ – Distr. It. Java Flms
E’ la storia di Isa Abdullah Ali, un afroamericano musulmano proveniente dai ghetti di Washington, etichettato come “terrorista conosciuto” dal Dipartimento della Difesa statunitense, sebbene non sia mai stato incriminato. Ali ha combattuto per sei anni in Libano e Bosnia ed è stato colpito più volte, come dice lui, “per assecondare Dio nel prendere una posizione a favore dei più deboli maltrattati e oppressi”. Cosa conduce una persona a prendere volontariamente un’arma in nome della religione? Sono solo cause religiose? O forse dietro la militanza religiosa emergono problemi cronici di natura sociale, economica e politica?
 
THIEVES BY LAWdi Alexander Gentelev
Germania / Israele / Spagna, 2010, 90’ – Distr. It. Cinephil Distribution
Per la prima volta sullo schermo, i capi della malavita russa si raccontano senza pudori. I teppisti trasformati in stimabili uomini d’affari, rivelano come hanno influenzato l’economia, come sono riemersi da decenni di regime sovietico e come hanno usato la ricchezza per ottenere il potere politico in una terra che un tempo li trattava come criminali comuni.
 
THE BELGRADE PHANTOM (Il Fantasma di Belgrado) di Jovan Todorovi?
Ungheria/Bulgaria, 2010, 80’Distr. It. Atlantide Entertainment
Belgrado, 1979. Mentre il presidente jugoslavo Tito è a Cuba, un misterioso “Fantasma” attira su di sé l’attenzione della città. Ogni notte, a bordo di una Porsche bianca rubata, si esibisce in una serie di spericolate performance automobilistiche, sfidando la polizia che non riesce ad acciuffarlo. Ormai popolarissimo, il “Fantasma” è diventato una minaccia politica.
 
THE TWO ESCOBARSdi Jeff Zimbalist & Michael Zimbalist
Colombia / Stati Uniti, 2010, 100’ – Distr. It. ESPN Films
Pablo Escobar è stato uno dei più potenti narcotraficcanti del mondo, a capo del Cartello colombiano di Medellin; Andres Escobar, uno dei più forti calciatori della sua nazionale. Se per Pablo la morte violenta sembrava un destino quasi inevitabile, per Andres, lo stesso anno, la fine è sopraggiunta nel modo più assurdo: assassinato in patria per un clamoroso autogol commesso durante una partita ai mondiali del 1994.
 
DOC – EVENTO SPECIALE
 
UN SOLO ERRORE – BOLOGNA, 2 AGOSTO 1980 di Matteo Pasi
Italia 2010 – [Work in progress]
«Il nostro progetto vuole parlare ai cuori e alle menti delle persone. Le voci e i volti delle persone direttamente coinvolte nella strage – superstiti, familiari delle vittime, magistrati, politici, giornalisti, responsabili dei soccorsi, studenti, gente comune – non solo ricostruiscono un evento e un periodo storico-politico fondamentali nella conservazione della memoria collettiva del nostro paese, ma gettano una luce sul nostro presente e futuro. Nonostante l’Associazione dei familiari delle vittime stia portando avanti da trent’anni una battaglia per la giustizia e la verità, troppe persone ancora oggi ignorano o non sanno. (…) Noi vorremmo non solo “ricordare” un fatto avvenuto 30 anni fa’, ma “comunicare” l’importanza (…) di riappropriarsi di un presente e di un futuro da troppo tempo bloccati e avvelenati da trame stragiste ed eversive». [Matteo Pasi]
 
 
TV NOIR
 
I PRIMI CINQUE ANNI DI FOX CRIME
E’ il canale televisivo di culto e di riferimento per chiunque ami il brivido, festeggia il suo quinto compleanno dopo una serie ininterrotta di successi e accompagna il Noir praticamente dalla sua apparizione, quattro anni fa. Per quest’occasione si mette in mostra a Courmayeur con una fantastica antologia dei suoi indiscussi campioni e delle sue novità. In una carrellata che permette di vedere in anticipo episodi ancora inediti delle serie più popolari e famose, ecco allora di scena a Courmayeur gli eroi dell’undicesima stagione di C.S.I. di Anthony E. Zuiker con Laurence Fishburne, la terza stagione di Law & Order (U.K.) di Dick Wolf, il nuovo astro francese Profiling di Fanny Robert e Sophie Lebarbier (alla seconda stagione) e gli eroi sempreverdi di N.C.I.S. (settima stagione). E non è tutto:
 
Luther – prima stagione di Neil CrossGran Bretagna,2010, 60'
con Idris Elba, Ruth Wilson,Indira Varma, Paul McGann – Prod. BBC per Fox Crime
La serie ruota intorno al personaggio di John Luther, un ispettore della omicidi di Londra, la cui mente brillante non sempre può salvarlo dalla forza delle sue passioni. Il suo creatore, Neil Cross, ha detto che Luther è influenzato sia da Sherlock Holmes che dal tenente Colombo: il sistema del ragionamento e la sua applicazione alla soluzione di crimini è paragonabile a quella di Holmes, mentre l'uso del "formato del detective alla rovescia" (in cui il pubblico è consapevole dell'identità del criminale, ma non di come sarà catturato) è stato ispirato da Colombo.
 
Blue Bloods – prima stagione di Robin Green e Mitchell Burgess – Stati Uniti, 2010, 45’
con Tom Selleck, Donnie Wahlberg, Bridget Moynahan, Len CariouProd. CBS per RAI
Gli autori dei Sopranos’ raccontano del coinvolgimento della famiglia Reagan (con in testa il capo di casa, Tom Selleck) con il New York City Police Department. Pur essendo una famiglia molto unita, i Reagan hanno idee diverse sul comportamento da tenere affinché la giustizia trionfi, ma hanno una cosa in comune: non si fermano davanti a niente, perche il loro è più che un lavoro, è un affare di famiglia.
 
Pretty Little Liars – prima stagione diI.Marlene King e Sara Shepard – Stati Uniti, 2010, 44’
con Chad Lowe, Ashley Benson, Troian Bellisario, Shay Mitchell, Sasha PieterseProd. Warner Bros. per MYA
Un anno dopo la sparizione di Allison (vendicativa e manipolatrice ape regina), quattro giovani amiche Aria, Hanna, Spencer ed Emily, ricevono dei misteriosi messaggi che fanno intuire come Allison le stia osservando e conosca dei dettagli privati che nessuno dovrebbe sapere. All’improvviso la vita nella tranquilla periferia viene scossa dall’emergere di piccoli segreti, bugie e tradimenti. Anche dopo il ritrovamento del corpo di Allison, i messaggi continuano ad arrivare…
 
At Risk di John Pielmeier, Patricia Cornwell – Stati Uniti, 2010, 90’
con Andie MacDowell, Daniel Sunjata – Distr. It. Dall’Angelo Pictures per RAI
Per il detective Winston Garano (Daniel Sunjata) la chiamata è una vera sorpresa. Mentre sta frequentando un corso di specializzazione alla National Forensic Academy, il procuratore distrettuale, l’affascinante Monique Lamont (Andie MacDowell), lo convoca d’urgenza per uno strano incarico. Deve indagare su un omicidio avvenuto vent’anni prima nel Tennessee di cui non è mai stato scoperto il colpevole. Tutto ruota intorno a un nuovo progetto investigativo, “A Rischio”, che utilizza le tecniche più recenti di trattamento del DNA a scopi di indagine criminale. Ma nella mente del detective Garano qualcosa non quadra: perché è stato scelto proprio lui?
 
The Front di John Pielmeier, Patricia Cornwell – Stati Uniti, 2010, 90’
con Andie MacDowell, Daniel Sunjata – Distr. It. Dall’Angelo Pictures per RAI
Monique Lamont, affida una nuova missione al detective Garano: recarsi a Watertown, un piccolo centro del Massachusetts, per riaprire un caso irrisolto di omicidio risalente a quarant'anni prima. Il procuratore vuole provare a tutti i costi che a violentare e uccidere nel 1962 Janie Brolin, una ragazza cieca, fu il famigerato Strangolatore di Boston: proprio il colpo di scena di cui avrebbe bisogno per dare una svolta alla sua carriera. Watertown, però, è anche la sede del FRONT, un'organizzazione informale che riunisce alcuni dipartimenti di polizia decisi a ritagliarsi un'autonomia sempre maggiore, con buona pace del procuratore distrettuale.
 
 
La sottile linea nera – 5 storie tra finzione e realtàItalia, 2010, 70’
Regia di: Maria Martinelli, Tommaso Agnese, Lucrezia Le Moli, Andrea De Sica, Manetti Bros
Prod. Raitre
Cinque racconti ispirati alla cronaca nera italiana. Cinque cortometraggi d’autore che prendono spunto da casi reali sul modello delle inchieste di “Chi l’ha visto?”, ma poi lasciano spazio a una ricostruzione di finzione che ne fa un mosaico emblematico dei drammi personali e dei misteri non sempre risolti di cui troviamo a volte traccia sulla stampa e poi rischiano di perdersi nell’oblio. Voluti da Stefano Marroni per Raitre, i cinque film corti andranno in onda a breve su Raiuno.
 
I cerchi nell’acqua di Umberto Marino- Italia, 2010, 95’
con Alessio Boni, Vanessa Incontrada – Prod. Palomar per RTI
[Work in progress]
Dopo 20 anni di lontananza, Davide Freccero (Alessio Boni) torna nel paese natale e in cui ha trascorso tutta la sua giovinezza. La morte del padre lo riavvicina al fratello Ferruccio (Sergio Albelli) e alla sua famiglia e, improvvisamente, Davide si ritrova coinvolto nelle vicende del piccolo paese, in un riaffiorare di ricordi dolorosi e nostalgici. Riemerge un passato a tratti ancora misterioso. Complice anche una relazione complicata ma intensa con Bianca Della Rocca (Vanessa Incontrada), Davide deciderà di restare a casa per seguire lo sviluppo di vicende che mischiano passato e presente, amore e paura, desideri e passioni.
 
MININOIR
Assaggio in anteprima
ANIMALS 3D
di Reinhard Kloss e Holger Tappe – Germania, 2010,15’
Distr. It. Moviemax
Per la prima volta tutti, ma proprio tutti, gli animali della Terra decidono di unirsi per difendere un ecosistema sempre più a rischio.
 
Omaggio a Neil Gaiman
CORALINE (Coraline e la porta magica)
di Henry Selick – Stati Uniti, 2009, 96’
Distr. It. Universal International Pictures
Dal visionario regista di Nightmare Before Christmas, basata sul best-seller di Neil Gaiman, una straordinaria avventura in stop-motion. Coraline Jones scopre una porta segreta che conduce ad un mondo alternativo, molto più bello della realtà. Ma quando l’altra casa (apparentemente perfetta) diventa minacciosa ed i suoi “altri genitori” cercano di intrappolarla per sempre, Coraline fa ricorso a tutto il suo coraggio per ritornare a casa e salvare la sua famiglia.
 
STARDUST
di Matthew Vaughn, Stati Uniti, 2007, 122’
con Michelle Pfeiffer, Clare Danes, Robert De Niro
Distr. It. Universal Pictures International
Principi approfittatori, streghe cattive, pirati volanti, amori incredibili, un eroe dal cuore puro, tutto ambientato in una terra magica dove la polvere di stelle può esistere davvero. Per corteggiare una ragazza, Tristan le promette in dono una stella cadente. Ma finisce per trovarsi coinvolto nella più grande avventura della sua vita quando scopre che la stella è in realtà una bellezza celestiale: Yvaine. Quando la vecchia strega Lamia cerca di rubare la giovinezza a Yvaine, Tristan sente di doverla proteggere a qualunque costo.
 
 
OMAGGIO A MICHAEL CONNELLY
THE LONG GOODBYE (Il Lungo Addio) di Robert Altman
Stati Uniti, 1973, 112’ – con Elliott Gould, Nina Van Pallandt, Sterling Hayden
Distr. It. Twenty Century Fox
Le accuse di uxoricidio a carico del suo migliore amico; la galera per favoreggiamento, il presunto suicidio di Lenox, l’indiziato che non si può difendere; un caso aperto e subito chiuso per la polizia e la stampa, ma la versione ufficiale non sembra convincere Marlowe. «Questo è il film che mi ha fatto diventare uno scrittore e che soprattutto mi ha spinto a voler scrivere di Los Angeles. Certamente è un film che rientra nella categoria del noir, ma per me è stato più importante aver appreso il forte significato che possiede Los Angeles, e il fatto che in questa città, in qualsiasi momento, tutto può accadere». [Michael Connelly]
BLOOD WORK (Debito di sangue) di Clint Eastwood
Stati Uniti, 2002, 110’ – con Clint Eastwood, Jeff Daniels, Anjelica Huston
Distr. It. Warner Bros
Terry McCaleb è un veterano dell’FBI: un pericoloso serial killer lo sfida lasciando dei messaggi in codice. Inseguendo il suo avversario, McCaleb viene colpito da infarto e decide di ritirarsi andando a vivere sulla sua barca nel porto di Los Angeles. Dopo un trapianto di cuore si trova però a subire nuovamente il fascino del passato. E di nuovo si trova a dover affrontare il suo vecchio nemico: il killer del codice. «Eastwood è sempre stato un punto di riferimento per me. Ricordo di aver vistoUna 44 Magnum per l’ispettore Callaghanquando avevo 15 anni, insieme a mio padre. Sono convinto che, tra gli altri, anche Harry Bosch sia un discendente di Callaghan. Vedere Eastwood interpretare un personaggio di mia invenzione è stato meraviglioso». [Michael Connelly]
OMAGGIO A JIM THOMPSON
SERIE NOIRE (Il Fascino del Delitto) di Alain Corneau
Francia, 1979, 111’ – con Patrick Dewaere, Myriam Boyer, Marie Trintignant
Distr. Inter. Studio Canal
Dal romanzo A Hell of a Woman (1954) di Jim Thompson, sceneggiato dal regista con lo scrittore Georges Pérec ai dialoghi. Un balordo venditore porta a porta nella periferia di Parigi è spinto da una ragazza ad assassinare la zia, fetida ruffiana, e poi anche la propria moglie per farla tacere. Intinto nella pece, tenuto sopra le righe con accenti alla Céline, questo film rimane uno dei migliori polar degli anni '70, che restituisce alla perfezione l'atmosfera incanaglita dei romanzi di Thompson.
 
 
IL VINCITORE DEL PRIMO NOIR IN FESTIVAL 1991
 
PARIS TROUT (Il Cuore Nero di Paris Trout) di Stephen Gyllenhaal
Stati Uniti, 1991, 94’ – con Dannis Hopper, Ed Harris, Barbara Hershey,
Nella Georgia, tra gli anni Quaranta e Cinquanta, vive il signor Paris Trout. Un giorno l’uomo vende un rottame di automobile mascherato da luccicante berlina. L’acquirente si accorge della truffa e si rifiuta di pagare. Paris reagisce e per vendetta gli uccide la famiglia. Processato e uscito grazie a una mite condanna ottenuta da un giudice corrotto, ricomincia a massacrare persone innocenti. Tratto dal romanzo omonimo di Pete Dexter che scrisse anche la sceneggiatura.
SUPEREROI ALL’ITALIANA
una retrospettiva a cura di Marco Giusti
 
FLASHMAN – di Mino Loy & Luciano Martino, Italia, 1967,
Flashman, misterioso giustiziere mascherato, è un baldo giovanotto inglese di nobili origini che si è autoproclamato paladino della giustizia. Un tipo di supereroe macho che pur richiamando i vari Batman americani, presenta varianti prese in prestito dai fumetti neri per adulti. Ricco e raffinato, Flashman è conservatore e maschilista convinto. Indossa una sgargiante calzamaglia a prova di proiettile e può confidare su un discreto, silenzioso maggiordomo. Anche la sua antagonista, Alika, è concepita secondo i requisiti delle affascinanti, equivoche, cattivissime vamp dei comics proibiti ai minori. Flashman è interpretato, sotto lo pseudonimo di Paul Stevens, dall'attore e ballerino Paolo Gozlino molto attivo negli anni '60 in televisione in coppia con Helen Sedlak.
 
KRIMINAL – di Umberto Lenzi, Italia, 1966
Evaso dal carcere di Londra, il famoso criminale cerca di impadronirsi di un bottino di pietre preziose (addirittura il tesoro della Corona), ma l'impresa si rivela più complicata del previsto. Ispirato al celebre personaggio del fumetto nero di Max Bunker, il film è volutamente fumettistico anche nello svolgimento. Lenzi si iscrive così in un breve filone che attingeva agli eroi nostranid ei comics, da Diabolik a Satanik. Rispetto agli “albi” di Kriminal, c’è un’intenzione paradossale di taglio più classico, che strizza l’occhio ai modelli inglesi, mentre il ritmo dell’azione fa venire in mente più Il Santo che 007. Ebbe buon successo con tanto di sequel, Il marchio di Kriminal.
 
SUPERARGO CONTRO DIABOLIKUS – Di Nick Nostro, Italia, 1967
Dopo un incontro di catch terminato con la morte non voluta dell’avversario, il campione Superargo cade in preda a una crisi spirituale. Allo scopo di sollevarne l’animo e nello stesso tempo di risolvere un intricato problema criminale, l’esponente di una organizzazione internazionale di spionaggio lo incarica di indagare sugli arrembaggi che da qualche tempo si stanno verificando a danno di navi cariche di uranio e mercurio. Superargo, approdato in segreto su un’isola, scopre i modernissimi impianti con i quali Diabolikus, uno scienziato pazzo, produce un isotopo dell’oro e si prepara a minare l’economia mondiale. Diabolikus scopre però Superargo e dopo aver tentato di piegarlo ai suoi voleri, rapisce Lydia, la fidanzata del nostro eroe.
 
TRE SUPERMAN A TOKIO – di Bitto Albertini, Italia, 1968
Un agente segreto inglese, incaricato di rintracciare un breve filmato che contiene prove piccanti della vita segreta di personaggi altolocati, si allea con due abilissimi ladri. I tre giungono a Tokio dove incontrano l’inventore di un raggio miniaturizzante. Grazie a questo stratagemma i tre sventeranno lo scandalo in Gran Bretagna. Poi però fuggiranno verso nuove avventure.
 
SATANIK – di Piero Vivarelli, Italia, 1968
Marny Bannister (Magda Konopka) è una scienziata dal volto orrendamente deturpato. Quando il professor Gray le vieta di testare su se stessa un siero che rigenera le cellule, la donna lo uccide, ma sulle sue tracce si mette l’ispettore Trent (Julio Peña) che indaga sulla morte di Gray. Marny intanto adesca il ricco George Van Donan (Umberto Raho), ma quando improvvisamente il siero cessa di fare effetto e lui la vede deturpata, lo uccide. Tratto da uno dei “fumetti neri” più famosi degli anni ’60, scritto da Max Bunker (Luciano Secchi), disegnato da Magnus (Roberto Raviola), il film è sostanzialmente una variante del tema Jekyll/Hyde in cui il Male ha il sopravvento e, senza rimorso alcuno, persegue i suoi fini. La polacca Magda Konopka è una Satanik affascinante e spietata.
RAYMOND CHANDLER AWARD 2010
MICHAEL CONNELLY
 
Nato a Philadelphia il 21 luglio 1956, Michael Connelly ha deciso di diventare scrittore quando era studente alla University of Florida, dopo essere rimasto folgorato dai romanzi di Raymond Chandler. Dopo la laurea nel 1980, ha lavorato per alcuni quotidiani specializzandosi in cronaca nera e diventa poi cronista per il «Los Angeles Times». Dopo tre anni nella Città degli Angeli, Connelly ha iniziato la stesura del primo libro e ha inventato il suo personaggio chiave: il detective Hieronymus Bosch. Il romanzo,La memoria del topo, ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto nella megalopoli californiana. È stato pubblicato nel 1992 e ha vinto, come miglior romanzo d’esordio, il premioEdgar, assegnato dalla Mistery Writers of America, associazione di cui sarà presidente nel 2003 e nel 2004.
 
Connelly ha poi scritto altri tre romanzi con Bosch come protagonista:Ghiaccio nero(The Black Ice),La bionda di cemento (The Concrete Blonde) eL’ombra del coyote(The Last Coyote), prima di pubblicare, nel 1996,Il poeta(The Poet) – un thriller che ha per protagonista un reporter.
 
Nel 1997 è tornato a lavorare sulla serie di Bosch e ha scritto Musica dura(Trunk Music), cui ha fatto seguito, nel 1998,Debito di sangue(Bloodwork), un romanzo con un nuovo protagonista che è presto diventato famoso: Terry McCaleb. L’idea di base del libro prende spunto dal trapianto di cuore a cui si era sottoposto un amico di Connelly e dal conseguente senso di colpa di chi deve la propria vita alla morte di qualcun altro. Il film tratto daDebito di sangueè uscito nel 2002, con Clint Eastwood in veste di regista e attore principale nel ruolo di McCaleb. Nel frattempo, alla carriera letteraria Connelly affianca quella televisiva: è uno dei creatori, autori e consulenti alla produzione di Level 9, una fiction tv su una squadra speciale contro la criminalità informatica, apparsa sulla rete UPN nell’autunno del 2000.
 
Nel 2001 è uscitoIl buio oltre la notte(A Darkness More Than Night), il romanzo in cui Connelly fa incontrare Harry Bosch e Terry McCaleb. Nel 2002, Connelly ha pubblicato due romanzi. Il primo,La città della ossa(City Of Bones), fa parte della serie di Harry Bosch ed è stato nominato dal «New York Times» tra i titoli più interessanti dell’anno. Il secondo è Utente sconosciuto(Chasing The Dime), giudicato tra i migliori titoli dell’anno dal «Los Angeles Times».
 
Lame di luce(Lost Light), uscito nel 2003, ancora una volta si è guadagnato l’ingresso tra i migliori romanzi di quell’anno secondo il «Los Angeles Times». È un nuovo titolo della serie di Harry Bosch, ma questa volta è il detective a narrare in prima persona la storia.
 
AncheAvvocato di difesa (The Lincoln Lawyer), suo sedicesimo romanzo e primo legal-thriller, pubblicato nell’ottobre 2005, è salito subito al numero uno della classifica del «New York Times». La città buia, diciottesimo titolo di Connelly, è una nuova storia conHarry Bosch. Il successivo romanzo, The Brass Verdict, pubblicato negli Stati Uniti nell’ottobre 2008, è un thriller dal ritmo incalzante in cui l’avvocato di difesa Mickey Haller incontra Harry Bosch.
 
Il ventesimo titolo di Connelly, The Scarecrow, è uscito negli Stati Uniti nel maggio del 2009 e ha per protagonisti il reporter Jack McEvoy e l’agente Rachel Walling, nuovamente insieme per la prima volta dai tempi de Il poeta. Nel 2009 è stato pubblicato negli Stati Uniti anche Nine Dragons, il quindicesimo titolo con protagonista Harry Bosch, impegnato questa volta in una trasferta a Hong Kong, alla ricerca di sua figlia scomparsa. La vita privata di Bosch torna in questo romanzo in primo piano come non succedeva dai tempi de L’ombra del coyote.
 
Quest’anno ha pubblicato negli Usa The Reversal, sedicesima avventura di Harry Bosh, per l’occasione in compagnia dell’avvocato Mickey Haller. Per le Edizioni Piemme, che pubblicano in Italia tutti i suoi libri, è appena uscito La lista. Vive con la moglie e la figlia in Florida.
LA PAGINA BUIA ♦ INCONTRI CON GLI SCRITTORI
 
Martedì 7 dicembre, ore 17
GIORGIO FALETTI, Appunti di un venditore di donne, Baldini Castoldi Dalai
Campione delle classifiche fin dal suo esordio, nel 2002, con Io uccido (4 milioni di copie vendute) artista poliedrico che ha dato vita a personaggi indimenticabili come Vito Catozzo, è anche attore, musicista e cantautore . Tra i suoi titoli: Niente di vero tranne gli occhi, Fuori da un evidente destino (Baldini Castoldi Dalai). Tra i progetti futuri : Delitti Rock, un programma televisivo per la Rai. Appunti di un venditore di donne è un romanzo fosco, notturno, ambientato in uno dei momenti più drammatici del dopoguerra italiano, la fine degli anni ‘70 e il rapimento Moro, mentre nasce la Milano da bere.
A Courmayeur il 7 dicembre Giorgio Faletti inaugurerà la mostra fotografica “Privacy-Ritratti segreti”
 
Mercoledì 8 dicembre, ore 11
IAIN PEARS, L’uomo caduto dal tetto del mondo, Longanesi
Studioso e storico dell’arte ha lavorato come giornalista per diversi anni alla BBC, Channel 4, e la ZDF, vive a Oxford. È stato corrispondente per la Reuters, anche in Italia, prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. La sua prima serie era ambientata in Italia, nel mondo dell’arte, il romanzo con cui ha avuto più successo è La quarta verità (1999). L’uomo caduto dal tetto del mondo è un romanzo sul mondo della finanza inglese, con al centro le vicende di una banca che da potente nel XIX secolo crolla nel 1995 a causa delle speculazioni di un giovane trader di Taiwan.
 
Mercoledì 8 dicembre, ore 12
TITO TOPIN, Fotofinish, E/O
Tito Topin, nato a Casablanca nel 1932,ha alternato fino agli anni ‘70 il mestiere di pubblicitario con quelli di illustratore e sceneggiatore di fumetti e di scrittore. Nel 1982 ha pubblicato Brelan de Nippons nella Série Noire di Gallimard nella quale pubblicherà anche la serie del commissario marocchino Emile Gonzales. Nel 1989 ha dato vita assieme a Pierre Glimbat alla popolarissima serie televisiva del commissario Navarro, interpretato da Roger Hanin, giunta alla diciottesima stagione e conclusasi nell’aprile 2007. Fotofinish è ambientato a Casablanca, un noir politico che si svolge alla vigilia dell’indipendenza del Marocco, ma anche un romanzo sulla memoria.
Tito Topin fa parte della Giuria Cinema di Courmayeur Noir in Festival 2010
 
Mercoledì 8 dicembre, ore 17
GIOVANNI NEGRI, Il sangue di Montalcino, Einaudi-Stile Libero
Giovanni Negriè giornalista, scrittore e produttore di vino a Serradenari, nelle Langhe piemontesi.
Negli anni ‘80 è stato segretario del partito radicale (ai tempi del caso Tortora), tra i fondatori dell’Osservatorio laico e consigliere del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Inviato dell’«Indipendente», vicedirettore del «Tempo», collaboratore del «Foglio», autore di libri di successo come Vinosofia (Piemme, 2008), Il sangue di Montalcino è il suo esordio nel romanzo noir: una storia ambientata nel mondo del vino e dell’enologia.
 
Giovedì 9 dicembre, ore 16
CHRISTIAN MØRK, Darling Jim, Marsilio
Christian Mørk, autore danese, vive da molti anni a New York, dove ha lavorato prima come giornalista per Variety, poi in produzione nel cinema in film come Michael’s Collins di Neil Jordan e L’avvocato del diavolo di Taylor Hackford. Ha iniziato pubblicando racoconti sul New York Times e scrive i suoi libri in inglese.
Darling Jim è un thriller gotico ispirato ad un fatto realmente accaduto nel2000: la storia sulla misteriosa morte di tre ragazze e dello zio, trovati reclusi in una casa di un sobborgo irlandese.
 
 
 
Giovedì 9 dicembre, ore 17
WULF DORN, La psichiatra, Corbaccio
Tedesco, nato nel 1969, ha studiato lingue e ha lavorato negli ultimi 16 anni in un ospedale psichiatrico. La psichiatra, uno psychothriller incentrato sui misteri della mente, è il suo primo romanzo dopo una serie di racconti pubblicati su riviste. Dorn ha già pubblicato un secondo romanzo, Kalte Stille, non ancora tradotto.
In La psichiatra Ellen Roth è una dottoressa che si ritrova a gestire il caso di una paziente con una atroce storia di violenze, e terrorizzata da un fantomatico Uomo nero, che scompare misteriosamente.
 
Venerdì 10 dicembre, ore 16
GERARD ROERO DI CORTANZE, Il colore della paura, Garzanti
Autore di saggi, romanzi e biografie, traduttore e critico letterario, ha diretto collane per i maggiori editori francesi. È nato in Francia da famiglia italiana, è membro dell'Accademia Reale di lingua e di letteratura francese del Belgio, ed è stato insignito della Legion d’Onore della Repubblica francese. Discende per parte paterna dai Roero di Cortanze, illustre e vecchia famiglia piemontese; e per parte di madre da Michele Pezza, più conosciuto sotto il nome di Fra’ Diavolo.
Il colore della paura è un romanzo storico, gotico, con venature fantasy, ambientato in alta Savoia nel 1859, con al centro un uomo che insegue una misteriosa sfumatura di blu cobalto.
 
Venerdì 10 dicembre, ore 17
R.J. ELLORY, Vendetta, Giano
Nato aBirmingham, orfano dall’età di sette anni, ha vissuto in collegio fino a 16 e viene arrestato a 17. Pubblica il suo primo romanzo, Due piani sopra l’inferno, nel 2003, ma il successo arriva nel 2007 con La voce degli angeli, 300 mila copie vendute, traduzioni in 23 lingue, e un’opzione per un film del regista francese Olivier Dahan per il quale Ellory ha già terminato la sceneggiatura.
Vendetta è un affresco complesso su 50 anni di storia americana, ambientato nella New Orleans prima dell’uragano Katrina, dove il rapimento di una ragazza si intreccia alla lotta contro la mafia.
 
Sabato 11 dicembre, ore 16
ANNE HOLT, La vendetta, Einaudi
Norvegese, ha vissuto negli Stati Uniti e ora abita a Oslo con la sua compagna e la figlia. Laurea in legge, passato in televisione e poi in polizia, ma soprattutto, tra il 1996 e il 1997, Ministro della giustizia norvegese. Nel 1993 il suo esordio con La dea cieca, primo libro della serie di Hanne Wilhelmsen. Nel 2001 nasce la serie di Vik e Stubø (Quello che ti meriti e La porta chiusa). I suoi libri sono pubblicati in Italia da Einaudi
La vendetta è il secondo romanzo della Holt che ha come protagonista Hanne Wilhelmsen: una storia di stupro, violenza e sopraffazione, un romanzo dove è centrale il conflitto tra il pubblico ed il privato.
 
Sabato 11 dicembre, ore 17
MAJ SJÖWALL, La camera chiusa, Sellerio
È stata la prima regina del noir scandinavo,famosa per aver creato nel 1965, insieme al marito Per Wahlöö, il commissario Martin Beck, di cui scrisse per dieci anni, fino alla morte del suo co-autore. Prima giornalista e poi romanziera, la sua scrittura ha una forte impronta di critica sociale. Ha tradotto anche molti autori tra cui Anne Holt.
Ne La camera chiusa ritroviamo Martin Beck, sofferente e malinconico, alle prese con un caso di omicidio collegato a una rapina; un romanzo tra le cui righe si legge “la denuncia sociale dei due autori, convinti che, alla fine, svaligiare una banca sia un crimine meno grave che fondarla”.
 
 
 
 
Domenica 12 dicembre, ore 11
ANDREA VILLANI, La strategia del destino, Mursia
E’ nato vicino Parma, ha vissuto molto in Sud America. Ha scritto per il teatro e pubblicato racconti per antologie, riviste e quotidiani. È responsabile della rivista «Terre Verdiane News», e direttore dello Psicofestival. Ha pubblicato i romanzi La notte ha sempre ragione, Il cielo sotto, Questo sangue.
La strategia del destino è ambientato in quella provincia italiana diventata troppo ricca e troppo in fretta, per non nascondere qualcosa di marcio.
 
Domenica 12 dicembre, ore 12
PAOLO DI REDA e FLAVIA ERMETES, Il labirinto dei libri segreti, Newton Compton
Paolo Di Reda è scrittore e sceneggiatore per il cinema, ha pubblicato due romanzi ed un racconto (A finestre aperte) nella antologia Roma non basta. Flavia Ermetes, biologa, ha lavorato nel campo della ricerca e del giornalismo scientifico e da molti anni si occupa di cinema e audiovisivi.
Il labirinto dei libri segreti è il primo noir per entrambi, ambientato a Parigi, e in particolare in quel luogo oramai mitico che è il cimitero di Père-Lachaise.
 
I NOIR D’ARTISTA
a Courmayeur Noir in festival 2010
Una produzione Rai Educational / Art News
 
Art news, il settimanale di arte e cultura di Rai Educational condotto da Maria Paola Orlandini ed in onda il sabato pomeriggio alle 16,15 su Raitre, giunto ormai alla sua quinta edizione da quest’anno propone i “ noir d’autore”. Ad alcuni tra i piu’ affermati scrittori italiani è stato chiesto di scrivere una storia che prendesse spunto da un episodio “nero” della vita di un artista, sia pittori che scultori, letterati, poeti, musicisti, attori. L’autore legge l’incipit e la conclusione del suo scritto, il quale diventa poi la sceneggiatura di una mini-fiction girata in studio dalla regista Angela Landini con attori che interpretano gli artisti protagonisti delle vicende narrate, il tutto integrato con del materiale di repertorio. Il festival presenta a Courmayeur 6 episodi, che saranno proiettati al Jardin de L’Ange prima di ogni incontro letterario, e di cui sono autori Alessandro Perissinotto, Raul Montanari, Giancarlo De Cataldo, Simona Vinci, Elisabetta Bucciarelli, Marcello Fois.
 
ELISABETTA SIRANI di Alessandro Perissinotto
regia di Angela Landini – dur. 4’33’
 
IL TRITTICO / FRANCIS BACON di Elisabetta Bucciarelli
regia di Angela Landini – dur. 3’56’’
 
CHET BAKER di Raul Montanari
regia di Antonella Zechini – dur. 3’26’’
 
BURROUGHS di Giancarlo de Cataldo
regia di Angela Landini – dur. 4’
 
MODIGLIANI di Simona Vinci
regia di Angela Landini – dur. 4’16’’
 
VERLAINE/RIMBAUD di Marcello Fois
regia di Angela Landini – dur. 4’
Vent’anni di successi e di scoperte…
 
1991 Noir in Festival apre a Viareggio la sua prima edizione.  Krzysztof  Kieslowski presidente della giuria cinema, assegna il Primo Premio a Il cuore nero di Paris Trout, di Stephen Gyllenhaal. Altri registi in gara: Eric Rochant, Walter Salles, Jeffrey Reiner, Gaspar Noé   . Primo omaggio italiano a Frederick Wiseman. Tutto il cinema da Dostoevskj e quello noir sotto Vichy. Frederick Forsyth vince il Premio Chandler.
 
1992 secondo e ultima edizione a Viareggio.  Jules Dassin presidente della Giuria cinema. Prima volta italiana del documentarista americano Emile De Antonio e retrospettiva dedicata a Michael Curtiz. I registi in gara: da Peter Medak a Mark Peploe, da Mike Figgis a Nicholas Roeg, da Steven Soderbergh a Kon Ichikawa. Anteprima italiana di Reservoir Dogs (Le iene) di un molto amato ma ancora sconosciuto Quentin Tarantino. Vince il Chandler Manuel Vasquez Montalban.
 
1993 una nuova casa: prima edizione a Courmayeur. La giuria cinema è guidata da  Gillo Pontecorvo ed è composta da Gian Mario Feletti, David Robinson, Jerzy Skolimowski, Adrian Wootton. Tra le anteprime Romeo Is Bleeding di Peter Medak, con Gary Oldman. Anteprima della serie tv girata in pellicola Fallen Angels, prodotta da Sydney Pollack. Tra gli scrittori, per la prima volta in Italia Walter Mosley, mentre Osvaldo Soriano è il Premio Chandler.  
 
1994 Roland Topor firma il manifesto, retrospettiva sui “Suoni del Noir”. Tra i registi: Claire Denis, Danny Boyle  che si fa conoscere con Shallow Grave, John Carpenter con Il seme della follia e Wes Craven con Nightmare – Il nuovo incubo, Ole Bornedal presenta il primo Nightwatcher. Fruttero&Lucentini ricevono il Chandler.
 
1995 E’ l’anno di Seven di David Fincher. Presiede la giuria cinema Donald Westlake, viene presentata la seconda serie di Fallen Angels, con gli episodi di Peter Bogdanovich, Jim McBride, Kiefer Sutherland, Agnieszka Holland e John Dahl tra gli altri…P.D.James ritira il Premio Chandler.
 
1996 edizione dedicata a Philip K. Dick,  Mario Schifano firma per la seconda volta l’immagine dell’anno, Gabriele Salvatores racconta in anteprima Nirvana.  Retrospettiva dedicata alla fantascienza noir, Chris Carter, il creatore di X-Files, riceve uno Speciale Chandler. Mentre il Premio principale va a Ed McBain.
 
1997 il Premio Mystery per la letteratura prende il nome di Giorgio Scerbanenco, e viene assegnato a Carlo Lucarelli. Tributo a William Friedkin, ospite d’onore e anteprime di L’avvocato del diavolo, di Taylor Hackford, presente con Charlize Theron, di Starship Troopers con Paul Verhoeven e di Alien IV, con Sigourney Weaver. Mostra fotografica di Weegee, il re della cronaca nera americana. Tra gli autori selezionati: David Fincher (The Game, con Michael Douglas), Takashi Miike, Andrew Niccol con Gattaca. James Crumley è il Premio Chandler, Christopher Lee il Presidente della giuria. Ricostruzione del Guglielmo Tell iniziato da Errol Flynn nel ‘52 a Courmayeur, alla presenza del direttore della fotografia, Jack Cardiff.
 
1998 il festival co-produce il primo cortometraggio interamente concepito e realizzato da detenuti (San Vittore), Campo corto.  Tema dell’anno “I confini del male”, tra gli intervenuti Ilda Bocassini, Gaetano Savatteri e Giovanni Bianconi. Mickey Spillane Premio Chandler mentre ad  Arturo Perez-Reverte va lo speciale Chandler. In concorso anche Simple Plain di Sam Raimi al Gods and Monsters di Bill Condon a Bride of Chucky di Ronnie Yu. Anteprima di Enemy of the State,di  Tony Scott con Will Smith, Gene Hackman e John Voight.
 
1999  Brian Aldiss rievoca il progetto di A.I. iniziato da Stanley Kubrick Per il centenario di Hitchcock, il Premio Chandler va al leggendario Farley Granger. Tema dell’anno: le Mutazioni, video-conferenza di William Gibson. Prima retrospettiva in Occidente del regista giapponese Takashi Miike, e ospite d’onore il disegnatore satirico americano Bill Plympton. Anteprime di American Beauty, di Sam Mendes, Il collezionista di ossa di Phillip Noyce, Il viaggio di Felicia di Atom Egoyan. Presentati anche The Element of Crime di Lars Von Trier e Elephant, di Alan Clarke.
 
2000 con M. Night Shyamalan e i fantastici antagonisti Bruce Willis e Samuel L. Jackson in Unbreakable. Ma anche con Nurse Betty, di Neil LaBute.  Abbas Kiarostami presiede la giuria. Tra gli scrittori il francese Jean-Christophe Grangé, con i suoi Fiumi di porpora, e il greco Petros Markaris, per la prima volta in un festival italiano. L’inchiesta è il tema dell’anno, Gaetano Savatteri conduce l’incontro con i giornalisti Carlo Bonini, Luca Telese, Gian Antonio Stella e gli sceneggiatori Andrea Purgatori e Pino Corrias. Andrew Vacchs è il Premio Chandler. Il manifesto con Snoopy detective è dedicato a OdB.
 
 
 
 
2001 John le Carré riceve il Premio Chandler. Viene anche, per la prima volta in Italia, lo scrittore Edward Bunker, seguito da Kathy Reichs, Christopher Dickey, Yasmina Khadra, Alicja Giménez-Bartlett, Elvira Dones. Anteprima di  Spy Game di Tony Scott, con Robert Redford e Brad Pitt. Prima retrospettiva in Occidente del cinema poliziesco iraniano, tra i titoli Boycott, il primo film di Moshen Malhmalbaf e One More Day di Babak Payami.
 
2002  omaggio a Patrick Manchette, con film e convegno. Lucas Belvaux  presenta la Trilogie. Lo scrittore americano Robert Stone tra gli autori presenti.  Il Premio Chandler va a John Grisham. Tra i film The Ring di Gore Verbinski, Oligarch di Pavel Lounguine,TheGood Thief di Neil Jordan, Buffalo Soldiers con Joaquin Phoenix. E perfino di La leggenda di Al, John e Jack di Aldo Giovanni & Giacomo.
 
2003 lo scrittore texano Joe R. Lansdale viene per la prima volta in Italia.  Premio Chandler è l’autore de I sei giorni del condor, James Grady.  Anteprima di  Runaway Jury, con Gene Hackman e Rachel Weisz, omaggio a Stan Lee (il creatore dei fumetti della Marvel). Giancarlo De Cataldo vince lo Scerbanenco con Romanzo Criminale. Si intitola la “Sala Argento” al primo Palanoir.
  
2004 anteprime:  la trilogia di Hong Kong Infernal Affairs, che ha ispirato Scorsese per The Departed, Tokyo Godfathers animazione del giapponese Satoshi Kon, Spartan di David Mamet con Val Kilmer, 36 Quai des Orfèvres di Olivier Marchal, con Depardieu, Auteil e la nostra Golino. Anteprima italiana di  Lost, di J.J.Abrams. Allo scozzese Ian Rankin va il Premio Chandler.  Gabriele Salvatores presenta  Quo Vadis Baby? Nasce il MiniNoir, il festival dei più giovani, in collaborazione con gli allievi dello IED di Milano.
 
2005 Anteprima di  Le Cronache di Narnia. Ma anche di A History of Violence, di  David Cronenberg, Return To Sender, di Bille August, Adam’s Apples di Anders T. Jensen. In giuria ci sono Jeffery Deaver, Val Kilmer, Barbora Bobulova. Il Premio Chandler va a George Pelecanos. Tra gli scrittori esordienti Davide Dileo, meglio noto come Boosta e l’inglese Mark Mills.
 
2006  Elmore Leonard è il Premio Chandler.  Tra gli altri scrittori presenti Arnaldur Indridason, Jo Nesbo, Andrew Taylor, Peter James, Harlan Coben, Giorgio Faletti, Marcello Fois.  Anteprime di Alpha Dog, di Nick Cassavetes; La Tourneuse de pages, di Denis Dercourt, l’islandese Children, il futuro Oscar The Last King of Scotland con  Forest Whitaker, Deja vu, di Tony Scott, con Denzel Washington. Al MiniNoir Giù per il tubo di Bowers&Fell, gli autori di Wallace & Gromit.
 
2007 Il premio Chandler è di Scott Turow, protagonista di un faccia a faccia con l’ex magistrato Gherardo Colombo. Tra gli autori stranieri: Jason Godwin, Sophie Hannah, John Harvey, Asa Larsson, Jeff Lindsay (autore di “Dexter”). Grandi documentari come  The Dictator Hunter, L’Avocat de la terreur, e l’iraniano It’s Always Late For Freedom. Tra i film:  Diary of the Dead, di George Romero, Flawless,  di Michael Radford con Michael Caine e Demi Moore,  30 giorni di notte, di David Slade, con Josh Harnett. Omaggio ai Beatles con Help!, di Richard Lester.
 
2008 nuova sede del cinema:la inaugura Gabriele Salvatores che rilegge Come Dio comanda di Ammanniti, tra cinema, musica e teatro con Elio Germano, Filippo Timi e iMokadelic. E’ l’anno del Complotto, del noir femminile, degli “007 all’italiana”, ospite Neil Connery. Il Premio Chandler va ad Alicia Giménez-Bartlett, in giuria siede lo scrittore Don Winslow, per la prima volta in Italia, insieme a Richard Price, lo sceneggiatore de Il colore dei soldi. Vince Frozen River, di Courtney Hunt, che avrà la nomination all’Oscar per la sceneggiatura, ospiti Melissa Leo (nomination come migliore attrice 2009) e Misty Upham.
 
2009 50 anni dalla morte di Raymond Chandler, 40 anni dall’attentato di piazza Fontana.Viene presentato il libro di  Carlo Bonini, scritto con Renato Vallanzasca, Il fiore del male. Tra gli altri autori presenti Juan Madrid e Matt Haig, Marcello Fois e Michela Murgia. Ospite Diablo Cody, la sceneggiatrice di Juno. La Giuria del cinema: presiede James Sallis, servono Samuele Bersani, Donatella Finocchiaro, lo sceneggiatore Jorge Guerricaechevarria, l’attrice neozelandese Melanie Lynskey. Vince Johnnie To con Vengeance, Premio Speciale della Giuria, Black Dynamite di Scott Sanders, con Michael Jai White. Federico Zampaglione, leader dei Tiro Mancino, presenta in anteprima come regista il suo horror Shadow e chiude il festival con un concerto.
VENTI DI NOIR
Quest’avventura comincia nel 1991. Le ragioni del distacco di una costola – o per meglio dire della spina dorsale – dalla tradizione del MystFest di Cattolica in cui si era formato tutto il gruppo dirigente della nuova manifestazione, attengono alla cronistoria minuta dell’impresa culturale in Italia e non fanno oggi storia. Basti dire che quando decidemmo, insieme al Presidente Oreste del Buono, a tutto il Comitato Scientifico, ai miei più stretti collaboratori di allora e con il sostegno dichiarato di Felice Laudadio (che il MystFest aveva fondato) e di Irene Bignardi (che gli era succeduta) di lasciarci alle spalle il passato e fondare il Noir in Festival, avevo chiara la necessità di reinventare un modello, ma anche l’orgoglio di garantire la continuità a un progetto culturale d’eccellenza e d’avanguardia.
 
Ciò che invece non misuravo, se non in maniera istintiva, era la trasformazione del mondo che stavamo tutti sperimentando e ancor più l’estensione dei confini che l’idea stessa del mystery avrebbe assunto. Scegliemmo la bandiera del Noir (devo all’intuizione di Marina Fabbri questa felice decisione) sia per indicare una linea cromatica che dal Giallo trascolorava nei più foschi toni del Nero, sia per esprimere attraverso il laboratorio culturale di un Festival il disagio sociale, lo smarrimento epocale dell’individuo che nel Noir trova sempre la sua più moderna espressione.
E ben presto capimmo che non avevamo adottato un semplice slogan, ma una visione del mondo in cui era possibile leggere l’urgenza di quanto accadeva intorno.
 
E’il 1991: il muro di Berlino cade appena due anni prima, la prima repubblica andrà in pezzi due anni più tardi; a Bagdad le sirene della contraerea hanno cominciato a suonare già in gennaio e il loro richiamo si è presto esteso al Golfo Persico e Israele; negli stessi mesi si disgrega la Jugoslavia e la guerra si annuncia da una provincia all’altra; in Italia scompare il PCI e scricchiola la DC sotto i colpi di piccone del Presidente Cossiga che si autoaccusa addirittura per le operazioni Stay Behind e le coperture a Gladio; nel mondo crollano il Patto di Varsavia e l’Unione Sovietica. Tra poco verranno le stragi di mafia, nasceranno i nuovi partiti della Seconda Repubblica, comincerà l’era dei telefoni cellulari e la Legge Mammì darà definitiva consacrazione al (presunto) duopolio televisivo. Difficile dire se fossero gli ultimi sussulti di un secolo alla fine o di un nuovo millennio alla nascita. Di certo, sulla pagina e sullo schermo, proprio come nella cronaca e nei palazzi di giustizia, il noir diviene leit-motiv segnaletico di una stagione sociale in cui la violenza metropolitana, il crimine istituzionalizzato, il mistero eretto a sistema, vengono raccontati e interpretati sotto un’unica lente di ingrandimento. E questa lente fa poco a poco sfumare i contorni enigmistici del giallo per dare risalto all’urlo e al furore del nero: da un segnale di pericolo si passa a un presagio di lutto.
 
Da quel 1991 sarebbero successe molte cose: sarebbero venuti il terrorismo di Osama Bin Laden e l’attacco alle Torri Gemelle; la guerra in casa negli Usa e quella in trasferta dall’Iraq all’Afganistan, la nuova intifada e i genocidi dai Balcani all’Africa, l’arrembaggio delle mafie e l’orrore quotidiano fatto spettacolo nei delitti di casa nostra. Soprattutto non sapevamo che tutto l’orizzonte davanti ai nostri occhi avrebbe assunto l’etichetta del noir, tanto da laureare una nuova generazione di scrittori per poi arrivare ad autentici fenomeni come Romanzo criminale o Gomorra; ma anche da trasformare un sentire «contro», e sostanzialmente antagonista, in un fenomeno di massa e di moda. In tutti questi casi comunque l’arte ha la capacità di intercettare e anticipare un movimento profondo della realtà. Il nostro festival invece non ha altro ruolo – fin dall’inizio – che quello di registratore delle trasformazioni in atto. Ma è certamente una postazione privilegiata, un osservatorio sintomatico che ha colto il vento del sentimento collettivo e che oggi deve assecondare una nuova riflessione e, forse, segnalare un cambiamento successivo.
 
Tra l’autunno del 1979 e il settembre del 1980 l’ormai stagionato Gran Giallo Cattolica divenne un’inedita formula di spettacolo e cultura sotto la guida di Felice Laudadio con il determinante contributo di un gruppo di intellettuali, di un sindaco illuminato (Sergio Grossi), di un giovanissimo assessore alla cultura (Oscar Micucci). Nasce il MystFest, la sua prima retrospettiva è dedicata a un eroe dell’hard boiled come Raymond Chandler, il manifesto ufficiale assumerà presto i contorni di un Bogart senza volto. Quel festival, del quale sono stato fortunato collaboratore e poi direttore alla fine degli anni ’80, inventò l’idea tematica per una manifestazione che pure aveva il cinema al primo posto; creò un modello di cultura popolare che si guadagnava i quarti di nobiltà con retrospettive, omaggi e iniziative di qualità (memorabile il “processo” ad Agatha Christie).
 
10 anni dopo, nel 1991, cosa doveva cambiare nel dna del festival passando dal giallo al noir, da una costa all’altra (le due, fortunate, prime edizioni furono viareggine) è la domanda che, più o meno consciamente, ci ha accompagnato negli anni della transizione. Da qui è nato poi l’assetto attuale del Courmayeur Noir in festival, che dal 1997 ha una direzione multipla e molto “femminile” garantita dalle responsabilità di Marina Fabbri ed Emanuela Cascia .
E questa domanda giustifica ancora la necessità di riflettervi oggi, vent’anni dopo, alla luce delle trasformazioni del paese, della cultura, del mondo.
 
Una volta di più va ricordato che se il Giallo è un genere dai contorni sostanzialmente definiti, il Noir è una galassia emotiva ed espressiva sempre mutevole. Come si è detto già molto tempo fa il Noir è uno stato dell’animo e della società, semmai un “super genere” che si adatta alla fisionomia del mondo che rappresenta. Per questo la sua cifra stilistica è l’ibridazione e per questo sopravvive benissimo nei territori del malessere sociale, dell’instabilità psicologica, nel tempo dei serial killer, della politica che si fa mistero e intrigo, della paura metropolitana.
Se partiamo da questa prospettiva appare chiaro che anche l’organizzazione di senso su cui si appoggia una rassegna deve cambiare: non c’è più l’esigenza di nobilitare il genere servendosi di retrospettive, omaggi e novità; piuttosto quello di creare uno spazio di osservazione, un sismografo che metta insieme segnali diversi e in cui la presenza di film, scrittori, analisti ed esperti aiuti a decifrare una tela comune di fondo; è quella ricerca di senso che nel tempo ci ha portato ad occuparci di Dostoevskij e Philip K. Dick, del noir sociale e dei grandi misteri italiani.
 
Certamente un festival è in primo luogo passerella di novità, momento collettivo di passione e divertimento, celebrazione di grandi talenti e scoperta di nuovi artisti. Per questo, a ben vedere, la struttura quotidiana della manifestazione non muta significativamente nel tempo, semmai accentua quella trasversalità di contenuti e forme espressive che ha fatto la nostra fortuna. Del resto quale forma espressiva più del Noir ha avuto successo immediato, presa duratura, popolarità diffusa nella seconda metà del secolo scorso? E’ un fenomeno di tali proporzioni che ancor oggi vien difficile immaginare come mai abbia saputo coniare in così breve tempo un linguaggio universale, una codificazione semplice e prensile che si adatta alle più diverse culture, un riconoscimento immediato della sua interpretazione del tempo e del senso, talché non solo è rapidamente uscito dai ghetti del genere, non solo ha contagiato la cronaca fino a far diventare la sua parola chiave (noir appunto) sinonimo di qualsivoglia vicenda criminale (reale o immaginaria), ma si è spinto più oltre: ha provato a spiegare la nostra epoca e ha saputo attrarre nel suo sistema di segni quasi tutte le altre forme narrative. Io credo, senza voler ridurre a poche righe un percorso critico ben più ampio, che ciò si deva alla disponibilità del Noir a farsi naturalmente piattaforma di tre strutture compresenti: l’epica classica della tragedia, l’epica moderna della psicanalisi, l’urgenza del romanzo sociale come rivelatore delle inquietudini collettive. E, dal punto di vista stilistico, va aggiunto a questo il fatto che il noir accetta volentieri la sperimentazione linguistica (al cinema lo capiva già Godard, in letteratura si potrebbe cominciare da Faulkner), lo spiazzamento del punto di vista (ne è quasi una condizione necessaria per restituire lo smarrimento dei protagonisti), la violazione di ogni canone nel momento stesso in cui lo detta. Sarà così anche il Noir di domani, e soprattutto avrà ragione di chiamarsi ancora così, superata l’ennesima mutazione? Il teatro di un festival è lo spazio adeguato per osservare e studiare simili trasformazioni.
 
Giorgio Gosetti
 

COURMAYEUR NOIR IN FESTIVAL

IL NOIR TRA I BEATLES, DARIO ARGENTO, SCOTT TUROW E…
IL NUMERO 17
 
La diciassettesima edizione del COURMAYEUR NOIR IN FESTIVAL si svolge all’ombra del Monte Bianco dal 4 al 10 dicembre. “Sfidiamo la superstizione nel nome di Hitchcock che si affermò con un capolavoro del thriller come Numero 17 – dicono i direttori Emanuela Cascia, Marina Fabbri e Giorgio Gosetti – e lo facciamo con un programma pieno di sorprese, divertimento, impegno civile e grandi anteprime tra libri, film, personaggi, con l’intenzione di confermare il lusinghiero giudizio di Variety che ci ha inseriti tra i 50 festival imperdibili del mondo intero, unici nel nostro settore, in eccellente compagnia con appena altre tre rassegne italiane”.
Tre anche i concorsi che eleggeranno i campioni dell’edizione numero 17: quello per il cinema con una selezione di 13 anteprime assolute e 10 film a cui la giuria, presieduta da Dario Argento assegnerà i tre premi ufficiali; quello per il documentario con sei grandi “film della realtà” che propongono storie sconvolgenti narrate con i colpi di scena, l’emozione, lo spettacolo della verità; quello per il migliore romanzo noir italiano dell’anno (il Premio Giorgio Scerbanenco – La Stampa) che per l’occasione verrà scelto da una giuria composta dai migliori scrittori italiani di genere. Inoltre due riconoscimenti “alla carriera”: il “Super Scerbanenco” assegnato per la quindicesima edizione del Premio e il Raymond Chandler Award che va quest’anno a Scott Turow, il fondatore del moderno legal-thriller.
Ospiti d’eccezione del festival saranno poi i Beatles, con la proiezione speciale della copia restaurata di Help (il più surreale viaggio nell’impossibile mai ideato per i Fab Four) in occasione della preziosa mostra che si inaugura ad Aosta il 7 dicembre in accordo con il Noir.
Tra i film più attesi in un programma ricco di opere prime, di attori popolari, di grandi storie e di molte anteprime internazionali: Hitman di Xavier Gens con il nuovo divo Timothy Olyphant (il cattivo dell’ultimo Die Hard) che aprirà la selezione ufficiale il 4 dicembre, 30 Days of Night di David Slade, autentico fenomeno al box office americano con Josh Hartnett contro una banda di micidiali vampiri nel bianco accecante del Grande Nord, Diary of the Dead di Gorge A. Romero, per la quinta volta (ma con la freschezza di un esordiente) alle prese con la saga degli Zombi. Senza dimenticare gli altri film in concorso tra cui l’italiano La velocità della luce di Andrea Papini, le spettacolari anteprime del MINI Noir (Mr. Magorium e la bottega delle meraviglie e il cartoon Bee Movie) i documentari come L’avvocato del terrore di Barbet Schroeder.
Tra i molti personaggi della leltteratura che daranno il proprio segno inconfondibile a quest’edizione, Jason Goodwin, il raffinato giallista che dopo il successo dell'Albero dei giannizzeri torna nella sua amata Istanbul, e Jeff Lindsay, l’ormai popolarissimo autore di Il nostro caro Dexter (Sonzogno) da cui è stata tratta la serie tv in onda su Fox Crime  che sarà al centro di una spettacolare maratona festivaliera sul grande schermo. Dall’Italia i “magnifici cinque” del Premio Giorgio Scerbanenco – La Stampa, la “Tribù” di ColoradoNoir, scrittori e registi coinvolti nelle anticipazioni di Noir Italia.
 
Due i temi dell’anno: “Chi ha ucciso la giustizia”, ovverol’emergenza legalità, fortemente alla ribalta della cronaca nel nostro paese, nell’anno in cui torna d’attualità la moratoria sulla pena di morte proposta dall’Italia all’Assemblea delle Nazioni Unite. Ne discuteranno a Courmayeur Gherardo Colombo e Scott Turow con Gaetano Savatteri. Un secondo incontro è dedicato alla lotta contro gli eco-crimini, che dalle sedi politiche e sociali si sposta a quelle editoriali con una singolare iniziativa: “Un noir contro l’ecocriminalità”, scrittori ed attivisti ecologisti a confrontoin collaborazione con la collana editoriale “VerdeNero”.
 
Ospite d’onore di quest’edizione è Scott Turow. Nato nel 1949 a Chicago, protagonista di celebri processi contro la corruzione nell’ufficio della Procura Distrettuale della sua città, acclamato in tutto il mondo con il romanzo Presunto Innocente (1987) che ha fondato il moderno legal thriller, Turow è uno dei massimi esponenti del romanzo americano d’impegno civile e negli ultimi anni è stato in prima fila nelle campagne contro la pena di morte negli Stati Uniti come racconta nel suo libro Punizione Suprema (Mondadori). A Courmayeur riceverà il Raymond Chandler Award, continuando una tradizione che negli scorsi anni ha premiato scrittori come John le Carré, John Grisham, Elmore Leonard.
 
Un capitolo a parte merita la fortuna crescente del MINI Noir, giunto alla quarta edizione e da quest’anno aperto anche agli adolescenti con un doppio binario di incontri, laboratori, anteprime e proiezioni realizzate in collaborazione con lo IED (Istituto Europeo di Design) di Milano. Tra le novità dell’anno: gli incontri per i ragazzi più grandi Non aprite quelle porte con ospiti come Vittoria Cabello (Very Victoria), l’anniversario della Famiglia Addams, la spettacolare black comedy di Barry Sonnenfeld che compie proprio 17 anni, come il nostro Festival.
 
Ma i giovani sono quest’anno autentici protagonisti di tutto il festival. Grazie alla collaborazione del DAMS di Torino un gruppo di studenti universitari sarà infatti presente a Courmayeur in occasione dell’omaggio a Scott Turow e sarà coinvolto nei programmi del Noir. In parallelo, come ogni anno, verrà organizzato lo Stage per Giovani Critici Europei (provenienti da Belgio, Francia, Italia) a cura dell’associazione culturale “Il Cinematografo” con il patrocinio dell’Assessorato dell’Istruzione e della Cultura della Regione Autonoma Valle d’Aosta.
 
Courmayeur Noir in Festival è realizzato dalla Studio Cooperativa, è promosso dal Comune di Courmayeur, dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta, dall’Aiat Monte Bianco con il sostegno della Direzione Generale per il Cinema e il contributo di MINI (main sponsor e protagonista al MINI Noir), del Gruppo Napapijri (che assegna il premio per il miglior interprete e “firma” le conversazioni con gli scrittori), del Casinò de la Vallée (con cui viene realizzata una speciale programmazione a Saint Vincent e la spettacolare maratona della serie tv Dexter). Media partner del festival è il canale tematico Fox Crime che assegna il Premio del Pubblico ed è protagonista nella sezione TV Noir mentre sono di Cartoon Network le proposte tv per il MINI Noir.
 
L’immagine dell’anno è di Antonello Silverini.
 
 
Capo Ufficio Stampa
Patrizia Wachter – StudioSottocorno
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Ufficio Stampa Letteratura
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011-888106, 328 9026802
chiarastangalino@tiscali.it

COURMAYEUR NOIR IN FESTIVAL

COURMAYEUR NOIR IN FESTIVAL 5-11 DICEMBRE 2006


 


La sedicesima edizione del COURMAYEUR NOIR IN FESTIVAL si svolgerà da martedì 5 a lunedì 11 dicembre, come sempre all'ombra del Monte Bianco e come sempre restando fedele al suo modello originale di mix tra il grande cinema in anteprima, la migliore letteratura di genere mystery, i linguaggi paralleli come la televisione, la grafica, la fotografia, la cronaca.


Il festival è diretto da Emanuela Cascia, Marina Fabbri, Giorgio Gosetti; è promosso dal Comune di Courmayeur e dall'Assessorato al Turismo della Regione Valle d'Aosta con il contributo dell'AIAT Monte Bianco e il sostegno della Direzione Generale Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Noir in Festival è una realizzazione STUDIO resa possibile dall'impegno di sponsor privati come MINI Italia, il Gruppo Napapjiri, il Casinò de la Vallée di Saint Vincent e, da quest'anno, la collaborazione con il canale tematico FoxCrime.


Cinque le sezioni in cui si articola il programma dell'edizione 2006


La selezione ufficiale per il cinema con 15 titoli in anteprima assoluta di cui 10 in concorso tra i quali la giuria internazionale sceglierà il vincitore del Premio Valle d'Aosta Cinema, il Premio Napapjiri per il migliore interprete e il Premio Speciale della Giuria. Il Premio del Pubblico – Fox Crime andrà invece al film più votato dagli spettatori.


Tra i titoli già confermati La tourneuse des pages di Denis Dercourt, una delle rivelazioni dell'ultimo festival di Cannes, l'indipendente americano (in odore di scandalo) 10th & Wolf di Robert Moresco con Giovanni Ribisi, Dennis Hopper e Val Kilmer, l'atteso horror Non aprite quella porta – L'inizio di Jonathan Liebesman, il fantastico The Covenant di Renny Harlin.


 


Per la sezione letteraria quest'anno è centrale il tema della metropoli, a cui viene dedicato l'incontro Le città in nero. Scrittori italiani e stranieri raccontano le loro città, diventate, da semplice sfondo, veri e propri personaggi delle storie contemporanee della violenza. Oltre a Elmore Leonard, definito dalla critica americana il 'Dickens di Detroit', partecipano all'incontro; James Hall cantore della Miami violenta dei nostri anni, Harlan Coben con la sua New York tra leggenda e realtà, l'islandese Arnaldur Indridason vera scoperta della "nuova onda" scadinava. E gli italiani Enzo Fileno Carabba, Marcello Fois, Marco Vichi, curatore dell'antologia "Le città in nero" edita da Guanda.


Tra gli altri protagonisti del circolo Napapjiri: gli americani Harlan Coben autore di Suburbia killer (Mondadori), James W. Hall con il bestseller Acqua profonda (Piemme) e l'inglese Andrew Taylor autore di Il ragazzo americano (Editrice Nord), magistrale ricostruzione degli anni londinesi di Edgar Allan Poe. Uno sguardo particolare è rivolto al noir dei paesi scandinavi con la presenza di Jo Nesbo autore de Il pettirosso (Piemme)  e Arnaldur Indridason con La signora in verde (Guanda). Tra gli italiani, non poteva mancare quest'anno Giorgio Faletti con il suo nuovo libro Fuori da un evidente destino (Baldini&Castoldi). Mentre scrittori americani e italiani si confrontano nell'antologia The Dark Side (Einaudi) che sarà presentata al Festival dal curatore Roberto Santachiara insieme ad alcuni degli autori dei racconti pubblicati.


 


MINI Noir sarà ancora una volta una sorta di "Festival nel festival" con film per i più giovani come Stormbreaker e le avventure create dal geniale disegnatore John Dillworth Leone cane fifone, realizzate da Cartoon Network Studios, anteprime assolute come FLUSHED AWAY ("Giù per il tubo") dagli autori di Wallace & Gromit, laboratori creativi realizzati insieme all'Istituto Europeo di Design – IED Milano che per l'occasione ha anche realizzato due mostre, una grafica dedicata all'illustrazione di due racconti di Carlo Lucarelli e una fotografica, creata sui temi del noir dai giovani allievi dell'istituto.


La televisione in noir sarà al centro di uno spazio autonomo con le anteprime di alcune delle serie americane più attese del momento in accordo con Buena Vista Entertainment e FoxCrime, e uno speciale omaggio all'antologia italiana CRIMINI in onda su Raidue proprio in contemporanea con il Festival.


La sezione Doc Noir è dedicata quest'anno alla rivoluzione ungherese del 1956 e alle conseguenze internazionali di quelle che furono definite le due settimane più lunghe del dopoguerra. In quell'anno il mondo tremò: equilibri, bene o male consolidati, furono messi a dura prova. La sfida di una piccola nazione contro la potente Unione Sovietica fu infatti uno dei maggiori drammi per l'Occidente durante la Guerra Fredda. Nei giorni del festival verranno proiettati alcuni filmati inediti di produzione ungherese, italiana e americana e il film di Márta Mészáros L'uomo mai sepolto dedicato al rapimento e all'uccisione del premier ungherese Imre Nagy. Il 10 dicembre una tavola rotonda con Bernardo Valli, Demetrio Volcic, Andras Nagy, Attila Szakolczai e altri ospiti internazionali, rifletterà sugli eventi di quell'anno e sulle conseguenze che negli anni successivi subì l'assetto politico internazionale. La nostra inchiesta pone al centro due misteri, uno sovietico e uno americano. Il primo è la scomparsa (e il ritrovamento) del corpo del primo ministro ungherese del 1956, Imre Nagy, narrato attraverso il film di Márta Mészáros. Il film ripercorre la storia drammatica del primo ministro, sequestrato dai sovietici, ucciso nel 1958 in segreto e sepolto varie volte, l'ultima, con gli onori di Stato, solo nel 1991. Il secondo mistero riguarda la morte a New York del diplomatico delle Nazioni Unite Povl Bang-Jensen: nella tavola rotonda di domenica 10 dicembre, Ungheria 1956, un paese lasciato solo, verrà discusso l'operato delle Nazioni Unite in quegli anni difficili di Guerra Fredda tra URSS e USA, a partire dal suo tragico caso. Il diplomatico danese fu licenziato dalle Nazioni Unite nel 1958 dopo aver svolto l'incarico di vice segretario generale della commissione d'inchiesta sui problemi d'Ungheria costituitasi l'anno prima. Bang Jensen si era rifiutato di fornire ai suoi superiori la lista dei testimoni della rivolta ascoltati a porte chiuse, temendo che i nomi venissero resi noti. Un anno dopo fu trovato morto – apparentemente suicida – in un parco di New York nei pressi del Palazzo delle Nazioni Unite. Nel suo stomaco fu rinvenuto un antidepressivo usato dai servizi segreti sovietici. Fu suicidio?


L'immagine del Courmayeur Noir in Festival 2006 è  di Mojmir Ježek ; il logo del Festival è di Daniele Panebarco; l'immagine del MINI Noir è stata gentilmente concessa da IED – Milano.


Infine i premi letterari: oltre al Premio Giorgio Scerbanenco- La Stampa per il migliore romanzo italiano (i cinque finalisti si conosceranno all'inizio di dicembre), verrà assegnato il Raymond Chandler Award al grande sceneggiatore e romanziere americano Elmore Leonard.


Di Leonard, lo scrittore preferito da Quentin Tarantino, è in uscita per Einaudi a fine novembre l'ultimo libro Hot Kid, mentre al cinema  è atteso Killshot, l'ultima trasposizione firmata dal regista inglese John Madden (Shakespeare in Love e Proof ). Ma su Leonard, Hollywood ha ben due progetti pronti per il 2007: il remake di Quel treno per Yuma, per la regia di James Mangold, con Christian Bale e Russell Crowe (l'originale del 1957 in omaggio a Glenn Ford si vedrà a Courmayeur), e l'esordio alla regia dell'attore americano Don Cheadle (Hotel Rwanda) con Tishomingo Blues, prodotto dalla coppia Clooney-Soderbergh.



 


 



 


 


IL RAYMOND CHANDLER AWARD 2006 A ELMORE LEONARD


 


Il Premio Raymond Chandler nasce nel 1986 con il sostegno della Fondazione Raymond Chandler, e si pone l'obiettivo di rendere omaggio a un maestro del genere mystery – in tutte le sue forme. Uno scrittore capace di ritrarre la realtà del nostro tempo, un artista che abbia studiato a fondo le sfaccettature del mondo in cui viviamo e che abbia saputo descrivere le contraddizioni e i paradossi dei personaggi e della società, come Raymond Chandler fece nei suoi libri. I mystery di Raymond Chandler hanno trasceso il genere letterario di cui fanno ufficialmente parte per entrare a pieno diritto nella storia della  letteratura moderna. È per questa ragione che nelle edizioni precedenti il premio è stato assegnato a scrittori molto diversi tra loro, come per esempio, Graham Greene, Leonardo Sciascia, James G. Ballard, Manuel Vasquez Montalban, Fredrick Forsyth, P.D. James, Osvaldo Soriano, John le Carré e John Grisham.


I vincitori, che ricevono una copia in argento del Brusher Dobloon, la moneta protagonista del romanzo La finestra sul vuoto (1943), hanno sempre onorato il festival della loro presenza fornendo così uno spunto interessante per affrontare con loro i temi più significativi della loro opera e della letteratura noir in generale. 

PREMIO GIORGIO SCERBANENCO – LA STAMPA 2006


 


MIGLIOR ROMANZO NOIR ITALIANO EDITO


 


 


La Giuria letteraria di Courmayeur Noir in festival, composta da Nico Orengo (Presidente), Graziano Braschi, Valerio Calzolaio, Tecla Dozio, Ernesto G. Laura, Carlo Oliva,  Gianfranco Orsi, Sergio Pent, Cecilia Scerbanenco e Lia Volpatti,  ha selezionato 30 titoli tra i romanzi gialli e noir italiani usciti tra ottobre 2005 e settembre 2006, i cui autori non abbiano già vinto il Premio in precedenza. Votate il vostro titolo preferito entro il 30 novembre 2006 direttamente sul sito del festival: www.noirfest.com  I vostri voti si andranno a sommare alle preferenze della Giuria letteraria del festival e determineranno la cinquina dei finalisti, che verrà presentata a Courmayeur il 6 dicembre. L'8 dicembre verrà infine proclamato il vincitore del Premio Giorgio Scerbanenco 2006 per il miglior romanzo noir italiano edito.


 


30 NOIR PER IL  PREMIO GIORGIO SCERBANENCO 2006


 


1   Danilo ARONA, Cronache di Bassavilla,   Flaccovio


2   Tullio AVOLEDO,  Tre sono le cose misteriose, Einaudi


3   Eraldo BALDINI, Come il lupo,   Einaudi


4   Luca BANDINI, Controllo assoluto, Marsilio


5   Paola BARBATO, Bilico, Rizzoli


6   Domenico CACOPARDO, L'accademia di vicolo Baciadonne,  Baldini &Castoldi Dalai


7   Davide CAMARRONE, Lorenza e il Commissario, Sellerio


8   Gianrico  CAROFIGLIO, Ragionevoli dubbi, Sellerio


9   Sandrone DAZIERI, Il Karma del Gorilla, Mondadori


10  Piergiorgio DI CARA, Vetro freddo, E/O


11  Nino FILASTO', Aringa Rossa, Flaccovio


12  Patrick FOGLI , Lentamente prima di morire, Piemme


13  Roberto GIARDINA, Pizza con crauti, Colorado Noir


14  Tito GILIBERTO, Mozart: Delitti in Re Maggiore, Todaro


15   Luigi GUICCIARDI, Occhi nel buio, Hobby & Work


16   Lucia INGROSSO, La morte fa notizia, Pendragon


17   Massimo MARCOTULLIO,  Il corpo del mondo, Todaro


18   Giovanni MASTRANGELO, Henry, Einaudi


19   Raul MONTANARI , L'esistenza di Dio, Baldini Castoldi & Dalai


20  Giancarlo NARCISO, Incontro a Daunanda, Flaccovio


21  Salvatore NIFFOI , La vedova scalza, Adelphi


22  Gery PALAZZOTTO, Giù dalla rupe, Flaccovio


23  Giuseppe PEDERIALI , Camilla e il Grande Fratello, Garzanti


24   Alessandro PERISSINOTTO, Una piccola storia ignobile, Rizzoli


25   Patrizia PESARESI, Dopo la prima morte, Flaccovio


26   Enrico SOLITO, Nero porpora, Hobby & Work


27   Salvo TOSCANO, L'enigma Barabba, Flaccovio


28   Valerio VARESI , A mani vuote, Frassinelli


29   Grazia VERASANI , Velocemente da nessuna parte, Colorado Noir


30   Christine VON BORRIES, Una verità o l'altra,  Guanda

COURMAYEUR NOIR IN FESTIVAL

COURMAYEUR NOIR IN FESTIVAL – XV EDIZIONE


 


Tre grandi protagonisti della scrittura e del cinema thriller di questo decennio: Jeffery Deaver (Presidente della Giuria internazionale per il Cinema), George Pelecanos (Raymond Chandler Award 2005) e Barry Gifford (guest star dell'incontro "Il noir al potere") saranno tra gli ospiti d'onore della prossima edizione del Courmayeur Noir in Festival, in programma da martedì 6 a lunedì 12 dicembre all'ombra del Monte Bianco.


Jeffery Deaver torna al festival dopo il successo del film Il collezionista di ossa e la fama di autore di best seller tradotti in tutto il mondo, George Pelecanos arriva sulla scia di fulminanti titoli che lo hanno consacrato un giovane maestro del genere ("il maggiore autore di thriller vivente", secondo Dennis Lehane) ma è anche una vecchia conoscenza del Noir per aver prodotto nel '96 Caught, di Robert M. Young, presentato in anteprima a Courmayeur. Dal suo libro Strade di sangue (2004) Curtis Hanson realizzerà tra breve un film prodotto da Warner Bros. Infine Barry Gifford, il tagliente autore di Cuore selvaggio e Lost Highway di David Lynch, e il cui prossimo film, Portovero, sarà un thriller diretto da Daniel Schmid, con Eduardo Noriega: l'autore sarà protagonista a Courmayeur per parlare della grande seduzione del noir.


Insieme a loro sono molti i personaggi attesi al consueto appuntamento "Nero su Bianco" che per la quindicesima volta riunisce a Courmayeur il meglio del cinema e della letteratura noir sotto la direzione di Giorgio Gosetti, Marina Fabbri ed Emanuela Cascia.


Il programma completo della rassegna sarà divulgato il 25 novembre, in occasione della conferenza stampa di Roma alla quale parteciperanno Joel e Ethan Coen. Ma fin d'ora si possono dare alcune anticipazioni che caratterizzano quest'annata del thriller e del noir a tutte le latitudini.


Saranno l'anteprima italiana del film di David Cronenberg, A History of Violence (distribuzione 01) e l'atteso debutto della spettacolare saga fantasy Le Cronache di Narnia (distribuzione Buena Vista) due dei punti di forza di una selezione cinematografica che allinea 15 film in "prima italiana" (tra cui ben tre saranno di autori italiani), una serie di eventi speciali e curiosità televisive (come Commander in Chief con Geena Davis alla Casa Bianca), la selezione dei "corti di paura" e dei documentari tra i quali vanno segnalati almeno Midnight Movies e il controverso Massaker sugli aguzzini di Sabra e Chatila.



 


Per la letteratura una vera e propria convention (curata da Chiara Stangalino) vedrà i maggiori scrittori, editori e comunicatori italiani fare i conti con il "Noir al potere" e i suoi diversi linguaggi: dalle atmosfere di Barry Gifford, Tullio Avoledo o Mark Mills, all'impegno civile di Lucarelli, De Cataldo o il cileno Ampuero, alle nuove tendenze veicolate dai booktrailers (vero nuovo genere video-cine-letterario), ai fenomeni di successo come il thriller storico/esoterico di Kate Mosse (I codici del labirinto) o Philip Le Roy (L'ultimo testamento).


 


Il tour italiano alla scoperta dei legami tra noir e territorio vedrà quest'anno alla ribalta gli autori piemontesi, cresciuti all'ombra di Fruttero&Lucentini, mentre il Premio Giorgio Scerbanenco coronerà l'autore italiano dell'anno grazie alle valutazioni della giuria e del pubblico dei lettori del supplemento Tuttolibri – La Stampa.


 


Dalle fantasie, avventure e paure dei più piccoli (grandi protagonisti alla seconda edizione del MINI Noir realizzato in collaborazione con lo IED – Istituto Europeo di Design di Milano) alle mostre, dai giochi interattivi al fumetto, tutto l'universo del noir contemporaneo sarà dunque in scena a Courmayeur per una sei giorni di paura che è diventato ormai un classico dei "festival di charme".


 


Lo rendono possibile, anche quest'anno, i contributi di pubbliche istituzioni come il Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Cinema, la Regione Valle d'Aosta – Assessorato al Turismo, il Comune di Courmayeur e l'AIAT Monte Bianco e partner privati come Mini Italia, Napapijri, il Casinò de la Vallée.

COURMAYEUR NOIR IN FESTIVAL

Sono Giorgio Faletti, Bebo Storti e gli altri autori dell'antologia Milano Noir (Edizioni Todaro) gli alfieri della serata inaugurale del XIV°  Courmayeur Noir in festival che si inaugura domani (fino al 13 dicembre) in coincidenza con l'apertura della stagione invernale della Valle d'Aosta. Nella serata della rinnovata Scala, il Festival ha scelto infatti di festeggiare "l'Altra Milano"  celebrando maestri di ieri e di oggi di un genere narrativo oggi popolarissimo, ma che proprio a Milano mise radici negli anni '50 grazie a un maestro come Giorgio Scerbanenco. Oggi porta il suo nome il premio letterario italiano più famoso riservato al mystery (premio Scerbanenco – La Stampa) e proprio domani si saprà chi ha eletto quest'anno la giuria tra Gianrico Carofiglio, Piero Colaprico,  Barbara Garlaschelli, Leonardo Gori, Giuseppe Pederiali. Né poteva mancare all'appello il genio milanese del fumetto in noir, Max Bunker, che divide gli onori degli anniversari (le sue creature Satanik e Kriminal compiono 40 anni) con Loriano Macchiavelli che festeggia a Courmayeur i 30 anni del suo memorabile poliziotto Sarti Antonio.


Il cinema della giornata inaugurale del festival parla invece l'americano della migliore produzione indipendente con Spartan firmato da David Mamet e interpretato da Val Kilmer e l'iraniano di un'opera sconvolgente per tematica e attualità come Una farfalla nel vento di Abbas Rafei. Che si racconti di un agente segreto incaricato della protezione della figlia del Presidente USA o di una ex carcerata che percorre la sua terra alla ricerca della figlia, sono storie di oggi, emozionanti road movies in cui la ricerca della verità è la posta per la vita.


I sei giorni del Courmayeur Noir in Festival offriranno agli appassionati oltre 50 film, più di 20 incontri con grandi scrittori provenienti da tutto il mondo, tre convegni, un vero "festival nel festival" per i minori di 14 anni subito ribattezzato "MINI Noir", anteprime mondiali e sorprese d'autore come la trilogia di Hong Kong Infernal Affairs o il restauro della Cineteca Italiana Il fiacre n.13 realizzato in Italia nel 1916 e autentico prototipo del giallo moderno.


All'ombra del manifesto di quest'anno, ultimo regalo di un grande artista come Mario Schifano, e di un centenario celebrato in tutto il mondo, quello di Graham Greene, già vincitore del primo Raymond Chandler Award (il premio alla carriera che mercoledì verrà consegnato allo scozzese Ian Rankin), la nuova edizione del più famoso festival del mystery d'Europa rinnova la sua tradizione con un programma ricchissimo di novità e ospiti già molto attesi come Val Kilmer, Deborah Unger, Carlo Lucarelli, Anne Perry, Gabriele Salvatores, Sergio Castellitto, Davide Ferrario, Olivier Marchal, Maya Sansa, Luigi Lo Cascio, Valerio Mastandrea, fino a figli d'arte celebri come Caroline Greene e John Simenon, o addirittura un musicista sulla cresta dell'onda come Boosta dei Subsonica.


 


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