Danko, di Walter Hill

Venti di glasnost verso la fine degli anni ’80. La perestrojka di Walter Hill anticipa di un anno la caduta del muro di Berlino ed è personificata dal capitano Ivan Danko (Arnold Schwarzenegger) che si allea con il collega americano Art Ridzik (Jim Belushi) per catturare un pericoloso narcotrafficante georgiano, Viktor Rosta (Ed O’Ross). Riassunto così sembra il classico buddy-movie pieno di inseguimenti, scazzottate, sparatorie e continui scambi di battute che stemperano la tensione; in realtà Walter Hill inserisce una serie di varianti anomale che sorprendono lo spettatore e fanno posizionare la pellicola al di là dei confini del genere.

L’incipit è esemplificativo di questo modo di fare cinema: siamo in una sauna a Mosca e osserviamo una sfilata di pettorali virili e glutei scolpiti. Sembra di assistere a una opera cripto-gay con il gonnellino di Danko che è sempre sul punto di scivolare via: poi compaiono le donne, egualmente svestite, e il clima si fa ancora più ambiguo. Dal caldo torrido della sauna si passa alla lotta in mezzo alla neve sempre in costume adamitico, fino ad arrivare ad una locanda dove sono riuniti i malavitosi georgiani. In pochissimi minuti il passaggio rapido tra i diversi ambienti delinea il ritmo dell’azione e consente allo spettatore di inquadrare le atipicità del carattere di Danko. La durezza granitica e il linguaggio laconico del russo sono esaltati nel confronto con il collega di Chicago Art Ridzik, estroverso, chiacchierone e anche un po’ casinaro. Anche se Schwarzenegger avrebbe dovuto, su indicazione di Hill, modellare il suo personaggio sulla Greta Garbo di Ninotchka, il risultato finale è uno stupor catatonico dal dirompente effetto comico.

dankoSullo stile del film 48 ore si ripropongono i duetti esilaranti tra Nick Nolte ed Eddie Murphy con l’aggiunta delle differenze politiche tra sistema russo e sistema americano. L’austerità di Danko, single-man poco incline alle concessioni e alle distrazioni capitalistiche della società occidentale, è scossa dalla sete di vendetta contro Viktor per l’uccisione del proprio collega/compagno. Ridzik, poliziotto sui generis, dalla vita familiare tormentata, viene attratto dal modus operandi di Danko fino ad arrivare a prestargli la mitica 44 Magnum (“chi è Callaghan?” chiede stupito il russo) e a scambiare il proprio orologio:  sono i politici che si sono inventati la “guerra fredda”, non certo degli onesti poliziotti, spesso inconsapevoli esecutori di oscure direttive provenienti dai piani alti. Hill è altrettanto acuto nel disegnare i personaggi di contorno: il comandante della polizia Peter Boyle, figura paterna autoritaria ma comprensiva, l’ambizioso tenente nero Laurence Fishburne (che rivedremo impersonare Morpheus nella saga di Matrix) e l’insegnante di danza Gina Gershon (che apprezzeremo qualche anno più tardi in Showgirls).

danko arnold schwarzenegger gina gershonLe scene da commedia nera si alternano a quelle di azione pura, violenta: indimenticabile il trattamento “sovietico” che Danko rifila a un teppista americano  (“conosci Miranda?”) e a un complice di Viktor in prigione mentre reclama vanamente i suoi diritti. Girata con la solita maestria la scena dell’inseguimento dei bus per le strade di Chicago con diversi angoli di ripresa e telecamera ipercinetica.

Primo film ad essere girato nella Piazza Rossa di Mosca, Danko ha il grande pregio di sapere bilanciare trama noir e humour sardonico con uno script serrato che non prevede momenti di stasi. Hill fa incontrare USA e URSS sotto la bandiera del puro cinema d’azione con la fluidità e l’entusiasmo dei suoi lavori più celebrati.

Titolo originale: Red Heat

Regia: Walter Hill

Interpreti: Arnold Schwarzenegger, James Belushi, Ed O’Ross, Peter Boyle, Laurence Fishburne, Gina Gershon

Durata: 104′

Origine: Usa 1988

Genere: azione

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