Dieci anni nel paese delle meraviglie: l’ascesa del giocattolo italiano

Era il 1976 e la giovane agenzia pubblicitaria Phasar, con quartier generale a Firenze, entrava in contatto con la GIG – Gruppo Italiano Giocattoli – un consorzio, anch’esso giovane, di grossisti di giochi e giocattoli in rapida ascesa. Si tratta di un inizio storico, un periodo di circa dieci anni in cui l’industria GIG vide una golden age di tutto rispetto grazie all’ottimo approccio pubblicitario della Phasar. A quell’epoca infatti, 1976-1986, risale la maggioranza di campagne che in molti ancora ricordano con nostalgia: “da Fiammiferino a Playmobil, dai Micronauti a Diaclone, dai Trasformer a Pelocaldo, fino a Brillantina Rimbalzina, Robapazza che strumpallazza, Flippo Trippo, Trottolino Luminoso, Soffioplà, Eagle Force, The Black Hole, Sabbia Magica, Pepo e Pepito, Cuore Caldo e tanti altri “mostri sacri” dei giocattoli anni ’70 e ’80“.

Il volume in questione – in bianco e nero eccetto dieci pagine a colori – vede tra gli autori Alberto Ferrarese, titolare e creativo della Phasar, e Lapo e Niccolò Ferrarese. Molti aneddoti, alcuni sull’ascesa di Alberto, i suoi jingle per Carosello, l’incontro con il leader della GIG, retroscena, discussioni, focus sul lavoro strettamente creativo, frame e illustrazioni di pubblicità e apparizioni sulle uscite di Topolino.

Un impedibile viaggio nel tempo e nella memoria, una cronaca dall’interno del mondo delle pubblicità e dei giocattoli GIG che hanno fatto impazzire un’intera generazione di ex bambini.”