Due sotto il burqa, di Sou Abadi

Fin dai tempi antichi l’escamotage del travestimento è adoperato nella commedia. Spesso ai fini di raggiungere un risultato i personaggi non esitano a mascherarsi, dando il via ad una serie innumerevole di equivoci. Viene da pensare alle commedie con Totò (I due marescialli per dirne una) e, cambiando completamente universo, a Tootsie di Sidney Pollack o all’incredibile A Qualcuno Piace Caldo di Billy Wilder. La regista iraniana Sou Abadi ha difatti raccontato che il film a cui si è ispirata maggiormente per Due Sotto il Burqa è stata la commedia con Jack Lemmon e Tony Curtis nei panni delle adorabili Josephine e Dafne. Nella storia di Abadi però, non ci si traveste per nascondersi dai gangster bensì per amore, quello fra Leila e Armand, costretti a separarsi quando il fratello di lei tornato dallo Yemen, è in preda a una folle mania religiosa. Per continuare a vedere Leila, Armand decide allora di trasformarsi in Shéhérazade, ragazza ultra religiosa con il burqa.

Sou Abadi compie il suo esordio nel cinema di finzione, (il primo film da regista è il documentario SOS Theran) e sceglie la commedia per raccontare la Francia e le derive psicotiche di ogni tipo di integralismo, religioso o politico che sia. Molte gag e battute derivano dalla sua esperienza personale, in particolar modo quelle legate alla comodità del burqa. Bere un tè bollente con il volto coperto non è di certo una passeggiata. È un mix di parenti della regista anche il personaggio più riuscito: la ultra femminista madre di Armand, decisa a combinare un matrimonio con un buon partito per figlio.
Per i suoi tre protagonisti Abadi sceglie un cast di giovani attori. La protagonista Camélia Jordana, francese di origini algerine, è un idolo pop in Francia, e dalla televisione ai palchi musicali sembra ora decisa a conquistare il cinema (la vedremo presto in Le Brio, al fianco di Daniel Auteuil).

È naturale che i tre protagonisti di questa commedia religiosa siano tre giovani cresciuti in Occidente, appartenenti quindi a una generazione per cui la libertà di espressione e di movimento (non solo quello fisico impedito dal burqa) sono dati in un certo senso per scontati. Il film deride il fondamentalismo religioso e  Sou Abadi è ben cosciente del fatto che il lato tragico di questa follia è sciaguratamente noto. Decide allora di affrontarla in modo che si rida con intelligenza, usando il buon senso. Forse anche troppo.

Parlando di A Qualcuno Piace Caldo, la regista ha detto di aver amato e ripreso il ritmo del film, la velocità dei personaggi, la frenesia del sassofono e del contrabbasso. Effettivamente le corse goffe di Armand con il burqa ricordano moltissimo quelle di Josephine e Daphne, equilibriste sui tacchi da signorine. Ma proprio per il ritmo i due film non potrebbero essere più diversi laddove i tempi comici di Due Sotto il Burqa non riescono a tenere la musicalità e il brio di una buona commedia. Così si sorride ma non si ride; un’eccessiva pacatezza impedisce la risata, strozzata a mezz’aria.

 

Titolo originale: Cherchez la femme
Regia: Sou Abadi
Interpreti: Félix Moati, Camélia Jordana, William Lebghil, Anne Alvaro

Distribuzione: I Wonder Pictures

Durata: 88′
Origine: Francia, 2017

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