DVD – L’angelo sterminatore, di Luis Bunuel

Lentamente, con lo stesso ritmo di crescita del DVD in Italia, arrivano nel formato digitale i capolavori della storia del cinema. A quasi tre anni dalla nascita di DVD World viene finalmente editato il primo film di uno dei più grandi cineasti di sempre, un “macigno nella storia del ‘900” come venne definito, Luis Bunuel. Mentre negli altri paesi si possono già ammirare opere come El, I figli della violenza, Viridiana, Bella di giorno, Quell’oscuro oggetto del desiderio, Il fascino discreto della borghesia, noi abbiamo finalmente il privilegio di poterci gustare uno dei film più incisivi e graffianti dell’artista spagnolo, quel L’angelo sterminatore che, nel 1962, fece arrabbiare il dittatore Franco al punto da proibirne la sua diffusione in Spagna e da cacciare l’allora responsabile del settore cinema del suo governo.

Bunuel è una pagina essenziale non solo della storia del cinema, ma della storia dell’arte nel suo complesso. I suoi film come Un chien andalu (1929) e L’Age d’or (1930) costituiscono degli esempi straordinari di quello che è stato il movimento surrealista, con la loro forza anarchica e iconoclasta, capace di rovesciare sublimamente gli apparati ideologici che si nascondono dietro le immagini.

L’angelo sterminatore arriva nel 1962, quando  Bunuel ha 62 anni (emblema del XX secolo, era nato proprio nel 1900), e ha trascorso la sua vita tra Spagna, Francia, Messico e Stati Uniti. Lo gira in Messico con una produzione spagnola e il film viene presentato con scandalo al Festival di Cannes, dove vincerà il premio FIPRESCI della critica internazionale.

Il titolo e un po’ tutta la storia rimanda inevitabilmente alla Bibbia, all’Apocalisse (meglio a “L’Esodo”), e sembra – ma solo apparentemente – un’accanita riflessione teorico-simbolica sulla religione. Ma in realtà è altro che interessa il regista spagnolo. “Io sono profondamente e coscientemente ateo” – dichiarò Bunuel – “e non ho nessun tipo di problema religioso. Anzi, attribuirmi una tranquillità spirituale di tipo religioso è innanzitutto non capirmi, e poi offendermi. Non è Dio che mi interessa, ma gli uomini”. E infatti sono proprio gli uomini i protagonisti essenziali del film, con le loro ipocrisie, debolezze, meschinità. Un gruppo di esponenti dell’alta borghesia dopo un concerto si ritrova ospite di una cena offerta dalla famiglia de Nobile (già il nome è un programma…). Ma, dopo i convenevoli di sempre, alla fine la serata prenderà una strana piega: nessuno riuscirà più ad uscire dal salone. Tutti gli invitati si trasformeranno in prigionieri, chiusi in una gabbia senza sbarre, dalla quale non sapranno più andar via. Claustrofobico e spietato, sottile ed essenziale come un quadro di Picasso, L’angelo sterminatore si scaglia con veemenza contro le classi sociali dominanti, quasi preannunciandone un possibile canto funebre. Celebri alcuni momenti di straordinario lirismo visivo del film: dagli oggetti che sembrano come animarsi, alla immotivata violenza della “Walkiria”, a quel ripostiglio che diviene al contempo luogo di amore e morte, a ossessioni surrealiste pure (la mano che cammina sul pavimento), ai giochi sulla ripetizione, agli atti mancati dei protagonisti, passando per simbolismi mai banali e sempre “devianti” rispetto a un loro uso “plausibile”.

Questo primo film in DVD del “maestro” Bunuel non presenta degli extra straordinari come meriterebbe, ma va lodata l’iniziativa, in verità un po’ rétro per lo stile “didattico”, di inserire un lungo commento del critico Fernaldo Di Giammatteo, che illustra e racconta il film in ben 20 capitoli, analizzandolo e vivisezionandolo per lo spettatore. Un lavoro di quelli che faceva la TV di un tempo, apprezzabile e utile ma anche piuttosto arretrato rispetto agli usi potenziali e possibili del mezzo digitale. Non sarebbe il caso di “ringiovanire” gli apparati critici dei DVD?