FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA FANTASCIENZA 2006

FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA FANTASCIENZA

 

EDIZIONE ZEROSEI

 

TRIESTE 21-26 NOVEMBRE 2006

 

scienceplusfiction

 

 

 

 

 

L’edizione zerosei di scienceplusfiction - il festival internazionale della fantascienza -si svolgerà a Trieste negli spazi del Cinecity multiplex (Torri d’Europa) dal 21 al 26 novembre.

 

 

 

Anteprime, retrospettive, eventi speciali ed incontri con autori del cinema e della letteratura, sezioni monografiche e concorsi, per una manifestazione entrata a far parte ufficialmente della European Fantastic Film Festivals Federation (network specializzato nella promozione del cinema di genere fantasy, science-fiction e horror), rimarcando così il valore assunto come rampa di lancio per le opere più innovative e per i registi emergenti.

 

 

 

Anche quest’anno l’iniziativa – realizzata e promossa dal centro ricerche La Cappella Underground, con la collaborazione e il sostegno dell’Assessorato alla Cultura della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (DGC),  dell’Università di Trieste, dell’Ambassade de France en Italiee del Centre Culturel Français de Milan – si comporrà di numerose sezioni, ospiterà esponenti del fantastico e consegnerà il premio alla carriera Urania d’argento (istituito in collaborazione con la rivista SF “Urania”).

 

 

 

Ospiti d’eccezione della kermesse saranno Terry Gilliam e Enki Bilal, che arriveranno a Trieste per ricevere il Premio Urania d’argento: Gilliam verrà premiato nella serata di venerdì 24, Bilal verrà insignito del prestigioso riconoscimento sabato 25.

 

 

 

L’evento di apertura di questa edizione viaggerà sul doppio binario della musica e dell’immagine. In esclusiva, presso il Teatro Miela, il 21 novembre approderà il musicista e performer Robin Rimbaud, alias Scanner, che musicherà dal vivo i fotogrammi di Alphaville di Jean-Luc Godard. Una performance che rilegge attraverso i suoni il capolavoro di Godard, mettendo in circolo atmosfere rarefatte e seducenti, manipolando la colonna sonora del film e lambendo i confini della musica e dell’arte visiva.

 

 

 

L’incontro quotidiano  tra pubblico e ospiti della kermesse prenderà quest’anno il nome di “un caffè con…“. Presso lo storico Caffè Tommaseo – e in collaborazione con la Libreria Minerva – quattro appuntamenti, da giovedì 23 a domenica 26. Un’occasione unica per incontrare da vicino i protagonisti del festival.

 

 

 

 

 

NEON – SELEZIONE UFFICIALE E ANTEPRIME

 

Le anteprime della sezione Neon saranno affiancate anche quest’anno dal Concorso internazionale per il miglior film lungometraggio, sigillato come da tradizione con il Premio Asteroide, che verrà consegnato domenica 26 da uno straordinario Presidente di Giuria: il celebre scrittore americano Harry Harrison, autore del racconto Make Room! Make Room! da cui nel 1973 Richard Fleisher realizzò il cult movie Soylent Green (Evento speciale che verrà proiettato durante la manifestazione) e noto ai fans soprattutto per i cicli di The Stainless Steel Rat, Bill, the Galactic Hero  e più recentemente  per le trilogie di West of Eden e Stars and Stripes Forever!.

 

Al fianco di Harrison, una giuria d’eccezione che vanta tra le altre la presenza del critico cinematografico John Baxter, dell’attrice austriaca Franziska Weisz (La Pianista, Hotel),  di John Oliver, curatore del BFI e di Daniele Auber, concept designer triestino emigrato a Hollywood.

 

 

 

Otto i titoli in concorso: il canadese Saint-Martyres-des-Damnés (2005) di Robin Aubert; Frostbiten (2006) di Anders Banke, primo horror movie realizzato in Svezia; Manga (2005), pellicola d’esordio per l’indipendente russo Peter Khazizov; Nos amis les terriens (2006), prima regia dello scrittore francese Bernard Werber, prodotto da Claude Lelouch; Interkosmos (2006), musical-mockumentary dell’americano Jim Finn; El barón contra los demonios (2006), esilarante e chiassoso debutto al lungometraggio dello spagnolo Ricardo Ribelles, Wicked Flowers (2006) diretto dalla regista nipponica Torico, e lo statunitense Subject Two (2006), di Philip Chidel.

 

 

 

La selezione ufficiale di scienceplusfiction diventerà anche in questa edizione la vetrina privilegiata per le nuove tendenze del cinema sci-fi, fantasy e horror proponendo anteprime fuori concorso provenienti da tutto il mondo. Cinque le anteprime: El Laberinto del Fauno (2005) di Guillermo del Toro, candidato messicano all’Oscar per il miglior film straniero; il film a episodi Trapped Ashes (2006), per la regia di Sean S. Cunningham, Joe Dante, John Gaeta, Monte Hellman e Ken Russell; il blockbuster realizzato a Bollywood Krrish (2006) di Rakesh Roshan, ideale seguito di Koi Mil Gaya (già presentato a scienceplusfiction)  e annunciato come il “superman” indiano. Inoltre, Earthlings: Ugly Bags of Mostly Water (2005) dell’americano Alexandre O. Philippe, e come evento speciale Ghost Son (2005), di Lamberto Bava, un film che vanta un cast eccezionale tra cui figurano Laura Harring (Mulholland Drive) e Pete Postlethwaite (nomination all’Oscar per Nel nome del padre)

 

 

 

 

 

EUROPEAN FANTASTIC SHORTS

 

La Selezione di cortometraggi fantastici europei – in collaborazione con l’EFFFF – sarà finalizzata anche quest’anno alla nomination per il Miglior Cortometraggio Fantastico Europeo a cui verrà assegnato il prestigioso Melies d’Or.

 

Tredici i cortometraggi provenienti da ogni parte d’Europa: Cinésens (Francia, 2006) di Elie Duponchel e Hadrien Genesi; Delivery (Germania, 2005) di Till Nowak; Elöbb-Utobb (Ungheria, 2006) di Madarász István; Energy Hunter (Spagna, 2005) di Albert Arizza; Exploding Buds (Germania, 2005) di Petra Schröder; Final Journey (Irlanda, 2006) di Brendan Muldowney; The Green Hornet (Francia, 2005) di Aurélien Poitrimoult; Home Delivery (Spagna, 2005) di Elio Quiroga; Ich rette das Multiversum (Germania, 2005) di Ulfe Groote; Rezina Ziuljenja (Slovenia, 2006) di Martin Turk; The Silver Rope (Italia, 2006) di Fabio Guaglione e Fabio Resinari; The Un-gone (GB, 2005) di Simon Bovey e X (Germania, 2005) di Raphael Wahl.

 

 

 

Vi sarà inoltre il nuovo Spazio Italia con una selezione di sette cortometraggi italiani.

 

 

 

 

 

VOYAGE FANTASTIQUE

 

Tra le retrospettive, dopo i mondi surreali di FantaEspaña e l’assedio dei Brit-Invaders!, il festival darà inizio ad un Voyage Fantastique nell’imagérie della science-fiction francese, con incontri e proiezioni su Nouvelle Vague e dintorni, a cui verrà affiancato un focus sulle nuove frontiere del cinema horror e sci-fi nella Francia contemporanea.

 

Non mancheranno titoli imperdibili come Un amour de poche (1957) di Pierre Kast ; Les astronautes (1959) di Walerian Borowczyk ; Les yeux sans visage (1960) di Georges Franju; La jetée (1962) di Chris Marker, Alphaville (1965) di Jean-Luc Godard ; Fahrenheit 451  (1966) di François Truffaut ; Je t’aime, je t’aime (1968) di Alain Resnais ; Le denier homme (1968) di Charles L. Bitsch ; France société anonyme (1974) di Alain Corneau ; Black moon (1975) di Louis Malle; La mort en direct  (1980)di Bertrand Tavernier e il cortometraggio La brûlure de mille soleils (1965) di Pierre Kast.

 

Questi i classici che nel loro insieme andranno a formare la sezione storica del Voyage Fantastique.

 

 

 

Tra le nuove produzioni francesi scienceplusfiction ospiterà quattro Anteprime: Renaissance (2006) di Christian Volckman; Ils (2006), di David Moreau e Xavier Palud, film premiato al festival di Annecy; Sheitan (2006) di Kim Chapiron, film interpretato e prodotto da Vincent Cassell e Daft Punk’s Electroma (2006), una co-produzione franco-americana realizzata da Thomas Bangalter e Guy-Manuel De Homem-Christo.

 

 

 

 

 

ASTEROIDS – OMAGGIO A STANISLAW LEM

 

Infine, la sezione Asteroids, dedicata alle migliori opere presentate nelle edizioni storiche del Festival Internazionale della Fantascienza di Trieste (1963-1982), prevede un programma speciale dedicato alla memoria di Stanislaw Lem. Tra i film selezionati quattro gemme della fantascienza dell’Est Europa, come Der Schweigende Stern (1960) di Kurt Maetzig, il cecoslovacco Ikarie XB1 (1963) di Jindrich Polák (Premio Asteroide a Trieste nel 1963), Solyaris (1972) di Andrei Tarkovskij e Test pilota Pirxa (1978) di Marek Piestrak (Premio Asteroide nel 1979).

 

 

URANIA D’ARGENTO A TERRY GILLIAM

 

 

 

Il Premio alla Carriera Urania d’argento – istituito nel 2002 con la collaborazione della storica rivista Mondadori “Urania” e del suo curatore Giuseppe Lippi, e realizzato sul modello di un’illustrazione originale di Karel Thole – sarà consegnato a due maestri della settima arte del calibro di Terry Gilliam e Enki Bilal.

 

 

 

Terry Gilliam incontrerà il pubblico di scienceplusfiction nella giornate di venerdì 24 e di sabato 25 e per l’occasione verranno presentate alcune delle sue opere di maggior successo e verrà proposto al pubblico di scienceplusfiction il suo ultimo lavoro, Tideland (2005), film ispirato al romanzo di Mitch Cullin che racconta la storia di Jeliza-Rose, bambina che per evadere da una vita fin troppo triste si rifugia in un mondo fantastico, accompagnata dalle teste di quattro bambole parlanti.

 

 

 

Verranno inoltre proiettati Jabberwocky (1977), suo primo lungometraggio al di fuori della sua attività con i Monty Python, L’esercito delle 12 scimmie (1995), capolavoro ispirato al leggendario La jetée di Chris Marker (quest’ultimo presentato al festival nell’ambito del Voyage Fantastique), il documentario Lost in La Mancha (2002), realizzato da Keith Fulton e Louis Pepe, sul fallito tentativo di Gilliam di adattare per il cinema il celebre Don Chisciotte, e Brothers Grimm (2005).

 

 

 

Ad accompagnare Gilliam, sarà presente il direttore della fotografia Nicola Pecorini,- suo collaboratore per Tideland, I fratelli Grimm e Paura e delirio a Las Vegas, e il triestino Daniele Auber, concept designer per I fratelli Grimm e Tideland.

 

Il premio alla carriera Urania d’argento verrà consegnato al Maestro Terry Gilliam, venerdì 24 novembre.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nato il 22 Novembre 1940 a Minneapolis, negli Stati Uniti, Gilliam ha iniziato la carriera come cartoonist, trasferendo poi nelle sue regie per il cinema la passione per il grottesco e per il visionario che questa prima attività gli aveva trasmesso. Agli esordi ha lavorato con i Monty Python, dirigendo insieme a Terry Jones I banditi del tempo (1980) – presentato lo scorso anno a scienceplusfiction nell’ambito della rassegna Brit-Invaders! – e Monty Python-il senso della vita (1983). Nel 1984 si è imposto all’attenzione internazionale e si è guadagnato le lodi della critica con il visionario e surreale Brazil, film cult per un’intera generazione, affresco inquietante di una società del futuro nemmeno troppo improbabile. Dopo l’insuccesso ai botteghini del kolossal Le avventure del barone di Münchhausen (1989), con La leggenda del re pescatore (1991) ha vinto il Leone d’argento al Festival del cinema di Venezia. Nel 1996 ha diretto L’esercito delle 12 scimmie, e nel 1998 ha presentato al Festival di Cannes l’allucinato Paura e delirio a Las Vegas, tratto dal celeberrimo romanzo-cult di H. S. Thompson. In contemporanea a I fratelli Grimm (2005), ha realizzato con una casa di produzione indipendente canadese Tideland, ancora senza distribuzione in Italia.

 

 


URANIA D’ARGENTO A ENKI BILAL

 

 

 

Il Premio alla Carriera Urania d’argento – istituito nel 2002 con la collaborazione della storica rivista Mondadori “Urania” e del suo curatore Giuseppe Lippi, e realizzato sul modello di un’illustrazione originale di Karel Thole – sarà consegnato a due maestri della settima arte del calibro di Terry Gilliam e Enki Bilal.

 

 

 

Enki Bilal incontrerà il pubblico di scienceplusfiction nella giornate di sabato 25 e di domenica 26 e per l’occasione verranno presentate alcune delle sue opere di maggior successo.

 
Enki Bilal sarà ospite di scienceplusfiction nella giornata di sabato 25 novembre, grazie alla collaborazione del salone internazionale del fumetto e dell'animazione Napoli Comicon. Nell'occasione saranno proiettati i tre film realizzati da Bilal come regista: Bunker Palace Hotel (1989) e Tykho Moon (1996), entrambi inediti in Italia, e il più recente Immortel (ad vitam) liberamente ispirato alla trilogia di Nikopol. L'artista presenterà inoltre al pubblico del festival la sua ultima opera grafica Appuntamento a Parigi (Rendez Vous à Paris), pubblicata da Alessandro Editore, in un incontro a cui parteciperanno altri esponenti del mondo del fumetto e del cinema di animazione, tra cui Alfred Frazzani (illustratore per Immortel e per Renaissance di Christian Volckman, in anteprima a scienceplusfiction). Infine, Enki Bilal riceverà il premio Urania d'argento nella giornata di sabato 25 novembre.
 
 
 
 

 

Nato a Belgrado il 7 Ottobre 1951, nella ex Yugoslavia, da madre ceca e padre bosniaco, trascorre i primi dieci anni della sua vita nella capitale, dove vagano ancora i fantasmi della seconda guerra mondiale. In questo clima, il suo universo grafico mette le sue prime radici.

 

Agli inizi degli anni sessanta si trasferisce a Parigi, dove inizia a scoprire e ad interessarsi al fumetto e al cinema. Dopo soli tre mesi di frequenza alla Scuola Nazionale Superiore di Belle Arti di Parigi, vince un concorso organizzato dal giornale Pilote, e per un anno, dal 1972 al 1973, fa un lungo apprendistato nella rivista di Goscinny e Charlier, dedicandosi a illustrazioni isolate, copertine e storie brevi. Tre anni più tardi, incontra lo sceneggiatore Pierre Christin con cui crea le Légendes d’aujourd’hui e altri libri di cronaca/fantasia, nei quali mischia abilmente foto, fumetto e spirito giornalistico. A partire dal 1980, crea ciò che diventerà la trilogia Nikopol, cominciata con La foire aux immortales (La fiera degli immortali), conclusasi nel 1992 con Froid équateur (Freddo equatore) passando per La femme piège (La donna trappola) nel 1986, nella quale impone il suo universo barocco fuori dal comune. Parallelamente, inizia a rivolgere la sua attenzione al mondo del cinema collaborando subito, nel 1980, con Alain Resnais per la realizzazione del manifesto, delle cene e dei costumi del film La vie est un roman (La vita è un romanzo) e del manifesto del film Mon oncle d’Amérique sempre di Resnais. Nel 1989 firma la regia del suo primo film Bunker Palace Hotel con Jean Louis Trintignant, Carole Bouquet e Maria Schneider, su sceneggiatura di Pierre Christin.  Nel 1992 Bilal vince il premio per Froid équateur come miglior libro dell’anno, assegnato dalla rivista Lire. Bilal pratica anche l’arte della foto ritoccata e la tecnica del vetro dipinto. Nel 1996 realizza il suo secondo lungometraggio Tykho Moon, con Michel Piccoli, Julie Delpy, Marie Laforet e Jean Louis Trintignant. Nel 1998 esce il libro Le sommeil du monstre (Il sonno del mostro) a cui fanno seguito nel 2002 Trentedeux Décembre (32 Dicembre) e nel 2006 Rendez vous à Paris (Appuntamento a Parigi). Il suo ultimo film lungometraggio, realizzato nel 2004, è Immortel (ad vitam).

NEON – SELEZIONE UFFICIALE

 

CONCORSO INTERNAZIONALE

 

PER IL MIGLIOR FILM LUNGOMETRAGGIO

 

 

 

Al centro dell’edizione zerosei di scienceplusfiction, nella sezione Neon, il Concorso Internazionale assegnerà (domenica 26 novembre) al miglior lungometraggio il Premio Asteroide.

 

 

 

Otto i film in competizione: scorreranno sullo schermo le immagini dell’inquietante Saint-Martyres-des-Damnés; l’insolito e gelido inverno di Frostbiten, primo horror movie realizzato in Svezia;  lo sguardo sulla realtà urbana della Mosca contemporanea in Manga; l’alien-movie Nos amis les terriens, prodotto da Claude Lelouch; il musical-mockumentary Interkosmos; l’apocalittico El barón contra los demonios, esilarante e chiassoso debutto al lungometraggio dello spagnolo Ricardo Ribelles, le enigmatiche e virtuali avventure di Wicked Flowers e il frankensteiniano Subject Two, diretto dall’americano Philip Chidel.

 

 

 

La giuria anche in questa settima edizione sarà presieduta da un mostro sacro della fanta-scena: il celebre scrittore americano Harry Harrison, autore del racconto Make Room! Make Room! da cui nel 1973 Richard Fleisher realizzò il cult movie Soylent Green (la proiezione del film sarà uno degli eventi speciali della manifestazione) e noto ai fans soprattutto per i cicli di The Stainless Steel Rat, Bill, the Galactic Hero  e più recentemente  per le trilogie di West of Eden e Stars and Stripes Forever!.

 

Al fianco di Harrison, una giuria d’eccezione con la presenza del critico cinematografico John Baxter, dell’attrice austriaca Franziska Weisz (La Pianista, Hotel), di John Oliver, curatore del BFI, e di Daniele Auber, concept designer triestino emigrato a Hollywood.

 

 

 

 

 

 

 

Questi i titoli in Concorso nel dettaglio:

 

 

 

Saint-Martyres-des-Damnés (Canada, 2005, 115′, col.) di Robin Aubert

 

Nel piccolo villaggio di Saints-Martyrs-des-Damnés, nel Quebec, scompaiono misteriosamente delle persone. Raoul Bosh, direttore di un tabloid che si occupa di eventi bizzarri e soprannaturali, decide di mandare nel villaggio uno dei suoi giornalisti, Flavien Juste, e il suo fotografo Armand Despas, per investigare e scrivere riguardo agli strani accadimenti. Al loro arrivo nel villaggio, Flavien e Armand si registrano al Two Malvinas Lodge. Poco dopo, Armand si avventura fuori per fare qualche foto e improvvisamente scompare. Flavien si lancia in missione per ritrovare il suo amico: non si fermerà davanti a nulla, nonostante l’ostilità degli abitanti del villaggio, infastiditi dai nuovi arrivati che si immischiano nei loro affari.

 

 

 

Frostbiten (Svezia, 2006, 98′, col.) di Anders Banke

 

Inverno. La dottoressa Annika e la figlia diciassettenne Saga si sono appena trasferite dalla Lapponia per il nuovo lavoro di Annika. Il piccolo villaggio con le sue apparentemente infinite notti polari sembra noioso come immaginava Saga. Alla nuova scuola, però, Saga si fa presto dei nuovi amici grazie a Vega, una ragazza dark che si comporta come se si fossero conosciute da sempre. Ma c’è qualcosa che non quadra in questo freddo inverno. Annika si rende conto che qualcosa non va all’ospedale, la piccola comunità è colpita da misteriose morti ed incidenti. Qualcosa va a caccia di

 

notte, e quando il mondo intorno a lei scompare in una bufera di neve, ghiaccio e sangue, l’ultima cosa che vuole sentirsi dire è che manca più di un mese all’alba…

 

 

 

Manga (Russia, 2005, 70′, col.) di Peter Khazizov

 

Strane cose accadono in una Mosca contemporanea: un giovane sconsiderato diventa invisibile a comando; una bellissima modella si materializza nella via sotto la propria immagine raffigurata in un manifesto. Tutto ciò è generato dal videogioco di uno pseudointellettuale nella cui macchina la modella si butta prima di svenire, unendo così i destini di tutti e tre. La trama sembra sconnessa, come dovrebbe in effetti essere: i titoli in giapponese ci informano che man-ga significa immagini a caso. Uno dei pochi film russi indipendenti, Manga getta uno sguardo sulla realtà urbana della Mosca di oggi, avviata a diventare capitale globale, e indaga sulle tensioni psicologiche, emotive e fisiche che scaturiscono da questo processo.

 

 

 

Nos amis les terriens (Francia, 2006, 84′, col.) di Bernard Werber

 

Al fine di studiare esemplari della specie umana nella vita reale così come in cattività, gli alieni rapiscono un uomo e una donna in una foresta e li rinchiudono nudi in una gabbia invisibile sospesa nel buio. Le due cavie sono Agata, pittrice dal temperamento vulcanico, e Bertrand, un confuso e meditabondo musicista. Man mano che l’osservatore si interroga su come gli esseri umani utilizzino una serie di oggetti di uso quotidiano (dal WC al pollo che mangiamo), uno ad uno tali oggetti vengono fatti cadere nella gabbia per studiare le reazioni delle due cavie. Nel frattempo, i rispettivi partner ancora sulla terra, Donatien e Ursuline, si incontrano, ritrovandosi presto al centro di una caotica convivenza, vista attraverso le ignorate lenti aliene.

 

 

 

Interkosmos (USA, 2006, 71′, col.,b/n) di Jim Finn

 

Interkosmos è un musical – girato con lo stile di un documentario – sul programma spaziale della Germania Est: un programma con l’energia e la creatività della scena artistica sovietica degli anni ’20 e un po’ di quella sensibilità hippie tipica della Germania Ovest dei primi anni ’70. La storia di una missione di colonizzazione spaziale fallita di nome “wundertüte” si sviluppa attraverso racconti, dialoghi, lettere e canzoni d’epoca.

 

 

 

El barón contra los demonios (Spagna, 2006, 100′, col.) di Ricardo Ribelles

 

Alla fine del ventunesimo secolo, la Terra viene sconvolta da una guerra devastante contro le forze del male, un esercito di invasori alieni noti come “i Demoni”. A guidare le forze terrestri c’è un enigmatico supereroe noto come “il Barone”. Egli, però, durante un combattimento all’ultimo sangue viene fatto prigioniero dalla seducente strega Lady Pervertvm, che lo tortura fino ad estrarre il suo seme. Lady Pervertvm usa il seme del Barone per fecondare “la Bestia” – Ragnarok – con l’intento di creare la razza definitiva dei Demoni omicidi. Il Barone riesce a scappare ma, tormentato dal senso di colpa, comincia una guerra sanguinosa nel tentativo di salvare la Terra.

 

 

 

Wicked Flowers (Giappone, 2006, 85′, col.) di Torico

 

Un giorno Miroku riceve un pacchetto di fazzoletti con la seguente scritta “Cerchiamo persone in cerca di esperienze uniche. Contattare: www.ikerushinibana.com”. Miroku presto scopre di essere alle prese con un videogioco su di un sito ad iscrizione. I candidati, passata la selezione, possono iscriversi al gioco. Il vincitore riceverà un premio in denaro. Miroku, appassionato di giochi, decide di provare. Gli viene così comunicato che la sua iscrizione è stata accettata. Eppure, non sa ancora che questo è solo l’inizio di qualcosa che metterà a repentaglio tutta la sua vita. Miroku incontrerà personaggi assurdi che gli porranno domande bizzarre mentre vedrà morire gli altri partecipanti uno dopo l’altro. Ma quale sarà il vero scopo del gioco?

 

 

 

Subject Two (USA, 2006, 93′, col.) di Philip Chidel

 

Nel suo laboratorio sulle remote cime di una montagna, il Dottor Franklin Vick prosegue ricerche mediche di dubbia eticità. La resurrezione è l’oggetto dei suoi studi. Adam Schmidt, uno strano studente di medicina, accetta di fare da cavia e di essere ucciso più e più volte in nome della scienza. Isolati per la neve, il dottore e il suo nuovo assistente lavorano insieme al perfezionamento delle loro tecniche, prima di poterle svelare al mondo. Ma c’è un problema: la Morte ha effetti collaterali.

 

 

NEON – ANTEPRIME FUORI CONCORSO

 

 

 

Anche quest'anno la sezione Neon - selezione ufficiale proporrà una serie di straordinarie Anteprime: grandi titoli inediti sugli schermi nazionali e internazionali, in collaborazione con le maggiori distribuzioni italiane ed estere, ma anche produzioni indipendenti già acclamate nel circuito dei maggiori festival internazionali. I film Fuori Concorso proiettati in anteprima saranno cinque: il fantastico El Laberinto del Fauno con le sue magiche atmosfere; il film a episodi Trapped Ashes, per la regia di Sean S. Cunningham, Joe Dante, John Gaeta, Monte Hellman e Ken Russell; il blockbuster realizzato a Bollywood  Krrish, annunciato come il "Superman" indiano; il multiculturale e intergalattico Earthlings: Ugly Bags of Mostly Water; il  ritorno sul grande schermo del nostro Lamberto Bava con Ghost Son, film che vanta un cast  eccezionale in cui figurano Laura Harring (Mulholland Drive) e Pete Postlethwaite (nomination all'Oscar per Nel nome del padre).

 

 

 

 

 

Questi i titoli Fuori Concorso nel dettaglio:

 

 

 

El Laberinto del Fauno (Messico/Spagna/USA, 2006, 112′, col.) di Guillermo del Toro

 

E’ il 1944, dopo la vittoria di Franco, una ragazzina di nome Ofelia viaggia con la madre e il padre adottivo verso un’area rurale nel Nord della Spagna. La ragazzina vive in un mondo immaginario di sua creazione, disillusa ormai dalla realtà. La repressione fascista del dopoguerra è all’apice e la ragazzina, per poterla affrontare, si inventa una favola. Ma per Ofelia, le storie sul bene e sul male, la magia e il guardaboschi sono più di un semplice intrattenimento: sono la finestra sul mondo, che le ricorda quali sono le verità e i misteri della vita quotidiana. Una libellula cattura l’attenzione di Ofelia durante una sosta di una gita fuori porta: ciò che inizia a seguire non è un insetto ma un ambasciatore luccicante di smeraldo che le dà il benvenuto nel suo regno.

 

 

 

Trapped Ashes (USA/Giappone/Canada, 2006, 105′, col.) di Sean S. Cunningham, Joe Dante, John Gaeta, Monte Hellman e Ken Russell

 

Sette sconosciuti accettano un misterioso invito a fare una visita ad un set hollywoodiano, si ritrovano però intrappolati in una stanza e scoprono che l’unica speranza di fuggire è raccontare la storia più terrificante che conoscono. Il tradizionale horror a episodi, come in Tales From The Crypt, fa il proprio ritorno trionfale in questa serie di terrificanti storie dirette dai maggiori autori del genere. Gli episodi sono: “Wraparound” (J.Dante), “The Girl with the Golden Breasts” (K.Russell), “Jibaku” (S.Cunnigham), “Stanley’s Girlfriend” (M.Hellman), “My Twin, The Worm” (J.Gaeta).

 

 

 

Krrish (India, 2006, 185′, col.) di Rakesh Roshan

 

Krrish è il sequel del film di successo Koi Mil Gaya. Il duo dei Roshan – padre e figlio – ci regala un altro film di fantascienza dove Hrithik Roshan interpreta Krrish, figlio di Rohit. Krishna è dotato di super poteri, ereditati dal padre che ha incontrato un alieno quand’era più giovane. Krishna conosce la bella Priya e se ne innamora subito e quando lei gli chiede di andare a Singapore, lui la segue. A Singapore, il dottor Siddhant Arya, scienziato megalomane, è sul punto di cambiare il futuro per sempre. Solo un uomo si frappone tra il dottore e i suoi sogni di conquista: per fermare le sue ambizioni senza scrupoli Krishna deve diventare…Krrish.

 

 

 

Earthlings: Ugly Bags of Mostly Water (USA, 2005, 70′, col.) di Alexandre O. Philippe

 

1 Agosto 2003: 33 persone si incontrano al Philadelphia Hotel per celebrare e parlare la lingua di un’altra galassia. Il documentario comico Earthlings – Ugly Bags of Mostly Water racconta la vita, le passioni, le stranezze dei membri del Klingon Language Institute. Una serie di interviste allo staff del KLI (linguisti, psicologi, fan sfegatati di Star Trek e fedelissimi adepti) ci svela i tratti intellettualistici, liberatori, al limite del non-sense, che caratterizzano quel bizzarro frutto della cultura pop che è la lingua di Klingon. L’interazione tra lingua e cultura, comunicazione ed emozione, così come il labile confine che separa realtà e finzione, divengono così oggetto di analisi e riflessione.

 

 

 

Ghost Son (Italia/Sud Africa/Spagna/GB, 2006, 96′, col.) di Lamberto Bava

 

Una storia d’amore, di quelle che capitano una volta sola nella vita e durano per sempre. Lei è Stacey, lui è Mark. Stanno lì, fuori dal tempo e dallo spazio, nella fattoria di Mark. Ma in quelle praterie sconfinate fatte di albe e tramonti aleggiano misteriose presenze. Stacey è felice, il suo amore per Mark la fa sentire viva e realizzata. All’improvviso Mark muore, tuttavia lei sa che lui non l’abbandonerà mai. Sogna una notte con Mark, un’unica meravigliosa notte d’amore che sembra reale. Nasce Martin. Stacey inizia a vivere in una dimensione irreale, dove la realtà si confonde con l’immaginazione e i ricordi. “E se Martin fosse il figlio del fantasma?”.

 

 

VOYAGE FANTASTIQUE

 

 

 

Tra le retrospettive, dopo i mondi surreali di FantaEspaña e l’assedio dei Brit-Invaders!, il festival darà inizio ad un Voyage Fantastique nell’imagérie della science-fiction francese, con incontri e proiezioni su Nouvelle Vague e dintorni, a cui verrà affiancato un focus sulle nuove frontiere del cinema horror e sci-fi nella Francia contemporanea.

 

Non mancheranno titoli imperdibili come Un amour de poche (1957) di Pierre Kast; Les astronautes (1959) di Walerian Borowczyk; Les yeux sans visage (1960) di Georges Franju; La jetée (1962) di Chris Marker; Alphaville (1965) di Jean-Luc Godard; Fahrenheit 451  (1966) di François Truffaut; Je t’aime, je t’aime  (1968) di Alain Resnais, Le denier homme (1968) di Charles L. Bitsch; France société anonyme (1974) di Alain Corneau; Black Moon (1975) di Louis Malle; La mort en direct  (1980)di Bertrand Tavernier e il cortometraggio La brûlure de mille soleils (1965) di Pierre Kast.

 

Classici che nel loro insieme andranno a formare la sezione storica.

 

 

 

Tra le nuove produzioni francesi scienceplusfiction ospiterà quattro anteprime: Renaissance (2006) di Christian Volckman; Ils  (2006) di David Moreau e Xavier Palud, film premiato al festival di Annecy; Sheitan (2006) di Kim Chapiron, film interpretato e prodotto da Vincent Cassell, e Daft Punk’s Electroma (2006), una co-produzione franco-americana firmata da Thomas Bangalter e Guy-Manuel De Homem-Christo.

 

 

 

Un court voyage fantastique fornirà una panoramica sul cortometraggio francese contemporaneo, con nove titoli.

 

A completare la sezione, una ricca selezione di opere del cinema fantastico francese delle origini, restaurati in digitale da Lobster Film.

 

 

 

Questi i titoli della sezione retrospettiva di Voyage fantastique:

 

 

 

Alphaville, une étrange aventure de Lemmy Caution (Francia/Italia, 1965, 99′, b/n) di Jean-Luc Godard

 

L’agente segreto Lemmy Caution parte in missione per Alphaville, città della galassia di Ford, in cerca del Professor Von Braunn. Arrivato su Alphaville, l’agente Caution scopre che Alpha 60, il computer creato da Von Braunn, anima del pianeta, governa imperiosamente, mettendo al bando qualsiasi tipo di emozione. Innamoratosi della figlia di Von Braunn, Caution decide di porre termine a tale tirannia…

 

 

 

Black Moon (Francia/Germania Ovest, 1975, 100′, col.) di Louis Malle

 

Raramente un sogno è mai stato delineato con altrettanta chiarezza. In questa visione fantastica, un’Alice-Lolita abita un paese delle meraviglie dove uomini e donne praticano la guerriglia, gli animali parlano e gli unicorni corrono ancora sulla terra. Un’avvincente miscela tra sci-fi, mito e giocoso avanguardismo, avvolta dall’ossessiva concretezza con cui tale stravagante elaborazione ci viene presentata.

 

 

 

Fahrenheit 451 (GB, 1966, 112′, col.) di François Truffaut

 

Un futuro in cui i libri sono messi al bando e leggere è considerato attività pericolosa che favorisce idealismo, dissenso e infelicità. Un corpo speciale di pompieri lavora per scovare i libri nascosti ed incenerirli. Montag è uno di loro, ma la sua vita viene sconvolta dall’incontro con Clarissa, la vicina, che gli domanda se abbia mai letto i libri che brucia. Incuriosito, durante una perquisizione ne ruba uno e si abbandona segretamente alla lettura…

 

 

 

France société anonyme (Francia, 1974, 100′, col.) di Alain Corneau

 

Michel Bouquet è un boss dello spaccio di droga. Il suo impero si estende ben oltre i confini del paese in cui gli stupefacenti vengono liberalizzati. Catturato e quasi ucciso dai nemici americani, è tenuto artificialmente in vita grazie ad alcune macchine. Il film ha inizio nel futuro: il boss, uscito dall’ibernazione, per flash-back racconta la sua storia alla donna nuda che lo ha liberato.

 

 

 

Je t’aime, je t’aime (Francia, 1968, 91′, col.) di Alain Resnais

 

Uno scrittore si trova all’ospedale dopo aver tentato il suicidio. Appena dimesso, viene reclutato per un esperimento: fare un viaggio nel tempo, riportando fedelmente tutto ciò che gli accade. Lo scrittore viene così catapultato nel bel mezzo di una vacanza con la fidanzata, un anno prima, durante un’immersione. Eppure, qualcosa non va come previsto e frammenti di passato e presente prendono a susseguirsi in ordine fortuito.

 

 

 

La Jetée (Francia, 1962, 28′, b/n) di Chris Marker

 

Sul molo dell’aeroporto di Orly, un bambino assiste all’omicidio di un uomo. La Terza Guerra Mondiale è appena cominciata e Parigi viene distrutta da un attacco nucleare. Uno dei sopravissuti, il bambino ormai cresciuto, grazie al ricordo nitido che ha di quell’immagine, viene prescelto per partecipare ad un esperimento di viaggio nel tempo. L’esperimento ha successo, ma l’uomo, innamoratosi di una ragazza, sfida ogni regola pur di ritornare e riuscire a stare con lei.

 

 

 

La mort en direct (Francia/Germania Ovest/GB, 1980, 128′, col.) di Bertrand Tavernier

 

In un futuro in cui la malattia è stata sconfitta, Katherine scopre di essere affetta da un male incurabile. La donna diviene presto oggetto della morbosa curiosità dei canali televisivi, in lotta per acquisire i diritti esclusivi della sua morte. Fuggendo da telecamere e paparazzi, Katherine arriva in una landa isolata di campagna. Nel viaggio, l’accompagna e aiuta Roddy. Katherine ignora che si tratti di un vero giornalista tv, nei cui occhi sono state impiantate due mini-telecamere.

 

 

 

Le denier homme (Francia, 1968, 82′, col.) di Charles L. Bitsch

 

L’ora della fine del mondo che noi conosciamo è ormai scoccata e solo pochi eletti sopravvivono: un uomo, sua moglie e un’altra donna, da questo desiderata. Curiosamente, gli eventi che hanno portato alla fine del mondo sembrano non avere minimamente scosso la moralità dell’uomo, ancora desideroso di tradire la moglie. Uno scenario che non lascia ben sperare per il futuro dell’umanità, qualunque esso si riveli essere.

 

 

 

Le yeux sans visage (Francia/Italia, 1960, 88′, b/n) di Georges Franju

 

La Polizia di Parigi è alle prese con una serie di omicidi: giovani donne vengono uccise e i loro volti sfigurati. Artefice del tutto è il professor Genessier, rinomato chirurgo, la cui figlia Cristiane è rimasta gravemente sfigurata in un incidente. Il professore e la sua assistente decidono così di inscenarne la morte, per poi procedere a selezionare parti del viso delle ragazze, raffinando le tecniche di trapianto, e ripristinarle sul volto di Cristiane.

 

 

 

Les astronautes (Francia, 1960, 14′, b/n) di Walerian Borowczyk, Chris Marker

 

Cortometraggio animato diretto da Walerian Borowczyk in collaborazione con Chris Marker. Un inventore della domenica progetta e costruisce un’astronave nella sua piccola casa per partire in cerca di avventure. L’animazione è in gran parte realizzata unendo ritagli di fotografie, quotidiani ed altre cose di questo tipo.

 

 

 

Un amour de poche (Francia, 1957, 82′, col.) di Pierre Kast

 

Il professor Jerome è un ricercatore ossessionato dalla tecnica dell’ibernazione. Con l’aiuto della supersexy assistente Monette, il professore scova una formula in grado di miniaturizzare gli esseri umani trasformandoli in statuette viventi. Quando la moglie inizia ad avere sospetti sulla dubbia relazione tra il marito e Monette (a ragion veduta), Monette decide di bere la pozione e nascondersi nella tasca del professore.

 

 

 

La brûlure de mille soleils (Francia, 1965, 25′, col.) di Pierre Kast

 

Un poeta milionario e depresso, in compagnia del suo gatto Marcel e di un robot semiologo, viaggia nel tempo nel tentativo di superare uno stato d’animo di noia perpetua, ma si innamora perdutamente di una donna proveniente da un’altro pianeta.

 

 

 

 

 

 

 

Queste le nuove produzioni in anteprima nel dettaglio:

 

 

 

Daft Punk’s Electroma (Francia/USA, 2006, 74′, col.) di Thomas Bangalter, Guy-Manuel De Homem-Christo

 

Musical psichedelico, vera e propria odissea visiva sulle vicissitudini di due robot, alla ricerca del segreto per diventare esseri umani. In Electroma, l’assenza di dialogo viene perfettamente compensata da una colonna sonora avvolgente e da effetti visivi impressionanti.

 

 

 

Ils (Francia, 2006, 77′, col.) di David Moreau, Xavier Palud

 

Clementine e Lucas sono una coppia di intellettuali francesi che abita in una casa fuori dalla civiltà, nel cuore delle foreste rumene. Ciò che sembra un soggiorno idilliaco ben presto si trasforma in un vero incubo. Cominciano a ricevere strane e frequenti telefonate finché una notte qualcuno o qualcosa si introduce nell’antica magione. Terrorizzati, scoprono che nelle tenebre si annida una forza malvagia che li aspetta in una casa grande ed antica piena di telecamere e di passaggi segreti risalenti all’epoca di Vlad l’Impalatore. Basato su una storia vera.

 

 

 

Renaissance (Francia/GB/Lussemburgo, 2006, 105′, b/n) di Christian Volckman

 

Nel 2054, Parigi è un labirinto dove tutti i movimenti sono monitorati e registrati. Esclusa dal mondo per la sua stessa protezione, la città ha comunque continuato ad espandersi. Grattacieli si sovrappongono ad antichissimi capolavori dell’architettura e, sotto il livello della strada, i centri commerciali avanzano contro il sistema antico e deteriorato di gallerie della città. A gettare un’ombra su tutto, la Avalon, la più grande società della città, è presente in ogni ambito della vita per vendere il proprio prodotto principale: bellezza ed eterna giovinezza. Quando la ventiduenne Ilona, uno degli scienziati più promettenti della Avalon, viene improvvisamente rapita, la Avalon si rivolge a Barthelemy Karas, un poliziotto di Parigi con la meritata fama di saper ritrovare chiunque.

 

 

 

Sheitan (Francia, 2006, 94′, col.) di Kim Chapiron

 

E’ la vigilia di Natale. In un nightclub parigino, Bart, Ladj e Thai incontrano due bellissime ragazze, Eve e Yasmin. Ubriaco e incontrollabile, Bart scatena una rissa. Tornati a casa, i due eroi si servono la cena di Natale: capra arrosto. Scende la notte, le loro chiacchere da sbronzi spaziano dal sesso, al male, al diavolo stesso. Joseph, sempre più sconvolto, racconta l’orrenda storia di un contadino che, posseduto da Satana, era stato costretto ad inseminare la propria sorella. Il figlio maledetto era nato proprio il giorno di Natale. I ragazzi sono troppo indaffarati ad abbordare ragazze per accorgersi della trappola diabolica che sta per incastrarli. Marie finisce la sua strana bambola con pezzi degli abiti di Bart e ciocche di capelli. Poco dopo, scoppia l’inferno…

 

 

 

Un Court Voyage Fantastique sarà:

 

 

 

L’Empreinte de l’ange (Francia, 2003, 13′, col.) di Cristophe Raynaud

 

Judas (Francia, 2006, 17′, col.) di Nicols Bary

 

Murielle, moi non Plus (Francia, 2004, 11′, col.) di Christine Guilbaud

 

Oedipe (n+1) (Francia, 2003, 27′, col.) di Eric Rognard

 

Les petits hommes vieux (Francia, 2005, 13′, col.) di Yann Chayia

 

Project Gamma (Francia, 2003, 14′, col.) di David Sartio

 

Sergueï & Tatiana (Francia, 2005, 9′, col.) di Jean Yves

 

Shart (Francia, 2005, 10′, col.) di Stephen Dronval, David Lino

 

Venus project (Francia, 2005, 15′, col.) di Olivier Jean

EUROPEAN FANTASTIC SHORTS

 

 

 

La Selezione di Cortometraggi Fantastici Europei (assoluta novità della passata edizione) – in collaborazione con l’EFFFF – sarà finalizzata anche quest’anno alla nomination per il Miglior Cortometraggio Fantastico Europeo a cui verrà assegnato il prestigioso Melies d’Or.

 

 

 

Tredici i cortometraggi che concorrono all’ambito riconoscimento, provenienti da ogni parte d’Europa: Cinésens (Francia, 2006) di Elie Duponchel e Hadrien Genesi; Delivery (Germania, 2005) di Till Nowak; Elöbb-Utobb (Ungheria, 2006) di Madarász István; Energy Hunter (Spagna, 2005) di Albert Arizza; Exploding Buds (Germani, 2005) di Petra Schröder; Final Journey (Irlanda, 2006) di Brendan Muldowney; The Green Hornet (Francia, 2005) di Aurélien Poitrimoult; Home Delivery (Spagna, 2005) di Elio Quiroga; Ich rette das Multiversum (Germania, 2005) di Ulfe Groote; Rezina Ziuljenja (Slovenia, 2006) di Martin Turk; The Silver Rope (Italia, 2006) di Fabio Guaglione e Fabio Resinari; The Un-gone (GB, 2005) di Simon Bovey e X (Germania, 2005) di Raphael Wahl.

 

 

 

 

 

Questi i cortometraggi in Concorso nel dettaglio:

 

 

 

Cinésens (Francia, 2006, 14′, col.) di Elie Duponchel e Hadrien Genesi

 

Delivery (Germania, 2005, 9′, col.) di Till Nowak

 

Elöbb-Utobb (Ungheria, 2006, 11′, col.) di Madarász István

 

Energy Hunter (Spagna, 2005, 8′, col.) di Albert Arizza

 

Exploding Buds (Germania, 2005, 20′, col.) di Petra Schröder

 

Final Journey (Irlanda, 2006, 3′, col.) di Brendan Muldowney

 

The Green Hornet (Francia, 2005, 20′, col.) di Aurélien Poitrimoult

 

Home Delivery (Spagna, 2005, 13′, col.) di Elio Quiroga

 

Ich rette das Multiversum (Germania, 2005, 11′, col.) di Ulfe Groote

 

Rezina Ziuljenja (Slovenia, 2006, 15′, col.) di Martin Turk

 

The Silver Rope (Italia, 2006, 29′, col.) di Fabio Guaglione e Fabio Resinari

 

The Un-gone (GB, 2005, 8′, col.) di Simon Bovey

 

X (Germania, 2005, 6′, col.) di Raphael Wahl

 

 

 

Da quest’anno vi sarà, inoltre, il nuovo Spazio Italia, con una selezione di sette cortometraggi italiani:

 

A milioni di chilometri dalla terra (Italia, 2005, 20′, col.) di Calogero Alaimo

 

Anatomy (Italia, 2006, 3′, col.) di Vincenzo Pandolci

 

I custodi – L’inganno (Italia, 2006, 25′, col.) di Giuseppe Tandoi

 

Do You See Me? (Italia, 2006, 13′, col.) di Alessandro de Cristoforo

 

Nello spazio di un secondo (Italia, 2006, 6′, col.) di Alessandro Villamira

 

The Shadow Within (Italia, 2006, 8′, col.) di Silvana Zancolò

 

Zerosigma 1.0 “K>D>S” (Italia, 2006, 10′, col.) di Alex G. Raccuglia

 


 

Dimenticaicolori

 

Video-Dance Performance

 

Mercoledì 22 novembre ore 19.30 – Cinecity

 

 

 

La performance Dimenticaicolori è stata appositamente ideata da Pawel per creare una fattiva collaborazione tra il Danceproject – festival triestino di performing arts – e scienceplusfiction.

 

Grazie alla collaborazione di tre giovani artisti triestini per la realizzazione di un video multimediale, Dimenticaicolori coniuga lo studio di fotografia effettuato da Serena Salvadori, le ideazioni fashion design di Daniele Mucaria e la danza di Denny “Pawel” Fiorino. Scopo primario del video è l’esplorazione dei colori a partire dagli effetti di percezione visiva fino a coglierne il loro significato spirituale. Il passo successivo che ora integra questa ricerca e le dona specificità è la connessione con la performance. Infatti è proprio a partire dall’immagine trascendente del volto di Pawel, nell’ultima foto del video, che si materializza in scena un androgino alieno bianco, ispirato tra l’altro alla passata immagine rappresentativa del scienceplusfiction ed alla storia del film di fantascienza L’uomo che cadde sulla terra, che ha consacrato la fama mondiale di David Bowie con il primo grande personaggio della sua galleria: combinazione paradossalmente contraddittoria tra un essere interstellare e un attore del teatro giapponese Kabuki.

 

Il video fotografico diventa così l’antefatto alla storia dell’alieno Pawel che rivive in scena, attraverso i diversi quadri e le coreografie su musiche strumentali elettroniche dello stesso Bowie, le memorie di una vita passata sulla terra…prima di averne dimenticato i colori.

 

Ad un certo punto una televisione in scena diventa, come nel film, l’elemento ossessivo che, se dapprima affascina l’alieno, riesce infine a “umanizzarlo” rendendolo una mera caricatura del divo; tema che si offre ad una riflessione sull’alienazione e sul destino effimero della stardom intesi come metafora della stessa condizione umana. Durante questa vestizione il nostro alieno si trova ad assorbire i codici comportamentali dettati dalle società industrializzate dai quali cercherà infine di liberarsi attraverso un’ultima danza sfrenata che non sortirà certo l’effetto desiderato.

 

Così come teorizzato dal grande Bowie grazie all’esempio donatoci con “Il Duca Bianco”, anche Pawel sceglie di combattere la forza malefica del cliché cavalcandone fino in fondo i codici in modo da ridurre esso stesso a caricatura…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per informazioni:

 

scienceplusfiction 06 – festival internazionale della fantascienza di Trieste

 

www.scienceplusfiction.org

 

La Cappella Underground – Via Economo 12/9 34123 Trieste – Tel.040.3220551

 

 

 

Ufficio Stampa:

 

Cristina Borsatti (347.9340720)

 

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