FILM IN TV – Blow out, di Brian De Palma

Il cinema di Brian De Palma ha avuto da sempre, ma in particolare nel periodo collocabile tra 1980 e il 1998 con i film compresi tra Vestito per uccidere e Omicidio in diretta, la funzione indagatrice sulle interne dinamiche del mezzo espressivo e sulle strutture che lo fanno diventare spettacolo e quindi spettacolo inimitabile. Se ne era già parlato su queste stesse pagine, ma ogni suo film di quel periodo ci porta a queste riflessioni, poiché le molteplici architetture del visibile all’interno dell’immagine diventano oggetto di analisi. In questo senso sono rintracciabili ad un superficiale esame il doppio e il travestimento: Vestito per uccidere, la falsa lettura dell’immagine: Omicidio a luci rosse, il tempo come variabile incontrollabile: Omicidio in diretta e molto prima, il suono come pista decifrabile del reale: Blow out. La ricerca è proseguita con Redacted che è uno splendido esempio di costruzione per immagini, dichiaratamente false, ma che mettono in discussione, una volta per tutte, il dispositivo dal

Blow out, Nancy Allen

Blow out, Nancy Allen

quale traggono origine. Dice bene in questo senso su queste stesse colonne Massimo Causo a proposito del film che Il punto di vista però è esploso nei mille frammenti di un immaginario in mano a tutti (handy cam, cellulari, videocamere di sorveglianza, blog, Youtube, website…) ma posseduto da pochi… In realtà il compito che sembra essersi assegnato De Palma e che assolve con pazienza certosina tornandoci ogni volta con meticolosa attenzione è proprio quella della riflessione sul dispositivo che ha scelto come mezzo espressivo. De Palma spinge sempre più in avanti la propria ricerca e riflessione con lo scopo di dissezionare il cinema e le sue interne strutture visive, percettive e costruttive per una vera e propria, affascinante, indagine sui limiti e le potenzialità del mezzo, ma anche quale prova della propria capacità di sperimentazione che con quest’ultimo film è sembrata, quanto a guizzo di genialità, quella di un giovane filmaker, sebbene il lavoro sia frutto della sedimentazione creativa di tutto un passato.

Blow out, John Travolta

Blow out, John Travolta

A questo passato di grandissimo rispetto e dentro questo quadro di sezionamento quasi scientifico della realtà che solo la tecnologia può sperimentare e il cinema raccontare, appartiene Blow out film del 1981 con un giovane John Travolta che, dismessi i panni di simbolo giovanile dell’edonistico pre-riflusso, veste quelli di un ex poliziotto che ora lavora come tecnico del suono. Una notte catturando rumori in un luogo isolato gli capita di assistere ad un incidente automobilistico, un’auto cade in un fiume. Nell’incidente muore il conducente che è anche il Governatore dello Stato. I rumori che Jack ha raccolto serviranno a sbrogliare una complicata vicenda di macchinazione politica.
La costruzione secondo i canoni del thriller, nell’ambito della consueta matrice hitchcokiana dalla quale il cinema di De Palma non si è mai discostato, pur nell’autonomia della ricerca, costituisce l’unica strada possibile attraverso la quale condurre il gioco che porta a termine il regista. D’altra parte è tutta la sua filmografia che si radica dentro le coordinate dei vari generi in quanto la sua indagine genetica sul cinema si serve proprio dell’analisi sui mattoncini della sua vita. Solo i generi hanno queste qualità in quanto assolvono alla precisa funzione di elementi (ri)produttori di immaginario ed è per questa ragione che il cinema finirà la sua vita solo se i generi dai quali è nato smetteranno di esistere. De Palma non solo li analizza, ma li rivitalizza come accade in questo tesissimo

Blow out, 1981

Blow out, 1981

thriller in cui la tensione narrativa è amplificata, paradossalmente, non dall’immagine, ma dall’immagine che il suono riproduce quale elemento riconoscibile di una realtà invisibile. Un continuo gioco di specchi quello che troviamo nel cinema di De Palma che attira e affascina, un gioco infinito per lo spettatore, una scoperta che sembrava li, a portata di mano e che bastava solo scoperchiare. Blow out diventa in qualche modo archetipo di una indagine sulla realtà più ampia e selettiva e in questa ricerca il compito del cinema è gravoso poiché ci deve insegnare a guardare decifrando i segni oscuri e dell’invisibile. È (il solito) Godard a sintetizzare nell’essenziale rapporto microscopio + telescopio il principio fondante dell’invenzione del cinema che deve guardare al non percepibile, opponendosi alla più immediata sua definizione all’interno del rapporto tra immagine fotografica e tempo.
Il cinema sembra rompere ogni argine e restituire un unico flusso di immagini che passano da De Palma a Godard senza alcuna soluzione di continuità.

 

 

Titolo originale: id.

Regia: Brian De Palma

Interpreti: John Travolta, Nanct Allen, John Lithgow

Origine: Usa, 1981

Durata: 107′