FILM IN TV – "To Rome with Love", di Woody Allen

To Rome With LoveEcco il grandissimo film di Woody Allen che all'inizio molti di noi non hanno visto o hanno fatto finta di non vedere. Certo, come ha sottolineato giustamente Aldo Spiniello nella sua recensione al film, To Rome with Love è certamente 'ultimo atto di una deriva continua'  o 'sconclusionata follia'. Ma al di là delle diverse storie dentro il film,porta in scena in parte una specie di Decamerone dalla parte statunitense stando dentro l'Italia e dall'altra invece ribalta, duplicandola e poi distruggendola, la visione romantica dell'Italia e di Roma dall'altra parte dell'Oceano, da Vacanze romane di William Wyler ad Only You di Norman Jewison.

Quattro storie, quattro pupazzi scassati che si muovono con gli ingranaggi automatici. I luoghi della memoria di un architetto (grandioso Alec Baldwin) che rivede in un ragazzo a cui dare consigli la nostalgia della sua giovinezza. Un produttore discografico in pensione appassionato di lirica venuto nella Città Eterna per conoscere il fidanzato della figlia. Un uomo anonimo che diventa improvvisamente una celebrità. Una coppietta in arrivo da Pordenone al centro di numerosi equivoci.

Benigni smarrito nel suo stesso paese, marionetta spaesata assieme alla giovane coppia, quasi riciclaggio di quella di Lo sceicco bianco. L'Italia è appunto luogo di memorie per Woody Allen, ammasso di sepolcri da ricordare con nostalgia (un po' come la figura di Alec Baldwin) piuttosto che vivere nel presente. Dopo le nebbie di Londra (forse la parte meno interessante dell'ultimo Woody Allen), le luci e il calore di Barcellona, la seduzione Belle Epoque dell'ultimo straordinario Midnight in Paris, Woody Allen arriva a Roma in un luogo che prima lo attrae e poi lo respinge. Non c'è niente di interessante in quello che sta filmando tranne la ricerca di un passato impossibile da recuperare. E non è che è pigro lo sguardo del cineasta. Al contrario, è quello che ha davanti che è davvero noioso. E lui si adegua mostrando un'Italia alienata come pochi ci hanno fatto vedere negli ultimi anni.

Allo sguardo dei turisti statunitensi (o forse dei turisti in generale) forse è questo lo stereotipo dell'Italia che mostra Allen. Come gli italiani hanno lo stereortipo degli altri luoghi. E questo vuoto, questo disinteresse, è una cartolina molto più preziosa di quanto si può immaginare. Un regalo che, come al solito, non si è saputo apprezzare e si è liquidato. Sempre con noia.