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 A chi serve il Festival di Roma?
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Walter Neff
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Inserito il - 24/10/2009 :  21:57:17  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ho letto le corrispondenze dal Festival di Roma, ma non ho capito la posizione di Sentieri. Da un lato sembrate come snobbarne l'importanza, però vedete i film, li recensite, fate i video degli incontri, questa volta persino le fotografie! Ok, capisco il fare un servizio ai lettori, ma non sarebbe utile anche cercare di far riflettere tutti sul senso di questa mega operazione culturale? Perchè esiste questo Festival? Non parlo storicamente, sanno tutti che fu una creatura dell'ex sindaco di Roma Veltroni. Ma oggi, con questa struttura assolutamente italiana (quale festival del mondo ci prenderebbe Rondi-Detassis- Sesti?, mentre Muller lo vorrebbero tutti e Turigliatto mi pare sia finito a Locarno), inesportabile e politicamente in equilibrio tra vecchi e nuovi poteri, a chi serve? Esteticamente appare dalle vostre recensioni piuttosto insignificante, politicamente è ambiguo. La città come lo vive? Forse non lo vive affatto. Insomma cari selvaggi, che ne dite di parlare ai lettori e dare il vostro punto di vista sul Festival? O avete paura di qualche forma di rappresaglia politica? E gli altri che leggono che ne pensano?

Modificato da - Walter Neff in Data 24/10/2009 21:58:25

sozzo
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Inserito il - 27/10/2009 :  08:22:44  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di sozzo  Rispondi Quotando
Ciao.
Eccoti - dopo un po' di attesa - la risposta del nostro vicedirettore Simone Emiliani: http://www.sentieriselvaggi.it/articolo.asp?sez0=1&sez1=255&art=34360.
Inoltre, a questa pagina: http://www.radiopopolareroma.it/ilcantodellabalena stanno venendo uploadati - con una certa calma - tutti gli interventi che il sottoscritto e sempre Emiliani hanno tenuto, nel corso del Festival, su Radio Popolare Roma: e anche lì ti assicuro che siam stati piuttosto espliciti...
Aspettiamo il parere tuo e degli altri frequentatori del forum.
Grazie!
sergio

evviva sentieri selvaggi che permette a tutti di scrivere le proprie stupidaggini (ludovica, 13/12/2009 17.34)
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Walter Neff
Nuovo Utente


5 Messaggi

Inserito il - 04/11/2009 :  23:41:44  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
* 04/11/2009 18.10, di redazione
c'è un topic aperto sul nostro forum dove crediamo sia più comodo continuare questa discussione: http://www.sentieriselvaggi.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=24
* 04/11/2009 17.38, di wild_things
con la critica femminista militante non ci campa nessuno. con le riviste di regime ci campa la detassis e il relativo c(i)e(rc)hi(o).
* 04/11/2009 16.51, di Ennio Fanta.
Forse si sta esagerando, da una parte e dall'altra. Ho letto le corrispondenze di Sentieri e le ho trovate equilibrate (molto belle le foto, tra l'altro). Questo articolo è una riflessione un po' amara di chi è abituato evidentemente ad altri standard internazionali di Festival, e questo dovrebbe farci riflettere sulla (ancora) provincialità del Festival di Roma. Ma da qui a buttare via tutto ce ne corre, abbiamo visto anche dei bei film, spettacolari o sperimentali, quindi qualcosa da salvare ci sta. Ma sappiamo tutti, e lo dico a Valeria, che di solito i commenti si fanno più per criticare che per elogiare (o discutere). Spero che questa bella rivista sappia distinguersi anche in questo
* 04/11/2009 16.43, di Linda 86
Ma chi è questa Valeria che difende a spadatratta il Festival (che con tutti i media dalla sua parte certo se ne puo' fregare se una rivista come sentieriselvaggi lo attacca)? Intanto impari a distingure: i commenti sono dei lettori e gli articoli saranno della rivista. Quindi se dici "siete snob" ti riferisci a chi scrive commenti qui? Io ho seguito un pochino il festival e anche questa "preziosa" rassegna extra, e mi sembra che il problema dei contenuti, qui, proprio non si ponga. I contenuti sono vaghi, è il contenitore che è una cattedrale nel deserto. Non sono una cinefila doc, studio altre cose, e trovo che sentieriselvaggi abbia svolto il suo lavoro con molta professionalità. Che cosa c'entrano i bagni e i giornalisti non pagati? Forse se il mondo fosse più giusto i selezionatori del festival potrebbero guadagnare di meno e chi per lavoro scrive dovrebbe essere pagato. ma e' tutto un altro discorso. Rifletti Valeria, non esiste solo il tuo punto di vista
* 04/11/2009 16.20, di Valeria
Siete sempre prevenuti e presuntuosi, convinti di sapere già tutto prima ancora che il festival iniziasse, come uno dei miei amici critici che si aggirava abbattuto per l'auditorium il primo giorno a dire: "Il cinefilo cerca altro..." e allora la domanda è, amico critico, visto che a te come a molti altri valenti giovani gli articoli non te li paga nessuno, cosa cavolo ci facevi là? se è una perdita di tempo stattene a casa, così ci guadagno io che vado in bagni meno puzzolenti e trovo meno file. Ti voglio bene sentieri ma quanto è figo essere sempre e comunque bastian contrari nevvero? guardate voi al di là del vostro orto per favore
* 04/11/2009 16.13, di Valeria
Io non difendo il mio orticello. C'erano molte persone tutto sommato contente. Voi siete i soliti snob. Oppure non avete mai visto un film della sezione extra, peggio per voi. Se tutti fossero come Sesti avremmo un cinema migliore e molto di quello invisibile troverebbe spazio. Tanto se noi italiani non sputiamo sopra cose che hanno anche del positivo non siamo contenti. La Detassis un tempo si occupava di critica feminista militante, come si cambia, ma a che serve essere ipocriti? con la critica femminista militante non ci campa nessuno.
* 04/11/2009 14.57, di 7Annette
mi viene in mente un coro romanista per una partita in trasferta che si svolse di lunedì: "SIAMO TUTTI PARRRUCCHIERI, SIAMO TUTTI PARRUCCHIERI!". scherzi a parte (era solo per sdrammatizzare), sposo in pieno le opinioni di stellet licht e melampo. è dal primo anno che ce lo aspettiamo, e la detassis è solo una conferma di quello che già sapevamo e ci aspettavamo..
* 04/11/2009 13.32, di melampo
commovente la difesa del proprio orticello di Valeria, ma in realtà questo "mostro" creato da Veltroni sembra proprio che non voglia morire, nonostante la sua esibita inutilità. Troppi interessi e troppi soldi lo tengono ancora in vita, artificiale. Con i soldi di questa inutile parodia di festival si potrebbero attrezzare le sale della citta' chiuse (e protne per i bingo) e decine e decine di piccoli festival sparsi per la citta'. E l'auditorium tornerebbe al suo ruolo originale. Quando a Mario Sesti, è solo un uomo per tutte le stagioni, la versione "giovanile" di Rondi. Che tristezza... (della Detassis non parlo, è argomento da parrucchieri...)
* 04/11/2009 13.01, di stellet licht
Detassis + salma di GianLuigi Rondi...cosa ci si doveva aspettare?
* 02/11/2009 11.45, di Valeria
Posso anche essere in parte d'accordo con te Simone, ma tu sei un critico e per fortuna Roma non è un festival per te che di certo troverai più adeguate le atmosfere e le scelte di Cannes, Venezia e altri festival. Io ce l'ho il mio tesoro al fastival capitolino, si chiama Extra e mi fa pendolare una settimana tra la sala Petrassi e la sala Teatro Studio. Che Dio abbia in gloria Mario Sesti! poi ci sono quelli che restano contenti perchè si vedono i vampiri di Twilight, certo ben più giovani di me, quelli che sono felici di potersi accostare a Richard Gere e altri divi, cosa che obiettivamente a Roma è più facile che da altre parti, i ragazzi di "Alice" che forse vedono i migliori film del fastival insieme a chi si vede "extra"... no non è un festival da buttare via, una sua identità inizia ad averla, può non piacere, a me invece piace e anche parecchio, e se non all'auditorium dove? ma per ora una struttura migliore non c'è. Non mi pare poi che le strutture del Lido siano migliori.
* 27/10/2009 12.33, di lapis
Anche da queste parti era richiesta una posizione di Sentieri. Ed è arrivata sulla scia dei toni trionfalistici della coppia DeTassis-Rondi e dei giornali generalisti (vedi Mereghetti, Repubblica etc). Così le parole di S.E.:"Più che un festival, l'evento romano sembra la parodia di un festival" Potrebbero far tremare i placidi bacarozzi disegnati da Piano.
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Walter Neff
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Inserito il - 04/11/2009 :  23:55:49  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
visto l'invito della redazione mi sono permesso di replicare il dibattito che sta nascendo sull'articolo di Emiliani, che io avevo provato a lanciare qui, forse inascoltato. Forse i lettori di sentieri non sono ancora abitutati a discutere con voi? A usare il forum? E' strano, per una rivista cosi' all'avanguardia come la vostra avere un pubblico tanto timido. Comunque qui o la' poco cambia, l'importante è che se ne parli. Non so chi sia questa valeria che prima esalta una sezione del festival e poi accusa la rivista di snobberia. Sarebbe snob cosa? Permettersi di criticare questa specie di festival? Sono proprio abituati alla dittatura delle idee, al conformismo dei mereghetti rondi sesti detassis e compagnia bella, questi qui. Che ci mangiano qualcosa anche loro è dato da immaginare. Ma che Simone Emiliani sia stato l'unico (?) che ha detto quello che tutti pensano di questo Festival non inutile ma dannoso, ebbene questo è un pregio di questa rivista, che evidentemente puo' permettersi di essere libera, ma "libera veramente"... Trovo sbagliato prendere in giro e criticare la Detassis come frequentatrice di parrucchieri. Questo personaggio è invece uno dei più subdoli e potenti del cinema italiano, dirige la rivista di cinema più diffusa e il festival più ricco, non è poco. E se è arrivata in questi ruoli non è certo per la sua avvenenza o per il talento. Deve essere molto funzionale a questa "dittatura invisibile" del cinema italiano, alal quale tutti devono adeguarsi (vero Procacci?) se vogliono sopravvivere anche con il loro "cinema di sinistra". Péerchè non fate una bella inchiesta s uqeusti personaggi? Chi sono, da dove arrivano, che percorsi di sottopoteri hanno svolto? Perchè Mario Sesti si proclama di sinistra e lavora tranquillamente sia con Medusa che con Veltroni? Perchè gl indipendenti italiani non si organizzano contro questo sistema rai/mediaset, ovvero 01/medusa, che è una vera spartizione delal torta del cinema italiano? Sarebbe giusto che una rivista come Sentieri selvaggi trovasse la forza per svelare questi altarini, queste figure meschine che tengono il potere e i soldi, mentre il cinema italiano muore. Come mai Brizzi e Martani non vengono premiati ai David e Garrone si? Chi è il conformista tra i maestri del cinepanettone e il cinema d'autore di sinistra impegnato "da oscar"? Forse ci meritiamo qualcosa di diverso, noi spettatori. A cominciare dal fatto che chi si occupa di cinema dovrebbe essere libero di dire cio' che pensa, mentre invece sembra che tutti siano frenati da piccolo interessi di bassa bottega. Sveglia!!!
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Valeria
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Lazio

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Inserito il - 05/11/2009 :  04:52:01  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Mi scuso se ho "alzato i toni" diciamo così e ho scritto le parole snob e presuntuosi. In realtà vi devo ringraziare perchè anche leggere questi interventi mi ha aiutato a riflettere. So benissimo cara Linda che non esiste solo la mia posizione, come credo lei sappia benissimo che non esiste solo la sua, che poi se non le sto troppo antipatica ti posso dare del tu? sai com'è se tu hai 23 anni e io 30 non mi sembrerebbe del tutto fuori luogo...
Tutto molto interessante per quanto mi riguarda, ora non ho la lucidità necessaria per scrivere altro, solo una cosa: perchè tutto questo interesse a capire chi sono io? per quel che vale una dichiarazione qui io non sono parente o amica degli organizzatori del festival di Roma, non ci guadagno nulla, magari! e di certo non volevo offendere, se è stato così mi scuso ancora, siete state le momentanee e uniche vittime di uno sfogo che dovrei rivolgere a ben altri destinatari, non certo a chi come voi molto spesso mi trova d'accordo. Ma il festival di Roma come ha scritto anche qualcun'altro per fortuna non è tutto da buttar via e il tempo mi darà ragione(spero). Poi io sono la prima che vorrebbe che le cose andassero diversamente, soprattuto di questi tempi farei solo critica femminista se fosse il mio lavoro pensate un po'! altro che riviste di regime... ma anche con roba come Ciak bisogna farci i conti... non tutti quelli che lo leggono sono degli ignoranti vittime di una dittatura, non si può essere così rigidi. Alla prossima!

Quand on s'est retrouvés,
Quand on s'est réchauffés,
Pourquoi se séparer ?
Alors tous deux on est repartis
Dans le tourbillon de la vie
On à continué à tourner
Tous les deux enlacés
Tous les deux enlacés.

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arta-ud
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Inserito il - 13/04/2010 :  17:10:18  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
il Festival di Roma nasce già morto. lo era già nel 2006, ma con la gestione Alemanniana (pur essendo una creatura di Veltroni, non è stato chiuso come La notte bianca: un motivo ci sarà) è, se possibile, ancora peggiorato. La critica prezzolata e l'organizzazione di "sinistra" annacquata, un po' "rapaniella" come direbbero i 99 posse, ha messo in chiaro fin dal principio ciò che la creatura sarebbe stata. Non dimenticherò mai l'umiliazione subita quando, nell'estate 2006, ho fatto una specie di selezione per entrare nella giuria popolare. e chi se lo aspettava? il signore che avevo di fronte (forse quel mario sesti, recensore qualunquista per film.tv?) ha ironizzato su alcune parti della mia lettera di presentazione e io stessa mi sono prestata al terribile gioco del "fa un trailer". sono uscita dal dams (nella mia lettera avevo scritto "laurea di serie z", e il tale ha assentito, ignorando che il motivo principale per cui la laurea in questione è di serie zeta è imputabile al proliferare di scribacchini di cui lui stesso fa parte), ma non mi aspettavo che il festival veltroniano volesse da me canti e balli, frizzi e lazzi. I giovani e i vecchi che tanto piacevano al selezionatore erano copie gli uni degli altri, esponenti stucchevoli della parte più becera del sessantottismo, del volemose bene, stolidamente appianati anche nei gusti cinematografici (la paroola d'ordine era Scola, con spruzzate di Monicelli, Risi, ect...tutto molto italiano). Per non parlare del racconto alla mucciniana delle loro meravigliose vite. Un critico o un giurato non dovrebbe essere questo. Pura spettacolarizzazione berlusconiana, insomma.
ma di cosa? il modello originale è tristemente inarrivabile, allora, come giustamente avete sottolineato, ci si accontenta di divi e pellicole "in seconda visione", scarti. Si tende ad attirare folle di beoti con la kidman ma anche con la bellucci, elemento che nella maggior parte dei festival (sono stata, quest'anno, a quello di Torino) non è preponderante.

E i film? la nota veramente dolente. certo, nel 2006 ancora non si credeva possibile poter portare in sala film come "un gioco da ragazze" o "oggi sposi". Tristissimo poi proporre un cartone animato giapponese con le voci di doppiatori improvvisati come il terribile Muccino (modello perfetto per ogni giovine regista che voglia presentare la sua opera prima in questi contesti, con la sua pochezza immaginativa e le sue origini d'attore cane fratello di). nessuno lo fa: nei festival ci dovrebbe essere la versione originale. ma tant'è. in questi 4 anni ho assistito a 5-6 film, scelte in gran parte casuali, fortunosamente gradevoli. prendere i biglietti è stato assai arduo, e recarsi in luoghi diversi dall'auditorium assai preferibile.

certo però, Walter Neff fa riferimento a gente come Brizzi e Martani (ho sprecato i miei soldi per un corso di sceneggiatura alla scuola di sentieri selvaggi e quest'ultimo ha tenuto un incontro, della serie: come giustificare il fatto che scrivo cose schifose e neppure credibili con gli incassi) e magari disprezza garrone. sul piano della mera "esportabilità", però, quali film sarebbero più proponibili? terribile poi il riferimento a piera de tassis (che non stimo particolarmente e trovo anch'io abbastanza ambigua): "non è arrivata nè per l'avvenenza nè per il talento". Come se avenenza e talento, per una donna, fossero sullo stesso piano.
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