Hitler contro Picasso e gli altri. L’ossessione nazista per l’arte, di Claudio Poli

L’ossessione nazista dell’arte raggiunse l’apice negli anni in cui la brama di dominio tedesco sull’Europa, e sul mondo, procedeva senza soste. Claudio Poli nel documentario cerca di ricostruire le razzie compiute sia all’interno dei musei sia attingendo alle collezioni private di opere, gran parte, e non a caso, nelle mani degli ebrei, l’altra ossessione del regime. La ricostruzione ruota soprattutto attorno alle figure di Hermann Wilhelm GöringMaresciallo del Reich, e del capo supremo Adolf Hitler, accomunati da questo desiderio di estendere il loro delirio di onnipotenza attraverso la stessa idea di bellezza.

Il Fuhrer coltivava il progetto di costruire a Linz, sua terra natale, un mastodontico museo che dovesse ricalcare il modello offerto dal Louvre. Proprio la Francia, Parigi soprattutto, veniva identificata come espressione massima di luogo artistico per eccellenza, grazie al contesto ambientale pieno di storia che la connotava, e venne interessata da un piano sistematico per depredarla ed a tale proposito, in perfetto stile teutonico, fu istituita una task force, composta di mercanti e critici d’arte. Mentre le mire di Hitler avevano una finalità in fondo collettiva, l’interesse di Göring era tutto indirizzato a soddisfare una brama di potere insaziabile, e prese forma a Carinhall, sua residenza di campagna privata.

Nei racconti che si succedono uno dietro l’altro, scanditi dalla voce narrante di Toni Servillo, coadiuvato da esperti e specialisti che quelle opere rubate hanno il compito adesso di rintracciarle, in un potpourri di linguaggi e professionalità, vengono ricostruite alcune macrostorie di questo saccheggio. Ai furti compiuti direttamente nel solco dell’antisemitismo, contraddistinti dalla persecuzione cui fu sottoposto il popolo ebraico, costretto a barattare di avere salva la vita dietro la cessione di beni, si affianca un canale apparentemente legale dietro l’istituzione di una vera e propria vendita all’asta delle opere che non rientravano nel canone estetico dei gerarchi, la cosiddetta arte degenerata, con il ricavato da usare quale contropartita per acquistarne di idonei. Il tutto fatto in Svizzera approfittando della libertà di movimento dei capitali che lo status di nazione neutrale poteva garantire.

Artisti come Max Beckmann, Paul Klee, Oskar Kokoschka, Otto Dix, Marc Chagall, El Lissitzky, Picasso, furono messi all’indice ed additati come responsabili di degrado ed incompetenza. Nel rifiuto della moderna espressione artistica e delle riflessioni estetiche specchio di una società malata, emerge la paura di compromettere l’immagine limpida diffusa attraverso la propaganda. Quella propaganda che enfatizzava di un glorioso passato nell’esaltazione del mito degli antichi antenati per la quale un’arte spuria dalle turbolenze della modernità era molto più indicata e funzionale.

 

Titolo originale: Hitler versus Picasso and the Others
Regia: Claudio Poli
Interpreti: Toni Servillo
Origine: Italia/Francia/Germania, 2018
Distribuzione: Nexo Digital
Durata: 94′