I peggiori, di Vincenzo Alfieri

Massimo e Fabrizio sono due fratelli squattrinati che arrancano per arrivare a fine mese e per garantire a Chiara, la sorellina tredicenne, un’esistenza decente. Mentre il primo lavora in un cantiere gestito da un criminalotto albanese, l’altro smaltisce pratiche in un sottoscala pur avendo una laurea in giurisprudenza. Ma un giorno si apre uno spiraglio che pur non seguendo del tutto le vie della legalità è comunque un modo per pagare l’affitto…

I peggiori di Vincenzo Alfieri s’inserisce indubbiamente in quella scia di film che risponde allo stato attuale dell’Italia, che sembra essere una conseguenza della dilagante insoddisfazione e disoccupazione giovanile. Come risposta alla situazione italiana, un certo filone cinematografico dello Stivale decide di inscenare in chiave comica e paradossale un’alternativa criminale a uno Stato che non soddisfa i suoi cittadini. Come in Smetto quando voglio anche qui l’unica soluzione che si presenta ai protagonisti per avere una vita dignitosa è quella di evadere dalle vie dritte della società ed entrare nel mondo del crimine.  Massimo e Fabrizio diventano così i Giustizieri, assoldati dal popolo per arrivare dove lo Stato non arriva. Lungi da usare la violenza, i giustizieri usano l’arma del ridicolo, sbeffeggiando le loro vittime su Youtube. Ed è Napoli lo scenario di fondo, una Napoli che viene accostata alla Gotham City della DC, dove però la piccola criminalità è sicuramente gestita meglio rispetto alla città partenopea.

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L’universo supereroistico è costantemente citato da Alfieri e se da una parte Smetto Quando Voglio è patrigno di questa commedia, dall’altra è sicuramente Lo chiamavano Jeeg Robot l’altro parente del film dell’attore salernitano. Se l’opera di Mainetti iniziava con una corsa disperata per il centro romano, I peggiori si apre con una corsa affrettata per i vicoli di Napoli. E Basti pensare al villain secondario Durim interpretato dal bravo Tommaso Ragno.
Durim porta con sé un eco di Jeeg Robot, dell’universo supereroistico in genere,per via della sua estrema caratterizzazione: il capello unto, lo sguardo vuoto in cui aleggia la cattiveria cieca dello stupido, la sua insana passione per le caramelle gommose (che rimandano in seconda battuta ai Danette del discount tanto cari a Enzo Ceccotti).

I peggiori quindi si inserisce a dovere in un nuovo immaginario cinematografico, che richiama quello americano ma lo fa a modo nostro. Se Batman combatte la criminalità di Gotham per ovviare alla corruzione delle istituzioni, i Giustizieri non sono da meno, anche se le loro uniformi sono di un pessimo materiale scadente Made in China. C’è l’Italia, c’è Napoli e ovviamente non manca Un Posto al Sole con la presenza dell’attrice Miriam Candurro, che si chiama Serena proprio come nella fiction ambientata a Posillipo.

I peggiori è una poltiglia colorata, un mix di tanti mondi nostrani e d’oltre oceano, che riesce solo finché i suoi protagonisti mantengono lo status iconico. La grinta del film e la sua carica comica cessano nel momento in cui la trama si ingarbuglia e i Giustizieri passano in secondo piano. Qui la forza del film e dei suoi protagonisti si smonta e I peggiori perde il potere di imprimersi a dovere nell’immaginario di questa nuova “illegalità cinematografica”.

 

Regia: Vincenzo Alfieri
Interpreti: Vincenzo Alfieri, Lino Guanciale, Francesco Paolantoni, Biagio Izzo, Antonella Attili, Sara Tancredi, Miriam Candurro, Tommaso Ragno
Distribuzione: Warner Bros. Pictures
Durata: 95′
Origine: Italia 2017

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