I trasgressori, di Walter Hill

Ci sono opere che nascono sotto una cattiva stella, limitate dal contesto sociopolitico del tempo e da travagli produttivi infiniti. I trasgressori (Trespass) sarebbe dovuto uscire nel luglio del 1992 ma, a seguito della rivolta nera di Los Angeles scoppiata tra aprile e giugno, si decise di posticipare il debutto al Natale dello stesso anno. Nonostante questi accorgimenti il film venne tacciato di razzismo e catalogato frettolosamente tra le opere minori di Walter Hill. A rivederlo oggi a mente più serena, se ne colgono più i pregi che i difetti.

Due pompieri dell’ Arkansas Don (William Sadler) e Vince (il compianto Bill Paxton, scomparso nel febbraio 2017 a soli 61 anni per complicanze dopo un intervento per aneurisma dell’aorta) vengono in possesso di una mappa che indica in un edificio abbandonato in East St Louis (Illinois) il nascondiglio di un tesoro rubato alla chiesa greca ortodossa: arrivati sul luogo si trovano invischiati in un regolamento di conti tra bande di neri. Riusciranno a recuperare l’oro e a fuggire indenni dalla trappola?

i trasgressoriHill stabilisce nell’incipit una dichiarazione programmatica di intenti: l’atto di guardare ti rende immediatamente o complice o scomodo testimone. La videocamera di sorveglianza riprende una vera e propria esecuzione dentro una macchina, il senzatetto Bradlee (Art Evans) scopre la natura della missione di Don e Vince, il teppista Video riprende tutte le fasi dell’assedio sul modello found footage, lo stesso Vince spia la vendetta di King James (Ice-T) contro un traditore: guardare ed essere osservati si risolve in un corto circuito che innesca una spirale di violenza dalla quale è impossibile uscire indenni. La messa in scena dei falsi poliziotti e del drogato in simulata crisi di astinenza sono gli artifici spettacolari che hanno bisogno di uno sguardo complice per potere ottenere la sospensione di incredulità.

Ad Hill non interessa il problema sociopolitico o razziale ma il rappresentare una storia visivamente coinvolgente: il nume letterario è Jack London, quello cinematografico è il John Huston de Il tesoro della Sierra Madre. Che siano bianchi o neri, la febbre dell’oro fa oltrepassare ai protagonisti i confini della morale, fino ad invadere i territori oscuri del tradimento e della simulazione. Dopo aver varcato il wellesiano cartello No Trespassing, Vince e Don non fanno che precipitare in un claustrofobico labirinto fatto di sangue e orrore che ricorda il percorso a imbuto de I guerrieri della palude silenziosa. Barricati tra mura che sembrano sbriciolarsi sotto i colpi delle armi automatiche (viene subito in mente Distretto 13 di Carpenter che a sua volta si ispira a Un dollaro d’onore di Hawks), i cercatori d’oro si precludono ogni via di fuga e trascinano nel loro inferno ostaggi e spettatori.

i trasgressori walter hillHill lavora molto sul montaggio stabilendo un ritmo frenetico che simula l’hip hop di Ice T e Ice Cube, aggiungendo il commento musicale di un ispirato Ry Cooder. Lo script di Bob Gale e Robert Zemeckis viene modificato secondo il cambio di location e la necessità di un finale che non scontenti la parte black. In assenza di personaggi femminili, si dilata il cuore di tenebra maschile con una particolare prevalenza di toni cupi e ombre funebri (si pensi all’immagine del barbone impiccato proprio nella stanza in cui è nascosto l’oro). Il gioco al massacro finale ricorda quello del contemporaneo Reservoir Dogs di Quentin Tarantino anche se la componente grottesca e auto-parodica è qui ridotta al minimo.

I trasgressori è un film d’azione stile anni ’70 che richiama le atmosfere notturne dei noir di Michael Mann degli anni ’80 e si proietta nella ossessione dello sguardo tipica degli anni ’90, dove il reale viene moltiplicato dai diversi punti di osservazione fino a tramutarsi in un incubo.

Titolo originale: Trespass

Regia: Walter Hill

Interpreti: Bill Paxton, Ice T, William Sadler, Ice Cube, Art Evans

Durata: 101′

origine: Usa 1992

Genere: thriller