Il genio di Leo McCarey a Locarno ‘71

La prossima edizione del Festival di Locarno, giunto oramai al suo 71° anno di età, si svolgerà dall’1 all’11 Agosto 2018, e prepara per l’occasione una retrospettiva-tributo (dopo quelle già organizzate negli scorsi anni sui maestri Lubitsch, Minnelli e Cukor) per uno degli artisti più importanti e apprezzati della storia del cinema, Leo McCarey, vincitore di ben tre premi Oscar, nonché autore che ha irrimediabilmente segnato il genere comico e la grande stagione della commedia americana.
McCarey si forma nel corso degli anni Venti lavorando al fianco del produttore Hal Roach, per il quale inizia scrivendo gag; il duo riuscirà a segnare le sorti del cinema comico muto americano dell’epoca, contribuendo a lanciare l’indimenticabile coppia Laurel & Hardy (Stanlio e Ollio), ma anche interpreti come Charley Chase e Max Davidson. McCarey vanta il merito di avere modernizzato lo slapstick e averlo reso uno stile riconoscibile nel tempo con gesti eleganti e gag ricercate; maestro della screwball comedy, lancia, tra gli altri, il grande attore Cary Grant (The Awful Truth, 1937) e collabora con i più grandi artisti del genere, dirigendo peraltro i fratelli Marx nel loro capolavoro Duck Soup (1933). La vena comica si stempera quando, a fine anni Trenta, McCarey passa alla regia di film dal tono melodrammatico, spaziando all’occorrenza dalla commedia romantica al film religioso, e continuando sempre a esaltare il talento degli interpreti con i quali lavorava, da Paul Newman a Deborah Kerr e Ingrid Bergman.

Carlo Chatrian, direttore artistico del Locarno Festival, vede nella retrospettiva su McCarey un’opportunità di riscoperta di un genere oggi divenuto sempre più raro, nonché di un autore estremamente lucido, da ricollocare «al suo giusto posto». L’ epoca cinematografica alla quale fa afferenza McCarey è anche quella dell’ “infanzia dimenticata”, ma è vero che – come afferma lo stesso Chatrian –, «Ridere con Laurel & Hardy non ha solo un dolce sapore nostalgico ma vuole anche ricordare il potere visionario e benefico che il comico ha sempre avuto».

La retrospettiva verrà curata da Roberto Turigliatto, organizzata in partnership con la Cinémathèque suisse e la Cinémathèque française, e in collaborazione con Le Giornate del Cinema Muto di Pordenone. Il progetto vede coinvolte, inoltre, molte altre istituzioni svizzere e internazionali di prestigio, che garantiranno una circuitazione che farà viaggiare la retrospettiva fino al 2019.

 

QUI per ulteriori informazioni sull’evento.