Il premio, di Alessandro Gassman

L’ottenimento del più prestigioso premio letterario del mondo, il Nobel per la Letteratura, è l’occasione per Giovanni Passamonte (Gigi Proietti) di iniziare un viaggio con in automobile verso Stoccolma a causa di una fobia per gli aereoplani. L’accompagnano un inseparabile assistente (Rocco Papaleo) ed i due figli Oreste (Alessandro Gassman) e Lucrezia (Anna Foglietta). La vita di Giovanni è stata una vita condotta dagli eccessi con mogli e figli sparse in ogni parte del mondo, ed i rapporti che tiene con loro sono spinti prevalentemente verso un amichevole interesse molto lontano dal canoni standard di una famiglia. La scelta di un road movie apre prospettive narrative molteplici: un percorso verso il passato dello scrittore nei luoghi destinati a contaminarne lo stile, un excursus tra i simboli che ne hanno orientato le scelte ed influenzato il futuro, responsabili di un presente che appare sempre e comunque inaccettabile.

L’eccentrico comportamento di Giovanni, tentativo di confinarlo in un personaggio restio alle etichette come alle convenzioni, animato da una vorace voglia di vivere e dominato da una insoddisfazione ben al di là del successo e del denaro, che ne assecondano i capricci ma non lo rendono felice, fa da contraltare a quelli dei figli con delle professioni apparentemente definite, lui personal trainer, lei blogger di successo, infettati da un’insicurezza che gli lascia addosso un sapore di incompleto, l’eredità di uno sbaglio e quella sensazione di immaturità nell’assumere un comportamento responsabile. E smaschera l’ipocrita allineamento di esistenze schiave delle aspettative altrui, tagliate su modelli razionali, per quanto i tempi lo permettano, incapaci di coltivare i sogni per un voto di disillusione. Così da far dimenticare eventuali colpe della figura paterna, che anzi ne esce rafforzata, perchè unico a non rinunciare alle proprie aspirazioni, rimasto fedele negli anni ad un ideale di libertà, una carta che si è rivelata vincente.

Un film Il Premio che il regista ha scritto con il pensiero rivolto al padre, che ad un certo punto della sua vita gli ha confessato che se avesse voluto avrebbe potuto vivere in giro per il mondo a ritirare premi, un viaggio mai intrapreso. Trova realizzazione in un progetto contenente diversi cliché per rappresentare l’artista fuori dagli schemi, una tappa dopo l’altra emergono amicizie, volti attempati ed alteri dai modi alternativi, star decadenti in lotta per conquistare l’eternità. Talmente vicini al mondo, attaccati alla sua essenza, nelle loro dimore dorate, in sfida al martellante passare degli anni. Meno imbarazzati, consapevoli di aver trovato il nodo giusto da sciogliere o dai aver compreso cosa è veramente importante, e di potersene disinteressare. Impossibile evitare il confronto con chi viene dopo, eredi disuniti e fragili, avvolti d’incertezza, ancora impegnati a strutturare, a porre solide basi, sordi agli scricchiolii che arrivano da tutte le parti venute meno le certezze, scoperte le bugie. Bugie alle quali i giovani, l’ultimo anello della catena, sono momentaneamente immuni, guidati dall’esclusiva bussola della fantasticheria in un continuo saliscendi di turbamenti dal quale si esce illesi, protetti da un bolla d’inconscienza, dallo scudo degli affetti. Arrivati al bivio toccherà anche a loro scegliere se continuare in un disordine incondizionato o cedere alle lusinghe di un palazzo di bella apparenza ma vuoto d’umanità.
Regia: Alessandro Gassman
Interpreti: Gigi Proietti, Alessandro Gassman, Rocco Papaleo, Matilde De Angelis, Anna Foglietta
Distribuzione: Vision Distribution
Durata: 100′
Origine: Italia, 2017

 

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