Il punto su Roma tra Piccolo America, Nuovo Aquila, Piazza Vittorio

La vicenda che coinvolge il Piccolo Cinema America e il Comune di Roma è arrivata ad un nuovo punto di svolta, raccontato stamani alla stampa capitolina. L’epilogo è l’abbandono di Piazza San Cosimato a Trastevere e la rinuncia a partecipare al bando del Comune. In alternativa il progetto di proiezioni all’aperto gratuite già sperimentato con successo in pieno centro cittadino si sposta nella periferia romana, individuando tre nuovi siti idonei ad accogliere la kermesse, Ostia, Monte Ciocci e Tor Sapienza. La diatriba si trascina da un anno, farcita di recriminazioni reciproche dei promotori, che ne sostengono la legittimità o di contro degli amministratori, il vice sindaco e Assessore alla Crescita culturale Luca Bergamo in primis, che avanzano delle riserve sulla legalità dell’iniziativa e sull’inopportunità di assegnazioni in deroga ai regolamenti.

Il primo atto va in scena nel 2017, quando l’assessore e vicesindaco Bergamo rilascia questo comunicato battuto dall’Ansa il 26 Maggio:

Con due provvedimenti collegati del Gabinetto del sindaco e del I municipio, che ha approvato una delibera di giunta, oggi è stata concessa l’autorizzazione all’Arena di San Cosimato per un periodo di 60 giorni” aggiungendo in calce allo stesso “Il provvedimento indica anche un insieme di raccomandazioni e prescrizioni – ha aggiunto l’assessore – per contenere l’impatto acustico durante tutta la durata della manifestazione, recependo le indicazioni del municipio e del Gabinetto del sindaco”.

Passato un anno il problema ha ripreso vigore, in una fase resa incandescente dallo scontro elettorale in atto, ed in occasione dell’organizzazione della prossima Estate Romana. Escluse ulteriori deroghe, per il Comune è necessario emanare un bando pubblico e farla finita con gli affidamenti diretti.

Ancora Bergamo in data 1° Febbraio rilascia un’intervista a Repubblica dove nel richiamare il rispetto delle regole aggiunge:

Non vedo ragioni per fare polemica. Lo stesso rigore che abbiamo avuto nel portare avanti l’iter per l’affidamento della Sala Troisi ai ragazzi dell’America lo dobbiamo avere col resto. L’assenza di quel rigore è il motivo per cui in città non funzionano le cose“.

L’estensione del bando prevede tra l’altro la riduzione del numero di serate di proiezione previste.

La risposta del Piccolo Cinema America arriva attraverso il portavoce e leader del gruppo Valerio Carocci a stretto giro di tempo, prima ricorrendo ai mezzi stampa, quindi con la conferenza organizzata negli spazi WE GIL nella quale viene ribadito che “il bando è un tentativo di strumentalizzazione politica a pochi giorni dall’appuntamento elettorale.” Vissuto come una censura.

113__1518458500_93.61.149.153Iniziativa quella dell’ex Gil che ha ricevuto il sostegno di molte personalità del mondo del Cinema Bertolucci, Piovani, Benigni, Sorrentino, Verdone, per citarne alcuni che il 1 Febbraio rilasciano un comunicato:

Aderiamo all’iniziativa del 12 Febbraio alle ore 13 al WE GIL di Trastevere lanciato dall’associazione “Piccolo Cinema America” e non possiamo esimerci dall’esprimere totale opposizione alla volontà annunciata dal Vicesindaco di Roma Capitale, Luca Bergamo, di ridurre le giornate dell’evento, spegnendo il proiettore in alcune serate e di mettere a bando un progetto ideato da un gruppo di ragazzi, colpevoli soltanto di amare, più di ogni altra cosa, la loro città e le sue sale cinematografiche. Lasciar intendere che l’iniziativa, fino ad ora, sia stata svolta al di fuori della legalità è un’inaccettabile mancanza di rispetto nei confronti dell’impegno di decine di ragazzi e ragazze, oltre che un’offesa per migliaia di persone ed ospiti, che come noi, hanno partecipato all’arena. Chiediamo alla Sindaca Raggi di autorizzare la manifestazione riconoscendone, come fatto gli scorsi anni nel totale rispetto della legalità, “L’interesse primario per la città di Roma”. Auspichiamo che la Sindaca non dia seguito a quanto annunciato e sappia valorizzare l’esperienza dei Ragazzi del Cinema America, anziché rallentarla ed imbrigliarla in percorsi burocratici poco utili alla crescita culturale della nostra città. Noi siamo con i ragazzi del Cinema America.”

Voce in capitolo sulla spinosa questione anche per l’Anec, l’associazione nazionale degli esercenti che affida il suo pensiero alle parole di Piera Bernaschi, Presidente ANEC Lazio:

Sulla vicenda dell’arena di San Cosimato noi esercenti cinematografici non possiamo rimanere estranei e distaccati. Il Cinema è la nostra vita la nostra passione ed anche un po’ la nostra follia, proprio come per i ragazzi dell’ “America Occupato”, con la differenza che noi affrontiamo questa sfida con i rischi d’impresa e senza alcun paracadute, sostenendo interamente gli oneri e gli sforzi che tale scelta c’impone giorno dopo giorno con l’unica soddisfazione di accogliere il pubblico nelle nostre sale e vederlo ancora emozionarsi davanti al grande schermo attraverso una delle poche esperienze collettive rimasta.

Abbiamo deciso di cogliere questa occasione per rilevare, in controtendenza con gran parte dell’”Elite” del Cinema Italiano e di alcuni esponenti politici, che dovremmo smetterla di calpestare le regole condivise che sono l’unico argine contro l’arroganza, i privilegi ed i favoritismi su cui quegli stessi paladini a difesa di questa iniziativa sembrerebbero fondare i propri ideali e valori a difesa della legalità e della trasparenza. Innanzitutto, è giusto che, mentre i Cinema rimangono faticosamente aperti tutto l’anno, compresa l’estate, ci siano iniziative gratuite con l’apporto diretto ed indiretto delle istituzioni pubbliche? A quella di San Cosimato bisognerebbe aggiungere anche l’arena gestita dalla Direzione Generale Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali anch’essa ad ingresso gratuito. Anche l’Arena a Piazza Vittorio, uno dei luoghi più degradati e rischiosi della città, assegnataci attraverso un avviso pubblico e senza alcun sostegno economico, avrebbe dovuto meritare la stessa attenzione e lo stesso trattamento, viste le analogie e forse ancor di più per la storicità che ci lega a questo faticoso, ma allo stesso tempo entusiasmante progetto attraverso cui il cinema diventa occasione di riscatto sociale e di rigenerazione urbana per un intero quartiere.”

piazza vittorio__1518457336_93.61.149.153Nei primi giorni di Febbraio alle polemiche per la gestione di Piazza San Cosimato dunque s’incrociano i destini dell’Arena di Piazza Vittorio e della riapertura del Nuovo Cinema Aquila. Per Piazza Vittorio dopo le iniziative riprese dallo scorso anno che hanno rappresentato una rinascita, complicata dalla rinuncia del soggetto vincitore del bando a proseguire dopo la prima stagione con le altre due previste dalla concessione, per un totale di tre anni di gestione. QUI avevamo provato a fare un bilancio dell’offerta artistica delle #ArenediRoma per l’estate 2016.
La discussione ha acquisito tono pubblico in una Conferenza Stampa tenutasi all’Apollo 11 il  9 Febbraio nella quale è stata stilata una lettera aperta degli artisti del Rione Esquilino a Municipio, Comune e Regione con la preghiera di aprire un tavolo di confronto per risolvere il problema e permettere la sopravvivenza dell’iniziativa, attualmente in standby, migliorandone il profilo.

Ecco uno stralcio:

Piazza Vittorio è spazio complesso attraversato da tante identità, tante vivacità e tante difficoltà. Ha bisogno di essere vissuta di più, da tutti e in modo interattivo. L’arena può diventare una grande occasione in questa direzione. Ma deve essere fatta in modo diverso.

In considerazione del fatto che il soggetto che aveva vinto il bando per la gestione di tre annualità, dopo la prima dello scorso anno ha deciso di rinunciare alle altre due, con questa lettera ci rivolgiamo a Municipio, Comune e Regione perché aprano il prima possibile un tavolo per permettere la realizzazione del Libero Cinema di Piazza Vittorio, basato su tre principi: 

 

 

1. Eventi di cinema  gratuiti (se sostenuti dalle istituzioni o da privati), in ogni caso a prezzi più popolari possibile (solo per garantire la sostenibilità dei costi vivi), svincolati da logiche distributive commerciali, pur garantendo la regolare acquisizione dei diritti dei film  

2. Co-gestione di servizi con le associazioni, i comitati, le scuole, le attività commerciali e culturali del quartiere, che rispettano i principi e i valori democratici e che possono avere nella piazza spazi per promuovere e offrire le proprie attività.  3. Programmazione coordinata dalle associazioni del rione attive e competenti nel settore cinematografico e aperta alle tante identità culturali e artistiche che vivono intorno alla Piazza.”

Un altro spazio di sicuro interesse culturale interessato ultimamente da alcune novità è il Nuovo Cinema Aquila del Pigneto (una storia che abbiamo seguito con attenzione), che dopo un lungo iter regolamentativo, complicato dai ricorsi, seguito alla chiusura per irregolarità amministrative, è pronto a riaprire i battenti. Notizia di fresca data anche questa, la graduatoria è stata resa nota il 1 Febbraio e prevede una convenzione di sei anni, con un programma che stando alle scadenze dovrebbe riprendere regolarmente a partire in Primavera. La concessione è stata aggiudicata dall’associazione temporanea d’imprese (ATI) formata dalla coop Cinema Mundi e della onlus Men At Work. Cinema Mundi ha già diretto il cinema dal 2014 al 2015, prima del revoco per una serie di irregolarità, e del coinvolgimento del gestore ufficiale dell’appalto Mario Monge in Mafia Capitale, situazione da cui Cinema Mundi si è sempre dichiarata estranea.

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