Il viaggio delle ragazze, di Malcolm D. Lee

Quattro donne, quattro amiche. La Ryan di Regina Hall, scrittrice sulla cresta dell’onda e paladina del girl power che, a braccetto di Mike Colter, qui marito fedifrago, niente affatto a prova di proiettili, dispensa consigli al grido, sempre meno convinto, di You Can Have It All; la Sasha di Queen Latifah, giornalista che ha abdicato al suo talento per riempire i rotocalchi scandalistici di un blog; la Lisa di Jada Pinkett Smith, madre divorziata che smette i suoi abiti sformati per riscoprire, con un toy boy alla mano, il glorioso passato da dinamo del sesso. E, infine, beh, la Dina dell’esplosiva Tiffany Haddish, magnifico corpo impazzito del film, come già Zach Galifianakis in Una notte da leoni o Melissa McCarthy ne Le amiche della sposa, fiero fin dentro il midollo della sua blackness.
girls tripChe importa se il tempo e la vita hanno sfilacciato le frequentazioni, le Flossy Posse, wild bunch tutto al femminile che aveva messo a ferro e fuoco gli anni ’90, sono pronte a rivivere, nel bel mezzo delle crisi dei quarant’anni, i loro giorni selvaggi, la scena della dance battle parla chiaro a proposito, e a riunirsi proprio là, nel bel mezzo dell’Essence Festival di New Orleans, dove non a caso, come spiega Rebecca Hall alla sua agente caucasica, Kate Walsh, goffamente convinta che un po’ di “Urban Dictionary” basti a camuffare il bianco della sua pelle, viene celebrata in “tutte le sue gloriose forme la femminilità nera”.
Dopo la strada definitivamente aperta da Le amiche della sposa, ancora una volta è stato Judd Apatow a guidare la rivoluzione, sono finalmente finiti i giorni della commedia come categoria tutta o quasi al maschile. Ma se anche, ormai, in fatto di comicità, le donne funzionano allo stesso modo degli uomini, se non addirittura più degli uomini, le varie uscite di film come Un disastro di ragazza, i due capitoli di Bad Moms, Le sorelle perfette, Ghostbusters, Fottute!, parlano chiaro al riguardo, la formula delle bad girls che sfidano i limiti della femminilità inizia a diventare ridondante, rischiando di toccare una serialità del tutto priva di urgenza, come dimostra, ad esempio, Crazy Night – Festa col morto.
girls tripPur rielaborando l’idea già più volte utilizzata, ma con un vigore e una capacità di sfruttare fino in fondo la potenzialità gag come non si vedeva dai tempi de Le amiche della sposa, dell’esplorazione delle cavità più nascoste e volgari del mondo femminile, incredibile la vertigine scatologica della pioggia dorata su Bourbon Street, Malcolm D. Lee, cugino di Spike Lee, ha la capacità di muoversi con incredibile efficacia e un ritmo sempre altissimo in un terreno ancora troppo poco esplorato, quello della comicità afro-americana declinata al femminile. Complice la squadra di sceneggiatrici, Kenya Barris e Tracy Oliver, e la magnifica alchimia tra le protagoniste, Il viaggio delle ragazze riesce a raccontare le donne in tutta la loro complessità, a riflettere tanto sulle differenze di classe e di razza quanto sulle domande che quotidianamente ci poniamo per affrontare il mondo, e soprattutto a dare forma e profondità, nelle sue diverse declinazioni, all’idea di sorellanza. Oltre ai tabù fatti rotolare come birilli, oltre all’incredibile performance di Tiffany Haddish mentre inscena un grapefruiting per le sue amiche, banana e pompelmo alla mano, alla faccia di chi non è padrona della propria sessualità, oltre alla sfilata di cameo sul palco dell’Essence, da Diddy Puff Daddy a Mariah Carey, passando per Kenneth “Babyface” Edmonds, Ava DuVernay e Morris Chestnut, quel che gridano fieramente le Flossy Posse è la celebrazione della propria identità come fondamenta imprescindibili dalle quali dover partire per poter davvero erigere un discorso sull’empowerment.

Titolo originale: Girls Trip
Regia: Malcolm D. Lee
Interpreti: Regina Hall, Queen Latifah, Jada Pinkett Smith, Tiffany Haddish, Mike Colter, Kate Walsh, Larenz Tate
Distribuzione: Universal
Durata: 122’
Origine: USA, 2017

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