Incontri a #IDSAcademy17: un’idea di futuro!

IDS Academy 2017 vive la sua splendida navigazione quotidiana fra idee, progetti in sviluppo e territori cinematografici nuovi da esplorare. L’atmosfera è diversa da quella di un mercato o di un festival. Sembra più un pacifico raduno distensivo, una parentesi di sospensione dalla frenesia di un cinema che mastica la sua pervasiva iperattività fuori e dentro il nostro quotidiano sognare. Qua le persone sembrano poter respirare diversamente, riconoscersi, capire meglio il percorso di ogni individualità, il mondo che lo caratterizza, addirittura ricordarsi nomi e facce. Forse perchè Palermo è il sud-sud italiano, un filo di mare divide la Sicilia dal resto del paese e tutto sembra improvvisamente sprofondare dentro un fumoso e lontanissimo orizzonte o perchè i maggiori centri di produzione audiovisiva italiana finiscono per essere identificati con altri luoghi e quindi la sensazione è quella di un felicissimo esilio, rimane che IDS sembra davvero un rifugio, un momento di fecondo distacco, un osservatorio privilegiato, un modo alternativo per leggere un percorso creativo al di fuori di meccanismi troppo rapidi (e spesso aridi) e offrire lucide analisi e talvolta valide soluzioni.

Per capire meglio l’evoluzione di un evento che si è conquistato negli anni una posizione di rilievo per gli addetti al settore all’interno del panorama del cinema di documentario come proficuo momento di elaborazione artistica e produttiva, incontro Agnese Fontana, Presidente di Doc/It, professionista di consolidata esperienza nella produzione cinematografica. Il suo punto di vista è quello di chi vive il proprio lavoro sul fronte più avanzato della battaglia per un settore più forte, più sano, più equilibrato. “Il nostro lavoro è quello di costruire un’azione costante che permetta la definizione di strumenti di crescita. Quello che facemmo all’inizio del nostro percorso fu creare degli spazi dove stimolare l’incontro con i professionisti ed i broadcaster internazionali, vera fragilità del nostro mondo: i nostri autori dovevano capire le linee editoriali, conoscerle per offrire loro progetti ed idee più attrattive. Il networking è stato quindi l’elemento centrale di IDS, la sua forza più grande.” Agnese è consapevole del momento che il nostro cinema sta vivendo e degli strumenti da mettere in campo per provare ad attuare un cambiamento. “La dimensione economica si è impoverita, i numeri sono limitati, di conseguenza l’azione formativa è fondamentale, è lo strumento migliore che abbiamo per incrociare le generazioni e le conoscenze e far crescere il settore. In questo senso il confronto deve avvenire sulla qualità delle idee, dei progetti, per riuscire a realizzare dei percorsi più forti per i nostri film e offrire loro punti di arrivo più sicuri.”

La chiacchierata continua con Heidi Gronauer, membra del board di Doc/It. La photo 1(1)vitalità di Heidi è contagiosa, la sua energia, come i suoi sorrisi, sono un ingrediente fondamentale della sua capacità di dare un’immagine chiara di quello che è IDS e della sua attività: “IDS nasce principalmente per dare sostegno al documentario italiano e per collegarlo al contesto internazionale, una delle debolezze più grandi che il nostro mercato ha sempre avuto.” Heidi ha una percezione chiara dello stato delle cose e le sue riflessioni aiutano a capire perfettamente cosa è successo al settore nell’ultimo periodo: “15 anni fa ai mercati internazionali i documentaristi italiani erano pochissimi, praticamente sconosciuti. Mancavamo totalmente di uno sguardo internazionale. Oggi invece si puo’ quasi parlare di uno stile italiano, le nostre tematiche funzionano, l’approccio emotivo che spesso abbiamo ha una forte capacità di creare rapporti interpresonali, con le storie e con il pubblico.” Ecco che diventa subito chiaro il ruolo che Doc/It ha avuto in questo percorso di crescita. “La presenza dell’Associazione è forte, siamo in tutti i mercati con delegazioni mirate per aiutare i nostri autori ed i nostri produttori a costruire rapporti più forti, ad avere un ruolo più determinante. Gli spazi si stanno riducendo, soprattutto quelli economici, quindi non possiamo essere solo competitori. ma occorre affrontare la questione cinematografica attraverso un forte senso di condivisione. Credo sia questo il grande merito di Doc/It e di conseguenza di IDS Academy: mettere insieme le esperienze, fare rete, creare delle occasioni di confronto, di dialogo, di costruzione di percorsi comuni, aiutando gli autori ed i produttori a definire meglio i propri obiettivi.”

Le idee sono chiare quindi ed IDS Academy ne è l’esatta conseguenza: un luogo sempre più naturale per far crescere con equilibrio e naturalezza i semi migliori del futuro cinema documentario.

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