inizioPartita – CIAK SI AGGIRA

Il binomio formazione e gioco è da sempre una coppia vincente: spesso lo si usa in azienda per far passare argomenti noiosi o già affrontati da altri punti di vista. Ma il target perfetto è quello dei bambini, che si lasciano ovviamente coinvolgere parecchio dal gioco: i docenti possono quindi sfruttare il contesto ludico per fornire elementi formativi, nozionistici o per stimolare sensibilità su tematiche specifiche. Questo modello formativo è conosciuto come “edutainment”, un concetto che vuole unire l’intrattenimento al divertimento, coniugandoli sempre più spesso con le nuove tecnologie, dato che queste ultime si presentano come vettori ideali del gioco, portando in dote notevoli opportunità e capacità di incentivare l’attenzione dei ragazzi.

In questo caso, tuttavia, la produzione che vi presentiamo si può sperimentare senza supporto elettronico: è, infatti, un gioco da tavolo. Nasce non da un formatore in senso stretto, ma da un diversamente abile, un ingegnere che ha deciso di raccontare attraverso il gioco le sue problematiche quotidiane di mobilità. È così che è stato ideato “CIAK SI AGGIRA”!
Il titolo ha una meccanica semplice e immediata, molto simile a quella del gioco dell’oca. Si utilizzano un tabellone e delle pedine che si muovono durante la partita; il fato decide se si può proseguire in linea diretta, se si deve tornare indietro o se si perdono turni a causa degli ostacoli incontrati lungo il percorso.

Il vero valore aggiunto è rappresentato dal fatto che un bambino che si cimenta con “CIAK SI AGGIRA” riesce, al termine della sessione ludica, a percepire quelle difficoltà e quegli ostacoli che i normodotati non riescono ad identificare come tali nel quotidiano usufruire del loro ambiente urbano (…non tanto perché non li vedano, quanto piuttosto perché non li concepiscono, appunto, come ostacoli).
Lo spirito del gioco non è solo quello di far divertire il bambino, ma piuttosto di portarlo a guardare la città come una sfida, che le persone con limitazioni delle capacità motorie (…ad esempio, chi è costretto sulla sedia a rotelle) devono vivere ogni giorno. Sensibilizzare i bambini di oggi vuol dire istruire una generazione di adulti – si spera – ad evitare comportamenti scorretti, come, ad esempio, il parcheggiare sui posti riservati ai diversamente abili, o davanti alle rampe di accesso pensate apposta per chi non può salire gli scalini. Quei bambini vedranno la loro realtà locale con occhi diversi, notando quelle problematiche che noi adulti spesso trascuriamo.

Il gioco dell’Ing. Ermio De Luca ci presenta un gruppo di bambini (…o meglio di “futuri adulti”) a spasso per la città, e ci parla di Fabio e Isotta, rispettivamente un ragazzo e la sua fedele sedia a rotelle, che si trovano nella condizione di dover raggiungere una determinata destinazione: naturalmente, l’intera avventura è stata pensata per avere come destinatari i bambini della scuola elementare e media. Potrebbe essere un buon esercizio di quella cosa che, un tempo, si chiamava “educazione civica”. L’idea va apprezzata e sostenuta non solo per il gioco in se stesso, semplice per molti versi, ma per il coraggio e lo spirito con cui affronta una problematica conosciuta e troppo spesso trascurata.
Oggi, tutti siamo liberi di andare ovunque, quasi senza frontiere, e non siamo abituati a vedere le barriere che creiamo ad altri… forse perché non siamo gli “altri”, e siamo troppo abituati a pensare in termini di “noi stessi”. “CIAK SI AGGIRA”, nel rivolgersi ai più giovani, tenta di sanare questa cattiva abitudine mentale, ma prova anche a restituire un campo percettivo diverso a noi adulti che andiamo in moto o in automobile, imponendoci “virtualmente” e solo per qualche minuto dei limiti fisici con i quali altri sono costretti a fare i conti ogni giorno. Limiti che, soprattutto per pigrizia di ragionamento, tendiamo purtroppo e sovente a trascurare.