Inserzione pericolosa, di Barbet Schroeder

I segni del Male. Che hanno spesso segnato l’opera di Barbet Schroeder. Quasi incarnazione dei demoni Idi Amin Dada (e più tardi L’avvocato del terrore fino all’ultimo Le vénérable W.), dentro però la struttura di un tesissimo thriller statunitense. C’è tutto il meglio di Barbet Schroeder in Inserzione pericolosa. Che trasforma ancora i luoghi (un vecchio edificio di Manhattan come un’enorme casa stregata), che si carica di una tensione nascosta caricando l’ambiguità prima della rivelazione come nel precedente Il mistero von Bulow.

inserzione pericolosa bridget fondaA New York, Allie Jones (Bridget Fonda) è prossima alle nozze con Sam (Steven Weber) e si sta affermando sul lavoro. Scopre però il tradimento del fidanzato e manda all’aria il matrimonio. Cerca così un’inquilina con cui dividere l’appartamento. Dopo diverse candidate, Allie viene colpita da Hedra Carlson (Jennifer Jason Leigh), una raazza apparentemente timida e mite. In realtà non si è mai ripresa da un trauma che ha segnato la sua infanzia e la sua presenza diventa per Allie sempre più minacciosa.

Al terzo film hollywoodiano, Schroeder costruisce un film pienamente in linea con alcune ossessioni del cinema hollywoodiano d’inizio anni ’90, quello dell’invasione domestica, già portato esemplarmente sullo schermo da cineasti come John Schlesinger (Uno sconosciuto alla porta) e Curtis Hanson (La mano sulla culla).

inserzione pericolosa bridget fonda jennifer jason leighSchroeder cattura sguardi furtivi, mette in dubbio l’autenticità di ogni azione seguendo la lezione hitchcockiana. È anche pieno di ombre nascoste (la fotografia è di Luciano Tovoli), ma carico anche di improvvisi scatti action (l’inseguimento in taxi) che ritorneranno nel suo film successivo, il remake di Il bacio della morte. Ma soprattutto Inserzione pericolosa diventa un concettuale ma anche vibrante elaborazione del tema del doppio. Hedra (il cui vero nome è Ellen) inizia a vestirsi e ad avere un taglio dei capelli simile ad allie tanto da essere confusa per lei nella scena in hotel con Sam. Sembrano quasi immagini contrapposte. Come in uno specchio. E forse Schroeder guarda a Bergman e soprattutto a Persona. Nel modo in cui filma il furto dell’identità, ma anche nella sottile tensione in cui scava nel passato. Venticinque anni dopo non perde niente della sua forza. Anzi, certi thriller hollywoodiani come questi andrebbero presi ad esempio per film di genere statunitensi più recenti. Dove le due attrici apparivano quasi intercambiabili, anche se però ad un certo punto c’era un muro che poteva renderle sovrapponibili. Il volto di Bridget Fonda è tutto nervi e paura. Ma la faccia angelica e demoniaca di Jennifer Jason Leigh sono una delle migliori incarnazioni del thriller americano di fine decennio.

Titolo originale: Single White Female

Regia: Barbet Schroeder

Interpreti: Bridget Fonda, Jennifer Jason Leigh, Steven Weber, Steve Tobolowski, Peter Friedman

Durata: 107′

Origine: Usa 1992

Genere: thriller

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