Io sono nulla, di Fabio Del Greco

Vasco è un ricco palazzinaro romano che all’età di 74 anni è consapevole di aver raggiunto uno stato di assoluta agiatezza, avendo costruito intorno a se un vero e proprio impero, grazie ovviamente alla connivenza con le organizzazioni criminali territoriali. Vive tra vizi e lusso sfrenato e niente lascerebbe presagire un epilogo drammatico. Un giorno riceve la telefonata di un losco individuo che gli chiede un appuntamento al solito “posto”, una spiaggia del litorale. È vittima di un agguato e viene ferito sparato alla schiena. Soccorso in tempo, si salva ma resta in coma per tre anni e al suo risveglio ha perso totalmente la memoria, non ricorda più chi è e comincia a parlare con gli alberi, scoprendo un’intima e profonda relazione con la natura. Vagabonda per le spiagge e i boschi, e non sa di possedere un patrimonio sconfinato. A tal proposito, viene mandato alla ricerca di una cura che possa farlo rinsavire, tra Italia, Stati Uniti e India, per evitare appunto il crollo definitivo del suo impero economico. Ma la minaccia di un cataclisma planetario è in agguato e potrebbe mettere fine definitivamente ad ogni possibile tentativo di recupero…

Secondo lungometraggio fiction di Fabio Del Greco (dopo Una vita migliore), autore in passato di cortometraggi e diversi documentari, che nei credits risulta essere anche montatore e direttore della fotografia: “Io sono nulla è un film sulla ricerca spirituale che vuole sperimentare nuove soluzione visive e di racconto, amalgamando materiali diversi, provenienti da filmmakers e paesi diversi. Il protagonista, precedentemente legato al suo ruolo di uomo influente e ricco e alla società in cui vive, si ritrova improvvisamente a essere come un extraterrestre piombato sulla terra, attraversando i suoi gironi infernali e le sue bellezze con lo sguardo vergine di un bambino”. In effetti, dalle parole dell’autore, la sensazione più forte è proprio quella di creare un effetto visivo non facilmente catalogabile, tra un approccio teneramente amatoriale e un uso non spropositato di immagini di repertorio di grande impatto. Dimenticare per rinascere, è questo il filo conduttore che cerca di tenere unito e compatto l’apparato narrativo dell’opera, sempre in bilico tra l’indipendenza autoriale e l’aspirazione di ricercare atmosfere artefatte, surreali, poeticamente sospese. Ricorda, per certi versi, il bellissimo Biagio di Pasquale Scimeca, per la tentazione di voler cercare nel viaggio esistenziale se stessi, ma senza trovare pienamente il significato e la rappresentazione dell’esistere, l’inquietudine della ricerca interiore, le interrogazione sull’oltre e sull’altro, rispetto a noi e al nostro orizzonte.

 


Regia: Fabio Del Greco
Interpreti: Vasco Montez, Chiara Pavoni, Fabio Del Greco, Roberto Pensa
Distribuzione: Monitore Film
Durata: 79’

Origine: Italia, 2015