Jumanji – Benvenuti nella giungla, di Jake Kasdan

Scrive Vice.com che questo nuovo Jumanji è il film perfetto per rilassarsi dalle brutture del 2017, sotto le feste: di sicuro, fa sempre bene che un’opera basata sulle modalità videoludiche arrivi a ripeterci, come soltanto recentemente hanno fatto titoli su strutture simili come Source Code o Edge of Tomorrow, che non si muore mai per davvero.
I nostri avatar qui infatti hanno tre vite a testa a disposizione, e azzannati letalmente la prima volta da una delle bestione che affollano la giungla dei vari livelli di Jumanji (o caduti da un dirupo, affettati dalle lame delle trappolone nascoste ecc) sanno di poter tornare dritti dal cielo a rigiocare la partita fino a riuscire ad uscire dal gioco, o a finirci intrappolati dentro a vita.
La squadra degli autori del sequel-reboot di Kasdan (ben quattro, tra cui le firme di Spider-man Homecoming) ha l’intuizione di trasporre l’universo di Jumanji dal gioco da tavolo al videogame “piattaforma” vecchio stile, con i personaggi che assolvono a compiti ben precisi per il giocatore, la difficoltà crescente di quadro in quadro, gli oggetti da recuperare e le missioni (il nerd Spencer spiega tutto allo spettatore millennial non esperto di retrogaming non appena i nostri entrano nel livello-tutorial). Il risultato però è una sorta di mix strano tra trovate alla eXistenZ o Thron (i personaggi non giocanti, i dialoghi “incastrati”, i loop) calate di peso in un setting che ricorda le prime avventure al cinema di The Rock (le quali erano già da par loro super-derivative), tra Il tesoro dell’Amazzonia e Journey 2, e che di fatto finisce per assomigliare più di tutto al mood di Land of the Lost di Will Ferrell ma senza la lucidità teorica di Silberling.

Se il prototipo con Robin Williams del 1995 si inseriva nel canone, sempre attivo anche ai giorni nostri per il disaster fantasy, di “esseri da un’altra dimensione prendono vita nella nostra realtà”, qui le star sono calate quasi da subito nel contesto del luna park nella foresta primordiale, e la presenza di Jack Black di fatto sembra quasi suggerire un ulteriore crossover con l’Isola del Teschio versione Peter Jackson. Peccato però che alla squadra di mattatori non siano fornite reali occasioni di sopperire alle invenzioni non proprio inedite che l’attrazione a tema inanella, oltre a quella di aver fatto impersonare ad ogni giocatore un personaggio diametralmente opposto nelle apparenze – Dwayne Johnson con l’anima da loser, Jack Black che viene “controllato” dalla ragazza schianto più popolare della scuola, la gotica solitaria a cui tocca invece l’avatar di Karen Gillan e così via (Kevin Hart mantiene la pelle nera per probabili ragioni di politicamente corretto, ma guadagna in parlantina e sboccataggine…), un espediente quasi da universo del role playing.
I fan dei due comici qui in ballo magari non troveranno troppa scorrettezza per sganasciarsi con Black o Hart, ma chi vuole invece vedere Johnson e Nebula Gillan menare le mani sarà accontentato da un paio di timide coreografie con una certa efficacia, tra cui uno stunt finale volante su due ruote quasi rubato al The Rock di quell’altro gioco, quello dei Fast & Furious.

Titolo originale: Jumanji – Welcome to the jungle
Regia: Jake Kasdan
Interpreti: Dwayne Johnson, Jack Black, Karen Gillan, Kevin Hart, Nick Jonas, Rhys Darby, Bobby Cannavale, Alex Wolff, Ser’Darius William Blain, Madison Iseman, Marin Hinkle, Maribeth Monroe, Missi Pyle
Origine: USA, 2017
Distribuzione: Sony/Warner
Durata: 119′