Le badanti, di Marco Pollini

Lola (Samantha Castillo), Carmen (Nadiah M.Din) e Irina (Anna Jimskaya) sono tre ragazze molto diverse tra di loro ma accomunate da uno stesso destino. Sono extracomunitarie e non sanno come sbarcare il lunario, maltrattate da uomini violenti e impossibilitate a garantire un futuro migliore ai loro figli. Per un caso fortuito, si ritrovano tutte e tre a Villa Bella, uno ospizio per anziani popolato da altrettanti personaggi curiosi e straordinari che all’inizio vedono le donne come intruse ma poi stringeranno con loro una grande amicizia.

Da questo spunto prende il via il film di Marco Pollini Le badanti, suo primo lungometraggio, che altri non è che la storia del coraggio delle donne che mettono da parte i propri problemi per aiutare gli altri, lottando contro gli ostacoli che si mettono loro davanti e che il destino ripagherà con un regalo inaspettato.

Il regista affronta un tema importante e quantomai attuale come quello delle badanti che diventano un’ancora di salvezza per gli anziani, spesso soli e senza affetti, tanto da instaurare con loro un legame veramente profondo e appagante. Il film si districa in modo leggero e senza troppi intoppi in toni che strizzano l’occhio alla commedia. Le badanti è un una pellicola dedicata alle donne che lottano con determinazione e sanno sempre risollevarsi davanti alle avversità. E, almeno in questa “favola” moderna Irina, Carmen e Lola potrebbero venir ripagate dei loro sforzi e della loro determinazione.

Il film si gioca su due livelli generazionali ed è interessante vedere come gli anziani che abitano Villa Bella non siano affatto arrendevoli verso la vita ma continuino a trovare l’entusiasmo per andare avanti, tirando fuori un piglio invidiabile nella prima parte quando vogliono cacciare le badanti dallo ospizio.

Impeccabile l’interpretazione di Pino Ammendola nel ruolo di Michele, il leader del gruppo di anziani e quella delle tre attrici protagonisti che portano nel film ciascuna la propria storia e la propria cultura.