LIBRI DI CINEMA – Essere Vincent Price, a cura di Roberto Lasagna

Vincent Price, per evidenti ragioni anagrafiche, non può appartenere all’immaginario di un ventenne. Così come la scuderia di registi, comprimari e pellicole che, dagl’anni quaranta in poi, imbracciarono la sua figura in un climax a tutto spiano, e che non ha mai contemplato innalzamento e caduta, fatta eccezione per i suoi personaggi. Roberto Lasagna, saggista e critico, con alle spalle monografie che spaziano da Kubrick a Wenders, sembra aver centrato in pieno i tratti somatici e performativi di Price, un connubio omozigote, già nelle Lezioni di dismisura: apripista del volume (Lasagna tornerà poi con un ulteriore saggio dal titolo Tra Fuest e Hickox). Si tratta di un apparato lusinghiero, osannante e quanto mai nostalgico, eppure l’epidemia odierna di divismo, alimentata dalla condivisione digitale, e clonazione del tarocco (performer e prodotto audiovisivo) trovano in questa raccolta di saggi qualcosa d’altro. Un ripescaggio che di malinconico e nostalgico possiede solo la consapevolezza di aver scovato in un uomo l’incarnazione quasi perfetta di un’epoca. Un uomo-collante di umori, paure, fobie, follie, un Vaso di Pandora ricolmo di sfumature emotive e sentimentali, un ritratto sempre pronto a tradire se stesso in virtù di personaggi che devono allinearsi a nuove pretese, a nuovi condizionamenti socio-culturali, insomma un burattino dalla spiccata coscienza di sé e del suo enorme potenziale.

Oltre agli interventi di Roberto Lasagna, la monografia si compone di sedici saggi curati da: 8893040611Anna Antonini, Danilo Arona, Riccardo Bellini, Francesca Brignoli, Lorenzo Donghi, Leonardo Gandini, Mario Gerosa, Alessandro Leone, Federico Magni, Anton Giulio Mancino, Giovanni Memola, Alberto Morsiani, Meris Nicoletto, Michele Raga, Brabara Rossi e Fabio Zanello. C’è un chiaro tentativo di sedimentare nell’immaginario del fruitore la complessa e sfaccettata carriera dell’interprete, sottolineando le collaborazioni più fortunate (I racconti del terrore cormaniani oppure L’ultimo uomo sulla terra di Ragona) ma anche il parallelismo con altri giganti della fattoria horror-fantasy come Peter Lorre, Basil Rathbone e Christopher Lee. E in effetti siamo cordialmente invitati ad un tavolo operatorio per cui ogni pezzo di quel corpo attoriale trasfigurato, eclissato e rinvigorito, come nello straordinario Il caso del signor Valdemar, viene studiato al fine di cogliere quella scintilla spaziale che lo resero abitante e abitazione di un coté umano e universalmente umano. Nonostante una corporatura e una maniera da buon aristocratico inglese, basti pensare agli esordi nel teatro shakespiriano, Price non solo salvaguardò quest’aurea, declinata in sentimenti di terrore, vendetta e perfino d’amore viscerale, ma seppe anche segmentarla, offrendone pezzi e quantità variabili a seconda della maschera indossata, e infine integrarla con quanto di più diametralmente opposto alla sua comfort zone.

Oltre all’innegabile conoscenza del quadro storico in cui Price si mosse, e quindi dell’effettivo valore che ruoli e interpretazioni trasferirono ad un consumo edificante e al tempo stesso di entertainment, il grande merito di questo volume sta nell’immensa passione che squarcia, quasi come il ghigno di Price, la forma obbligata di una monografia di cinema. L’esercizio della critica, di certo inappuntabile, cede cavallerescamente il passo ad un spirito più ribelle, più affezionato, e quasi più spettatoriale. Non si può occultarsi in una patina troppo cerebrale di fronte ad una vera e propria icona di genere. All’ultima pagina, se non l’abbiamo già fatto, vogliamo più di ogni oltra cosa addentrarci nel vastissimo universo dell’attore e perderci nei mille e uno volti di un corpo che trapassa il tempo.

Titolo: Essere Vincent Price

Casa Editrice: Falsopiano

A cura di: Roberto Lasagna

Pagine: 233 (comprensive di Filmografia, Riferimenti bibliografici e note).