LIBRI DI CINEMA – Le novità di Novembre

Il Film del secolo

Rossana Rossanda

 

Questo libro è il “racconto per immagini” degli ultimi cent’anni, l’epoca del cinema, attraverso una conversazione a tre, Rossana Rossanda, Mariuccia Ciotta e Roberto Silvestri che hanno condiviso per lunghi anni le pagine del “manifesto”. Confronto/scontro di sguardi e biografie diversi, queste pagine intrecciano memorie all’opera e la storia del grande schermo nel suo specchiarsi con la realtà e nel prendere parte ai grandi conflitti. To shoot, sparare, non è forse anche il linguaggio del cinema? Il risultato è quasi un film, non conciliante, aperto, dove il flashback diventa il presente e mette a fuoco questioni irrisolte, politiche ed estetiche. Avanguardie e pop, classici e Nouvelle Vague, autori e generi, dark ladies e “fidanzatine”, divi e Actors Studio, Hollywood ed Europa, film trascendenti e guerre stellari, estremo oriente e Cuba, parole e visioni, documentario e fiction, fino allo smaterializzarsi dell’immagine analogica. Il cinema come pensiero motore, fiancheggiatore critico del mondo, capace a volte di riconfigurare il sensibile e di vedere al di là del tempo, sempre a caccia di rivoluzioni possibili.

[Bompiani Editore – pp. 384 € 19,00]



Dentro e fuori il margine – la diversità culturale nel cinema francese contemporaneo

Valentina Domenici

 

Partendo da quella che è stata definita in Francia la questione postcoloniale, questo lavoro vuole ricostruire e indagare il modo in cui una parte del cinema francese e francofono di finzione prodotto dalla fine degli anni Novanta a oggi si è confrontato con la questione della diversità culturale. Il trauma collettivo del colonialismo, letto attraverso i suoi “postumi” attuali, è quindi affrontato attraverso la questione delle modalità di rappresentazione dell’alterità e di chiunque ricopra un ruolo socialmente, economicamente o culturalmente subalterno. Grazie all’analisi di alcuni tra i film più significativi degli ultimi anni, da Il matrimonio di Lorna a La Classe, da l’Esquive a Caché, il testo vuole offrire nuovi spunti di riflessione sulla capacità del cinema di costruire, consolidare o mettere in crisi la visione stereotipata o politicamente corretta dell’altro da sé.

[Bulzoni Editore – pp. 150 € 15,00]



Scenografia e scenografi

Sara Martin

 

La scenografia prefigura e realizza gli ambienti di un’opera cinematografica, è la sostanza plastica e architettonica di un film; contribuisce al risultato estetico, traduce visivamente il tono dell’opera, connota il genere o lo stile e intrattiene uno stretto legame con gli altri elementi della rappresentazione. Nel cinema italiano gli scenografi hanno avuto un ruolo rilevante, per esempio concorrendo a definire precise marche di riconoscibilità di un certo tratto autoriale o specializzandosi in determinati generi. In alcuni casi hanno conquistato una posizione di preminenza nel panorama internazionale sia cooperando alle produzioni straniere realizzate in Italia sia esportando lo stile made in Italy attraverso collaborazioni all’estero. Il volume si propone di tracciare una panoramica della scenografia e degli scenografi italiani e insieme di esplorare i rapporti della scenografia con le altre componenti della produzione cinematografica, con l’imagerie popolare, con l’emergenza di spazi reali o simbolici, evidenziando le connessioni della scenografia italiana con i processi produttivi e culturali.

[Editrice Il Castoro – pp. 160 € 15,50]



Guai in arrivo

Michael Moore

 

Michael Moore è tornato, questa volta per raccontare la storia più incredibile di tutte: la sua. Incurante delle ammuffite regole dell’autobiografia, ci regala 24 storie di ampio respiro, irriverenti e assolutamente fuori dal comune. Eccolo, per esempio, a undici anni aggirarsi smarrito per il Senato americano fino a essere ritrovato da Bobby Kennedy; il momento successivo eccolo al cimitero di Bitburg in compagnia di un Ronald Reagan non propriamente lucido. Se si passa al 2003, eccolo scandalizzare il mondo quando, in occasione della sua premiazione agli Oscar, invece di dire "Vorrei ringraziare l'Accademia" come tutti si aspettavano, disse: «Viviamo in un'epoca fittizia. Viviamo in un'epoca di risultati elettorali fittizi che eleggono presidenti fittizi. Viviamo in un'epoca in cui c'è un uomo che ci manda in guerra per ragioni fittizie». Queste pagine che ci restituiscono i momenti più rivelatori e pazzeschi di una carriera pluridecennale sono proprio come Michael Moore: estremamente personali e profondamente oneste, divertenti e ricche di spunti, eccessive e piene di verità. I lettori di questo libro scopriranno i molti lati di una personalità poliedrica come quella di Michael Moore e avranno l'enorme privilegio di scoprire fino in fondo l'animo coraggioso e tremendamente candido di quest'uomo che ha saputo – coi suoi documentari e i suoi libri – risvegliare la coscienza assopita di un'intera nazione.

[Mondadori Editore – pp. 360 € 18,50]



Il talismano che rapisce i sensi. Il cinema di Bombay negli scritti di Rahi Masum Raza (solo in formato e-book)

Cecilia Cossio

 

Nome prestigioso della letteratura urdu e hindi, Rahi Masum Raza ha prestato la sua penna come autore di soggetti e soprattutto di dialoghi a molti film hindi, dalla fine degli anni Sessanta, quando aveva lasciato l’insegnamento di letteratura urdu alla Aligarh Muslim University, fino al 1992, anno della sua morte. Proprio al suo rapporto letterario con il cinema di Bombay e, per estensione, all’immagine di questo cinema nella letteratura hindi a lui contemporanea, è dedicato questo lavoro, focalizzato su due romanzi: Dil ek sada kagaz (Il cuore, una pagina bianca, 1973) e il succitato Sin: 75. Con l’ambiente cinematografico Rahi Masum Raza ha sempre avuto un legame conflittuale di amore/odio, i cui inizi sono raccolti in un romanzo precedente, Himmat Jaunpuri (id., 1969). Quest’opera, in realtà, non riguarda tanto il cinema, quanto il mondo apparentemente disumanizzato e disumanizzante di Bombay. Il cinema è presente perché è uno degli elementi costitutivi dell’atmosfera di questa città, quasi l’azoto della sua aria, e dunque pervade – per vie naturali, si direbbe – le vite e i sogni della sua gente.

[e-book – pp. 89 € 7,60]

LIBRI DI CINEMA – Le novità di Novembre

Perdersi è meraviglioso – Interviste sul cinema

David Lynch

 

David Lynch è uno dei massimi cineasti statunitensi degli ultimi decenni, vincitore di due Palme d’Oro a Cannes, due César e un Leone d’Oro alla carriera. Con film come Eraserhead e Inland Empire, passando per The Elephant Man, Velluto blu, Twin Peaks e Mulholland Drive, Lynch ha affermato negli anni un proprio personalissimo stile fatto di ambiguità, mistero, perversione, di situazioni vissute in un confine indistinguibile fra sogno e realtà. Gli autori di queste ventiquattro interviste – che ripercorrono l’intera carriera del grande regista, dal 1977 fino a oggi – scavalcano abilmente il riserbo quasi maniacale di Lynch sul significato dei propri film, riuscendo a farlo aprire a risposte mai scontate ma sempre penetranti, con ampie digressioni sulle altre forme artistiche che ama: dalla pittura alla musica, al design. Fra notazioni tecniche, aneddoti dal set, ricordi personali e vere e proprie dichiarazioni di poetica, queste pagine offrono un indimenticabile ritratto in presa diretta di uno dei registi più visionari e geniali della storia del cinema.

[Minimum Fax – pp. 433 € 17,00]

 

 

GODZILLA – Il re dei mostri

Davide Di Giorgio, Andrea Gigante, Gordiano Lupi

 

Godzilla è un personaggio che non può morire, buono per tutte le stagioni, dalla guerra fredda al post comunismo. Simbolo del terrore atomico ma anche di temute invasioni spaziali. Per un certo periodo è stato un simbolo antiamericano, portato avanti da un Giappone sconvolto dalle terrificanti esplosioni nucleari. La sua natura è cambiata con il passare del tempo, da malvagio mostro preistorico a difensore dell'umanità, per tornare di nuovo cattivo nel remake statunitense realizzato nel 1998. E ancora l'America sta per regalarci una nuova versione del suo mito, prevista per il 2014! Godzilla è insomma un prodotto del Giappone, figlio della stessa matrice culturale che ha prodotto gli anime e i manga, ha influenzato tanto cinema asiatico, ma è diventato infine un'icona del fantasy mondiale, amata da registi come Joe Dante, Tim Burton, Quentin Tarantino e John Carpenter.

[Il Foglio Letterario Editore – pp. 310 € 15,00]

 

 

Moviement speciale 3D

AA.VV.

 

L’ottavo numero di MOVIEMENT è dedicato al cinema 3D Stereoscopico. Con questo numero “Moviement” ha operato una scelta editoriale precisa, quella di puntare più che su un autore o un genere cinematografico su una modalità di rappresentazione che negli ultimi anni si è imposta in maniera sempre più significativa nella produzione cinematografica: il 3D. Quando parliamo di 3D al cinema indichiamo il 3D Stereoscopico, ovvero la riproduzione degli effetti tridimensionali della visione binoculare attraverso la cinematografia. Il 3D in sé non è una novità nell’ambito della evoluzione dell’apparato tecnologico ma è parte intrinseca del DNA del cinema fin dalle sue origini. La contemporanea configurazione produttiva e l’espansione spettacolativa del 3D nell’industria cinematografica e su altre piattaforme e schermi è dovuta all’incidenza della rivoluzione digitale e all’utilizzo più sofisticato in senso narrativo del medium. Attraverso i saggi presenti in questo “Speciale” si è cercato di fornire un quadro abbastanza esauriente sui vari aspetti che investono la riflessione sul 3D, da quelli di natura metodologica (Atkinson), storica (Antermite, Del Valle, Botelho,) o estetica (Huhtamo, Menduni), passando attraverso la strutturazione tecnologica (Neri, Piazza, Tornimbeni), l’uso del suono (Callarello), le possibilità del 3D in campo autoriale (Catolfi, Menduni, Nencioni, Thompson, Zazzara) e del cinema di animazione (Lanzo). A completare il quadro le interviste a Lilliwood/Xilostudios, Zapruder e Joshua Hollander, un Glossario a cura di Antonello Satta e la riproduzione di un articolo “storico” sul 3D di Mario Verdone a cura di Eusebio Ciccotti.

[Gemma Lanzo Editore – pp. 160 € 15,00]

 

 

Storytelling – Forme del racconto tra cinema e televisione

Kristin Thompson

 

Accusata di semplicismo e colpevole d’inferiorità rispetto al cinema, spesso caratterizzata come un’immensa terra di nessuno, la televisione esercita un potere ineludibile sulla nostra cultura. Il segreto del suo successo risiede probabilmente nella notevole complessità narrativa celata dietro l’apparente semplicità, come evidenzia questo testo “classico” di Kristin Thompson per la prima volta tradotto in italiano. Dopo aver guardato alle tecniche narrative che i due media condividono, il volume si focalizza sulle sfide proprie della televisione e sulle strategie da essa elaborate al fine di organizzare il senso e mantenere vivo l’interesse del pubblico, mostrando la capacità della televisione di non limitarsi ad adattare le tecniche del cinema e di contribuire in modo autonomo a modificare le forme narrative tradizionali. Facendo riferimento a classici del grande e del piccolo schermo, ma anche a prodotti recenti, l’autrice spiega come gli adattamenti, i sequel, le serie e le saghe abbiano alterato le nozioni ampiamente acquisite di chiusura e autorialità, procedendo quindi a elaborare, attraverso il confronto tra Velluto blu e Twin Peaks di David Lynch, la nozione di “televisione d’arte” in rapporto a quella più familiare di “cinema d’arte”.

[Rubettino Editore – pp. 144 € 14,00]

 

 

Deleuze e i concetti del cinema

Daniela Angelucci

 

Sul rapporto tra cinema e filosofia, oggi sempre più analizzato e frequentato, Gilles Deleuze si era pronunciato già nella prima metà degli anni Ottanta, scrivendo due testi ancora oggi molto attuali e discussi. Soltanto la filosofia, egli afferma, può arrivare a «costituire i concetti del cinema stesso». Ripercorrendo questi concetti, dieci in tutto, ed evitando, come diceva lo stesso Deleuze, la doppia ignominia dell’eccessiva erudizione e di un’esagerata familiarità, questo libro intende ricostruire i contenuti e l’atmosfera del suo pensiero sul cinema. Senza rinunciare a proporre, a partire dalle categorie filosofiche deleuziane, letture di particolari autori e di film significativi.

[Quodlibet Editore – pp. 160 € 18,00]

 

 

La storia del CINEMA in 1000 parole

Paolo Cherchi Usai

Un libro che si legge – letteralmente – d’un fiato. 1000 parole esatte, un volume di piccolo formato e ottanta pagine per raccontare vertiginosamente all’indietro l’intera storia del cinema, dal 3D fino al primo apparire di un fotogramma sullo schermo di fronte agli attoniti spettatori. Il cinema raccontato come una storia, una narrazione scandita in decenni, dai nostri giorni fino alle prime proiezioni del 1891, proponendo per ogni anno un solo film, ritenuto significativo e rappresentativo secondo il punto di vista dell’autore. Ogni decennio si apre con una sua sintetica descrizione,

per poi lasciare la parola alle immagini, anzi ai fotogrammi di sole dieci opere selezionate. Un racconto racchiuso in 1000 parole esatte e in 120 fotogrammi per 120 film dell’intera storia della settima arte. Un personale e appassionato disco

rso sul cinema che diventa una suggestiva proposta di visione a volo d’uccello su una materia densissima, complessa e poliedrica, realizzata con rigore, cura e attenzione. Ed ecco scorrere

insieme alle immagini dei film, di pagina in pagina, il racconto dei passaggi cruciali, dei protagonisti, delle rivoluzioni tecnologiche, dei cambiamenti estetici e sociali che hanno scandito la storia del cinema e la costruzione di un immaginario che è patrimonio di tutti. Un racconto che parla di sguardi e di visioni e che stimola altrettanti (o infiniti) discorsi possibili.

[Il Castoro Editore – pp. 80 € 15,50]

LIBRI DI CINEMA – Le novità di Novembre

Monty Python – L’autobiografia

Monty Python – trad. Federica Ressi

Nel 1969, sei gentiluomini inglesi (in realtà c’erano due infiltrati, un gallese e un americano), uniscono le forze per creare un programma televisivo su un agente teatrale senza scrupoli, inaffidabile e viscido: Monty Python. Il team, in breve tempo, rivoluziona il mondo della comicità con gag surreali e un umorismo che sfida con classe la morale dell'epoca. I Python sono cool, eccentrici, visionari, assolutamente necessari. Tanto da essere definiti gli eredi dello spirito dei Beatles. Ora, per la prima volta in assoluto, Monty Python – L'Autobiografia approda in Italia.

John Cleese, Terry Gilliam, Eric Idle, Michael Palin, Terry Jones e l’indimenticato Graham Chapman raccontano da protagonisti la genesi di un mito: i desideri e le aspirazioni della loro infanzia, gli anni di formazione nelle più prestigiose università del mondo, i retroscena del debutto televisivo e della nascita di film che hanno fatto ridere il mondo ma anche incavolare parecchia gente. Il tutto arricchito da numerose foto d'archivio, illustrazioni inedite e succulenti aneddoti raccontati direttamente da chi ha letteralmente stravolto la comicità cinematografica e televisiva mondiali. Un'ironia surreale e dissacrante, immortalata in sketch che appaiono avveniristici ancora oggi, che ha segnato indelebilmente anche i lavori dei membri del gruppo dopo lo scioglimento – come il pluripremiato Un Pesce di Nome Wanda (con John Cleese e Michael Palin) o Brazil (diretto da Terry Gilliam).

Le testimonianze dei Python sono state eroicamente raccolte da Bob McCabe, noto critico cinematografico, sceneggiatore e giornalista.

[Sagoma Editore – pp. 360 € 24,90]

 

Robert Altman

Emanuela Martini

In occasione del 29° Torino Film Festival, Il Castoro pubblica un importante volume monografico, a cura di Emanuela Martini, dedicato al maestro del cinema indipendente Robert Altman, cui il festival torinese rende omaggio quest’anno con una grande e completa retrospettiva. Attraverso un’attenta selezione di importanti saggi critici, contributi inediti, celebri interviste e conversazioni appositamente realizzate per questo volume, il libro curato da Emanuela Martini offre una suggestiva ed esaustiva panoramica articolata sull’intero percorso artistico, cinematografico e personale del regista americano, arricchendola di voci, testimonianze dirette e ricordi privati di attori e collaboratori a lui più vicini. Con saggi inediti di Emanuela Martini, Giulia Carluccio ed Enrico Magrelli, il volume presenta contributi nell’ordine di: Guido Fink, Gualtiero De Marinis, Mark Minett, Robert Benayoun, Jonathan Rosenbaum, Michael Henry, Franco La Polla, Brian Case, Luca Malavasi, Gianni Amelio; una corposa serie di interviste al regista (tra cui quelle raccolte da Peter Keogh e Michael Henry, e la lunga conversazione di Altman con Michel Ciment e Bertrand Tavernier), ad attori (a Shelley Duvall di Michel Ciment, a Elliott Gould di Jon Zelazny) e interviste inedite appositamente realizzate da Jim Healy per questa pubblicazione, con gli attori Keith Carradine e Michael Murphy, con il produttore Matthew Seig e con il figlio e scenografo candidato all’Oscar, Stephen Altman. Completano il volume un ricco apparato fotografico di 144 immagini tratte dai film e dai set cinematografici e una filmografia completa.

[Castoro Editore – pp. 328 € 29,00]

 

Fantasmi d’amore - Il gotico italiano tra cinema, letteratura e tv

Roberto Curti

Streghe bellissime, vampire seduttrici, sensuali spiriti tornati dall’oltretomba per vendicarsi. Con film come I vampiri di Riccardo Freda e La maschera del demonio di Mario Bava, il cinema gotico italiano offrì agli spettatori eccesso e trasgressione, incarnati negli anni ’60 da una vera e propria diva come Barbara Steele. Ma l’enfasi sulla violenza, la sfida alla censura e l’attenzione alla sessualità non pregiudicavano un approccio spesso sorprendente al fantastico e ai suoi miti. Fantasmi d’amore ripercorre la storia del genere dalle origini a oggi. Ne analizza i temi, lo stile, le avventure produttive e commerciali, il rapporto con le fonti letterarie e i legami con la storia, la cultura e il costume del nostro paese; passa in rassegna i capolavori e le opere più oscure, i registi che ne hanno fatto la storia, come Bava, Freda, Antonio Margheriti e Dario Argento, e quegli autori che con esso si sono cimentati in maniera imprevedibile e inusuale, come Federico Fellini, Dino Risi, Pupi Avati; esamina produzioni televisive quale il celeberrimo Il segno del comando e dedica spazio ai giovani cineasti indipendenti degli anni 2000. Tutto ciò fa del libro lo studio più esauriente e approfondito di un genere complesso e affascinante che ha segnato la storia del cinema italiano.

[Edizioni Lindau – pp. 504 € 32,00]

 

Strane storie – Il cinema e i misteri d'Italia

Christian Uva (a cura di)

Le stragi di Portella della Ginestra, Piazza Fontana, Brescia, Ustica, Bologna o i tentati golpe De Lorenzo e Borghese, i “casi” Mattei, Moro, Ambrosoli e l’omicidio di Pier Paolo Pasolini o il G8 di Genova: sono alcune tra le principali “strane storie” che costellano la vicenda repubblicana italiana, nodi apparentemente inestricabili di un passato/presente che il volume intende ripercorrere proiettandone la visione e l’interpretazione nella cornice del grande schermo cinematografico. Il testo adotta uno sguardo ad ampio raggio capace di rendere conto del cinema d’autore e documentario così come di quello di genere, ma anche di molta produzione televisiva, delineando una mappa completa e dettagliata dei titoli che, nel corso degli ultimi quarant’anni, hanno fronteggiato le questioni più scottanti di un’epoca ancora densa di ombre. I contributi raccolti analizzano in tale prospettiva alcuni capolavori della storia del cinema italiano ma anche film del tutto sconosciuti, evidenziando le modalità in cui, negli uni e negli altri, l'immaginario dei cosiddetti “misteri italiani” ha trovato spazio di trattazione. L’intento è quello di proporre una nuova lettura di uno spaccato di cinema e di storia italiani che possa altresì gettare una pur minima luce sulle zone più buie della nostra “notte della repubblica”.

[Rubbetino Editore – pp. 224 € 16,00]

 

La filosofia del cinema

Noël Carroll

Nonostante sia nata all’inizio del Novecento, la filosofia del cinema è diventata una fiorente branca della filosofia solo a partire dagli anni Ottanta, quando ha raccolto e proseguito il lavoro della teoria cinematografica, cui è sempre stata intrecciata. Molti dei temi trattati in questo libro riflettono infatti l’eredità lasciata dalla teoria cinematografica tradizionale alla filosofia del cinema contemporanea. L’autore pone al centro della sua riflessione il film come forma d’arte in continua evoluzione tecnologica e, sintetizzando i dibattiti teorici, avanza spiegazioni originali su un ampio ventaglio di argomenti: dall’essenza dei film ai criteri per valutarli. Fulcro del testo è il concetto di immagine in movimento, di cui vengono descritti gli elementi costitutivi: l’inquadratura, la sequenza, il montaggio e i modi di far leva sulle emozioni. Noël Carroll inizia la sua analisi rispondendo alla domanda “Il cinema può essere arte?”. Prosegue esaminando la tesi della specificità del medium. Si chiede poi: “Che cosa è il cinema?”, richiamando il titolo della nota raccolta di saggi di André Bazin e tornando sulla domanda attorno alla quale quasi tutti i maggiori teorici del cinema hanno organizzato il proprio pensiero.

Il filosofo approfondisce la discussione sulla natura del cinema con un’analisi della natura dell’immagine cinematografica, considerata come singola inquadratura, ma affronta anche questioni relative al montaggio. Si occupa inoltre dei meccanismi che influenzano i sentimenti degli spettatori, delle reazioni del pubblico.

L’ultima parte del libro è incentrata sulle modalità di valutazione dei film. Sebbene molti possano essere tentati di affermare che si tratta di una questione soggettiva, l’autore prova a dimostrare che la valutazione può basarsi su dati razionali e oggettivi.

[Audino Editore – pp. 176 € 20,00]

 

Vedere digitale

Valeria De Rubeis

Il cinema digitale o D-cinema è il risultato dell’unione di più tecnologie. Prima tra tutte l’informatica che ha cambiato il modo di fare e di pensare il film. Una trasformazione importante che non deve essere considerata come la divinità creatrice di un nuovo oggetto mediale, ma come una fase mediana di un processo instabile che affonda le sue radici nel passato (pittura e avanguardie storiche). Se da una parte l’alta definizione sostituisce la pellicola, dall’altra le nuove camere digitali si avvicinano sempre di più all’idea che i Lumière avevano del cinema. Tali tecnologie portano come conseguenza cambiamenti radicali come l’abbattimento della messa in scena in Sky Captain o il modo di scrivere i film in Se mi lasci ti cancello. Vedere Digitale è il primo libro sul D-cinema che non si limita ad analizzare i cambiamenti in atto (dall’apparato produttivo all’estetica del film), ma sulla base di esperienze concrete fornisce strumenti indispensabili per comprendere le trasformazioni future. La tesi provocatoria del libro infatti è che il cinema digitale sia ancora da vedere. Rivolto a tutti, filmmaker, addetti ai lavori, insegnanti, studenti e semplici curiosi, per coniugare il nuovo sguardo con un “pensiero digitale”. Prefazione di Sergio Brancato. Postfazione di Elio Girlanda.

[Audino Editore – pp. 128 € 15,00]

 

Signori e Signore Carlo Delle Piane

Massimo Consorti

Sessant’anni. Sessant’anni di cinema, ma non solo, nella biografia di Carlo Delle Piane. Un testo che va molto oltre il semplice inanellarsi di aneddoti personali e della mera elencazione di una pur ricca filmografia che conta oltre 100 pellicole. Anno per anno, film dopo film, non ci si addentra solo nella vita dell’uomo e dell’attore Delle Piane, ma si rivive la storia d’Italia e degli italiani i cui sogni, le cui speranze, e il cui immaginario vengono riflessi sugli schermi delle sale cinematografiche, come in uno specchio. Attraverso gli occhi di Carlo Delle Piane rivediamo Vittorio De Sica, Totò, Aldo Fabrizi, Sophia Loren e tanti altri grandi maestri del cinema italiano ed internazionale. Li rivediamo, però, per una volta, svestiti dei loro panni d’attore, a macchine da presa spente, nella loro spontanea umanità. E attraverso le parole di Massimo Consorti, autore dalla penna schietta ed essenziale, conosciamo l’attore Delle Piane nella sua straordinaria carriera e scopriamo, forse per la prima volta, l’uomo Carlo.

[Testepiene – € 22,00]

 

Marilyn Monroe

Pascal Schembri

Era l’agosto del 1962 quando il mondo salutò l’icona pop più amata di tutti i tempi, Marilyn Monroe. In occasione del 50° anniversario dalla sua morte, la casa editrice Edizioni Sabinae  celebra il mito di Marilyn con la pubblicazione di un nuovo libro dedicato al suo fascino e al suo talento artistico: Marilyn Monroe – Ritratto di un’icona di Pascal Schembri.

Il libro è un’attenta analisi degli aspetti più intimi della vita dell’attrice passata ormai nel mondo delle icone, dove le sofferenze trasfigurano in uno stato superiore, etereo e irreale, che non riguarda più la protagonista di una vita tormentata ma tutti coloro che restano a guardarla, ammirarla, sognarla, a interrogarsi sul suo conto. Ovunque ci sono sue foto. Tutti sanno chi è. Un fenomeno unico, simile a quello della Gioconda di Leonardo da Vinci, perché, come Monnalisa, consacrato dall’arte del suo tempo e fissato nella sua essenza di mistero.

[Edizioni Sabinae – € 18,00]

LIBRI DI CINEMA – Le novità di Novembre

Dispersi!Dispersi! Guida ai film che non vi fanno vedere
Alberto Brumana, Carlo Prevosti, Sara Sagrati, Marco Valsecchi (a cura di)
"Dispersi, cioè persi e sparsi nelle secche di un mercato sempre più pavido e asfittico, o galleggianti nella bonaccia infinita di un immaginario che ha rinunciato perfino a sognare di avere il vento in poppa", dalla prefazione di Gianni Canova.

 "Ogni anno, nel mondo, vengono prodotti circa 25.000 film.  Di questi, meno di 500 vengono distribuiti in Italia. Abbiamo chiamato questi film “i dispersi”: vogliamo ritrovarli e farli conoscere il più possibile. Il web permette oggi di recuperare quei film, acquistando i dvd di importazione o scaricandoli con il p2p, e di ottenere i sottotitoli per non essere legati alla visione in lingua originale. Nel libro parliamo di film anche dal budget elevato, magari con nomi di spicco, che per vari motivi nessuno ha mai portato in Italia. Vogliamo che chi lo legge venga preso dalla curiosità" racconta Carlo Prevosti, che ha curato il volume con Alberto Brumana, Sara Sagrati e Marco Valsecchi.

 Film dispersi, ma non introvabili, recuperabili attraverso la rete: per ogni scheda, i titoli proposti sono presentati attraverso una recensione, curiosità, una breve biografia del regista, i premi vinti, le indicazioni per l’acquisto del DVD, le eventuali differenti edizioni in vendita, e, se disponibili, dove recuperare gratuitamente i sottotitoli in italiano.
[Falsopino – pp. 370 € 19,00]

 
Divi & antidivi – Il cinema di Paolo Sorrentino

Pierpaolo De Santis, Domenico Monetti, Luca Pallanch
Il primo libro che analizza l'opera di Paolo Sorrentino – fra i più premiati registi italiani contemporanei – indagato da un gruppo di critici cinematografici di spessore.
L'impatto emozionale dell'immagine e la sorprendente ricerca figurativa fanno di Paolo Sorrentino non soltanto il più grande regista visionario del cinema italiano contemporaneo, ma anche uno dei pochi sguardi capace di ritrarre con lucidità e poesia dei personaggi in lotta con la propria atavica solitudine: che si tratti di divi, come i due Pisapia de L'uomo in più o Giulio Andreotti nel film premiato al Festival di Cannes del 2008, o di individui ossessionati dall'isolamento, antidivi come l'elegante cassiere della mafia ne Le conseguenze dell'amore o il ripugnante usuraio de L'amico di famiglia.
Questa monografia, la prima sul suo cinema, prova a riflettere sullo stile e il metodo di lavoro di un cineasta che con soli quattro film è riuscito a imporsi in un ambito ormai pienamente internazionale, come dimostra il nuovo progetto americano.

Oltre ai saggi dei tre curatori e alla prefazione di Mario Sesti, il volume ospita contributi di Fernando Acitelli, Franco Brocani, Roberto Curti, Flavio De Bernardinis, Francesco Del Grosso, Gabrielle Lucantonio, Graziano Marraffa, Italo Moscati, Fabio Zanello. Il testo è arricchito inoltre da un corposo apparato di interviste con alcuni dei principali collaboratori della bottega sorrentiniana: dall'attore Toni Servillo allo sceneggiatore Umberto Contarello, passando per i produttori Francesca Cima e Nicola Giuliano, il direttore della fotografia Luca Bigazzi e i musicisti Pasquale Catalano e Teho Teardo, oltre a una lunga conversazione con lo stesso Paolo Sorrentino. [Laboratorio Gutemberg  – pp. 228 € 23,00]

 

La vita secondo Woody Allen

Stuart Hample

Nel 1976 il disegnatore Stuart Hample chiede a Woody Allen, già famosissimo, il permesso di trasformarlo nel protagonista della sua prossima striscia. Allen non solo accetta, ma prende a cuore il progetto e collabora con Hample a ogni vignetta pretendendo riunioni settimanali, mettendogli a disposizione la sua sterminata produzione di gag illuminanti e paradossali, inventandone altre sul momento. Nasce così La vita secondo Woody Allen, che proseguirà con successo sui quotidiani di tutti gli Stati Uniti fino al 1984. Un tesoro che descrive l’universo geniale e schizoide di Allan Stewart Königsberg, in arte Woody Allen, e offre uno sguardo mai visto prima sul regista-scrittore-drammaturgo-musicista newyorkese. Le migliori 300 strisce corredate da bozzetti, interviste, dietro le quinte, fotografi e, a completare la figura del più grande umorista del Ventesimo secolo e, per ora, anche del Ventunesimo.

[Isbn Edizioni – pp. 240 € 29,00]

 

Cinici Infami E Violenti! (ancora più…) Dizionario dei film polizieschi italiani anni '70!

Daniele Magni, Silvio Giobbio

Non una semplice ristampa, ma una vera e propria riedizione aggiornata, ampliata e corretta del volume pubblicato nel lontano 2005: ancora più… Cinici, infami e violenti vuole essere un utile e rapido strumento di consultazione per quanti abbiano intenzione di iniziare a esplorare il poliziesco all’italiana degli anni ’70. Dal 1971, anno in cui esce Confessione di un commissario di polizia al procuratore della repubblica (dove il regista Damiano Damiani introduce la figura del poliziotto ribelle e giustiziere – elemento centrale del poliziottesco – facendo del film un ideale punto di partenza del genere) al 1980 di Poliziotto solitudine e rabbia di Stelvio Massi (titolo che secondo opinione comune coincide con il tramonto del filone) troverete tutti i polizieschi, i noir gangsteristici, i mafia-movie prodotti in Italia; ma anche drammi carcerari, film di denuncia civile o thriller che per un motivo o per l’altro possono attrarre, magari solo per il titolo (e spesso a sproposito), i fan del poliziottesco. In questa edizione sono state inserite anche quelle parodie o commedie a tema che testimoniano la popolarità del filone in quel periodo e che non di rado presentano qualche motivo d’interesse per gli appassionati del genere. Con prefazione di Umberto Lenzi.

[Bloodbuster Production  – pp. 324 € 25,00]

 

Cinemania – 10 anni 100 film: il cinema italiano del nuovo millennio

Gianni Canova

Il libro è una rassegna critica con i 100 film italiani più significativi, secondo l’autore, di questi primi dieci anni del nuovo millennio. 100 film che sottolineano la qualità e la varietà di proposte del nostro cinema, tanto da farne oggi – sempre secondo l’autore – uno dei più interessanti a livello mondiale.

Il cinema italiano secondo Canova è tutt’altro che morto: paragonato ad altre cinematografie sta benissimo e fa quotidianamente discutere. Basti pensare alle polemiche su I cento passi di Marco Tullio Giordana, Gomorra di Matteo Garrone o Baarìa di Giuseppe Tornatore. Lontano da ogni tentativo di costruire gerarchie o cataloghi esaustivi, Gianni Canova propone una lettura del cinema italiano attraverso l’analisi critica di 100 film attentamente selezionati. Mettendo da parte il criterio delle “privatissime predilezioni del critico”, l’autore discute le opere che «da più di un punto di vista appaiono imprescindibili per capire il rapporto che il cinema italiano del nuovo millennio intrattiene con l’immaginario collettivo e con il modo in cui l’immaginario stesso sta cambiando.

[Marsilio – pp. 289 € 19,50]

 

John Huston

Emanuela Martini (a cura di)
Trentotto film da regista e molti altri come sceneggiatore e interprete. Nel 1941, con Il mistero del falco, dal romanzo di Dashiell Hammett, l’esordiente John Huston creò il film noir e definì il personaggio da duro di Humphrey Bogart. In quarantacinque anni di carriera ha lavorato con le star hollywoodiane di tre generazioni: oltre a Bogart e a Lauren Bacall, Katharine Hepburn, John Garfield, Gregory Peck, Robert Mitchum, Deborah Kerr, Clark Gable, Ava Gardner, Burt Lancaster, Marilyn Monroe, Montgomery Clift, Elizabeth Taylor, Marlon Brando, Paul Newman, Sean Connery, Michael Caine, Albert Finney, Sylvester Stallone, Kathleen Turner, Jack Nicholson. Ha vinto due Oscar nel 1948 per la regia e la sceneggiatura di Il tesoro della Sierra Madre; per lo stesso film, statuetta anche per il padre Walter Huston, come migliore attore non protagonista. Circa quarant’anni dopo, fu la figlia Anjelica a vincere l’Oscar per la sua interpretazione in L’onore dei Prizzi, acidissima satira anti-Padrino e penultimo film di Huston. Colto, stravagante, affascinante, spendaccione, appassionato di pittura, lettura, cavalli, gioco, John Huston ha attraversato la storia del cinema americano come un’eterno ragazzaccio, pronto a sfidare le convenzioni e inventare il nuovo, ma anche ad accettare compromessi per continuare a lavorare. Ha sperimentato sui generi (Giungla d’asfalto) e sul colore (Riflessi in un occhio d’oro), ha raccontato per primo il tramonto del Mito americano (Gli spostati) e, negli anni Settanta e Ottanta, ha descritto con l’energia e l’ironia di un ventenne il crollo definitivo del Sogno e il disincanto (Città amara, La saggezza nel sangue). Ha chiuso con un capolavoro: The Dead, da James Joyce, presentato a Venezia nel 1987, pochi giorni dopo la sua morte. 

[Il Castoro – pp. 320 € 29,00]

 

Che cosa guardo stasera? DVD per tutte le occasioni (anche le più strane)
Emanuela Martini (a cura di)
Ogni stato d’animo, ogni occasione della vita, ogni umore, ogni incontro, ogni disavventura ha un suo film. Anzi, non un solo film, ma un mucchio di film che rispecchiano esattamente quello che sentite, sperate, desiderate, amate o detestate. Magari li conoscete già, i film che vi parlano dei vostri amori o delle vostre delusioni, della vostra famiglia o dei vostri sogni, dei vostri passatempi e delle vostre passioni. Oppure vi farebbe comodo qualche consiglio. Questo è il libro nel quale trovarli: suddivisi per categorie che corrispondono ad altrettanti “stati d’animo”, i film da vedere o rivedere in dvd, da soli, in coppia o in compagnia, per trovare altre parole per esprimere quello che sentite.
 Non un dizionario, ma una guida di “film del cuore”, elaborata con ironia, intelligenza e precisione critica, con un tanto di cattiveria ma, sempre, con molto affetto per gli oggetti di cui si parla, rivolta al comune e delicato “materiale umano” di cui tutti siam’ fatti… Un gioco e insieme uno strumento, questo è un libro da tenere accanto al televisore, da regalare per scherzo o per affetto… o da tenere per sé.

[Il Castoro – pp. 196 € 15,00]

 

Il portaborse venti anni dopo

Italo Moscati (a cura di)

“Il portaborse” (1991) di Daniele Luchetti è uno dei film più emblematici degli ultimi vent'anni in quanto segna il passaggio dalla prima alla seconda Repubblica. A vent'anni di distanza, riflettere su “Il portaborse” significa raccontare la storia del nostro Paese e guardarsi allo specchio per chiedersi, ancora una volta, se tutto è cambiato perché nulla cambiasse. Nel libro le interviste a Daniele Luchetti (regista), Nanni Moretti (interprete e produttore), Silvio Orlando (interprete), Angelo Barbagallo (produttore), Franco Bernini e Angelo Pasquini (autori del soggetto). Inoltre un intervento degli sceneggiatori Sandro Petraglia e Stefano Rulli, un colloquio con Gian Antonio Stella, due saggi di Italo Moscati e uno di Guido Crainz.

[Rubbettino Editore – pp. 190 € 14,00]

 

David Lynch (Collana Maestri del Cinema)

Thierry Jousse

David Lynch (USA, 1946), forse il più noto fra i cosiddetti “registi cult”, segna con il suo Mulholland Drive (2001) l’ingresso del cinema nel XXI secolo. L’esordio di Lynch risale a oltre 30 anni fa con il pionieristico e sconcertante Eraserhead (1977). I successivi Velluto blu (1986), Cuore selvaggio (1990) e Lost Highway (1997) rinnovano completamente l’esperienza sensoriale degli spettatori, confusi e disorientati dalle distorsioni della logica narrativa. Nei primi anni ’90, il suo Twin Peaks dà origine a un nuovo genere di serial televisivo. Pur essendo un regista hollywoodiano, Lynch opera ai margini dello studio system, dando libero corso al proprio multiforme talento artistico. Le sue realizzazioni nel campo della fotografia, della pittura e della musica gli hanno aperto le porte di musei e gallerie d’arte.

Un’introduzione all’opera dei più grandi registi internazionali, fra i quali, oltre a Lynch, Kubrick, Scorsese, Coppola, Allen, Almodovar, Eastwood, ecc. Monografie esaustive e autorevoli, ma anche concise e di immediata comprensione, dedicate a figure di spicco della storia del cinema. L’organizzazione cronologica, dagli esordi del regista fino ai lavori più recenti, rende i volumi di facile consultazione. Testi chiari e incisivi scritti da esperti, critici, giornalisti e studiosi affermati. Le monografie sono riccamente illustrate con fotogrammi, sequenze, fotografie di scena e locandine: in tutto 100 immagini, alcune delle quali pressoché inedite. I volumi sono impreziositi da una veste grafica accattivante. I testi sono completati da biografia del regista, filmografia e sinossi delle trame dei film.

[Chaiers du Cinema – pp. 96 € 7,95]

 

La via mélieèsiana. Viaggio nella storia del cinema in quattordici tappe

Autori Vari – Quaderni D.A.M.S.

"Il regno del cinematografo non conosce confini", scriveva nel 1906 Georges Méliès, il grande pioniere francese nel suo viaggio alla frontiera del cinema. Questa è l'arte "più seducente", nel suo "far uso di tutte le altre messe assieme", ma soprattutto "immortale", perché "inesauribile" è ciò che può "concepire l'immaginazione". Sulla via mélièsiana s'incamminano i quattordici contributi raccolti in questo volume, che sono frutto del lavoro svolto nei corsi di Linguaggio del Cinema tenuti da Gian Piero Brunetta nella Scuola Galileiana di Studi Superiori di Padova. Le tappe del percorso proposto toccano momenti, figure e problemi della storia della 'settima arte' e dei suoi rapporti con la storia nazionale e internazionale, con la cultura e le poetiche artistiche – dall'esordio dell'avanguardia futurista ai film del fascismo sino alla sperimentazione americana degli anni Sessanta, dal film storico 'risorgimentale' al genere Western o al pastiche tarantiniano, insieme ai ritratti di alcuni dei grandi protagonisti del cinema, come Ejzenstein, Chaplin, Lynch, Kurosawa, Totò e Pasolini. Gli autori dei saggi sono tutti allievi della Scuola Galileiana di Studi Superiori di Padova e coltivano differenti interessi di studio e di ricerca.

[Esedra – pp. 336 € 23,00]