LIBRI DI CINEMA – Schermi(h)ardenti. Pornocinema italiano & dintorni

locandinaSchermi(h)ardenti. Pornocinema italiano & dintorni
a cura di Saverio Giannatempo
Edizione Profondo Rosso Cinema
pp. 368 – € 29
 
Non c’è niente di più profondo di ciò che appare in superficie”, affermava il filosofo Georg Friedrich Hegel, questo è l’incipit del libro, proprio a sottolineare che il porno è da molti considerato mera e riprovevole superficie. Si potrebbe aggiungere che per lo stesso Hegel, la storia (anche quella del cinema, probabilmente…) è mossa dalle passioni umane, come ambizione, amore, odio, vanità, e gli uomini agiscono in vista dei propri interessi, conduce al presente, all'attualità. Nella confluenza fra le azioni di milioni e milioni di uomini, le singole intenzioni si dissolvono e nasce qualcosa di diverso che non corrisponde alla nostra volontà. Il porno è quindi, probabilmente, se si volesse parafrasare il pensiero del filosofo, e soprattutto dei suoi detrattori, una filosofia che non avendo scienza ed utilizzando come strumento gli istinti naturali è soggetta alla poesia ginecologica, alla politica degli inciuci e di tutte quelle attività che si basano sul linguaggio dei corpi. Scanditi in cinque sezioni (teorie, autori, corpi, generi, porno web), i saggi presentano, all’interno di diverse scuole di pensiero, un’originale e trasversale visione sugli argomenti trattati, in particolare sul “pornocinema” italiano.
 
Chiude il volume (in forma compendiata) uno splendido e inedito trattamento cinematografico di Damiano Damiani, ambientato negli anni Ottanta, durante l’epoca d’oro dell’hard statunitense, e mai tradotto in immagini, sulla storia tragica e commovente di una pornostar. La corrispondenza del fare e il “veder fare”, l’assenza di una struttura narrativa, di una struttura metaforica, favorisce il cannibalismo dello sguardo. L’essenza delle assenze, quindi risiede proprio nel riconoscimento hard dei contaminati e gli increduli, perché hanno contaminata l’intelligenza e la coscienza, ma che rispondono in fondo, all’eccitazione incontrollabile del desiderio, una liquida liberazione sociale. Nell’utopia del porno, cos’è un nome? Nulla. Un suono che chiama un corpo, un campanello che ti aggioga. Ricevere un nome è la prima prova che siamo in balia degli altri. Non avere nome significa fuggire: pochi hanno il coraggio di andarsene dal nome che hanno fino al nome che sono.Doppio zoom in un doppio fuori scena, tra bambole e pornografie in transito: "O cameretta, che già fosti un porto", pardon, porno…Il tormento interiore, solitudine, isolamento sociale, guardare e guardarsi dentro, dialogando in astratto, con poca trama, con il paesaggio che ha la caratteristica di essere aspro e selvaggio. Ma il porto, come il porno è un rifugio, un riparo, una luce rossa nel buio, e quindi, in periodi di tempesta…
 
INDICE
Introduzione
Saverio Giannatempo
 
TEORIE
Estasi circolari
Stefano Cocchi
Doppio fuori scena: estetica (e) hard?
Daniele Dottorini
Doppio zoom: l’hard che (non) c’è
Giuseppe Gariazzo
Le due dimensioni del porno
Saverio Giannatempo
Cosa succederebbe se… (versione hard) – la sceneggiatura e il porno
Giovanni Pianigiani
I giornaletti sporchi
Demetrio Salvi
 
AUTORI
Alberto Cavallone: l’occhio e la carne
Roberto Curti e Alessio Di Rocco
Dario Lussuria e il mistero del visibile
Patrizia D’Agostino
Il mio nome è D’Amato, Joe D’Amato
Stafano Della Casa
Angelo Pannaccio: il pioniere delle luci rosse
Alessio Di Rocco
Silvio Bandinelli: per un porno politicamente scorretto
Saverio Giannatempo
Mario Salieri e la (im)mor(t)alità dell’anima
Saverio Giannatempo
Luca Damiano, ovvero l’estetica del degrado
Domenico Monetti
Antonio D’Agostino: dalla complicità, il sesso
Antonio Tentori
 
CORPI
La bambola. Un’anatomia femminile del porno italiano
Francesca Bea
Il nome della rosa: cercando Marina
Giona Nazzaro
False autobiografie di pornostar
Monica Repetto
 
GENERI
Il cinema hardcore come campo di differenze
Alessandro De Filippo – Cane Capovolto
La rappresentazione come vita quotidiana: Mature, Olders, Chubby, Big Tits
Giuseppe Giudice
Ti conosco mascherina… la corsa al “fai-da-te” dell’hard-core negli anni Ottanta
Stafano Masi
Bond à part. Nodi, legami e tecniche dell’immaginario fetish
Ivano Mistretta
Come un molesto insetto mutante. Porno trans-femminista e pornografia in transito
Margherita Palazzo
Dallo stag allo star (system). Breve storia della pornografia gay
Andrea Novarin
Po(tere) v(irtuale): l’utopia porno
Aldo Spiniello
 
PORNOWEB
“Move The Island”, il porno del futuro: orizzonti e derive
Danilo Ausiello e Antonio Panariello
O cameretta che già fosti un porno
Sergio Sozzo
 
APPENDICE
Io sono un’attrice, porco mondo
Damiano Damiani