L’inchiesta di Report e le polemiche del giorno dopo

C’era molta attesa per la messa in onda della puntata di Report di ieri sera dedicata ai finanziamenti nel mondo del cinema. Ma l’inchiesta del programma di Rai3 ha davvero dissolto i dubbi? C’è da dire che tanto di questo interesse è stato (sapientemente) alimentato dalla questione Roberto Benigni, già messa sul piatto la scorsa settimana con relativa minaccia di querela del comico. Ad essere stato posto sotto i riflettori è stato l’investimento dell’attore toscano a Terni, dove, dopo il grande successo de La vita è bella, ha deciso di rilevare una fabbrica abbandonata di proprietà del comune per aprire i propri studi cinematografici. Il progetto non è andato a buon fine e i teatri di posa accumulano perdite intorno ad un milione e mezzo di euro che vanno sommati ai cinque che Benigni ha rischiato personalmente di perdere. Ad attenuare questo disastro finanziario è però intervenuta CinecittaStudios, l’impresa di proprietà di Luigi Abete, Aurelio De Laurentis e Diego Della Valle che ha acquisito la società di Terni. Intanto però a Roma gli studi continuano ad accumulare debiti arrivati ad oggi a circa 32 milioni, cosa che non permette loro di partecipare al finanziamento dei prodotti cinematografici italiani sul mercato.

Il succo dell’indagine è proprio questo: il finanziamento dei film italiani è prodotto quasi esclusivamente dai contribuenti con la forma del tax credit esterno. Il sistema, reso legittimo nel 2009, prevede un maxi sconto fiscale del 40% per le aziende che investono su una produzione audiovisiva, reso possibile dalle tasse pagate dai cittadini. Circa cento milioni di sconti sono arrivati per chi ha investito (banche, perlopiù) su film come Amici miei – come tutto ebbe inizio di Neri Parenti, Il ricco, il povero e il maggiordomo di Aldo Giovanni e Giacomo, Cado dalle nubi di Checco Zalone. Fatti questi che sono da anni sotto gli occhi degli addetti ai lavori ma che Report ha voluto sottoporre all’attenzione di un pubblico più ampio. Non tutti sono però convinti che ci sia veramente riuscito. A sollevare la polemica del giorno dopo è stata soprattutto l’omissione da parte del programma dei film di produzione RAI e 01Distribution, le cui acque non sembrano essere poi molto più pulite. Regna così ancora più confusione, tra minacce di querele ed accuse di scarso giornalismo. Questo il LINK per chi volesse recuperare la puntata Che spettacolo! in streaming.