#Locarno70: Pardo d’onore a Jean-Marie Straub

Il regista Jean-Marie Straub, durante la 70esima edizione del Festival di Locarno (2-12 agosto) sarà tributato del Pardo d’onore, da quest’anno sostenuto da Manor, venerdì 11 agosto in Piazza Grande. Un artista da sempre legato alla manifestazione: tra i titoli presentati al Festival ricordiamo il suo primo lungometraggio, Chronik der Anna Magdalena Bach, 1968 in programmazione principale, Antigone, mostrato nel 1992 in Piazza Grande e Kommunisten nel 2014 in Fuori Concorso.
Classe 1933, Straub si è guadagnato l’ammirazione di spettatori e critici attraverso un rigore stilistico e un coraggio di contenuti unico nel suo genere. Dopo gli inizi come assistente di Jean Renoir e Robert Bresson, è riuscito ad occupare un solco nel cinema novecentesco grazie ad una caparbia attenzione verso il reale e le sue varie declinazioni. Servitosi spesso di attori non professionisti, era in grado di trasformarli in veri e propri strumenti dell’immagine. Un cinema anti-spettacolare, dalle forti derive politiche, eppure mai propagandistiche.

Carlo Chatrian, Direttore artistico del Locarno Festival: “Poter premiare l’opera e la figura di Jean-Marie Straub nella 70esima edizione del Festival è un onore particolare. Non solo per lo stretto rapporto che Straub e Huillet hanno avuto con il Locarno Festival, ma soprattutto perché i loro film occupano un posto imprescindibile nella storia del cinema moderno e hanno tuttora un’influenza innegabile su diversi registi. Spesso è stato usato il termine ‘rigore’ per parlare della loro pratica; rivedendo i loro film si sente anche quanta libertà palpita in ogni inquadratura – cosa di cui il cinema “digitale” ha un assoluto bisogno. I film di Straub e Huillet hanno molto da dirci, forse per questo le recenti retrospettive a loro dedicate, nel 2016 al MoMA di New York, al Centre Georges Pompidou di Parigi e a Madrid al Museo Reina Sofia, sono state così bene accolte. La presenza di Jean-Marie Straub a Locarno mi rende particolarmente orgoglioso e sono convinto che il pubblico gli tributerà quell’accoglienza che i grandi registi come lui meritano”