#Locarno71 – Pardo d’onore al regista Bruno Dumont

In occasione della 71esima edizione del Locarno Festival (1 – 11 agosto 2018) verrà consegnato il prestigioso Pardo d’onore Manor – premio assegnato oramai da 28 anni ai più grandi maestri del cinema contemporaneo – al noto cineasta francese Bruno Dumont, il quale sarà presente in Piazza Grande nella giornata del 4 agosto, in occasione della prima mondiale della serie televisiva Coincoin et les z’inhumains.

Classe 1958, originario delle Fiandre, Dumont si è presto imposto come una delle figure più carismatiche del panorama cinematografico internazionale. In oltre venti anni di intensa attività registica, Dumont è riuscito a raccontare – con uno sguardo sempre originale, aspro e rigoroso – il mistero del quotidiano, concentrandosi in particolare sulla natura del male, approfondendone anche l’aspetto più mediocre e banale. Il suo debutto – all’età di 38 anni – risale al 1997, quando realizza il suo primo lungometraggio, La vie de Jésus, girato proprio a Bailleul, sua città natale: il film viene candidato al César come migliore opera prima e ottiene anche la menzione speciale alla Caméra d’or a Cannes (dove viene presentato alla Quinzaine des Réalisateurs), fruttando al regista un grande e immediato successo. Risale al 1999 il suo secondo lavoro, L’Humanité, vincitore del Grand Prix a Cannes, a cui segue il suo primo lavoro fuori dal nord della Francia, Twentynine Palms (2003). Un altro grande successo sarà Flandres (2006), con cui Dumont otterrà il suo secondo Grand Prix cannese. Il cineasta non cessa nel corso degli anni di interessarsi al “mistero”: in Hadewijch (2009) e in Hors Satan (2011) esplora ancora una volta il sacro attraverso l’ordinario. Il 2012 sarà la volta di Camille Claudel 1915 (presentato alla Berlinale del 2013), pellicola che ripercorre la vita dell’omonima scultrice francese, interpretata da una magnifica Juliette Binoche.

In anni più recenti, Dumont si avvicina al mondo della televisione con la serie P’tit Quinquin (2014), trasmessa sul canale ARTE: sarà questa una prima apertura verso un lato di maggiore comicità del suo cinema, che ritroverà anche nel successivo Ma Loute (2016), presentato in concorso al Festival di Cannes, film che mantiene ancora in equilibrio humour e dramma, perso definitivamente con l’ennesima svolta estrema del cineasta, Jeannette, l’enfance de Jeanne d’Arc (2017), storia dalle sembianze musical rock che ripercorre gli anni giovanili di Giovanna d’Arco.

L’ultimo lavoro di Dumont è ancora una volta televisivo: Coincoin et les z’inhumains (presto distribuito nelle sale svizzere e, in seguito, diffuso da ARTE a partire da settembre 2018), che sarà appunto presentato a Locarno il 4 agosto alla presenza del regista. Il Direttore del Locarno Festival, Carlo Chatrian, si è espresso così sull’arte del cineasta francese e sulle ragioni più profonde del premio: «Bruno Dumont è uno dei registi che meglio incarnano il cinema nel XXI secolo. I suoi film hanno profonde radici nella tradizione filosofica, letteraria e cinematografica e al contempo guardano avanti; sono la migliore risposta a quanti dicono che la settima arte non ha più nulla da scoprire.
Saggi sull’uomo, sull’assurdo che abita l’esistenza, ma anche sull’eterno problema del male, i suoi film sono inviti a non abdicare alla riflessione, anche quando il rumore delle immagini intorno si fa assordante. La sua presenza a Locarno sarà occasione per ripercorrere alcune tappe della sua sorprendente carriera, ma soprattutto per scoprire il seguito della serie che aveva infiammato la Quinzaine des Réalisateurs quattro anni fa. Non vedo modo migliore per aprire la Piazza Grande alla serialità, di questa proposta che combina comicità slapstick e discorso politico».

Bruno Dumont riceverà il Pardo d’onore Manor in Piazza Grande la sera del 4 agosto. L’omaggio sarà accompagnato dalla proiezione di una selezione di film della sua carriera. Domenica 5 agosto il pubblico del Festival potrà inoltre assistere a una conversazione con l’autore allo Spazio Cinema.

 

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