Morto Philip Roth

A 85 anni è morto Philip Roth, considerato uno dei più grandi romanzieri americani. Divenne famoso con la raccolta Addio, Columbus e cinque racconti, ma il successo internazionale arrivò per lui con il romanzo Lamento di Portnoy, nel quale esplora la sessualità ossessiva attraverso la storia di un paziente sul lettino dello psicanalista. La sessualità resterà un tema centrale di tutta la sua opera, basti pensare a titoli come Il seno o Il teatro di Sabbath, sempre raccontata con uno stile dissacratorio ed esplicito, ma anche piene di notevole sense of humour. Impossibile non citare, tra i tanti degni di nota, almeno Pastorale Americana e La Macchia Umana, titoli a buon diritto entrati a far parte della storia della letteratura americana. Tra i riconoscimenti ricevuti per la sua attività di scrittore, dal National Book Award al Pulitzer, resta inevaso il Nobel, per il quale è stato candidato numerose volte ma che non è mai stato conferito. Nei cinquant’anni di carriera, il suo lavoro ha influenzato ogni ambito culturale.

Al cinema sono arrivati gli adattamenti di alcuni dei suoi maggiori successi: primo in ordine di apparizione fu La ragazza di Tony di Larry Peerce tratto da Goodbye, ColumbusPoi fu la volta di Se non faccio quello non mi diverto, per la regia di Ernest Lehman ispirato da Portnoy’s ComplaintPassano trent’anni e Robert Benton decide di portare sul grande schermo La Macchia Umana (The Human Stain). Isabel Coixet, regista e sceneggiatrice spagnola, sceglie invece L’animale morente (The Dying Animal) come spunto per le sue Lezioni d’amore. L’Umiliazione (The Humbling) dà invece il titolo all’omonimo film di Barry Levinson del 2014. Ultime trasposizioni cinematografiche in ordine di tempo Indignazione (dal libro Indignation) di James Schamus, e American Pastoral, dal romanzo già citato sopra, primo e per il momento unico lavoro da regista per Ewan McGregor.

 

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