Natale da chef, di Neri Parenti

Cosa resta del ‘cinepanettone’? E cosa resta del cinema di Neri Parenti, che aveva regalato alcune delle più abbaglianti vacanze del filone (Natale in crociera è uno dei più belli), che aveva regalato proprio a Boldi uno dei suoi personaggi più folli (il terzo episodio di Fratelli d’Italia) e che spesso, in una struttura da sketch, portava i personaggi in un vortice quasi slapstick?

Natale da chef non è più il tramonto del celebre sottifilone comico-demenziale. È un reperto-mausoleo dopo la sua fine, ormai concelato e riciclato sulla falsariga delle trasmissioni di cucina (Masterchef ma anche Cucine da incubo) dove compare anche il celebre chef Vissani in un’agghiacciante apparizione.

natale da chef Rocio Munoz Morales Paolo ConticiniGualtiero Saporito (Massimo Boldi) crede di essere un grande chef. Ma ai fornelli cucina solo schifezze. La moglie Beata (Barbara Foria), con cui ha un ristorante, cerca di fare di tutto per scoraggiare la sua ‘creatività’. E dopo che si è giocata il quarto cappello, lo fa fuori. Per lui però arriva un improvviso colpo di fortuna. Il proprietario di una famosa ditta di catering, Furio Galli (Maurizio Casagrande), gli offre il posto di capo cuoco nella squadra che parteciperà alla gara d’appalto per il ricevimento del G7. Il suo disegno è chiaro: vuole una cucina scadente per lasciar vincere così il suo avversario che gli ha promesso di salvarlo dalla bancarotta. Con Gualtiero ci saranno un aiuto-cuoco che non sente i sapori (Biagio Izzo), un sommelier astemio (Dario Bandiera) e una pasticciera che esce dalle torte (Rocío Muñoz Morales).

natale da chef loredana de nardis maurizio casagrandeIl mal di pancia è garantito. Ma non dalle risate. Quelle stanno purtroppo a zero, come un cinema ormai svuotato di tutto, dove resta soltanto l’involucro. Con attori che ormai riciclano da anni le loro espressioni e l’agente Enzo Salvi che sembra arrivato da un film di 10 anni fa. Boldi ha perso quella sua verve. Non rimbalza come il Villaggio del monumentale Ho vinto la lotteria di Capodanno. Si limita a mettere folli ingredienti come il cioccolato fondente dentro la calamarata, prepara con i piedi quando è legato, entra in un gioco di equivoci e malintesi dove si sente il rumore di un giocattolo già rotto che si prova a far rifunzionare inserendo soltanto la spina. Tra maiali che scureggiano con la farina, Conticini che fa un brutto verso a Jerry Lewis, la danza di Carnevale con i potenti della terra (Gentiloni che si sente male in bagno e non apre la porta alla Merkel, Trump che vomita) non arriviamo più a quella bella scorrettezza, alla grottesca deformazione dei vizi di un paese. E le luci di Natale sono solo sulla strada del ristorante e nel titolo. Poi tutto è spento. In questo cinema, purtroppo, non è rimasto più niente. Forse serve solo un montaggio di vecchi spezzoni e non continuare. Oppure smontare e rimontare tutto. Per non renderlo patetico. Ci dispiacerebbe davvero. E mortificherebbe una storia che, quui a Sentieri Sellvaggi, abbiamo seguito sempre con attenzione. A volte stroncato e a volte amato. Ma davanti a Natale da chef ci si sente solo impotenti. Non si è più in grado di fare nulla.

Regia: Neri Parenti

Interpreti: Massimo Boldi, Biagio Izzo, Dario Bandiera, Rocío Muñoz Morales, Maurizio Casagrande, Enzo Salvi, Paolo Conticini, Barbara Foria, Milena Vukotic, Loredana De Nardis, Francesca Chillemi

Distribuzione: Medusa

Durata: 97′

Origine: Italia 2017