Overboard, di Rob Greenberg e Bob Fisher

Kate (Anna Faris) è una donna single, lavoratrice e madre di tre figli. Viene incaricata di badare alle pulizie di uno yacht di lusso appartenente a Leonardo (Eugenio Derbez), un playboy messicano ricco, viziato ed egoista. Dopo aver licenziato ingiustamente Kate, Leonardo cade dalla barca e si sveglia senza ricordare chi sia. Per ottenere un risarcimento, che ha tutte le sembianze di una vendetta, Kate si presenta all’ospedale e convince Leonardo che sono sposati.

Overboard di Rob Greenberg e Bob Fisher è una commedia demenziale, scritta dai registi insieme a Leslie Dixon, che non ha paura di affondare dentro tematiche a volte molto impegnative, l’incontro/scontro tra classi sociali, il lavoro, la famiglia, addirittura dirimenti, in rapporto a qualunque decisione che viene dal cuore, con dei toni leggeri, mai forzati o sopra le righe, in assenza di vere e proprie trovate comiche. Un modo di raccontare molto “americano”, spassoso, per certi versi estremamente intelligente, che balza agli occhi stringendo l’analisi oltre l’apparente disimpegno ed isolando lo sguardo sulla critica verso alcuni stili di vita, convinzioni, appartenenze, che non è meno feroce soltanto perché è suggerita invece che gridata, tantomeno volgare.

Il downgrade di Leonardo nei cortili plebei d’America è la sua evoluzione come uomo, il ragazzo superficiale messo faccia a faccia finalmente con sé stesso e con le responsabilità di adulto che trova, nonostante sia vittima di raggiro, la propria dimensione. Un mondo meno opulento, privo di eccessi e bellezze plastificate, meno ipocrita nell’essere l’immagine vuota di una perfezione, dove la possibilità di rintracciare un senso esistenziale diventa concreta, palpabile. Kate è il sogno americano, tenace, indomito, una donna all’occorrenza anche furba che combatte per assicurare un futuro alle figlie e, forte dell’equivoco, resta travolta, in positivo o in negativo, dagli eventi. Se per Leonardo il cambio di orizzonte è la conseguenza di un incidente fortuito che fa crollare il palazzo principesco, per Kate è una necessità. Il suo ribaltamento, anche se coinvolge ogni sfera del quotidiano, in prevalenza orbita attorno all’aspetto sentimentale che, con l’avanzare della storia, ne ammorbidisce i tratti.

Overboard è il remake di un film di Garry Marshall del 1987, conosciuto in Italia come Coppie alla deriva, interpretato da Kurt Russell, che interpretava un falegname, e Goldie Hawn, una donna dell’alta società, film del quale conserva tutte le trovate comiche, presentandole con un ordine completamente modificato. È un family moderno, in adesione al concetto di famiglia allargata, che del nucleo originale lascia intatta la scelta di raccontare, tra i due campi, il ricco ed il povero, quello dalle linee spontanee e non eccentriche. Con ha un contributo sonoro che, soprattutto nel ricorso alla musica disco latino-americana, pilota i ritmi della narrazione sui binari desiderati. Se il film ha dei problemi è nel rimanere eccessivamente epidermico, nell’impedire, in questa sintesi di ricerca dell’intrattenimento, una immedesimazione profonda con i personaggi principali. Mentre il ricco contorno familiare e lavorativo, tra padri moribondi, sorelle gelose o stralunate, camerieri adoratori di telenovelas ed operai con passione cinematografica distorta non manca certo di originalità.

Titolo originale: id.
Regia:
Rob GreenbergBob Fisher
Interpreti:  Anna Faris, Eugenio Derbez, Eva Longoria, John Hannah
Origine: Usa, 2018
Distribuzione: Eagle Pictures
Durata: 112’

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