Poesia Senza Fine, di Alejandro Jodorowsky

Il periodo lontano dalla regia cinematografica non ha scalfito il Mito di Jodorowsky, che anzi lo ha ramificato e radicalizzato spargendolo tra mille attività, i fumetti la psicomagia e tutto il resto. Considerare il corpus dell’autore come un movimento unico, per quanto impossibile da definire in maniera univoca, ci sembra la chiave più coerente per affrontare un’opera come Poesia sin fin (secondo tassello del racconto autobiografico dopo il fortunato La danza de la realidad), esplosa ed eccentrica, legata probabilmente molto più alla galassia espansa Jodorowsky che semplicemente all’aspetto cinematografico (qui mai tirato apertamente in ballo tra le arti predilette dal “poeta Alejandro”, che sperimenta invece le assi del teatro e del circo).

In un’ottica simile, questa biografia per immagini in progress di fatto si pone come atto fondativo definitivo del culto di Jodorowsky, libro ufficiale di una vera e propria religione che sta cosi costituendo il proprio vangelo di aneddoti allegorici, leggende edificanti, dogmi inattaccabili. E’ un’operazione imponente in cui l’autore sta trasponendo tutti i piani della sua poetica creativa e tutti i mille rivoli del suo eclettismo, difficilmente assimilabile ad una esigenza seriamente narrativa quanto invece ad una chiara tradizione artistica.
Ogni sequenza finisce in questo modo non soltanto raddoppiata, come la frequente presenza in scena dell’Alejandro in carne e ossa al fianco del suo simulacro giovane e fittizio suggerisce apertamente, ma letteralmente moltiplicata per n, affollatissima di figure, movimento e fondali a vista, maschere, cartonati, nani, animali, amori e catastrofi, un procedimento a spirale che finisce per trasformare ogni verso cantato in un verso urlato.

Quanto urla infatti questa poesia senza fine, quanto rumore fa la memoria immaginaria di Jodorowsky, e i suoi ricordi ritoccati attraverso lo sguardo sempre vertiginoso di Christopher Doyle! Come nell’arte del racconto orale, ognuna di queste “storielle” potrebbe essere riraccontata, rivisitata all’infinito e risultare ogni volta diversa, arricchita di nuovi particolari e colori, inedita.
Jodorowsky mette in atto dunque una sorta di autoremix, rimasterizzazione di un intero immaginario/repertorio a cura dell’autore stesso, di cui è facile intravedere pericoli, dubbi e punti critici: e però l’afflato testamentario sembra passare anche attraverso una specie di propaganda d’artista proprio per fare i conti con i demoni del proprio passato, parlare con il se stesso da ragazzo e con la sua testa calda, in grado di combinare disastri con la ragazza del migliore amico e collega di versi, e soprattutto pronunciare all’ombra del padre quelle parole di confessione e perdono che Alejandro non è mai stato in grado di dirgli dal vivo, avendolo salutato prima di partire per la Francia con l’astio di un conflitto che appariva insanabile.
E’ vero allora, la poesia in prima persona di Jodorowsky è prima di tutto una danza estetica e compiaciuta della propria ostinata unicità, ma al contempo pulsa sottopelle di una sensibilità struggente, di una necessità prepotentemente intima e contagiosa.

Titolo originale: Poesia sin fin
Regia: Alejandro Jodorowsky
Interpreti: Brontis Jodorowsky, Adan Jodorowsky, Pamela Flores, Jeremias Herskovits, Kaori Ito
Distribuzione: Mescalito Film
Durata: 128′
Origine: Cile, Francia, 2016

Le sale italiane che proiettano il film:

Roma fino al 24 gennaio al cinema Apollo Undici

Milano dal 18 gennaio al Cinema Beltrade

Prato fino al 21 gennaio al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci

Firenze fino al 23 gennaio al Cinema Odeon (Firenze)

Bologna fino al 23 gennaio al Cinema Nosadella

Cagliari fino al 25 gennaio alle 21:00 al Cinema all’Alkestis

Lanciano fino al 24 gennaio al CiakCity Cinema

Padova oggi alle 21:00 al Cinema Lux

Ancona 22 gennaio alle 21:30 al Cinema Italia

Modena 22 gennaio alle 21:00 al Teatro Victoria

Bergamo 23 gennaio alle 21:00 al Cinema Capitol Multisala

Brescia 23 gennaio alle 20:30 al NUOVO EDEN

Mestre 23 gennaio alle 16:30, 18:45, 21:00 al Cinema DANTE

Livorno 25 gennaio alle 21:30 al Cinema Grattacielo

La Spezia 29, 30 e 31 gennaio al Cinema Il Nuovo, La Spezia

Spoleto 31 gennaio alle 20:30 al Cinéma Sala Pegasus

Napoli 8 febbraio alle 21:00 al Teatro Galleria Toledo Napoli – Materiali Contemporanei

Civitanova dall’8 all’ 11 febbraio alle 21:30 al Cinema Conti

Catania 12 febbraio alle 18:00 e alle 21:00 al King Multisala Cinestudio

Perugia 13 febbraio alle 21:30 al PostModernissimo

Como 23 aprile alle 21:00 al Cinema-Teatro Gloria