President Agent Orange! A Tribe Called Quest infuocano i Grammy

Lo scorso 12 febbraio si è svolta la premiazione dei Grammy Awards 2017. La serata statunitense dedicata ai premi musicali ha visto il trionfo della cantante britannica Adele, vincitrice di 5 Grammy fra cui quello per il Miglior Disco con il suo album 25. Dopo aver ringraziato, la cantante ha letterealmente diviso a metà un premio, dicendo di volerlo dividere con la rivale Beyoncè, da lei definita la cantante della mia vita. Ed è stata proprio Solange Knowles, sorella dell’artista di Lemonade, a introdurre l’epica performance politica oltre che musicale del gruppo rap A Tribe Called Quest. Il gruppo esibendosi in un medley di canzoni ha iniziato con Award Tour, continuando con Can i Kick It per arrivare poi a Moving backwards.

Ma proprio sull’inizio delle note di We The People,  Busta Rhymes ha ringraziato il Presidente Donald Trump. L’ha ringraziato per il male che ha perpetuato e che sta continuando a perpetuare negli Stati Uniti, chiamandolo con l’appellativo President Agent Orange. Ricordiamo che Agent Orange è il nome in codice che l’esercito degli Stati Uniti usava per chiamare il defoliante irrorato in gran parte del Vietnam del Sud durante la Guerra del Vietnam. In una sola definizione Donald Trump è un uomo dal colorito decisamente strambo e un acido che sta corrodendo il paese.

Finalmente il gruppo inizia a cantare We The People urlando forte nei microfoni e un muro di pietre dietro le loro spalle viene distrutto. Da lì fuoriescono i migranti banditi…una donna che indossa l’hijab ascolta silenziosamente, intanto sul palco salgono altre persone marciando a testa alta. Un uomo dai lineamenti scuri e intensi dei messicani, un ragazzo vestito in modo da ricordare le conturbanti fattezze arabe. Intanto il gruppo rap alza il pugno verso il cielo ricordando e celebrando il saluto delle Pantere Nere. Chiudendo la performance al grido di “Resist!

Continuano come ondate di rivolta le insurrezioni nel mondo dell’arte contro il nuovo Presidente degli Stati Uniti. Poco tempo fa la protesta del Moma, che accanto alla Notte Stellata di Van Gogh e alla Danza di Matisse ha esposto quelle di altri grandi artisti provenienti dai paesi banditi dal Muslim Ban. E ancora il discorso ai Golden Globes di Meryl Streep. Solo per dirne due fra le tante. E fra questi spicca alta l’esibizione del gruppo black che ieri ha infuocato i Grammy Awards.

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