Racconti di vita da red carpet, da #Venezia73 a #RomaFF12

La vita da red carpet è una vita di sfarzi e lussi dove per quegli intensi minuti nei quali i piedi calpestano il rosso tappeto, si è sotto i riflettori mediatici di tutto il mondo e si gode di attimi di fama, di occhi e obiettivi fotografici puntati. Questo se fossimo noi gli attori, però. Perchè per una persona qualunque come me e te, affrontare il ‘Rosso’ è un’avventura ben più travagliata e particolare. Non sempre si riesce a vedere da vicino il proprio idolo e ottenere da lui o lei un autografo e una foto, che sia per una mancata conquista della prima fila o per una poca accondiscendenza da parte del vip oltre la barricata. E poi ci sono quelle eventualità in cui il surreale prende il sopravvento sul razionale, ossia quando è l’organizzazione a dar vita a ‘svarioni da carpet’, scatenando le ire degli highlander nelle prime file e non solo.

E’ accaduto recentemente durante la dodicesima edizione della Festa del Cinema di Roma, che vantava tra gli ospiti illustri star del calibro di David Lynch, Ian McKellen e Jake Gyllenhaal. Ed è stato proprio quest’ultimo a vestire i panni della vittima e carnefice da carpet. Ma andiamo con ordine; l’attore americano, idolatrato da ambo i sessi di tutto il mondo, avrebbe dovuto presenziare al red carpet romano la sera del 28 Ottobre e, un po’ curiosamente, anche una seconda volta il giorno successivo nel pomeriggio. Per me e le altre persone abituate alla vita da carpet, suonava strano che un attore sfilasse due volte in due giorni distinti per promuovere lo stesso film, ma ci siamo fidati degli organizzatori della Festa. Inutile dire che è stato un errore ma anche a questo ci arriveremo. Come da programma, la sera del 28 è filata liscia, io non ero presente perchè avevo deciso di presentarmi il giorno dopo, ma da quanto è stato raccontato il red carpet con Jake Gyllenhaal si è svolto abbastanza bene tra foto, autografi, interviste e i soliti bodyguard esagitati. “Bene così, se questo è l’andazzo allora sarò tutto positivo anche domani”, pensai. Altro grave errore.

Jake Gyllenhaal

Arrivato all’Auditorium, dove si svolge l’evento, intorno alle 11:00 della fresca mattina, faccio la solita amicizia con le persone già presenti instaurando un rapporto pacifico, scambiandoci i contatti social, e chiacchierandoci per ore e ore facendo passare velocemente il tempo fino alle fatidiche 17:00. Ora in cui Jake Gyllenhaal sarebbe dovuto apparire. “Sarebbe”, esatto. Dopo tutte quelle ore in piedi, a mantenere il posto in prima fila e a fare a turni per andare in bagno e prendere da mangiare, dopo quindici minuti passati rispetto all’orario programmato, scende sul Rosso l’organizzazione della Festa del Cinema di Roma per dare a tutti i presenti una notizia tutt’altro che piacevole: Gyllenhaal non si sarebbe presentato. Tutti i nostri dubbi sulla questione del doppio carpet, furono in quel momento confermati. A poco sono poi servite le scuse e i dispiaceri da parte dello staff nel tentativo di giustificare il tardivo avviso nei confronti di gente che per ore e ore aveva atteso invano il proprio idolo.

Venezia Animali Notturni

Fortunatamente non tutti i red carpet vengono per nuocere, poichè in passato io, come tanti altri, ho ottenuto grandi soddisfazioni dagli eventi singoli, come la premiere di un film, e soprattutto dalla celebre Mostra del Cinema di Venezia, Ambientato nel caldo cuore del Lido di Venezia, questo evento ospita da anni film e star di grande calibro e l’organizzazione è sempre stata tale da permettere a tutti di non trovarsi mai in situazioni spiacevoli e riuscire a trarre il meglio dalle prime file del Rosso e, nel caso di chi volesse partecipare anche alle proiezioni, dai film in programma. Lì la situazione è ben più calma e distesa, essendo il Lido una zona non facilmente “avvicinabile” sia per una questione di distanza che economica. La vita da red carpet è perciò ben più fruibile e serena, spesso esente da affluenze ingenti e disagi. Jake Gyllenhaal stesso fu ospite due anni fa al Festival per il suo film Animali Notturni e quel giorno tutto filò liscio come l’olio. Arrivai nei pressi della bramata prima fila attorno alle 14, con il passaggio dell’attore previsto cinque ore dopo. Fortunatamente di persone ce n’erano poche, per i ‘problemi geografici’ poco sopra elencati, e con i pochi presenti oltre a me formammo una mini Justice League volta a divertirci nell’attesa e a rendere più piacevole e civile il futuro momento dell’arrivo dell’ospite con conseguente rischio di spintoni e gomitate provenienti da dietro. Giunta la sera, il cast del film americano diretto da Tom Ford si è presentato ed è stato accolto calorosamente dai noi del pubblico che, in cambio, abbiamo ottenuto foto e autografi coronando al meglio un’esperienza partita bene e finita splendidamente.

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