Revenge, di Coralie Fargea

Il titolo ha poco da nascondere: Revenge è un revenge movie in tutto e per tutto. Una ragazza arriva con l’amante nel deserto del Marocco. Lì lo raggiungono due compagni di caccia di lui, si invaghiscono tutti della bella bionda superficiale, uno di loro la violenta e per paura che lei distrugga le loro vite decidono per un gesto estremo. Quello che però non avevano calcolato è che anche le bamboline da rivista sanno uccidere. Tre uomini contro una sola donna, quindi. O meglio tre uomini contro quella che sembra essere una provocante modella per tutto il film. Proprio da qui si può partire per parlare dei pregi di questa piccola sorpresa diretta da Coralie Fargea: la trasformazione femminile da vittima e carnefice, per una volta, non passa per la virilizzazione del corpo di una donna. Dal cult Kill Bill al recente Mad Max: Fury Road, non si può infatti certo negare che per far spazio al desiderio vendicativo di sangue spesso non si sia sacrificata la femminilità di un corpo, a volte deturpato, a volte avvicinato troppo alle fattezze maschili. Revenge invece lascia che la bellezza di Matilda Lutz seduca ed inganni, che sia sempre in primo piano per rendere ancora più efficace la metafora della sopravvivenza. Il bel corpo viene (letteralmente) spezzato, eppure l’attaccamento alla vita mantiene vivo il desiderio di sopravvivere a tutti i costi.

In questo gli uomini non sono diversi dagli animali e la regista lo sottolinea con apposizioni di sequenze naturaliste all’interno di un montaggio frenetico che si prende lo spazio ed il tempo per respirare solo quando invita lo spettatore a riflettere. Riflettere certamente sugli istinti animaleschi umani, ma anche sullo stato di potere che deriva dalla fisicità individuale e dalla potenza del branco. Lo scontro in cui prevale il più forte, e che quasi sicuramente non è la donna. Si isolano le coscienze di personaggi, di cui si sa poco e niente, e si riduce tutto al grado 0 dell’evoluzione. Un terreno quindi fertile per l’action che può crescere ed espandersi verso lo splatter da fiotti di sangue senza il dovere di fare i conti con una storyline complessa, volutamente evitata e tenuta a bada solo da essenziali linee guida.

Tra queste non si può certo ignorare quella che vuole la protagonista una ragazza da “vado a Los Angeles così qualcuno mi noterà”, per poi perdere quasi la vita per le troppe attenzioni mentre la sua maglietta da fan dell’american style programmaticamente brucia. Oppure quella che inevitabilmente propende a disegnare i confini tra sensualità ed invito allo stupro, facendo tornare in mente movimenti femministi recenti nati quando il film era già nei circuiti festivalieri. Come a dimostrazione che certe riflessioni erano già tutte dei topoi delle argomentazioni di genere, senza il clamore del titolo da prima pagina. Al solito, sta tutto nel come ci si inserisce in un discorso e questo Revenge ha trovato sicuramente una dialettica giusta, tra vero intrattenimento e sguardo accattivante.


Titolo originale: id

Regia: Coralie Fargea
Interpreti: Matilda Lutz, Kevin Janssens, Vincent Colombe, Guillaume Bouchède, Jean-Louis Tribes
Origine: Francia, 2017
Distribuzione: Koch media
Durata: 108′

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