#RomaFF11- Matt Dillon racconta il suo prossimo film su El Gran Fellovè

Nessuno mi aveva mai chiesto di essere presidente“. Questa la frase di apertura di Matt Dillon quando oggi ha incontrato i giornalisti alla Festa del Cinema di Roma 2016. L’attore americano è il presidente del Premio Camera D’Oro Tao Due per la miglior opera prima e seconda, nella sezione Alice nella Città. La giuria è composta dall’attrice Anna Foglietta, dai registi Gabriele Mainetti e Claudio Giovannesi, dalla produttrice Camilla Nesbitt e dagli sceneggiatori di Non Essere Cattivo, Giordano Meacci e Francesca Serafini.

Matt Dillon ha parlato del suo ruolo da presidente raccontando di come, per sopravvivere nel mondo del cinema è importante non scordare le proprie origini e imparare a non fare confronti con gli altri attori e registi:” Questo mi porta a riflettere sul mio ruolo qui. Ovviamente si faranno dei confronti fra i film del concorso ma è importante ricordare che il film andrà scelto nella sua auenticità, che è quello che io cerco in un film. È una bellissima sezione soprattutto perché questo è un premio che aiuterà ad andare avanti chi ha appena iniziato con il mestiere di regista. Mi sento anche in empatia perché io sono alla seconda opera..”

L’attore ha raccontato qualcosa del suo prossimo progetto da regista (dopo City of Ghosts), un documentario sul cantante afrocubano Francisco Fellové Valdes detto El Gran Fellové.Il lato che mi piace di più del lavoro del regista è quello di poter esplorare argomenti che trovo interessanti e che mi appassionano. Nel 1999 avevo già girato del materiale riguardante questo cantante ed ho deciso di riprenderlo in mano.” Matt Dillon ha scelto di raccontare la storia di Francesco Fellové perché è un grande appassionato di musica ma anche perché è una storia sull’importanza delle origini: “El Gran Fellove era un povero cubano de l’Avana che è riuscito a superare le avversità…io sono fortunato ad essere un attore e proprio per questo devo ricordare la strada che ho percorso per arrivare fin qui”

Concludendo l’attore ha parlato dei 12 film in concorso e ha raccontato di aver accettato subito:In realtà all’inizio mi era stato detto che ce ne erano solo 8. Il fatto è che odio stare per troppo tempo in sala. Mi avevano chiesto di fare il giurato ad un festival in Brasile…stare in chiusi in sala con fuori la foresta Amazzonica!!! No, a parte questo, devo dire che sono rimasto colpito dal livello qualitativo dei film, che è altissimo. Sto imparando molto…”