#RomaFF12 – C’est la vie di Toledano & Nakache nella selezione ufficiale

Per il matrimonio di Pierre e Helena, Max, un esperto organizzatore di matrimoni, è responsabile dell’organizzazione. Deve chiamare una squadra di camerieri, trovare cuochi, un fotografo (Guy), un’orchestra e un animatore (James), gestendo le esigenze e i problemi di ciascuno, ma anche i suoi. La cerimonia avrà luogo in un favoloso castello poco distante da Parigi e loro avranno il compito di rendere la serata indimenticabile. Presentato nel Gala di chiusura del Festival Internazionale di Toronto lo scorso 16 Settembre, C’est la vie (Le sens de la fȇte), alla Festa di Roma (26 ottobre – 5 novembre) inserito tra i titoli della selezione ufficiale, è un film di gruppo, corale.

Continua dunque il connubio artistico tra i due registi francesi Eric Toledano e Olivier Nakache, una collaborazione giunta ormai al sesto lungometraggio scritto e girato insieme, un percorso di condivisione baciato dal successo soprattutto nel 2011 con il film The Intouchables (Quasi Amici) uno dei più grandi successi al box office in Francia, a cui ha fatto seguito Samba (2014). 

In un calendario dove tutto è perfettamente pianificato, ed ogni contrattempo rischia di trasformare un momento di felicità in un disastro e creare il caos, clima perfetto per una commedia dell’equivoco of course, la struttura narrativa racconta i preparativi che vanno avanti tutta la notte, nei panni di coloro che lavorano dietro le quinte, camerieri, cuochi, etc..ed immancabilmente tutto quello che non dovrebbe accadere, accade.

 L’intento dichiarato dei due registi è tornare alla commedia pura, un sorta di ritorno alle origini, con un’articolazione del testo che lo renderebbe adatto ad essere rappresentato in un teatro. Nel cast insieme a personaggi noti al grande o piccolo schermo, professionisti come Jean-Pierre Bacri (in un ruolo che gli è stato cucito appositamente addosso), Gilles Lelouche et Jean-Paul Rouve che hanno avuto un percorso più autoriale,  sono affiancati una schiera di persone meno conosciute od emergenti. Proprio dagli attori, dai loro volti e corpi è nato il film durante la scrittura, essendo la stessa fisionomia fonte primaria d’ispirazione, con un risultato che è un rimando immediato della sequenza da ottenere sullo schermo, una specie di body storyboard.