#RomaFF12 – Metti una notte. Incontro con Cosimo Messeri e il cast

Avrei saputo farlo solo così: portando tutto il mio bagaglio di visto e vissuto“. Metti una notte è l’esordio alla regia di Cosimo Messeri, genitori fiorentini, ma un legame profondo con Roma, come intuibile da una serie di fotogrammi che ne provano l’affezione: “Per me Roma è l’unica città vivibile; mi accontento di poco, dal bar in periferia ad un albero. C’è sempre una sorpresa dietro l’angolo“. Un debutto singolare, una commedia molto vicina alle fabbricazioni anni trenta, basti notare l’omaggio al genere slapstick, ma anche ad una comicità precedente, quella del muto, e a prodotti nostrani più recenti. “Naturalmente pensavo a Landis (Tutto in una notte), ma pure a Chaplin. Sono abbastanza fermo ad un certo tipo di cinema. Da piccolo mia madre mi faceva vedere quei film in VHS, quindi non potevo mai parlare dei cartoni giapponesi con i miei amici. Per quanto riguarda l’incontro tra i protagonisti in Metti una notte, mi sono ispirato allo slapstick e a quel tipo di atmosfere magiche“. Il regista, figlio d’arte, è stato abituato a celebri presenze già dall’infanzia e la dedica del film a Carlo Mazzacurati e Paolo Poli parla chiaro: “Li ho conosciuti da piccolo, due persone molto diverse, uno fiorentino-libertino, l’altro veneto e un po’ chiuso. Mio padre lavorava con loro e capitò di averli a cena. Essendo scomparsi da poco, mi è venuto naturale omaggiarli, anche se forse meritavano una dedica più seria (ride)”.

Messeri interpreta Martino, un entomologo formatosi in Svizzera, che nel giorno del rientro in Italia si imbatte nel suo primo amore, Tea, conosciuta alle elementari. Quella notte lo zio gli chiede di fare da babysitter alla figlia di amici, omettendo che dovrà badare anche all’eccentrica nonna di lei, Amanda Lear. I tre verranno trascinati in una serie di incontri onirico-surreali proprio a causa di Tea, invischiata col crimine. A tutto si aggiunge l’ex babysitter, interpretata da Cristiana Capotondi, e il giusto falling in love.

Lear, da dieci anni assente dal piccolo schermo italiano, ha parlato del suo ritorno nel Bel Paese e della collaborazione con Messeri: “Lulù è una tipa molto divertente, beve, fuma, è una mitomane. Mi affascinava il suo essere sempre ottimista e gioiosa, cosa che io non sono perché tendo sempre a vedere il negativo. Diciamo che mi piacerebbe essere come lei. Lasciai la tv italiana perché non vi trovavo più interesse. Mi sono trasferita in Francia, faccio molto teatro, ho recitato in diversi film, cinque-sei commedie, fra cui uno con Gerard Depardieu“.

Cristiana Capotondi, alla Festa del Cinema lo scorso anno con 7 minuti di Placido, è stata incuriosita dal cinema di Messeri per la sua capacità di costruire diversi mondi in un singolo film: “Il primo pensiero è stato come faccio a rimanere sveglia di notte (la maggior parte degli esterni sono in notturna) visto che mi definisco un animale diurno. In ogni caso, quel che propone Cosimo è un cinema nuovo; la sua è una scrittura elegante, che porta una ventata di originalità“.