#RomaFF12 – Presentato il programma di Alice nella città

Giunta alla 12a edizione Alice nella città, sezione autonoma dedicata a famiglia e new generation prevista dal 26 Ottobre al 5 Novembre, ed inserita all’interno del cartellone della Festa del Cinema di Roma, presenta un programma molto ricco, 50 all’incirca i titoli previsti tra quelli in Concorso, Fuori Concorso, Panorama Italiano ed Internazionale e ad eventi collaterali. La selezione come di dovere privilegia i racconti che mettono al centro i ragazzi, focalizzando l’attenzione sul rapporto che intercorre con la famiglia, nelle sue ormai mille pieghe, e porterà sullo schermo dei caratteri molto forti, riprendendo l’assunto delle fiabe, e con una forte tendenza sullo sguardo femminile, la cui presenza avrà un ruolo di primo piano.

Altra tematica centrale è il rifiuto dei ragazzi di restare all’interno delle regole, la loro voglia di mettere tutto in discussione ingaggiando il pubblico una relazione al di là dei limiti dell’età, una richiesta intergenerazionale di scambio per favorire la comprensione reciproca. Un modo di superare il salto temporale ed affrontare la mutazione, dei corpi ma non solo, scivolando nel divenire attraverso storie sempre più complesse per descrivere la realtà in una fase della vita dove niente può essere dato per acquisito ma tutto deve essere passato al setaccio della ribellione.

Passando al Concorso quello che immediatamente si nota è l’assenza di film italiani, cosa che conferma tra le altre cose un’attenzione internazionale molto maggiore verso un mondo impossibile da trascurare quale embrione del futuro, ma che in Italia appare sclerotizzata ed orientata altrove. Un buon numero di film sono opere prime e seconde, Menina di Cristina Pinheiro, End of Summer di Quan Zou, And then i go di Vincent Grashaw, Dreams by the Sea di Sakaris Stórá, The Changeover di Miranda Harcourt e Stuart McKenzie, Giants don’t exist di Chema Rodriguez rientrano in questa categoria. Tra questa sezione e le altre che compongono la manifestazione tanti i titoli degli autori emergenti. A completare la griglia dei titoli compresi in concorso Porcupin Lake di Ingrid Veninger, Please stand by di Ben Lewin, Tomorrow and thereafter di Noemi Lvosvsky e The best of all worlds di Adrian Goiginger. Per gran parte si tratta di anteprime internazionali ed europee.

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The Breadwinner, 2017

 

Ad aprire la kermesse sarà The Breadwinner di Nora Twomey, tratto dal best selling novel di Deborah Ellis, la storia di Paryana, una bambina di 11 anni sotto il governo dei Talebani, che si traveste da bambino e mescola l’animazione e l’impegno.

Nei film Fuori concorso oltre a Beyond the Sun, film voluto da Papa Francesco, grandi aspettative sono riservate su Capitan Mutanda di David Soren e su Mazinga Z Infinity di Junji Schimizu. Nei Special Event spazio tra gli altri ai The Jackal che portano Addio fottuti musi verdi ed a Paddington 2 di Paul King nel cui cast figura Hugh Grant. Prevista a Roma anche la presenza di Orlando Bloom per Romans di Ludwig e Paul Shammasian.

Per la sezione Panorama con ben 11 titoli, di cui svelati soltanto 10 per il momento, menzioniamo Brigsby Bear di Dave Mccary già proiettato al Sundance e passato per Cannes (Certain Regard), Blue my mind di Lisa Bruhlmann che partendo dal complicato processo di crescita che coinvolge la quindicenne Mia cerca di raccontare un’adolescenza selvaggia a base di sesso e droghe, My friend Dahmer di Marc Meyers, storia di un impacciato e timido adolescente destinato a diventare un famigerato serial killer tratto da una graphic novel di Derf Backderf. Oltre ai 9 lungometraggi, Panorama Italia riserva una fetta importante ai cortometraggi, ben 12. Io sono qui di Gabriele Gravagna, documentario che affronta il tema delicato dell’immigrazione, Guarda in alto di Fulvio Risuleo, labirintico viaggio sui tetti di Roma, Si muore tutti democristiani alcune delle opere presentate.

Blue my mind, 2017

Blue my mind, 2017

Completano l’ampio programma di Alice il Premio Taodue, territorio di caccia per la migliore opera prima o seconda la cui giuria sarà composta da 7 tra attori registi e produttori e sarà capitanata da Trudie Styler, produttrice di fama mondiale e nota anche come moglie della rockstar Sting, il Premio Lux Young, un progetto sviluppato all’interno del Liceo Amaldi di Roma, dove i ragazzi tra un carnet di titoli passati negli anni precedenti ne hanno selezionati 12 tra i quali verrà decretato un vincitore, una nicchia per le Serie Tv, Skam su tutte, teen drama norvegese arrivato alla ribalta internazionale per la novità e la freschezza dell’esposizione, le Working class, solo due per il momento, ma il numero è destinato ad aumentare, con Orlando Boom e Dakota Fanning, ed infine le iniziative di Every child is my child, una compagnia nata da un gruppo di artisti o semplici cittadini e che ha concentrato attualmente il suo sguardo sulla Siria e  le conseguenze della guerra chimica. Proprio ad Every child is my child è riservata quest’anno la sigla del festival, dei bambini che corrono in ogni dove, che sarà mandata prima di tutte le proiezioni ufficiali programmate all’Auditorium Parco della Musica, al Cinema Admiral ed al Liceo Edoardo Amaldi.

QUI il programma completo dell’edizione.

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