Sámi Blood, di Amanda Kernell

L’esordio cinematografico di Amanda Kernell ci addentra in una storia di emancipazione femminile durante il colonialismo svedese del XX secolo che vide la popolazione làppone oggetto di discriminazioni sotto una vera e propria ideologia razziale. Attraverso il desiderio di libertà di Elle Marja, ragazzina appartenente alla comunità sámi e cresciuta tra allevatori di renne, indagheremo il suo sogno di normalità e diritti: invitata a frequentare una scuola dedicata alla sua ‘razza’ e privata di ogni speranza verso un futuro più congeniale a lei, Elle Marja deciderà di fuggire e tentare ogni via possibile per dimostrare al mondo che la sua dignità e volontà non possono trovare freno in alcuna etichetta. Anche a costo di disconoscere le sue stesse origini.

Se il dolore è un elemento che caratterizza indubbiamente la sinossi di Sámi Blood, questo diviene anche un oggetto palpabile che carica di profonda emotività la pellicola con estrema e tangibile forza. Un’opera prima di indubbio valore che nella tragicità di un racconto pregno di empatia e durezza trova la sua punta di diamante nella grande interpretazione di Lene Cecilia Sparrok, un volto che esplode di una compostezza tanto ponderata quanto dilaniante in ogni attimo di vivida drammaticità.
I Sámi, antichi abitanti dell’estremo Nord svedese, sono un popolo legato ai riti sciamanici e di profonda spiritualità. La Madre Terra, fonte della loro cultura, è il principio della loro esistenza a cui si dedicano tra le meravigliose valli che li avvolgono. Allevatori di renne, la loro lingua e i loro canti fanno riferimento alla vastità dei profondi laghi che li circondano e al loro freddo scenario di un paradiso di boschi sconfinati.LeneCeciliaSparrok_preview.jpeg
Elle Marja non disprezza tutto questo ma sente il diritto di poter conoscere nuove realtà, una vita che le possa dare la possibilità di scelta, di decisione, di crescita. Condizioni che negli anni Trenta, dove lo studio antropologico si coniava di certificazioni razziali, non erano neanche pensabili per una ragazza appartenente ad una popolazione considerata inferiore e biologicamente non capace di vivere in una società ‘normale’. Tanto che le iniziali speranze che Elle Marja nutriva nella scuola si disintegrano dopo pochi step con una serie di umiliazioni profonde e laceranti che le fanno intuire la sua unica possibilità per evadere da un mondo che non vuole suo: la fuga e la rimozione, la totale negazione delle sue radici. Un viaggio pieno di ostacoli che la porterà nuovamente a scontrarsi con le sue origini, tanto palesi nel suo volto. Uno scontro ripetuto che rinnoverà sempre più quel senso di diniego e protesta, tanto da portarlo in grembo (quasi) per tutta la vita.

La Kernell firma il suo debutto con una pellicola di sublime eleganza che incanta e devasta l’animo. Scenari di sconfinata bellezza si alternano al dramma di un’esistenza sofferta e mutilata, tramutando il dolore in una forma di furioso coraggio che acceca e rapisce.


Titolo originale: Sameblod

Regia: Amanda Kernell
Interpreti: Lene Cecilia Sparrok, Mia Erika Sparrok, Maj Doris Rimpi, Julius Fleischandrl, Olle Sarri, Hanna Alström
Durata: 110′
Origine: Svezia, 2017

Distribuzione: CineMAF e CineClub Internazionale Distribuzione

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