Sarah Paulson: Marcia Clark ai #GoldenGlobes2017

I Golden Globes di due notti fa hanno visto la vittoria di The People v. O.J. Simpson: American Crime Story come miglior miniserie, e dell’interprete Sarah Paulson, nei panni della procuratrice Marcia Clark, come Miglior Attrice.
Classe 1974, Sarah Paulson nasce a Tampa in Florida, e dopo il divorzio dei genitori cresce con la madre fra Brooklyn e il Maine. A Manhattan frequenta l’American Academy of Dramatic Arts e la High School of Performing Arts e debutta a Broadway con The Sister Rosenweig, una commedia di Wendy Wassertein che racconta la storia di tre sorelle ebree e della loro vita.

Il primo debutto davanti la macchina da presa avviene invece nel 1994 con la serie crime Law & Order – I due volti della giustizia, e nella primavera successiva recita nella serie Friends at Last, con Kathleen Turner nei panni di una donna che affronta il divorzio. Da qui la Paulson si consolida come attrice televisiva, appare in moltissime serie da Jack & Jill Nip & Tuck, da Grey’s Anatomy a Desperate Housewives. Riceve anche due candidature ai Golden Globes, una per Game Change (serie tv sulla corsa alle presidenziali fra John McCain e Barack Obama), e un’altra per  Studio 60 on the Sunset Strip (serie tv ideata da Aaron Sorkin, che racconta il dietro le quinte di un programma televisivo notturno).

ahs_201-sc18_0226Diventa infine presenza fissa nella serie antologica American Horror Story creata da Ryan Murphy (che la rivorrà in American Crime Story) dove ricopre un ruolo diverso in ogni stagione. Ma è con American Horror Story: Asylum che diventa un volto noto al pubblico, interpretando Lana Winters, giornalista che s’introduce sotto copertura in un ospedale psichiatrico.

Nel cinema la Paulson ha sempre avuto ruoli prettamente marginali e quasi mai da protagonista. È stata la figlia lesbica di Diane Keaton in Un amore speciale (1999), accanto a Juliette Lewis, attrice protagonista nei panni di una ragazza affetta da handicap che si innamora per la prima volta. Ma anche Annie, la segretaria di Mel Gibson laureata con ottimi voti, in What Women Want. Ha recitato in film indipendenti come La Fuga di Martha, presentato al Sundance nel 2011 e a Cannes nella sezione Un Certain Regard. Negli ultimi anni infine l’attrice è comparsa in film dai grandi titoli come 12 anni schiavo di Steve McQueen o nel più recente Carol di Todd Haynes (dove interpretava l’ex amante e amica di Cate Blanchett).

interview-sarah-paulson-talks-12-years-a-slaveIn un’intervista l’attrice ha raccontato della sua interpretazione di Maria Epps, la moglie di Edwin Epps, il terribile proprietario terriero di 12 anni schiavo: “Steve mi ha dato un’immagine perfetta per interpretare al meglio Maria, ossia quella di immaginarmi come una di quelle bamboline che si mettono sulle torte. Dovevo stare quasi immobile per tutto il film, e questo restituiva la crudeltà e l’inamovibilità del mio personaggio. A me non interessa quanto siano orribili e deplorevoli le azioni del personaggio che interpreto, o quanto vengano mal giudicate dallo spettatore. Per me è fondamentale restituire il personaggio nel modo più veritiero possibile. Se vivessi in relazione a quello che ci si aspetta da me, vivrei in catene.

Da qui l’attrice ha parlato della sua discussa relazione con l’attrice Holland Taylor, che ha trent’anni più di lei. Ma indipendentemente dai pettegolezzi, ci sembra molto più importante soffermarci sulla sua carriera in piena rampa di lancio, come dimostrato anche dal suo ultimo film Blue Jay, il titolo originale Netflix, in cui l’attrice è coprotagonista affianco a Mark Duplass.