Science+Fiction – Festival Internazionale della Fantascienza

 

Science+Fiction
FESTIVAL DELLA FANTASCIENZA
EDIZIONE DIECI
TRIESTE 11-14 NOVEMBRE 2010
Multiplex Cinecity – Torri d’Europa
 
10 ANNI DI SCIENCE+FICTION
 
Science+Fiction – Festival Internazionale della Fantascienza nato a Trieste nel 2000, festeggia quest’anno il suo decennale. L’edizione numero dieci della manifestazione – dedicata all’esplorazione dei mondi del fantastico, dei linguaggi sperimentali e delle nuove tecnologie nelle produzioni di cinema, televisione, arti visive e dello spettacolo – si svolgerà a Triestedall’11 al 14 novembre 2010.
 
Il Festival è organizzato dal centro ricerche cinematografiche La Cappella Underground con la collaborazione e il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale Cinema, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Provincia di Trieste, Comune di Trieste, Camera di Commercio di Trieste, Fondazione CRTrieste e Università degli Studi di Trieste.

 

Science+Fiction è strutturato attorno a una formula multidisciplinare: cinema, fumetto, letteratura, televisione saranno anche quest’anno al centro di un programma che si svolgerà principalmente al Cinecity Multiplex di Trieste (Torri d’Europa). Il cinema sarà come sempre il cuore della kermesse, con prestigiose anteprime di genere science fiction, fantasy e horror, e tre concorsi internazionali. Filmakers indipendenti da tutto il mondo si contenderanno il premio Asteroide per il miglior film lungometraggio di fantascienza. Inoltre Science+Fiction, nuovo membro italiano della European Fantastic Film Festivals Federation, dedicherà al cinema fantastico europeo due sezioni competitive: il concorso per la nomination al Méliès d’Oro come miglior cortometraggio e quella per il premio Méliès d’Argento al miglior lungometraggio. Completeranno il palmarés il premio Nocturno Nuove Visioni per un opera europea particolarmente significativa per il rinnovamento del cinema di genere; e il premio del pubblico di Science+Fiction.

 

E quest’anno largo spazio sarà dedicato proprio al cinema di fantascienza del Vecchio Continente. Fra i titoli della selezione ufficiale, la space-opera di produzione svizzera Cargo di Ivan Engler e Ralph Etter; le speculazioni sul tema dell'immortalità del tedesco Transfer di Damir Lukatevic; il fanta-horror francese Djinns di Hugues e Sandra Martin; il primo film di animazione in CGI dalla Serbia Technotise di Aleksa Gajic. E ancora, gli zombie teutonici di Rammbock di Marvin Kren; la fantapolitica di Norwegian Ninja di Thomas Cappelen Malling; la variazioni dark sul tema di Babbo Natale di Rare Exports: A Christmas Tale del finlandese Jalmari Helander; e Dharma Guns, rivisitazione del Mito di Orfeo e Euridice del cineasta e musicista francese F.J. Ossang. Spazio anche a due film indipendenti italiani, con gli incubi mentali e virtuali di Quam di Mario D’Anna, e con le ossessioni di un filmakers in forma di sketch-book cinematografico in Krokodyle di Stefano Bessoni. La panoramica proporrà inoltre alcuni grandi film di coproduzione internazionale, come il blockbuster del regista belga Jaco Van Dormael Mr. Nobody, con Jared Leto e Diane Kruger; la sci-fi-comedy Cold Souls, con Paul Giamatti nella partre di se stesso, opera prima della francese Sophie Barthes; i mondi surreali di Symbol del comico giapponese Hitoshi Matsumoto; e il thriller orientale Les Nuits Rouges Du Bourreau De Jade (Red Nights) dei francesi Julien Carbon e Laurent Courtiaud con la starlet hongkonghese Carrie Ng. E un evento speciale sarà dedicato al film di animazione Cattivissimo Me, al centro di una Masterclass che vedrà protagonista il triestino Mitja Rabar, senior character animato alla MacGuff di Parigi.

 

La Selezione di cortometraggi fantastici europeiEuropean Fantastic Shorts in collaborazione con l’EFFFF – sarà finalizzata anche quest’anno alla nomination per il Miglior Cortometraggio Fantastico Europeo, in vista dell’assegnazione del prestigioso Méliès d’Or. Tredici i cortometraggi finalisti, a cui si aggiungono alcuni titoli fuori concorso.

 

Il Presidente della Giuria Internazionale sarà quest’anno il maestro del fantastico italiano Lamberto Bava, autore di indimenticabili incubi cinematografici come Macabro (1980) e Demoni (1985) ma anche prolifico regista televisivo, per serie come Alta Tensione e Fantaghirò. E a Trieste il regista presenterà in anteprima nazionale uno dei film tv della sua nuovissima serie Mediaset Sei passi nel giallo: l’episodio Presagi è girato e ambientato a Malta e ha per protagonisti Andrea Osvart e Craig Bierko.

 

Sul versante televisivo, la sezione Tv Sci-fi offre un’anticipazione di due fra le migliori serie per il piccolo schermo attualmente in onda. In collaborazione con Sci Fi, sarà proiettato Spiral, tredicesimo e ultimo episodio – ancora inedito – della serie americana Haven, tratta da un altro piccolo capolavoro di Stephen King, il romanzo Colorado Kid. Sempre dagli USA, in collaborazione con Fox Italia, arrivano i primi due episodi di TheWalking Dead, miniserie scritta e diretta da Frank Darabont (Il Miglio Verde, Le Ali della Libertà, tre volte candidato all’Oscar) tratta dall’omonima serie di fumetti di Robert Kirkman.

 

Tra i programmi speciali, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia- Cineteca Nazionale è previsto un omaggio per ricordare Antonio Margheriti. Si potranno rivedere al festival alcune tra le sue più memorabili space-opera degli anni Sessanta, come Space Men, I diafanoidi vengono da Marte e I criminali della galassia. Maestro del cinema di genere italiano, nel 2000 Margheriti fu il primo ospite di Science+Fiction, e al tributo a lui dedicato farà da corollario una tavola rotonda con la partecipazione di Edoardo Margheriti, che ha seguito sui set cinematografici le orme del padre, e Ruggero Deodato, che lavorò con Margheriti a inizio carriera proprio nel ciclo dei film spaziali noto come “Quartetto Gamma Uno”. L’esplorazione della fantascienza made in Italy, al centro anche del dossier di NocturnoCinema di questo mese, proseguirà durante il festival con la proiezione di due film capostipite come La morte viene dallo spazio di Paolo Heusch e il capolavoro di Mario Bava Terrore nello spazio, ma anche con il cult degli anni Settanta Starcrash di Luigi Cozzi.

 

Sul fronte della letteratura, Giuseppe Lippi, curatore della rivista Mondadori Urania, presenterà a Trieste i prossimi due numeri della collezione: Shi Kong – China Futures, prima antologia della fantascienza cinese tradotta dalla lingua originale; e Lazarus, il romanzo vincitore del premio Urania 2009, di Alberto Cola, alla presenza dell'autore.

 

Infine, i rapporti tra cinema e scienza saranno esplorati all’interno di una sezione organizzata con ARPA FVG – LaREA nell’ambito dell’iniziativa UNESCO per la Settimana di Educazione allo Sviluppo Sostenibile che avrà come tema di quest'anno la Mobilità. Tre i documentari in programma: No Impact Man, di Laura Gabbert e Justin Schein, racconta il tentativo dello scrittore americano Colin Beavan di vivere per un anno a impatto ecologico zero; Who Killed the Electric Car? del filmmaker Chris Paine esplora la nascita, la limitata commercializzazione e la successiva sparizione dell’automobile elettrica negli USA; Auto*Mat del ceco Martin Marecek, propone alcune soluzioni alternative all’automobile nella città di Praga. I film saranno introdotti dal giornalista e divulgatore scientifico Roberto Rizzo, che a Trieste presenterà anche il suo ultimo libro: Guida all’auto ecologica (ed. Ambiente, 2010).

 

 

Ufficio Stampa Science+Fiction_10
Festival Internazionale della Fantascienza di Trieste
Cristina Borsatti – tel. +39.347.9340720
Per info: +39 040 3220551

 

 

 

 

 

10 anni di Science+Fiction sono un traguardo importante. Non soltanto per noi organizzatori e per il nostro pubblico; non soltanto per Trieste, tornata a farsi largo nel panorama delle manifestazioni dedicate al fantastico dopo lunghi anni di assenza; ma soprattutto per quel cinema di fantascienza che costituisce l’oggetto d’indagine del festival. Nel corso di questi anni Zero, il cinema si è profondamente trasformato, sia nelle dinamiche produttive che nelle forme di fruizione, fortemente modificate dal violento impatto con le nuove tecnologie. Abbiamo assistito a una continua espansione del settore SF così come del fanta-horror, improvvisamente diventati accessibili anche a filmakers e produzioni con budget ridotti o non proprio colossali, grazie all’uso della CGI e a una buona dose di immaginazione speculativa; parallelamente sono emerse opere di SF anche da paesi normalmente lontani da questo filone. Il programma è ampiamente rappresentativo di queste tendenze. Vi troverete la prima space-opera svizzera Cargo; il fanta-horror francese Djinns; la sci-fi-comedy americana Cold Souls; il primo film di animazione computerizzata dalla Serbia Technotise; gli zombie teutonici di Rammbock; le variazioni dark sul tema di Babbo Natale del finlandese Rare Exports; le riflessioni sulla clonazione del tedesco Transfer. E ancora, con i detour a cui il festival è ormai solito, la fantapolitica di Norwegian Ninja; i mondi surreali del nipponico Shinboru; il thriller franco/orientale Red Nights. Tutte opere prime e seconde, che animeranno la selezione ufficiale Neon con i suoi tre concorsi, incluso quello per gli eurofantacorti. Ma la panoramica offre anche alcuni outsider, come il blockbuster di Jaco Van Dormael Mr. Nobody o lo sperimentale Dharma Guns di FJ Ossang. E c’è spazio anche per l’Italia, con i lungometraggi indipendenti Quam e Krokodyle; e l’anteprima del film tv Presagi di Lamberto Bava, presidente della Giuria Internazionale.
Quest’anno la retrospettiva è intitolata Italiani nello spazio: e in particolare il nostro omaggio va ad Antonio Margheriti, che fu il primo ospite prestigioso del festival. Grazie alla collaborazione della Cineteca Nazionale, rivedremo SpaceMen (colonna sonora di Lelio Luttazzi) e i film del “quartetto Gamma Uno”. Per ricordare questo grande artigiano del nostro cinema, saranno con noi Edoardo Margheriti, che ha seguito le orme paterne nel mondo dei set, e RuggeroDeodato, che con lui esordì come aiuto regista. Tra i capisaldi del genere, si vedranno poi su grande schermo La morte viene dallo spazio di Paolo Heusch e Terrore nello spazio di Mario Bava, da un racconto di Renato Pestriniero e sceneggiatura di Alberto Bevilacqua e di Callisto Cosulich. Ma l’esplorazione è ulteriormente approfondita in un dossier monograficodel magazine mensile Nocturno.
Passiamo alle dolenti note. Mai come quest’anno è stato complicato lavorare al festival. Paradossalmente, dieci anni dopo, la manifestazione si ritrova a fare i conti con lo stesso budget che La Cappella Underground aveva ottenuto per l’edizione inaugurale del 2000. Ovviamente i tempi sono cambiati, il festival è cresciuto enormemente, così come le aspettative e le ambizioni. Dopo un’edizione di successo come quella dello scorso anno, si era pronti per un salto di qualità; invece è arrivata la crisi, con i conseguenti e dolorosi tagli dei finanziamenti da parte degli Enti, che hanno inevitabilmente determinato una riduzione nel nostro programma. “Tutto andava bene, fino a quando arrivò la Grande Crisi…”: sembra l’incipit di un romanzo di SF. Avremmo voluto celebrare degnamente il decennale di Science+Fiction, con degli ospiti internazionali all’altezza di quelli giunti a Trieste nelle edizioni precedenti: perché possiamo ricordare con un pizzico di orgoglio che in questi anni abbiamo portato in città Neil Gaiman, Dario Argento, John Landis, Carlo Rambaldi, Terry Gilliam, Moebius, Joe Dante, Roger Corman, Christopher Lee… Non ci sono quest’anno le condizioni, finanziarie e non solo, per gestire la presenza di personalità del genere, e il premio Urania alla carriera non sarà assegnato: peccato, poiché ci sono in Europa e oltreoceano altri grandi artisti del fantastico che aspettano soltanto che l’invito a Trieste sia loro rinnovato. Nonostante i risultati raggiunti e la vitalità del settore, il festival rischia concretamente di scomparire. Sarebbe un grave errore se Trieste perdesse per una seconda volta una manifestazione così ricca di potenzialità e di idee. Alla politica chiediamo di fare le dovute considerazioni. Anche sulla base del rispetto per il nostro pubblico, che da dieci anni ci segue con rinnovato e crescente interesse e passione.
 
La Cappella Underground
 
 
 
 
OMAGGIO AD ANTONIO MARGHERITI
il figlio Edoardo racconta che per anni, dopo aver girato il quartetto di Gamma 1, Antonio ha conservato caschi spaziali e modelli di astronavi in solaio. Era orgoglioso di quelle costruzioni, scrupolosamente modellate sui progetti di Wernher von Braun degli anni Cinquanta e spinte da una propulsione a fiamma di acetilene. Da notare che Margheriti aveva già diretto due film di fantascienza nel 1960 e 1961, Space Men e Il pianeta degli uomini spenti, adottando lo stesso tipo di navi, scafandri, caschi da pilota supersonico e tute d’argento. Si era costruito, in altre parole, una storia futura corente e organica sul piano visuale, in cui rientra anche la quadrilogia della stazione Gamma 1. Quei sei film potrebbero essere considerati come la storia dei Primi italiani nello spazio, ed è in questo spirito – ricorrendo il 150° anniversario dell’unità nazionale – che ne riproponiamo al pubblico il segmento più corposo e recente” (Giuseppe Lippi).
 
A ottant’anni dalla sua data di nascita a Roma, a cinquanta dalla realizzazione di Space Men, il suo primo film, il primo di una lunga serie dedicata alla fantascienza, Science+Fiction non poteva non ricordare il Maestro Antonio Margheriti. Tra i programmi speciali, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale la decima edizione di S+F gli dedica un omaggio. Si potranno rivedere sul grande schermo alcune tra le sue più memorabili space opera degli anni Sessanta, come Spacemen, e i titoli della quadrilogia di Gamma 1. Maestro del cinema di genere italiano, nel 2000 Margheriti, in arte Anthony Dawson, inizialmente Anthony Daisies, fu il primo ospite di Science+Fiction. Si presentò a Trieste un signore elegante, tranquillo, dall'aspetto pacifico e dai modi estremamente gentili. Era, e resterà sempre, uno di quei grandi personaggi che hanno fatto l’epoca pionieristica del cinema fantastico italiano.

 

Programma:
 
Space Men
(Italia, 1960, b/n, 98’) di Antonio Margheriti
Anno 2000, la conquista dello spazio è ormai divenuta una realtà. Basi spaziali in orbita intorno alla Terra e su altri pianeti del Sistema Solare aprono la strada agli esploratori di nuovi mondi. Roy Peterson, un giovane reporter, viene inviato sulla stazione orbitante BZ-88 per scrivere un articolo sugli "Spacemen", uomini addestrati a vivere nello spazio a bordo di astronavi.
Margheriti realizza in questo film la sua prima contaminazione di generi mescolando il clima fantascientifico a quello del western, del film avventuroso e pionieristico. Il film fu prodotto da Turi Vasile e Goffredo Lombardo per la Titanus che, vedendo l'ottimo risultato, fece un grosso lancio a livello nazionale. Funzionò soprattutto il seguente slogan pubblicitario: "Nessuna scena di questo film si svolge su quel pianeta del Sistema Solare conosciuto col nome Terra". Ottime furono anche le vendite all'estero, specialmente nel mercato americano, dove riscontrò il favore del pubblico. Splendide le musiche di Lelio Luttazzi.
 
I Criminali della Galassia
(Wild, Wild Planet, Italia, 1965, b/n-colore, 93’)di Antonio Margheriti
In un'epoca futura non meglio determinata, un’ondata di sparizioni inesplicabili mette in allarme le autorità. L’ufficiale Mike Halstead scopre che le persone scomparse hanno avuto a che fare con uomini e donne dotati d'una forza incredibile e dei quali s'ignora la provenienza.
 
"In orbita a migliaia di chilometri dalla Terra, Gamma Uno, la più lontana delle stazioni spaziali, segna il confine invisibile dell'espansione dell'uomo nell'Universo". Con questa scritta iniziava il primo di quattro film di fantascienza, realizzati da Antonio Margheriti per il mercato televisivo statunitense. I film, prodotti dalla Società americana Mercury Film International, per conto della Metro Golwyn Mayer, sarebbero divenuti poi noti con il nome di "Quartetto Gamma Uno". La serie riuscì talmente bene che la Metro Goldwyn Mayer decise di lanciarla sul mercato cinematografico americano prima dello sfruttamento in quello televisivo. In Italia, invece, i film vennero distribuiti dalla Titanus ed uscirono a breve distanza uno dall'altro con discreto successo.
 
I Diafanoidi vengono da Marte
(War of the Planets, Italia, 1965, b/n-colore, 97’) di Antonio Margheriti
Il tenente Dubois, di ritorno da un volo spaziale, viene attaccato da migliaia di corpuscoli luminescenti che lo catturano unitamente al suo equipaggio. Analoghe invasioni da parte di questi strani esseri, che per la loro trasparenza vengono subito chiamati col nome di Diafanoidi, si verificano in due satelliti artificiali. In seguito a questa situazione, i responsabili dei voli spaziali incaricano Mike Halstead di scoprire la natura degli aggressori e di prendere opportune misure di difesa.
 
I Diafanoidi vengono da Marte, secondo episodio della saga di "Gamma Uno", era un film destinato a diventare famoso fin dal titolo stesso, che avrebbe ispirato il poeta Allen Ginsberg mentre si recava da Firenze a Milano, e fermandosi a San Gimigniano avrebbe notato il manifesto del film di Antonio Margheriti e, arrivato a Milano, avrebbe aggiunto alla sua poesia "Pentagon Exorcism" un verso significativo: "…Physical slavery to diafanoid chinese cosmic-eye Militar Tyranny…".
 
Il Pianeta Errante
(Planet on the Prowl, Italia, 1965, b/n-colore, 91’) di Antonio Margheriti
Un misterioso pianeta, uscito dalla sua orbita, provoca terremoti e cataclismi e si avvicina alla Terra a grande velocità, con il pericolo di una collisione e quindi di una completa distruzione. Ad evitare tale catastrofica eventualità, Roy Jackson, Doubrowsky ed altri, tra cui una ragazza di nome Terry, a bordo di una astronave, riescono ad individuare il pianeta e a sbarcarvi per mezzo di scooter spaziali.
 
Nel terzo film del "Quartetto Gamma Uno" avviene un importante cambio della guardia tra i protagonisti. Tony Russell viene rimpiazzato da Jack Stuart (Giacomo Rossi Stuart) e Lisa Gastoni da Ombretta Colli. Rispetto al suo predecessore, in questo film Margheriti cura con maggior attenzione l'atmosfera tesa e angosciosa vissuta dai protagonisti per il pericolo di distruzione della Terra.
 
La Morte viene dal pianeta Aytin
(Snow Devils, Italia, 1965, b/n-colore, 91’) di Antonio Margheriti
Una stazione meteorologica situata sull'Himalaya viene attaccata e distrutta misteriosamente. Le autorità interessate incaricano il comandante Jackson di indagare sulla tragedia. Nello stesso periodo intanto, avvengono altri preoccupanti fenomeni: al polo i ghiacci si fondono e le acque fanno salire il livello del mare provocando inondazioni e sciagure. Jackson, raggiunge la zona in cui la stazione meteorologica è stata attaccata e scopre l'esistenza degli Aytians, esseri metà uomini e metà bestie provenienti da un altro pianeta.
 
La Morte viene dal Pianeta Aytin è il quarto e conclusivo film della serie "Quartetto Gamma Uno".
Il tentativo di mutare le condizioni climatiche del nostro pianeta per adattarlo alla vita degli invasori, sarà un tema usato più volte in seguito nel cinema di fantascienza e, una trama precognitiva di Antonio Margheriti sul futuro del pianeta: l'innalzamento della temperatura globale ed il conseguente scioglimento dei ghiacci del polo, con le catastrofi naturali ad esso correlate. Una trama che ormai non suona più fantascientifica.
 
 
ITALIANI NELLO SPAZIO
 
Non è a Maurizio Cheli o Umberto Guidoni che intendiamo riferirci in questa sede, e nemmeno ai loro colleghi Franco Malerba, Paolo Nespoli o Roberto Vittori, unici italiani ad aver portato la bandiera tricolore oltre la stratosfera. Stiamo invece parlando di un altro sparuto e spavaldo manipolo di connazionali, cineasti e/o artigiani del cinema i quali hanno avuto osato avvicinarsi a un genere che la nostrana industria della celluloide sembra non aver mai né digerito né metabolizzato: la fantascienza, e in special modo quel filone che va sotto l’etichetta di space opera” (Giovanni Mongini/Daniele Terzoli).
 
Nell’ambito di una retrospettiva che avrà come nucleo centrale l’omaggio ad Antonio Margheriti, Science+Fiction proverà a fare il punto su un territorio del made in Italy cinematografico ampiamente trascurato, quello del sci-fi italiano, ricco invece di originali prototipi capaci talvolta di anticipare le intuizioni dei migliori film di genere hollywoodiani. E’ vero, la nostra fantascienza nasce farsesca, quella di Mattoli o di Corbucci, ma già nel 1958, ll’Italia può vantare la creazione del suo primo vero film di fantascienza, per la regia di Paolo Heusch: si intitola La morte viene dallo spazio. Questo titolo, e altri, arricchiranno il programma speciale con una rassegna dedicata alla storia della fantascienza nostrana, partendo da un periodo aureo come furono gli anni sessanta per arrivare alle incursioni culti dei Settanta. Appartenente all’anno di grazia della fantascienza italiana, il 1965 della quadrilogia di Gamma 1, potrà essere rivisto sul grande schermo Terrore nello spaziodi Mario Bava, molto liberamente tratto dal racconto “Una notte di 21 Ore” di Renato Pestriniero, ancora oggi, probabilmente, il miglior film italiano nel genere. Risplenderà una volta ancora Starcrash – Scontri stellari oltre la terza dimensione (1978), una delle incursioni sci-fi più interessanti di Luigi Cozzi alias Louis Coates.
 
 
Programma:
 
La morte viene dallo spazio
(Death from outer Space, Italia/Francia, 1958, 35 mm, b/n, 58) di Paolo Heusch
La storia comincia con il lancio dall'Australia di un razzo autoalimentato in accordo fra USA, URSS e Gran Bretagna. Qualcosa però va storto e l'astronauta MacLaren è costretto ad abortire la sua missione e fare ritorno alla Terra mentre il resto della flotta procede per colpire il Sole, innescando una mastodontica esplosione che provoca una pioggia di asteroidi sulla terra causando dei grossi sconvolgimenti climatici.
 
La caratteristica principale è l'eccellente fotografia di Bava. Il film di Heusch ha iniziato il genere della fantascienza horror italiana, che ha prodotto poi uno capolavori di maggior impatto visivo degli anni '60, Il Pianeta degli Uomini Spenti di Margheriti (1961). Una versione inglese del film di Heuschè stata curata da William DeLane Lee.
 
Terrore nello spazio
(Planet of the Vampires, Italia/Spagna, 1965, 35 mm, colore, 90’) di Mario Bava
Mentre è impegnata nelle misurazioni del pianeta Aura, una delle navicelle della flotta di Sullivan svanisce ed è costretta ad atterrare in uno strano campo gravitazionale. Si scopre presto che gli incorporei abitanti del pianeta hanno attirato la navicella per rubare i corpi degli astronauti e lasciare così il pianeta.
 
La regia di Bava è avvincente e il mondo alieno prende vita quasi per magia dalla flebile nebbia pastellata e dalle rocce di cartongesso. Allo stesso modo, nella scena della resurrezione dei tre astronauti morti, che escono dalle loro futuristiche lapidi nei loro sudari di poliestere, l'immobilità della camera di Bava crea un terrificante senso di minaccia. Il risultato è un trionfo dell'immaginario pulp, incasellato in una trama più volte saccheggiata dalla storia del cinema hollywoodiamo. Basti pensare allo script di Alien di Ridley Scott e alle sue evidenti analogie con la sceneggiatura firmata da Mario Bava, Alberto Bevilacqua, Antonio Roman e Callisto Cosulich.
 
Starcrash – Scontri stellari oltre la terza dimensione
(Italia, 1978, colore, 35 mm, 92’) di Luigi Cozzi
Stella Star è una contrabbandiera intergalattica che, con il suo compagno alieno Akton, viene catturata da una specie di polizia galattica e condannata ai lavori forzati. L'imperatore della galassia la rilascia orinandogli però di catturare il malvagio conte Zarth Arn che ha costruito una specie di enorme arma apocalittica che vuole usare per distruggere l'universo, dopo aver rapito Simon, lo stravagante figlio dell'imperatore.
 
La recitazione è elementare e gli effetti speciali sono poco speciali, ma la direzione a rotta di collo di Cozzi è sorprendentemente affascinante.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
LAMBERTO BAVA
PRESIDENTE DELLA GIURIA INTERNAZIONALE
A presiedere la prestigiosa giuria che decreterà il vincitore del Premio Asteroide per il miglior film lungometraggio di fantascienza, sarà quest’anno Lamberto Bava, autore di indimenticabili incubi cinematografici degli anni Ottanta come Macabro e Demoni, ma anche prolifico regista televisivo, per serie come Alta Tensione e Fantaghirò. E a Trieste Lamberto Bava presenterà in anteprima nazionale uno dei film tv della sua nuovissima serie Sei passi nel giallo: l’episodio Presagi è girato e ambientato a Malta e ha per protagonisti Andrea Osvart e Craig Bierko. In Giuria, accanto a Lamberto Bava, anche lo scrittore e regista F.J. Ossang e Mitja Rabar, giovane tecnico dell’animazione originario di Trieste.
 
Questi i membri della Giuria Internazionale (Premio Asteroide) nel dettaglio:
 
Lamberto Bava
Lamberto Bava è nato il 3 aprile 1944 ed è il terzo di un’importante generazione filmmakers italiani. Dopo aver collaborato per quindici anni con il padre Mario come assistente alla regia e sceneggiatore Lamberto Bava ha lavorato sempre come assistente alla regia con Dario Argento e Ruggero Deodato. Passa quindi alla regia, debuttando con Macabro, poi di passare al timone di altre opere tra cui La casa con la scala nel buio, Le foto di Gioia e Demoni. Dal 1987 lavora con continuità per la televisione.
 
F.J. Ossang
Nato nel 1956, François-Jacques Ossang è uno scrittore e regista. Ha scritto e diretto quattro cortometraggi e tre lungometraggi, tra cui L'affaire des divisions morituri (1984), Le Trésor des Îles chiennes (1991) e Docteur Chance (1998). È anche cantante nel gruppo di MKB Fraction Provisoire, che ha prodotto a partire dal 1981 nove album, così come le colonne sonore dei suoi film precedenti. Ha pubblicato una dozzina di libri, tra cui “Génération néant” (1993), “Les 59 jours” (1999), “W.S. Burroughs” (2007).
 
Mitja Rabar
Mitja Rabar è un animatore di film di animazione italiano. Nato a Trieste dove ha mosso i suoi primi passi, si è spostato sempre più verso il mercato nazionale e internazionale. Si è occupato di video musicali, spot, videogiochi e cortometraggi, specializzandosi sempre più nel settore dell’animazione. Attualmente lavora come Senior Character Animator presso la Mac Guff Ligne a Parigi su The Lorax, film di animazione per gli Universal Studios che vedrà la luce nel 2012. L’ultimo film a cui ha lavorato, Cattivissimo Me, è tra i dieci film di animazione ad aver venduto di più in tutta la storia del cinema.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
GIURIA PER IL PREMIO MÈLIÈS
Science+Fiction, nuovo membro italiano della European Fantastic Film Festivals Federation , dedichera al Cinema Fantastico Europeo due concorsi: la competizione la Nomination al Méliès d’Oro per il Miglior Cortometraggio e quella per il Premio Méliès d’Argento al miglior lungometraggio. La Giuria sarà composta da Edoardo Margheriti, regista cinematografico e televisivo e curatore di effetti speciali, il regista Ruggero Deodato e il produttore, autore ed editore Daniel Ortolan.
 
Questi i membri della Giuria (Premio Méliès) nel dettaglio:
 
Edoardo Margheriti
Figlio del regista Antonio Margheriti, terminati gli studi inizia a collaborare proprio con il padre in qualità di aiuto regista e curatore degli effetti speciali, attività in cui si distingue negli anni realizzando effetti speciali per molte produzioni e molti registi. Nel 1989 esordisce alla regia con due film d’azione per il mercato statunitense: Black cobra II e Manila Connection.
Nel 2009 è ritornato alla regia con due film Tv per Mediaset: Negli Occhi dell’Assassino e La Donna Velata.
 
Ruggero Deodato
Nato nel 1939 Ruggero Deodato inizia a lavorare nel cinema nel 1959 come aiuto regista di Roberto Rossellini sul film Il generale Della Rovere. Nel 1968 esordisce alla regia, realizzando negli anni oltre trenta tra film e miniserie televisive. Specializzato in film d'azione e horror, raggiunge nel 1980 l'apice del successo con il film ipercensurato che fece parecchio scalpore: Cannibal Holocaust. Nella sua carriera Ruggero Deodato ha usato diversi pseudonimi, tra cui: Roger Franklin, Roger Drake e Roger Rockfeller.
 
Daniel Ortolan
È attivo da oltre venticinque anni nel campo dei film e dei media. Autore di articoli e libri in tutto il mondo,lavora come consulente, produttore ed editore per varie compagnie cinematografiche e audiovisive di fama internazionale. Conosce molto bene il mercato ed è responsabile di varie edizioni internazionali di film cult introvabili. È promotore di una comunicazione intelligente attraverso i film.
 
 
NEON – CONCORSO E FUORI CONCORSO
Neon, come ogni anno, raccoglie la selezione ufficiale di titoli di Science+Fiction: Fuori Concorso, e film in competizione. Al centro della decima edizione di Science+Fiction, nella sezione Neon, il Concorso Internazionale assegnerà al miglior lungometraggio il Premio Asteroide. Inoltre, quest’anno largo spazio sarà dedicato proprio al cinema di fantascienza del Vecchio Continente. Nuovo membro italiano della European Fantastic Film Festivals Federation, Science+Fiction dedichera al cinema fantastico europeo altri due concorsi: la nomination al Méliès d’Oro per il miglior cortometraggio e il premio Méliès d’Argento al miglior lungometraggio. La European Fantastic Film Festivals Federation, ha invitato Trieste a raggiungere i festival maggiori (Amsterdam, Bruxelles, Espoo, Leeds, Lund, Neuchatel, Sitges) fra le manifestazioni che ogni anno aggiudicano il premio per il miglior film fantastico realizzato nel vecchio continente, e Science+Fiction risponde con una selezione che allarga il panorama dei film in selezione ufficiale oltre i confini della fantascienza. La sezione Neon - selezione ufficiale del festival, proporrà inoltre una panoramica sulle più recenti produzioni nei settori della science fiction, del fantasy e dell’horror, attraverso una serie di titoli fuori concorso. Grandi titoli direttamente dagli schermi nazionali e internazionali o inediti, in collaborazione con le maggiori distribuzioni italiane ed estere, ma anche produzioni indipendenti già acclamate nel circuito dei maggiori festival internazionali.
 
Appartengono alla selezione ufficiale – Concorso (Asteroide e Méliès) dodici titoli: la space-opera di produzione svizzera Cargo di Ivan Engler e Ralph Etter; il fanta-horror francese Djinns di Hugues e Sandra Martin; il primo film di animazione in CGI dalla Serbia Technotise di Aleksa Gajic E ancora, gli zombie teutonici di Rammbock di Marvin Kren; la fantapolitica di Norwegian Ninja di Thomas Cappelen Malling; e la variazioni dark sul tema di Babbo Natale di Rare Exports: A Christmas Tale del finlandese Jalmari Helander. L’’horror di Stefano Bessoni Krokodyle; il surreale giapponese Symbol del comico giapponese Hitoshi Matsumoto; il fanta-thriller tedesco Transfer di Damir Lukatecic. La panoramica proporrà inoltre alcuni grandi film di coproduzione internazionale, come il blockbuster del regista belga Jaco Van Dormael Mr. Nobody, con Jared Leto e Diane Kruger; la sci-fi-comedy Cold Souls con Paul Giamatti, opera prima della francese Sophie Barthes, e il thriller orientale Les Nuits Rouges Du Bourreau De Jade (Red Nights) dei francesi Julien Carbon e Laurent Courtiaud con la starlet hongkonghese Carrie Ng.

 

Tra i titoli Fuori Concorso, sarà possibile vedere Dharma Guns, rivisitazione del Mito di Orfeo e Euridice, di F.J. Ossang; un raro esempio di fantascienza italiana dei nostri giorni, con gli incubi mentali e virtuali di Quam di Mario D’Anna; e la sorprendente animazione dell’americano Cattivissimo me, al centro di una Masterclass che vedrà protagonista l’animatore triestino Mitja Rabar.
 
 
Programma:
 
Cargo
(Svizzera, 2009, colore, 35mm, 120') di Ivan Engler e Ralph Etter (Asteroide/Méliès)
A seguito di un collasso ecologico globale, la maggior parte della popolazione della Terra vive di sovraffollate stazioni spaziali orbitanti. L’unica speranza di salvezza è Rhea, un pianeta paradisiaco lontano cinque anni luce che però è proibitivo da raggiungere. Laura Portman, una giovane dottoressa, si unisce all'equipaggio della nave da carico Kassandra per un viaggio di quattro anni verso la Stazione 42, nella speranza di guadagnare abbastanza soldi per mandare la sorella Arianne su Rhea.
 
Ivan Engler and Ralph Etter sono entrambi di nazionalità svizzera. Engler ha lavorato nel campo della pubblicità, ha diretto il cortometraggio Nomina Domini e nel 1998 ha fondato una sua personale casa di produzione. Etter è membro del collettivo In-halt e ha diretto cortometraggio fra i quali Loose Contact.
 
Cattivissimo Me
(Despicable Me 3D, Francia / USA, 2010, colore, 95’, v.o.) di Pierre Coffin, ChrisRenaud (Fuori Concorso/Masterclass)
In un ridente quartiere fuori città, circondato da steccati bianchi e cespugli di rose in fiore, si erge una casa nera, su un prato desolato. Ad insaputa del vicinato, dietro questa casa, c'è un grande rifugio segreto. Lì, in mezzo a un piccolo esercito di schiavi, scopriamo Gru (doppiato da Steve Carell), che sta progettando il più grande colpo della storia del mondo: rubare la luna! (si, proprio la luna!) Gru adora ogni genere di misfatti. Armato di un arsenale di razzi che restringono o congelano, e di veicoli in grado di combattere via terra e via aria, Gru travolge e conquista tutto ciò che trova sulla sua strada. Ma tutto questo cambia il giorno in cui si imbatte nella forte determinazione di tre ragazzine orfane, che vedono in lui qualcosa che nessun altro ha mai visto prima: un potenziale papà.
 
Masterclass:
Incontro con Mitja Rabar(senior character animator,MacGuff Parigi)
 
Cold Souls
(USA, 2009, colore, 35 mm, 101') di Sophie Barthes (Asteroide)
Nel mezzo di una crisi esistenziale, Paul, un famoso attore americano subisce un collasso emotivo. Incappa così nel "Soul Storage", un laboratorio privato che offre un sollievo al fardello della sua anima. Paul decide di liberarsi del suo "insopportabile peso dell'essere" e si fa estrarre l'anima per scoprire che ha la forma e le dimensioni di un cecio. Dopo la difficoltà di vivere senza un'anima, noleggia quella di un presunto poeta russo, che lo introduce in un universo onirico.
 
Sophie Barthes è cresciuta nel Sud America. Nel 2000 si è trasferita a New York per iscriversi alla Columbia University Graduate School of International & Public Affairs. Cold Souls è stato ammesso al January ‘07 Sundance Screenwriters Lab e al June ’07 Sundance Directors Lab. E' stata nominata da Filmmaker magazine una delle “25 New Faces of Independent Film” per il 2007.
 
Dharma Guns
(Francia/Portogallo, 2009, colore-b/n, 35mm, 93’) di François-Jacques Ossang (Fuori Concorso)
Il film inizia con un incidente di sci nautico: una ragazza, Délie, è alla guida di un motoscafo che traina un giovane, Stan, sugli sci d’acqua. I due stanno tentando di superare i propri limiti, quando avviene lo schianto. Dopo il grave incidente, Stan si sveglia dal coma e scopre che alcuni genealogisti cercano qualcuno la cui identità corrisponde alla sua. Senza porsi alcuna domanda sull’eredità ricevuta, il giovane sottoscrive il lascito del Professor Starkov e parte alla volta di Las Estrellas. DharmaGuns rivisita il mito di Orfeo e Euridice in lotta con la tirrannia del Dio-Tempo…
 
François-Jacques Ossang, nato nel 1956, è scrittore e regista. Ha scritto e diretto quattro cortometraggi e tre lungometraggi, tra cui L’Affaire des Divisions Morituri (1984), Le Trésor des Iles Chiennes (1991) e Docteur Chance (1998). Ha pubblicato una dozzina di libri, tra cui “Génération néant” (1993), “Les 59 jours” (1999), “W.S. Burroughs” (2007).
 
Djinns
(Francia, 2010, colore, 35 mm, 103’) di Hugues Martin e Sandra Martin (Asteroide/Méliès)
Nel 1960, un’unità di paracadutisti francesi è inviata in Algeria per cercare un aereo che si crede sia precipitato da qualche parte nel deserto. Il relitto dell’aereo viene presto trovato, ma non ci sono sopravvissuti, solo una valigetta con la scritta: Top Secret. Attaccati da soldati nemici, i paracadutisti si rifugiano in una strana cittadella abbandonata. Qui risvegliano involontariamente i Djinns, gli spiriti maligni del deserto.
 
Sandra Martin e Hugues Martin sono due sceneggiatori e registi francesi. Dopo varie esperienze nel campo televisivo e dei videoclip musicali sono approdati al cinema. Djinns è il loro primo lungometraggio.
 
Krokodyle
(Italia, 2010, colore, HD, 94') di Stefano Bessoni (Méliès)
Kaspar Toporski è un giovane filmmaker in attesa di risposte per riuscire a realizzare i suoi progetti cinematografici. Così trascorre le sue giornate disegnando, scrivendo ed inventando un suo mondo immaginario che giorno dopo giorno sembra diventare sempre più reale.
Kaspar discute spesso delle sue idee con Helix, una fotografa ossessionata dalla morte, con Schulz, una sarto interessato alle teorie sulla creazione e sui manichini, e con Bertolt, un suo collega filmaker che non ha mai superato il fallimento del suo primo film.
 
Stefano Bessoni è nato a Roma nel 1965. Ha terminato gli studi nel campo delle arti-visive e si è diplomato presso la Scuola di Belle Arti di Roma. Dal 1990 al 1998 ha lavorato come operatore, direttore della fotografia e montatore. Dal 1998 al 2001 ha lavorato con il regista Pupi Avati. Krokodyle è il suo secondo lungometraggio.
 
Mr. Nobody
(Canada/Belgio/Germania, 2009, colore, 35 mm, 138’) di Jaco Van Dormael (Fuori Concorso)
Nemo è l'uomo più vecchio del mondo. Nel 2092, Marte è diventato una meta vacanziera alla moda e l'umanità ha raggiunto l'immortalità, grazie agli studi genetici. All'età di 120 anni, Nemo è l'ultimo mortale rimasto sulla Terra. La sua morte è prossima ed i media di tutto il mondo non vogliono perdersi l'evento. Nemo non ricorda appieno chi sia veramente e riesce solo sotto ipnosi a richiamare alcuni ricordi frammentati.
 
Jaco Van Dormael ha debuttato nel 1991 con Toto le Héros che gli ha fatto guadagnare il consenso della critica, vincendo il César Award come miglior film straniero e il premio Camera d'Or al Cannes Film Festival, e gli ha regalato una celebrità immediata.
 
Norwegian Ninja
(Kommandør Treholt & Ninjatroppen, Norvegia, 2010, colore, 35 mm, 77’) di Thomas Cappelen Malling (Asteroide/Méliès)
Nel 1984, il carismatico diplomatico norvegese Arne Treholt viene arrestato con l'accusa di essere una spia dell'Unione Sovietica e viene condannato a 20 anni di reclusione. Treholt però non è una spia, bensì un Ninja, incaricato da King Olav stesso di condurre una task force segreta di guerrieri dell'ombra, la Ninja Force. I Ninja scoprono che la Stay Behind sta programmando un colpo di stato. Devono così combattere i cospiratori per mantenere la libertà in Norvegia.
 
Thomas Cappelen Malling è un editore e regista norvegese. Nel 2006 ha pubblicato il libro " Ninja Technique II: Invisibility in Battle 1978", un manuale militare originariamente scritto nel 1978 da Arne Treholt. Nel dicembre 2008, Malling ha ricevuto un finanziamento dal Norwegian Film Institute per girare Norwegian Ninja, basato su questo libro.
 
Quam
(Italia, 2010, colore, HD, 92’) di Mario D’Anna (Fuori Concorso)
Un uomo perde la moglie in un incidente al quale lui sopravvive. Cade in uno stato di depressione e di dipendenza da alcol e droga, anche per soffocare un forte senso di colpa. Finché un amico – che lavora come progettista informatico per la QUAM, una società specializzata in trattamenti mentali basati su una forma avanzata di realtà virtuale – non gli fa una proposta… È l’inizio di un incubo.
 
Mario d’Anna è nato in provincia di Brindisi il 22 Agosto 1977. Vissuto 10 anni tra Libia e Arabia Saudita si è diplomato in Regia e Produzione Cinematografica e Televisiva all’Accademia “Cinestudio” di Bologna. Ha diretto il mediometraggio X9e il cortometraggio Il velo. Quam è il suo primo lungometraggio.
 
Rammbock
(Germania, 2010, colore, 35 mm, 64’) di Marvin Kren (Méliès)
Michael è appena arrivato a Berlino per visitare la sua amata ex ragazza, Gabi, quando inizia a diffondersi un terribile virus che trasforma le persone in maniaci omicidi decerebrati. Giunto a casa di lei, non trova la ragazza ma Harper, un apprendista idraulico che sta eseguendo dei lavori nella palazzina. I due riescono a barricarsi in casa quando orde inferocite di persone infette iniziano a sciamare nell’edificio. Dovranno chiamare a raccolta tutta la loro ingegnosità per uscire da lì e andare a cercare Gabi.
 
Marvin Kren, nato nel 1980 a Vienna in Austria, dal 2000 lavora come assistente alla regia, come direttore della fotografia e produttore. Ha studiato presso l’European Economy and Business Management presso l'UAS di Vienna fino al 2005, e dal 2006 al 2008 ha frequentato il programma post-laurea in regia presso la Hamburg Media School. Rammbock è il suo film di debutto.
 
Rare Exports: A Christmas Tale
(Finlandia/Norvegia/Francia/Svezia, 2010, colore, 35 mm, 80’) di Jalmari Helander (Méliès)
In Finlandia, una settimana prima di Natale il giovane e avventuroso Pietari scopre la verità su Babbo Natale. La leggenda narra che il “gioviale vecchietto” non è affatto così amichevole come lo si dipinge… Nella tranquilla cittadina della campagna finlandese in cui vive Pietari, un gruppo di scienziati americani sta cercando di appurare alcuni fatti. Si scoprirà che il più segreto dei segreti di Natale si trova 500 metri sotto terra, dando la stura a un imprevedibile concatenamento di eventi. Il Natale non sarà mai più come prima.
 
Jalmari Helander è nato ad Helsinki ed ha intrapreso una carriera di successo come pluripremiato regista di spot televisivi. Ha diretto i corti Iceman, Maximillian Tarzan, Ukkonen, Rare Exports Inc., Rare Exports Inc. Safety Instructions e The Fakir. Rare Exports: A Christmas Tale è il suo primo lungometraggio.
 
Red Nights
(Hong Kong/Francia, 2009, 35 mm, colore, 98’) di Julien Carbon e Laurent Courtiaud (Méliès)
Durante il regno del primo imperatore della Cina, un ingegnoso torturatore ha inventato uno strano elisir. Mantenuto in un teschio di giada, l'elisir ha il potere di provocare sensazioni in tutte le sue infinite varianti. Ossessionato dal desiderio di sperimentare le sensazioni estreme causate dall’elisir, il carnefice si uccide con il suo stesso veleno. La maledizione del teschio di giada, responsabile della morte del suo creatore, durerà entro il sigillo, portando sfortuna a tutti coloro che lo possiederanno. Almeno fino ad oggi …
 
Julien Carbon e Laurent Courtiaud sono entrambi nati in Francia e si sono incontrati a Parigi. Condividendo la passione per il cinema asiatico, si sono uniti alla scrittura di numerosi successi. Nel 2007, hanno fondato la Red East Pictures in collaborazione col regista Wong Kit. Red Nights è il loro debutto alla regia.
 
Symbol
(Shinboru, Giappone, 2009, colore, 35 mm, 93') di Hitoshi Matsumoto (Asteroide)
Un uomo si sveglia e si ritrova misteriosamente intrappolato in una bianca stanza vuota e rettangolare, con addosso un ridicolo pigiama di colore giallo brillante. Dove si trova? Come ha fatto a finire qui? Riuscirà a scappare. Nel frattempo, in una polverosa cittadina messicana, un wrestler mascherato, conosciuto come Escargot Man, si prepara per un importante match.
 
Hitoshi Matsumoto è nato ad Amagasaki in Giapponee ha debuttato come attore nel 1983 nel programma “Downtown”. Nel 1998 ha pubblicato “Visualbum”, una collezione di storie che rivelano un altro lato del suo dono comico. Dainipponjin, dove recita se stesso, è il suo primo film da regista.
 
 
 
 
 
 
 
Technotise – Edit and I
(Edit i ja, Serbia, 2009, 35 mm, colore, 100’) di Aleksa Gaji? (Asteroide/Méliès)
Nel 2074, Edith, una studentessa di psicologia, volontaria in un centro di ricerca, assiste un genio matematico artistico di nome Abel. Ha smesso di comunicare, dopo aver completato il lavoro su una formula che unifica tutte le forze dell'universo e dà quindi il potere assoluto. La sua amica, Herb, le impianta un microchip acquistato sul mercato nero, che dovrebbe aumentare la sua capacità intellettuale, utilizzando la connessione tra la sua coscienza e la sub-coscienza.
 
Aleksa Gaji? è un fumettista serbo nato a Belgrado nel 1974. Gaji? è meglio noto come illustratore di “Scourge of the Gods”, sceneggiato da Valérie Mangin, e di “Technotise”. È noto in Serbia dove è stato pubblicato da varie riviste. Technotise è il suo film di animazione di debutto.
 
Transfer
(Germania, 2010, colore, 35mm, 93') di Damir Lukacevic (Asteroide)
Alla fine delle loro vite, Hermann e sua moglie Anna inseguono il sogno di ricominciare tutto da capo. In una casa di cura, degli scienziati tedeschi gli presentano l'opportunità di comprare i corpi di due africani in condizioni fisiche perfette. Grazie al Personality Transfer, Hermann e Anna avranno la possibilità di prendere il controllo di quei corpi per venti ore al giorno.
 
Damir Lukacevic è nato a Zagabria nel 1966. Ha ricevuto diversi premi per i suoi corti Fremde Heimat e Spiel des Tages, fra i quali il Federal Film Award e il Peace Film Award all'International Film Festival di Berlino.
NEON – SELEZIONE UFFICIALE
EUROPEAN FANTASTIC SHORTS
La Selezione di cortometraggi fantastici europei – in collaborazione con l’EFFFF – sarà finalizzata anche quest’anno alla nomination per il Miglior Cortometraggio Fantastico Europeo a cui verrà assegnato il prestigioso Melies d’Or. Tredici i cortometraggi finalisti. Completerà la rassegna una selezione di cortometraggi fuori concorso.
 
 
Programma:
 
European Fantastic Shorts – Concorso
 
Bunker (Francia, 2009, 10’) di Paul Doucet
Cortometraggio post-apocalittico. È la storia di Marie che, dopo essersi isolata in un bunker sotterraneo a Parigi durante una guerra nucleare, decide di mettere fine alla propria vita.
 
Cabine of the Dead (Francia, 2009, 10’) di Vincent Templement
Un trentenne di nome Patrick si ritrova bloccato in una cabina telefonica, la notte in cui i morti si risvegliano… Alle prese con zombie e morti viventi, decide di chiamare i suoi intimi per chiedergli aiuto.
 
Daddy’s Girl (Norvegia, 2009, 8’) di Helen Komini Olsen
Una giovane ragazza sente il bisogno di liberarsi di suo padre.
 
Defoe (Regno Unito, 2010, 8’) di Ross Neil
Un astronauta naufrago crede di essere da solo in un pianeta sconosciuto. Ha due possibilità: trovare la via di casa o un modo per sopravvivere in questo posto nuovo.
 
Erased Love (Spagna, 2010, 12’) di Javier Ideami
Nel 2500 due sorelle cercano di superarsi in astuzia nel tentativo di stabilire perché e chi delle due sarà mandata via dal padre dopo la morte della loro madre. Nel corso del loro dialogo, scopriranno chi sono veramente.
 
Fard (Francia, 2009, 13’) di David Alapont, Luis Briceño
In un futuro non molto lontano, il mondo sembra funzionare in modo efficiente ed equilibrato. Peccato che non sia tutto oro quello che luccica.
 
Gear School – Plug and Play (Spagna , 2010, 9’) di Luis Calvo Llàcer, Ismael Ferrer Pacín
Dopo aver “preso in prestito” una navicella spaziale, tre studenti della Gear School vengono convocati nell’ufficio del preside, al quale presentano delle scuse poco convincenti.
 
Hansel & Gretel: The True Story (Macedonia, 2010, 13’) di Goce Cvetanovski
Nella vera storia di Hansel & Gretel la strega crea una fattoria di bambini dalle uova di Gretel che ogni giorno vengono fecondate da Hansel. Un giorno, però, uno dei bambini cerca di scappare, e attraverso la sua fuga scopriamo l’osceno mondo della strega.
 
Pokayoke (Finlandia, 2010, 15’) di Mika Tervonen
Dopo aver perso i genitori in un tragico incidente, Tuomas provoca altre disgrazie per poterle fotografare. All’improvviso, nelle sue foto, appare un’oscura figura che sembra seguirlo. Qualcuno lo sta davvero cercando oppure è solo il suo senso di colpa?
 
 
 
 
 
Schizofredric (Regno Unito, 2009, 15’) di Andy Poyiadgi
Fredric ha perso l’ispirazione e vuole ritrovarla. Dopo essersi iscritto ad un programma di auto-miglioramento non proprio ortodosso, Fredric rimane intrappolato fuori dalla sua vita, mentre la nuova versione di se stesso lo sostituisce.
 
Teleportation (Germania, 2009, 13’) di Markus Dietrich
Frederike e Fabian, entrambi di 10 anni, pianificano un esperimento segreto: teletrasportare il loro amico Jonathan nella Berlino Est. Ma tutto si complica… Una storia avventurosa sul 9 Novembre 1989.
 
La terrible malédiction (Belgio, 2010, 13’) di Sthéphane Papet
La macchina di Léa si guasta nel bel mezzo della foresta. Sola e persa, si incammina lungo la strada in cerca di aiuto. Finirà a ballare con il diavolo.
 
Tous les homes s’appellent Robert (Francia, 2010, 6’) di Marc-Henri Boulier
Un uomo nudo, coperto di lividi, corre nel bosco. Improvvisamente si ferma: chi è quella donna misteriosa che sta implorando aiuto? E chi sono quegli uomini che stanno cercando di ucciderlo?
 
 
 
Shorts – Fuori Concorso
 
The Anachronism (Canada, 2008, 15’ / fuori concorso)di Matthew Long
In un giorno d’estate assolato una spedizione scientifica spinge due bambini verso un enigmatico incontro ai confini del mondo.
 
The Boy Who Wouldn’t Kill (Germania, 2009, 25’ / fuori concorso) di Linus de Paoli
Anjo e la sua famiglia vivono in una fattoria nel deserto post-apocalittico. Per trovare gli ultimi resti di civiltà, Anjo deve superare le leggi ferree di suo padre e la sterminata landa desolata che li circonda.
 
The Chronoscope (Irlanda, 2009, 20’ / fuori concorso) di Andrew Legge
Mockumentary che parla di un’avvenente scienziata irlandese che negli anni ’30 inventa una macchina in grado di vedere (non di viaggiare) nel passato.
 
MutantLand (USA, 2010, 3’ / fuori concorso) di Phil Tippett
Quando scende il sole a MutantLand, le creature che abitano questo mondo sono alla spietata ricerca di cibo. Ma nulla è come sembra ed il pericolo si nasconde dietro ad ogni angolo.
 
Place to Stay (Regno Unito/Finlandia, 2010, 20’ / fuori concorso) di Jesse Jokela
Un’esploratrice fa un atterraggio di fortuna su un nuovo pianeta abitato anche da esseri umani. La donna, ferita, ha bisogno di mandare urgentemente un segnale dalla foresta, ma sviene e si risveglia nella casa di un uomo del posto.
 
St. Chistophorus: Roadkill (Germania, 2010, 24’ / fuori concorso) di Gregor Erler
Chris, un giovane avvocato, staguidando di notte verso Amburgo.Inaspettatamente si ritrova testimonedi un tragico incidente. Un crimineperpetrato da due poliziotti sadici e unranger.
 
TV SCI-FI
Una selezione delle migliori opere Tv-Sci-fi contemporanee, in anteprima. Approfittando della presenza di Lamberto Bava, Science+Fiction proporrà l’episodio Presagi, facente parte di Sei passi nel giallo, serie che vedremo presto sui nostri piccoli schermi. In collaborazione con Sci Fi, sarà proiettato Spiral, tredicesimo e ultimo episodio – ancora inedito – della serie americana Haven, tratta da un altro piccolo capolavoro di Stephen King, il romanzo Colorado Kid. Sempre dagli USA, in collaborazione con Fox Italia, arrivano i primi due episodi di TheWalking Dead, miniserie scritta e diretta da Frank Darabont (Il Miglio Verde, Le Ali della Libertà, tre volte candidato all’Oscar) tratta dall’omonima serie di fumetti di Robert Kirkman.
 
 
Programma:
 
Sei passi nel giallo – Episodio Presagi (Italia, 2010, colore, super16, 91') di Lamberto Bava
Annalisa Dossi è una sensitiva e possiede quello che viene chiamato il dono, la capacità di vedere cose che devono ancora accadere. Dopo avere sognato l'omicidio di una bambina di dieci anni ad opera di un uomo vestito di nero, che si trasforma in un mostruoso felino, Annalisa decide di andare alla polizia, senza sapere che, in quelle stesse ore, una bambina di nome Alice è effettivamente scomparsa. Chi è la bambina che Annalisa ha visto nel suo sogno? E dov'è Alice?
 
«Più che una serie, è una collana». Così la producer, Cristina Pittalis, definisce il nuovo progetto Mediaset che vede il grande ritorno di Lamberto Bava dietro la macchina da presa. «Si tratta di sei film, low budget, che hanno come filo conduttore il genere thriller, in tutte le sue declinazioni, dall’action psicologico al fantasy». I primi due film della collana si intitolano Ostaggi (Kammerspiel), scritto da Alberto Ostini e Stefano Piani, e Presagi (Visions of Murder), sceneggiato da Piani e Fabrizio Lucherini; hanno per protagonisti un cast internazionale che annovera attori del calibro di Kevin Sorbo (Hercules, Andromeda), Craig Bierko (Sex and the City, Cinderella Man) e Andrea Osvárt. «Si tratta di una co-produzione con gli USA», spiega Lamberto Bava, «e la Sony, che si è aggiudicata i diritti mondiali esclusi Spagna, Italia e paesi di lingua italiana, ha proposto una serie di attori americani che potessero funzionare nel loro paese». Aggiunge Cristina: «Buona parte del merito del coinvolgimento degli americani è dovuto anche alla scelta del regista. Lamberto Bava è un nome di una certa importanza negli USA, grazie alla riscoperta del cinema di genere italiano degli anni Settanta e Ottanta. Noi lo volevamo perché è un professionista, una persona che viene dalla vecchia scuola e lavorare con lui è stata un’esperienza indimenticabile, tant’è che stiamo già pensando di affidargli anche altri progetti». Girato per intero a Malta, Presagi, è invece una storia venata da elementi orrorifici. Un serial killer è attratto dalle bambine bionde. Una giovane medium (Andrea Osvárt) ha delle visioni degli omicidi, ma non riesce a collocarli temporalmente. Un ex-poliziotto (Craig Bierko), che si è ritirato a vita privata sull’isola, si trova improvvisamente catapultato in un nuovo incubo. «Ho curato particolarmente l’aspetto onirico, perché penso sia un ingrediente fondamentale del film». (Manlio Gomarasca, Nocturno.it)
 
 
The Walking Dead (USA, 2010, colore, 50' + 50') di Frank Darabont
 
Episodio 1 – Days Gone By
Dopo essersi svegliato da un coma in un mondo terrorizzato da morti che camminano Rick si mette alla ricerca della sua famiglia. Lungo la strada incontra Morgan e Duane, che insegnano a Rick le nuove regole di sopravvivenza.
 
Episodio 2 – Guts
A causa di Rick un gruppo di sopravissuti rimane intrappolato dai “camminatori”. La dinamica di gruppo degenera dalle accusa fino alla violenza fisica, tanto che Rick si ritroverà ad affrontare un nemico molto più pericoloso dei non morti.
 
The Walking Dead , la nuova serie tv scritta e diretta da Frank Darabont (Il Miglio Verde, Le Ali della Libertà, tre volte candidato all’Oscar) tratta dall’omonima serie di fumetti di Robert Kirkman, si sviluppa in sei episodi ed è prodotta dal network americano AMC (lo stesso di Mad Men), che la manderà in onda negli Stati Uniti, mentre i canali Fox Channels la trasmetteranno in 120 paesi nel mondo. I produttori esecutivi sono Gale Anne Hurd (Terminator, Aliens, Armageddon, L’Incredible Hulk), David Alpert, Charles “Chic” Eglee (Dexter, The Shield, NYPD Blue), oltre allo stesso Robert Kirkman. The Walking Dead racconta la storia di un gruppo di sopravvissuti ad un’epidemia di proporzioni apocalittiche che ha lasciato il mondo in preda agli di zombie. Protagonista della serie è il poliziotto di provincia Rick Grimes (Andrew Lincoln, Love Actually, Heartbreaker) che si risveglia dal coma in un mondo molto diverso da quello in cui viveva prima di essere ferito. Catapultato nella nuova realtà dominata dai morti viventi, Rick diventerà la guida di un gruppo di superstiti che lotta nella periferia di Atlanta alla ricerca di un posto sicuro dove nascondersi. Ma l’assedio quotidiano a cui sono sottoposti e il costante pericolo di morte non tardano a far emergere i peggiori istinti dell’essere umano. Nella battaglia per difendere la vita dei suoi famigliari e dei suoi compagni, Rick sarà costretto a rendersi conto che la paura e la disperazione dei sopravvissuti possono essere molto più insidiose dei morti viventi. Toccherà proprio a lui prendere in mano la situazione e affrontare le decisioni più difficili e dolorose. La serie, così come il fumetto, esplora non solo le difficoltà dell’uomo di sopravvivere ad un’apocalisse, ma soprattutto la naturale tendenza al conflitto che nasce all’interno di un gruppo nonostante la necessità di restare unito contro il “nemico” comune.
Fanno parte del gruppo di sopravvissuti, Jon Bernthal (The Pacific) che interpreta Shane, amico ed ex collega di Rick; la moglie di Rick, Lori (Sarah Wayne Callies), ed il figlio Carl (Chandler Riggs). Nel cast anche Andrea (Laurie Holden – The Mist), la sorella Amy (Emma Bell), Dale (Jeffrey DeMunn – Il miglio verde) e Gleen (Steven Yeun). Dopo la presentazione al Comicon di San Diego, la serie ha da subito iniziato a suscitare enorme entusiasmo del pubblico, visto il seguito di appassionati del bestseller di Kirkman (pubblicato anche in Italia da Saldapress) e la zombi-mania che da anni domina lo schermo cinematografico, tanto da spingere i produttori ad annunciane già una seconda stagione.
 
 
Haven – Episodio Spiral (USA, 2010, colore, 42') di Fred Gerber
Quando uno strano criminale fa il suo ritorno in città, Audrey è alle prese con una rivelazione scioccante che la riguarda. Un misterioso passato ritorna a perseguitare Nathan ed il capo.
 
Haven è una serie televisiva canadese trasmessa nello spazio Sci Fi di Steel (Mediaset Premium) e basata sul romanzo “Colorado Kid” del celebre scrittore Stephen King. Haven è la prima serie ad essere prodotta per i canali Syfy di tutto il mondo, escludendo Canada e Scandinavia. Il 7 ottobre 2010 è stata rinnovata per una seconda stagione di 13 episodi, che andrà in onda nel 2011. La serie racconta le vicende di Audrey Parker, agente dell’FBI che non conosce il suo passato e che ha una mentalità aperta nei confronti del paranormale. Al suo arrivo ad Haven, una cittadina del Maine, per un caso di routine, si ritrova coinvolta in quelli che dai locali vengono chiamati i “Problemi”, una serie di piaghe soprannaturali che hanno scosso Haven anche in passato. Quando in una fotografia di un vecchio caso d’omicidio irrisolto chiamato “Colorado Kid” nota una donna a lei somigliante che potrebbe essere la sua madre biologica, Audrey decide di restare in città, collaborando con la polizia locale. L'impressionante equipe creativa dietro Haven comprende lo showrunner Scott Shepherd (Tru Calling, The Dead Zone) affiancato da John Morayniss di E1 Entertainment (Hung, Copper), Noreen Halpern (Hung, Copper), Laszlo Barna (The Bridge) e Michael Rosenberg (Hung, The Riches) e dai produttori esecutivi Lloyd Segan e Shawn Piller (The Dead Zone, Wildfire, Greek). L'episodio pilota venne scritto da Sam Ernst (The Dead Zone) e Jim Dunn (The Dead Zone). Quest'ultimo é anche uno dei produttori esecutivi della serie. Nell'aprile del 2010 Adam Kane venne scelto per dirigere il primo episodio. La produzione iniziò il 20 aprile ad Halifax, in Nuova Scozia e nelle zone circostanti.
 
 
 
 
 
 
SETTIMANA UNESCO DI EDUCAZIONE ALLO SVILUPPO SOSTENIBILE 2010
 
Poiché le guerre nascono nella mente degli uomini, è nella mente degli uomini che devono essere elevate le difese della pace. (Dal Preambolo dell’Atto Costitutivo dell’UNESCO)
Le esigenze della mobilità, dentro e fuori le nostre città, possono conciliarsi con il rispetto dell’ambiente, della salute e della qualità della vita? Quale contributo può provenire dalle politiche dei trasporti pubblici, dagli strumenti di pianificazione urbana, dalla ricerca e l’innovazione nel settore automobilistico, dai modelli di consumo e dalla gestione dei flussi turistici? È davvero possibile promuovere forme alternative e salutari di mobilità? Alla luce di queste e altre domande si svolgerà l’edizione 2010 della Settimana UNESCO di Educazione allo Sviluppo Sostenibile, che si terrà dall’ 8 al 14 novembre 2010 e sarà dedicata proprio al tema della Mobilità. Scopo della manifestazione è diffondere le competenze, le sensibilità, le conoscenze e le capacità necessarie a costruire nuovi modi di interpretare e vivere gli spazi collettivi che riescano a soddisfare le esigenze di spostamento e di fruizione delle società contemporanee senza compromettere la vivibilità, la salute e le risorse vitali per l’umanità.
Memori del successo frutto della collaborazione nel 2008, anche quest'anno Il Festival della Fantascienza, promosso da La Cappella Underground, e la Settimana del Decennio UNESCO per l'educazione alla sostenibilità coordinata in regione dal laboratorio Regionale di Educazione Ambientale del Friuli Venezia Giulia (LaREA – ARPA FVG), daranno vita ad un evento speciale dedicato ai temi ambientali.
 
Tre sono i documentari in programma: il primo è No Impact Man della coppia di registi americani Laura Gabbert, Justin Schein che racconta le vicende del scrittore Colin Beavan e del suo tentativo di vivere un anno a impatto zero. L’altro documentario in programma si intitola Who Killed the Electric Car?del filmmaker Chris Paine ed esplora la nascita, la limitata commercializzazione e la successiva morte dell'automobile elettrica a batterie negli Stati Uniti. Si chiude quindi con il documentario ceco Auto*Mat di Martin Marecek che propone allo spettatore una soluzione al problema dell’automobile. I film saranno introdotti dal giornalista e divulgatore scientifico Roberto Rizzo, che a Trieste presenterà anche il suo ultimo libro: Guida all’auto ecologica (ed. Ambiente, 2010).
 
Programma:
 
No Impact Man
(USA, 2009, colore, 92') di Laura Gabbert e Justin Schein
Si può vivere un anno a impatto zero: riducendo cioè al minimo i propri consumi energetici, eliminando l’uso dei mezzi di trasporto, non producendo alcun rifiuto o non mangiando nessun alimento che non sia locale? E quale l’impatto nella quotidianità e nella vita privata di una scelta così radicale? È questo l’esperimento tentato dallo scrittore Colin Beavan così da rendersi conto sulla propria pelle quanto siamo ormai dipendenti da un sistema che ha fatto dello spreco e del consumo il proprio modello principale.
Sito ufficiale: www.noimpactdoc.com.
 
Who Killed the Electric Car?
(USA, 2006, colore, 91') di Chris Paine
1996: sulle strade della California appaiono i primi modelli di auto elettriche. Sono piccole, comode e, soprattutto, non inquinanti, la logica risposta delle case automobilistiche (General Motors e Toyota in particolare) ai pressanti problemi ambientali. Come un benefico contagio iniziano a diffondersi tra la popolazione, suscitando l'entusiasmo di vip e gente comune, ma la loro esistenza è destinata a terminare in maniera inattesa e repentina, vittime di una vera e propria congiura ordita dalle alte sfere dell'economia e della politica a stelle e strisce… Con stile preciso e incalzante, avvalendosi della testimonianza di guest star del calibro di Mel Gibson, Tom Hanks e Ralph Nader, leader del movimento per i diritti dei consumatori USA, di Martin Sheen come voce narrante, Chris Paine racconta la fine di un sogno a quattro ruote.
Precederà la proiezione la presentazione del volumeGuida all’auto ecologicadi Roberto Rizzo.
 
Auto*Mat
(Repubblica Ceca, 2009, colore, 90') di Martin Marecek
Un documentario per dire basta allo strapotere dell'automobile, al traffico che rende Praga invivibile: questo, ma non solo, è Auto*Mat. Partendo da un atto semplice come filmare gli incidenti che quotidianamente avvengono di fronte a casa sua, Martin Marecek ha cercato di sensibilizzare i propri concittadini, coinvolgendo famiglia, amici, politici e esperti di urbanistica. Una soluzione al problema? Prima di tutto l'uso della bicicletta.
Sito ufficiale: www.automatfilm.cz.
 
Presentazione a cura diRoberto Rizzo (Geo, Mondadori)in collaborazione conARPA FVG / LaREA
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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