Sentieri Selvaggi Playlist #6 – The Power of Love

Erano i primi anni ’90 e la trilogia di Ritorno al Futuro si classificava come vero e proprio cult, capeggiando nella collezione casalinga di quelle VHS ormai prese dagli ultimi sguardi della loro epoca d’oro.
A quei tempi ad una ragazzina di pochi anni nulla importava del contenuto pre-esistente nelle videocassette che apparivano strumento per registrare più cartoni animati possibili, sovrapponendo bagagli visivi degni di un mashup amatoriale, alternati a infiniti minuti di pubblicità televisive. Tra pile sparpagliate ovunque di questi oggetti ormai arcaici gli unici monumenti intoccabili erano proprio i film della trilogia di Robert Zemeckis, bigif critica 2bbia di onirico divertimento consumato quasi quotidianamente, come vero e proprio culto di un amore sacro e inviolabile.
Le infinite ore passate davanti allo schermo a nutrirmi di viaggi nel tempo, musica e sogni furono probabilmente il primo cenno di una passione che avrebbe trovato la sua costante nel futuro, ma questo non contava all’epoca. L’importante era saltare sul letto e ballare immaginando di essere lì con Marty McFly al Ballo Incanto Sotto il Mare, seguirlo nelle sue corse in skateboard tra un’automobile e l’altra, ridere e affezionarsi allo zio adottivo che tutti avremmo voluto: ‘Doc’ Emmett L. Brown.
Tutti conosciamo la storia e fatico a credere che esista una persona nel mondo a non avere dei ricordi collegati a Ritorno al Futuro. Quel che più rappresenta l’idea del film cult è sicuramente l’immediata connessione tra brano e immagine: impossibile non accostare la musica orchestrale di Alan Silvestri agli eventi della pellicola, quasi come elementi analoghi che si completano a vicenda. Non solo, ciò avviene con un pezzo ormai divenuto icona degli Huey Lewis and the News, The Power of Love.

Scritto per la colonna sonora del primo capitolo della saga, il singolo portò il gruppo al successo mondiale toccando le vette delle classifiche internazionali. Nominata nel 1986 agli Oscar come Miglior canzone, The Power of Love è il primo input musicale che segna l’immaginario accostato alla pellicola accompagnando Marty nella sua corsa in skate verso la scuola e nel suo incontro con l’amata Jennifer. Citato anche nei successivi due capitoli, il brano è occasione anche del primo ammacco emotivo del protagonista che lo propone, in un’inedita chiave strumentale, alla selezione dei gruppi che suoneranno alla festa scolastica. A bocciare il nostro eroe è proprio Huey Lewis che entra in scena nel ruolo di un professore un po’ ottuso e giudica i ragazzi “troppo rumorosi“.

“First time you fell it, it might make you sad
Next time you feel it, it might make you mad
But you’ll be glad , baby when you’ve found
That’s the power makes the world go ’round”
volver-al-futuro
Ed è questo potere dell’amore che rende giustizia ad ogni accidentale avvenimento della storia, risolvendo in modi bizzarri e incantati le situazioni più curiose. Un potere che sarà la salvezza dello stesso Marty, dal primo capitolo fino alla presa cosciente del terzo.

Prettamente orecchiabile nel suo rock melodico, The Power of Love è entrata nella nostra rete emotiva in modo indelebile che ci piaccia o meno, rammentandoci non solo le sequenze del film ma anche un profondo sentimento che dovrebbe accompagnare ogni nostro gesto affinchè, ogni situazione, possa riconoscere il nostro potere su di essa… che si possegga o meno una DeLorean.

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