VENEZIA 60

VENEZIA 60 - "21 Grams", di Alejandro Gonzales Iñárritu (di Mauro Gervasini, del 16/09/2003)

"21 Grams" dimostra che se il punto di partenza è unicamente rappresentato dall'interesse per la forma, tutto il discorso si inaridisce. Una struttura narrativa così fredda, di fatto, disinnesca il mélo e allontana le emozioni.

VENEZIA 60 - "Casa De Los Babys" di John Sayles (di Roberto Manassero, del 11/09/2003)

Nuovo affresco saylesiano della società contemporanea e delle tensioni che la attraversano, il film è un commosso saggio sui rapporti tra il Nord e il Sud del mondo, attraverso la storia di sei donne americane giunte in un paese latinoamericano nella speranza di ricevere un bambino in affidamento.

VENEZIA 60 - "Per quanto mi riguarda "The dreamers" è un film talmente personale che sono sorpreso di non essere qui in vestaglia." - Incontro con Bernardo Bertolucci (di Giorgia Bernoni, del 09/09/2003)

''Il '68 e' stato censurato dai genitori di oggi che lo considerano un fallimento''. Bernardo Bertolucci spiega così il motivo che l'ha spinto ad affrontare il tema del '68 nel film 'I sognatori' presentato fuori concorso alla mostra del cinema di Venezia.

VENEZIA 60 - "De fem benspaend" di Lars Von Trier e Jørgen Leth (di Roberto Manassero, del 09/09/2003)

L'opera più teorica di Von Trier, un saggio sperimentale di "tortura registica" nel quale egli condensa tutte le ossessioni sulla macchina-cinema, costringendo l'amico e regista Jørgen Leth a girare cinque remake del suo cortometraggio L'uomo perfetto, ogni volta con un ostacolo diverso

VENEZIA 60 - "29 Palms" di Bruno Dumont (controcorrente) (di Roberto Manassero, del 09/09/2003)

"29 Palms" è un film nato vecchio nel momento stesso della sua ideazione, il capolinea di una pratica di cinema d'autore che, per raccontare il vuoto della contemporaneità e sentenziare sulla morte dei rapporti interpersonali, fa banalmente scontrare i sessi nello spazio fantasma del deserto americano.

VENEZIA 60 - "Feel Like Going Home", di Martin Scorsese (Fuori Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 07/09/2003)

Il regista newyorkese firma egli stesso la seconda delle otto puntate sulla storia del blues. Evitando di seguire un percorso filologico, Scorsese si spinge fino in Africa per riportare alla luce le radici della musica nera.

VENEZIA 60 - "Alila", di Amos Gitai (Concorso) (di Giuseppe Gariazzo, del 06/09/2003)

"Alila", forse un po' meno di altri capolavori di Gitai - che continua a riflettere sulla stratificazione storicopoliticasocialeindividuale della questione mediorientale, sempre sospeso fra Storia e attualità - è (quasi) una commedia condominiale, di resistenza e memoria, paura del cambiamento e attrazione per il gesto clandestino

VENEZIA 60 - "Vozvrascenje" (The Return), di Andrej Zvjagintsev (Concorso) (di Grazia Paganelli, del 06/09/2003)

opera prima che, per la freschezza dello sguardo, ricorda le prime opere di Polanski nel suo essere stretto tra il desiderio di raccontare e la tensione forte che spinge lo sguardo a studiare gli oggetti e gli umori del mondo.

VENEZIA 60 - "The Blues: Red, White&Blues", di Mike Figgis (di Fulvio Baglivi, del 05/09/2003)

Figgis cerca nei pionieri del blues inglese il motivo che da cinquant'anni fa innamorare gli europei bianchi del Blues; tanto da essere stati quest'ultimi a diffonderlo anche negli Stati Uniti.

VENEZIA 60 - "15", di Royston Tan (Settimana della Critica) (di Francesco Zippel, del 05/09/2003)

Nonostante i difetti "15" è un'opera interessante e importante perchè rappresentativa di un cinema sconosciuto ed emergente, di cui certamente sentiremo parlare nel futuro prossimo.

VENEZIA 60 - "Gioielli in Laguna", a proposito della Sezione Retrospettiva. (di Leonardo Lardieri, del 05/09/2003)

Stefano Della Casa, curatore della Sezione Retrospettiva, ha provato a raccontare, in 18 film, la storia e la leggenda della produzione italiana, attraverso grandi e meno noti registi italiani del periodo che va dal 1945 al 1975.

VENEZIA 60 - "In the forest again", (controcorrente) di Goutam Ghose (di Marina Nasi, del 05/09/2003)

Il passato è il cuore dell'intreccio di "In the forest again"" dove un gruppo di ex-giovani torna letteralmente sui propri passi, ripercorrendo in macchina la strada che porta alla foresta incantata dove una volta sono stati felici. E il film si richiama esplicitamente al vecchio cinema di Satiajit Ray, regista di "Days and Nights in the Forest"

VENEZIA 60 - "Vodka Lemon", di Hiner Saalem (Controcorrente) (di Leonardo Lardieri, del 05/09/2003)

Piacevole sorpresa di fine Festival. Da terre lontane e dimenticate sbarca al Lido l'opera kurda di un regista che muove i suoi primi passi a Parigi. Girato in Armenia, il film riecheggia la magica attitudine alla sopravvivenza.

VENEZIA 60 - Buonanotte, sogni... "Buongiorno, notte", di Marco Bellocchio (Concorso) (di Federico Chiacchiari, del 05/09/2003)

Bellocchio ci regala l’ennesimo (per il Festival) film sui padri, padri mancati, padri dimenticati, padri amati, padri “necessari”. E Moro diventa suo padre, mio padre, nostro padre. Ma i sogni, così intrepidamente lanciati dal più “sognatore” dei registi italiani (Bertolucci) nel film di Marco Bellocchio trovano come un luogo di destinazione finale

VENEZIA 60 - "Dovevo affermare la mia assoluta infedeltà ai fatti e alla Storia", incontro con Marco Bellocchio (di Federico Chiacchiari, del 05/09/2003)

Un lungo, spontaneo e insistito applauso accoglie Bellocchio e il cast del film "Buongiorno, Notte" all'incontro con la stampa. E' quasi una sorta di consacrazione ufficiosa del vincitore "morale" della 60a edizione della Mostra. Niente preamboli o presentazioni, Bellocchio presenta i suoi attori e produttori e passa subito ad affrontare le domande

VENEZIA 60 - "The Agronomist" di Jonathan Demme (Eventi Speciali) (di Fulvio Baglivi, del 05/09/2003)

"The Agronomist" di Jonathan Demme ripercorre l'alternanza di regimi militari e oligarchia terriera sul palcoscenico del governo di Haiti, dagli anni trenta al 2001, con due invasioni americane deus ex machina di uno spettacolo che cambia le maschere ma non i protagonisti, né i metodi: nazisti

VENEZIA 60 - "Baram-Nam Gajok" (La moglie di un bravo avvocato) di Sangsoo Im (Concorso) (di Fulvio Baglivi, del 04/09/2003)

Film che gioca su un doppio binario, commedia con sfondo funereo, pieno di sesso, che guarda all'occidente filmando la morte del desiderio all'interno di una "classica" coppia borghese, maschio in carriera e moglie frustrata.

VENEZIA 60 - "Intolerable Cruelty" di Joel Coen (Fuori concorso) (di Simone Emiliani, del 04/09/2003)

Il meccanismo prevale sempre sulla storia. Nel film non si vedono personaggi veri ma piuttosto la scrittura che li ha costruiti. Una scrittura sempre più invadente, appariscente, che dietro la sua apparente semplicità nasconde un narcisistico intellettualismo.

VENEZIA 60 - "Fantasmi di voce-Antonio Stagnoli", di Elisabetta Sgarbi (Nuovi Territori) (di Giuseppe Gariazzo, del 04/09/2003)

Un mezzora scarsa che, ancora una volta nella sua filmografia, produce forte esperienza sensoriale, dilatazione del campo, del vedere e del sentire. Frantumando, stra-ordinariamente, la provenienzadestinazione del lavoro, commissionato dal gallerista Arialdo Ceribelli per far conoscere le opere e la persona del pittore sordomuto Antonio Stagnoli

VENEZIA 60 - "Floating Landscape" di Carol Lai Miu Suet (Concorso) (di Leonardo Lardieri, del 03/09/2003)

Mélo hongkonghese sulla solitudine subita e scelta. Fluttuanti paesaggi occupano lo spirito e il corpo dei giovani interpreti. I ricordi riaffiorano e il dolore si percepisce. L'accettazione di se stessi passa attraverso l'illusorio domino del passato.

VENEZIA 60 - "Zatoichi", di Takeshi Kitano (Concorso) (di Daniele Dottorini, del 03/09/2003)

È il cinema come meccanismo ad esplodere fantasmagoricamente in questo film: il cinema come meccanismo sensoriale che sollecita la vista e l'udito a compiere evoluzioni irreali e, allo stesso tempo, straordinariamente legate alla terra

VENEZIA 60 - "Liberi" di detestare Ciprì e Maresco: "Il ritorno di Cagliostro" e "Liberi" di Gianluca Maria Tavarelli (di Simone Emiliani, del 03/09/2003)

Il "cinema della restaurazione" di "Il ritorno di Cagliostro" dei registi palermitani, con una nozionistica riproduzione del B-movie e l'allienamento a quell'estetica del falso, rappresenta l'opposto antitetico di "Liberi "di Tavarelli, un "cinema della fuga" lontano mille miglia dalle zone paludate e sicure del cinema italiano.

VENEZIA 60 "Na-Bi" di Marc Kim (Settimana della Critica) (di Francesco Zippel, del 03/09/2003)

Quello di Kim è un film realmente folle, nelle sue continue ripartenze e nelle sue alternanze di registri, che mostra allo stesso tempo un amore viscerale per il cinema di genere asiatico. Kim e' un regista di grande bravura tecnica, capace di affascinare con il suo diluvio di immagini e suoni, che ha solo bisogno di tempo per affinare la sua vena

VENEZIA 60: "Imagining Argentina" di Christopher Hampton (Concorso) (di Simona Pellino, del 03/09/2003)

Oltraggioso e impudente. In concorso alla 60esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia "Imagining Argentina" è un film privo di coerenza, uno spettacolo autocelebrativo che gioca con il dolore, maciullando i sentimenti e i ricordi di un popolo intero

VENEZIA 60 - Amicizie amorose... "Lost in traslation" di Sofia Coppola (Controcorrente) e "Matchstick Men" di Ridley Scott (Fuori concorso) (di Federico Chiacchiari, del 03/09/2003)

Due film sull'amore che sarebbero piaciuti ad Alberto Savinio (che li avrebbe inseriti nella sua Enciclopedia), due storie che paiono cogliere le dinamiche dei rapporti umani sotto un inedito punto di vista. I sentimenti possono essere bellissimi, anche se ti svuotano dentro e ti ricostruiscono da capo.

VENEZIA 60 - ''The first letter'', di Abolfazl Jalilii (Controcorrente) (di Marina Nasi, del 03/09/2003)

E' la scoperta di se' che da' cuore a questa pellicola di Jalilii, una sorta di 400 colpi iraniano, dove la ribellione del giovanissimo Emkan si deve scontrare con la rigidita' del sistema scolastico, delle interpretazioni malate della religione, del bigottismo della sua comunita'
Piccolo e sincero, The first letter e' un'opera di indubbia

VENEZIA 60 - "Code 46" di Michael Winterbottom (Concorso) (di Simone Emiliani, del 03/09/2003)

Non c'è nessuna differenza tra quello che Winterbottom guarda ogni giorno ad occhio nudo e quello che guarda con la macchina da presa. I suoi film si compongono essenzialmente su un realismo che unisce documentarismo, spot pubblicitario, immagine da videoclip. Tutti frammenti di un cinema che non c'è, o, non c'è mai stato.

VENEZIA 60 - "L'acqua...il fuoco" di Luciano Emmer (Eventi collaterali) (di Simone Emiliani, del 03/09/2003)

La Ferilli ingombra, toglie la passione a quei tre personaggi e la sua manipolazione è come se prevalesse sullo sguardo di Emmer. Il regista prova a lasciarla libera, a lasciarla vivere. Ma l'attrice appare come totalmente estranea a questi slanci di improvvisazione dove il personaggio interpretato dovrebbe convivere con il personaggio vissuto

VENEZIA 60 - "Zatoichi è indifferente sia alla gente che a tutto quello che lo circonda, una semplice macchina da guerra. Come gli americani in Iraq". Incontro con Takeshi Kitano (di Leonardo Lardieri, del 03/09/2003)

Entra e scrosciano gli applausi. Biondo, in completo standard. Capo chino, abbozza inchini e strizza gli occhi. Ermetico, incorruttibile, sguardo fisso nel vuoto. Per molti ha gia' vinto il Festival, per altri ha pochi rivali in carisma. Pronti via, e batte la testa contro il microfono. Sorride, anzi sogghigna

VENEZIA 60 - "Schultze gets the blues" di Michael Shorr (controcorrente) (di Leonardo Lardieri, del 02/09/2003)

Atmosfere inusuali per il cinema tedesco. Alla "cinica" espressività nordica, risponde il fluire morbido di una storia dalle pieghe più propiamente minimaliste. Aperture ampie di quadro e sconfinamenti oltre il campo contraddistinguono le linee narrative del film.

VENEZIA 60 - "Ballo a tre passi" di Salvatore Mereu (Settimana della Critica) (di Francesco Zippel, del 02/09/2003)

Se la caratterizzazione quasi da Respiro dei quattro bambini dell'inizio e' intrigante, Mereu pian piano si smarrisce, deciso a percorrere la strada di un melodramma con una gamba sola.

VENEZIA 60 - Un magnifico e ophulsiano piacere... "The Dreamers", di Bernardo Bertolucci (di Federico Chiacchiari, del 02/09/2003)

Come spesso accade per il cinema del regista parmense, non è mai ciò che appare a prima vista il cuore rivelatore dei suoi film... e questo film, più che un omaggio al passato, sembra essere una deliziosa dolce infinita carezza rivolta a chi, oggi, ha bisogno di provare a immaginarsi il futuro, riacquisendo il senso autentico e forte della speranza

VENEZIA 60 - "Volevo che questa fosse una storia tra l'amicizia e l'amore, come accade spesso nello vita", Incontro con Sofia Coppola (di Fulvio Baglivi, del 02/09/2003)

Sofia Coppola, unica statunitense ad affrontare una giuria qui a Venezia, si presenta in abito nero, a cui fa da contraltare quello bianco di Scarlett Johansson, mentre tra le due piccole (per età e statura) donne è seduto un monumentale (per corporatura e interpretazione) Bill Murray, capelli ossigenati e bicchiere di vino rosso in mano.

VENEZIA 60 - "Ana y los otros", di Celina Murga (Settimana della Critica) (di Fulvio Baglivi, del 01/09/2003)

Il primo lungometraggio della regista argentina è la storia di un ritorno di una giovane donna nel paese natale, che si trasforma in un percorso a ritroso sulle tracce dell'infanzia.

VENEZIA 60 - "Rosenstrasse", di Margarethe Von Trotta (Concorso) (di Simona Pellino, del 01/09/2003)

Deludente. Dopo quasi dieci anni di silenzio, Margarethe Von Trotta torna con un film che sigla la sua rinuncia a raccontare la Germania contemporanea. Il suo "Rosenstrasse" è ancora una storia di donne, ma per quanto interessante e forzatamente giusto, il film insinua il dubbio dell'insincerità e del conservatorismo...

VENEZIA 60 - "Le divorce" di James Ivory (Fuori concorso) (di Simone Emiliani, del 01/09/2003)

In "Le divorce" c'è una sorta di staticità in cui le inquadrature appaiono sempre troppo lunghe rispetto all'azione, i simboli letterari e pittorici sempre culturalmente troppo esibiti per farli scendere al livello di un gioco/inganno collettivo.

VENEZIA 60 - "Un filme falado" di Manoell De Oliveira (Concorso) (di Grazia Paganelli, del 01/09/2003)

Il presente non esiste, o, almeno, non lo possiamo conoscere. Questa la lezione di Manoell De Oliveira e del suo Un filme falado, viaggio attorno al Mediterraneo a ripercorrere le civiltà del mondo e del tempo, per calpestare i luoghi che hanno fatto la storia e cercare ideali o reali convergenze.

VENEZIA 60 - Barriere e inquetudini adolescenziali "Il miracolo" di Edoardo Winspeare e "Le cerf volant" di Randa Chahal Sabbag (Concorso) (di Simone Emiliani, del 01/09/2003)

Se il film di Winspeare sembra sempre troppo trattenuto rispetto alle esplosioni che ipotizza, negando a Taranto le sue potenzialità di set, l'opera della regista tunisina è un equilibrato film di frontiera capace di spostarsi poi verso forme a metà tra musical e fantastico.

VENEZIA 60 - "Les sentiments" di Noémie Lvovsky (Concorso) (di Marina Nasi, del 01/09/2003)

Gioco e sentimento sono i soli protagonisti di questa sorta di teatro da camera in cui la cinepresa registra i movimenti di quattro burattini intenti a tessere un gioco delle coppie

VENEZIA 60 - "Matrubhoomi" (Un paese senza donne) di Manish Jhâ (Settimana della Critica) (di Francesco Zippel, del 31/08/2003)

Sospeso com'è tra ossequio alla tradizione, spettacolarizzazione della violenza e ricerca di facili gag da commedia, il film di Jhâ ondeggia senza una meta, disorientato e disorientante, dissipando l'interessante spunto iniziale.

VENEZIA 60 - "The Saddest Music in The World" di Guy Maddin (nuovi territori) (di Emanuele Marchesi, del 31/08/2003)

Nella cornice di un bizzarro torneo di tristezza, si dipinge un'opera delicatamente onirica e assai peculiare

VENEZIA 60 - "Pornografia", di Jan Jakub Kolski (Concorso) (di Marina Nasi, del 31/08/2003)

Sesso, politica e arte nella Polonia dell'Olocausto. "Pornografia" insegue un'estetica ricercata ma non asseconda l'intento provocatorio che il titolo potrebbe suggerire

VENEZIA 60 - C'era una volta la storia... "Once upon a time in Mexico" di Robert Rodriguez e "Persona non grata" di Oliver Stone (di Federico Chiacchiari, del 31/08/2003)

Quello di Rodriguez è la quintessenza del cinema post-moderno: divertente, folle, citazionista, assoltamente padrone della situazione, mai smarrito o disorientato ma sempre consapevole e lucido nel suo "rifare" il cinema con lo sguardo e il cuore (asfittico) di oggi, mentre Stone nel suo reportage indaga sulla necessità di "annullare" la Storia

VENEZIA 60 - "Adoro la pioggia": incontro con Tsai Ming-Liang (di Fulvio Baglivi, del 31/08/2003)

Tsai Ming-Liang si presenta in conferenza stampa accompagnato da svariati membri della troupe, vestito di bianco, tanto che il piccolo e sorridente regista, nato in Malesia nel '57, quasi si confonde con il tavolo bianco del salone del Casinò.

VENEZIA 60 - "Variété Française" di Frédéric Videau (Settimana della Critica) (di Francesco Zippel, del 31/08/2003)

Ambientato nel grigio della provincia francese, Variété Française è raccontato con uno stile che vorrebbe assomigliare nel suo glaciale rigore a film come L'argent di Bresson. In realtà sembra più una versione paludata dell'efficace secchezza caratteristica della 'mano' di un suo coetaneo ben più dotato, l'Alejandro Amenàbar di Apri gli occhi

VENEZIA 60 - "La macchia umana" di Robert Benton (Concorso) (di Simone Emiliani, del 31/08/2003)

Benton sta calorosamente attaccato ai corpi, lascia che alcuni personaggi appena abbozzati in fase di scrittura riescano ad avere vita autonoma, attraversa forme a metà tra thriller e noir in un set congelato come quello di "La vita a modo mio" o lasciando riafforare quelle tensioni razziali di "Le stagioni del cuore"

VENEZIA 60 - Incontro con Manoel De Oliveira, Stefania Sandrelli e Leonor Silveira, a proposito di "Um filme falado" (di Leonardo Lardieri, del 31/08/2003)

La parola come "atopia", intermezzo culturale, come terzo mondo tra la storia e la poesia del presente. Poca gente a salutare il maestro portoghese, in conferenza stampa. Con lui hanno partecipato all'incontro due delle attrici protagoniste del film: Stefania Sandrelli e Leonor Silveira.

VENEZIA 60 - I Nuovi Territori dell'alienazione (di Marina Nasi, del 30/08/2003)

L'isolamento dei Nuovi Territori: anarchia e solitudine, cecita' e mutismo, politica e tecnologia, passato e presente. Poca curiosita', molte pretese, un po' di ingenuita' e qualche immagine che vale la pena di vedere.

VENEZIA 60 - "Segreti di stato", di Paolo Benvenuti (Concorso) (di Simone Emiliani, del 30/08/2003)

Un vero cinema dell'imbalsamazione quello di Benvenuti, di sicuro rigore formale, ma quel rigore che fa sempre rima con grigiore, che si nega ogni movimento per addensare l'immagine di filmati documentari, disegni, fotografie di immagini-figurine

VENEZIA 60 - "Ru San (Goodbye Dragon Inn)", di Tsai Ming-liang (Concorso) (di Daniele Dottorini, del 29/08/2003)

Tsai Ming-Liang lavora in modo sempre più straordinario sulla dimensione temporale dello spazio, sulla persistenza ottusa dei corpi e degli oggetti anche di fronte al movimento di trasformazione del reale, alla sua sempre piu' evidente immaterialità'.

VENEZIA 60 - "Antenna", di Kazuyoshi Kumakiri (Controcorrente) (di Fulvio Baglivi, del 29/08/2003)

Dilatando e distorcendo la narrazione, Kumakiri arriva a fare del cinema "puro" (fuori/dentro spazio, tempo, testa), che scivola su se'stesso e attraversa il corpo sgraziato/straziato di Ryo Kase/Yuichiro (e il nostro).

VENEZIA 60 - "Last Life in the Universe", di Pen-ek-Ratanaruang (Controcorrente) (di Simona Pellino, del 29/08/2003)

Questo terzo lungometraggio del regista thailandese Pen-ek-Ratanaruang, e' un film dall'umorismo noir che gioca con il cinema di genere giapponese, con un occhio di riguardo a quello di Takeshi Kitano

VENEZIA 60 -"Twist", di jacob Tierney (Settimana della Critica) (di Francesco Zippel, del 29/08/2003)

Dickens e' dietro l'angolo ma Tierney attinge con intelligenza al presente per realizzare il suo racconto di emarginazione giovanile, aiutato dall'intensa interpretazione di Nick Stahl

VENEZIA 60 - "Monsieur Ibrahim et les fleurs du Coran", di Francois Dupeyron (fuori concorso) (di Leonardo Lardieri, del 29/08/2003)

Delicata storia di un sorriso. Dupeyron apre e chiude il campo con leggera immediatezza. Nella periferia parigina dei primi anni '70, puttane ad ogni ora fanno da raccordo tra un anziano mussulmano e un giovane ebreo. Con il viaggio in terre lontane sarа come ritrovarsi per non perdersi nel "mare immenso" delle civiltа.

VENEZIA 60 - "Le Soleil Assassiné", di Abdelkrim Bahloul (Controcorrente) (di Fulvio Baglivi, del 29/08/2003)

Bahloul, regista algerino, attraverso il racconto del martirio del poeta Jean Senac, affronta con sincerità la piaga della "violenza di Stato" che da più di cinquant'anni devasta l'Algeria. Ad alleggerire l'idea, troppo piena di metafore, è - fortunatamente - la presenza fisica degli interpreti

VENEZIA 60 - "Lezate Divanegi" (Joy of Madness), di Hana Makhmalbaf (settimana della critica) (di Leonardo Lardieri, del 29/08/2003)

Con camera digitale, l'ultima dei Makhmalbaf, Hana (ha solo 15 anni), trova il modo di confezionare un lungometraggio di delicata precarietà. Nel "dondolio", ormai consolidato, tra finzione e realtà, stancamente la macchina prova a filtrare tra i burka afghani. L'occhio è incerto e ristagna affannosamente in superficie

VENEZIA 60 - Ruiz e il serial killer: "Une place parmi les vivents", (controcorrente) (di Massimo Causo, del 28/08/2003)

A pochi mesi dal passaggio in concorso a Cannes di "Ce jour-la", il regista cileno porta a Venezia "Une place parmi les vivents", un noir hammettiano che racconta il patto tra uno scrittore senza storie e un assassino con troppo storie

VENEZIA 60 - "Raja", di Jacques Doillon (Concorso) (di Simone Emiliani, del 28/08/2003)

Doillon insiste su qella tendenza a catturare l'improvvisazione, a inquadrare tensioni dopo aver appositamente surriscaldato i propri personaggi che da sempre costituisce uno degli elementi del suo cinema migliore. Il suo metodo con "Raja" però, dietro l'apparente istintualità e immediatezza è come programmaticamente manovrato

VENEZIA 60 - C'era una volta El Mariachi - incontro con Salma Hayek, Johnny Depp e Robert Rodriguez (di Marina Nasi, del 28/08/2003)

"Once upon a time in Mexico" è un film sulla liberta'. In Messico non ci sarebbe alcun bisogno di un Mariachi: basterebbero un po' meno colpi di pistola."

VENEZIA 60 - "Anything Else" di Woody Allen (Fuori Concorso) (di Simone Emiliani, del 27/08/2003)

Forse l'atteggiamento di Allen, che ha aperto oggi la Mostra, di realizzare ormai in maniera dichiarata, dei film-giocattolo, induce una maggiore apertura verso un cinema che ormai non si vergogna più di esibire i propri difetti, che utilizza soluzioni visive di estrema semplicità

VENEZIA 60 - Nel fango della laguna: "Camur", di Dervis Zaim (Controcorrente) (di Federico Chiacchiari, del 27/08/2003)

Camur, che vuol dire fango, gioca e riflette con una carica metaforica a dir poco ridondante sugli orrori, i malumori, le ossessioni e le follie generate dalla guerra tra Grecia e Turchia che, nel 1974, generò la spartizione in due dell'isola. Un film fatto di materia, di liquami, di una fisicità assoluta, scisso (indeciso) tra commedia e tragedia

VENEZIA 60 - Il calendario del Festival (del 21/08/2003)

Tutto il programma del festival con i film per il pubblico, giorno per giorno. E le informazioni sui biglietti e gli abbonamenti.

VENEZIA 60 - ANTEPRIMA Incontro con Matthew Brown, regista di "My Father's Garden" (di Sebastiano Lucci, del 20/08/2003)

Matthew Brown, al debutto dietro la macchina da presa, dirige la "nostra" Maya Sansa nel ritratto della psiche di una donna che si confronta per la prima volta con suo padre e con il suo passato. Un'opera ricca di atmosfere, visionaria, tra Cassavetes e Kieslowsky. Il mediometraggio sarà a Venezia nella sezione Nuovi Territori il 3 settembre.

Venezia 60 dalla A alla Z Percorso alfabetico della Mostra del Cinema 2003 (di Simone Emiliani, del 01/08/2003)

Attese, previsioni, indiscrezioni, curiosità. Giunta alla 60° edizione, la Mostra di Venezia parte con un programma che, sulla carta, appare di alto livello. Proviamo a giocare un po' con i tormentoni del Festival...

VENEZIA 60 - Il Miracolo di Winspeare (di Daniele De Blasi, del 31/07/2003)

A sorpresa il cineasta "ogogliosamente salentino" di "Pizzicata" e "Sangue Vivo" è in concorso con il suo "Il miracolo". Ripubblichiamo volentieri l'intervista sul set realizzata lo scorso anno

VENEZIA 60 - "The Dreamers": sul set di Bertolucci (del 31/07/2003)

Un omaggio a Godard, a Parigi e al '68: nel suo ultimo film, Bernardo Bertolucci celebra la sacra trinità di sesso, politica e cinema. In attesa di vedere alla Mostra di Venezia il nuovo film di Bertolucci, ripubblichiamo dalla nostra rubrica "Lette e...riviste", il reportage dal set di David Thomson, da "Film Comment" di Novembre/Dicembre 2002

VENEZIA 60 - L'industria dei prototipi - Omaggio ai produttori (del 31/07/2003)

Steve Della Casa presenta la retrospettiva - da lui curata - sui i produttori italiani che hanno cercato di rendere esportabile il nostro cinema, sia con il cinema dei maestri che con gli Ercole o con gli horror. Con grandi e piccoli budget. Proponendo la pop art vista da Fellini, ma anche rielaborata da Mario Bava, da Giulio Questi e Kim Arcalli

VENEZIA 60 - Tutti gli altri film della Mostra (del 31/07/2003)

Proiezioni speciali, Eventi collaterali, Retrospettiva, Concorso Cortometraggi

VENEZIA 60 - I film FUORI CONCORSO (del 31/07/2003)

Grandi nomi fuori dalle bagarre competitive: da Bernardo Bertolucci a Robert Benton, passando per Woody Allen (che inaugura il Festival), i fratelli Coen, Ridley Scott, Robert Rodriguez, Jim Jarmusch

VENEZIA 60 - I NUOVI TERRITORI (del 31/07/2003)

"Laboratorio di ricerca e finestra aperta sul futuro", tra fiction e non-fiction, la sezione curata da Serafino Murri e da Fabrizio Grosoli

VENEZIA 60 - CONTROCORRENTE (del 31/07/2003)

L'altro concorso della Mostra, quello dei film "sperimentali". Tra gli altri Ciprì e Maresco, Sofia Coppola, Lars Von Trier, Babak Payami, Raoul Ruiz, John Sayles, Gianluca Maria Tavarelli

VENEZIA 60 - I film del CONCORSO (del 31/07/2003)

Tre italiani, Marco Bellocchio, Paolo Benvenuti ed Eduardo Winspeare. Tra gli altri Takeshi Kitano, Tsai Ming-Liang, Bruno Dumont, Amos Gitai, Manoel De Oliveira

VENEZIA 60 - 18a. Settimana Internazionale della Critica (di Giorgia Bernoni, del 22/07/2003)

Presentate a Roma le otto opere prime che costituiranno la "Settimana della Critica" in programma alla Mostra del Cinema di Venezia dal 28 agosto al 5 settembre. Evento dell'edizione la proiezione di "Barravento", pellicola restaurata del regista brasiliano Glauber Rocha.
 

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“Probabilmente” di Nello Ferrara
Il 2 settembre la presentazione
Fabio Volo... in più
Il suo romanzo diventa film
Arriva Senza scrittori
Il 3 settembre all'Azzurro Scipioni
Jim Jarmusch tra cinema e musica
Tra i nuovi progetti un documentario su Iggy Pop
Venezia 67 - Napolitano all'inaugurazione
Il Presidente della Repubblica prenderà parte alla cerimonia d'apertura
Venezia 67 - Tutta la stampa in fila
La Mostra apre tra disagi e malumori
Aperte le votazioni per il Trailers FilmFest
Entra nel vivo il concorso giunto all'ottava edizione
La notte di Pandolfi e Timi
Iniziano le riprese del film della Comencini
Blockbuster verso il fallimento
L’home video conosce la crisi
Natalie Portman in copertina su "Film Tv"
Approfondito speciale sul 67° Festival di Venezia
'The Pacific' sbanca gli Emmy, standing ovation per Clooney
Mad Men è la Migliore Serie Drammatica
Morto regista Alain Corneau, aveva 67 anni
Nel 1991 il premio Cesar  per il film "Tutte le mattine del mondo"
Herzog + Lynch il 10 settembre
My Son My Son What Have You Done arriva in sala
Isabella Rossellini presidente della giuria al festival di Berlino
Lo hanno annunciato gli organizzatori della rassegna cinematografica.
Toy Story 3 supera il miliardo!
Il film della Pixar entra nel ristretto club dei film miliardari.
VENEZIA 67 - Se hai una montagna tienila all'ombra
Un Grand Tour alla ricerca della cultura in Italia. Di Elisabetta Sgarbi
Salta Procida?
A forte rischio il Festival diretto da Enrico Ghezzi
Oscar alla carriera per Coppola
E' il quinto per il regista italoamericano
VENEZIA 67 - John Woo e la sua ultima creatura
Per il  Leone d'Oro alla carriera Il 3 settembre prima mondiale di 'Jianyu'  
VENEZIA 67 - Festa per i 25 anni di Ciak
Mercoledi' 8 settembre ospiti d'eccezione per 'Cheek to Ciack 2010'
Festival di Roma: apre Keira Knightley con 'Last Night'
Si parte il 28 ottobre fino al 5 novembre