VENEZIA 59

VENEZIA 59 - Matrici nascoste di cinema: Falce, Martello e fascio (di Daniele Dottorini, del 09/09/2002)

la retrospettiva veneziana sul cinema sovietico, pur nella sua marginalità, rilancia con forza, l'idea del cinema come ricerca di un linguaggio e di uno sguardo.

VENEZIA- 59 "Due amici" di Spiro Scimone e Francesco Sfameli (Settimana della critica) (di Iole Giannattasio, del 09/09/2002)

La reiterazione e il rispetto del gesto rituale che si fa tradizionale restituiscono i canoni di una meridionalità già connotata dall'uso del dialetto che è quasi gergo di riconoscimento in una città estranea. Un essere "del sud" che è insieme adattamento e stupore davanti alla diversità

VENEZIA 59 - "Un monde presque paisible" di Michel Deville (Concorso) (di Simone Emiliani, del 08/09/2002)

Deville cerca forse di far sentire quel respiro, quella grazia prevertiana o quell'impressionismo "en-plein-air" alla Renoir come nel finale. Ma alla fine la sicurezza artigianale del cineasta francese relega la sua opera in quella linea d'ombra in compagnia dei Chabrol e i Malle meno ispirati.

VENEZIA 59 - "L'anima gemella" di Sergio Rubini (Controcorrente) (di Simone Emiliani, del 08/09/2002)

Lo sperimentalismo di Rubini appare più convincente delle opere precedenti anche se ruoli secondari sono ancora troppo tipizzati ed è ancora eccessivamente insistita la caratterizzazione dialettale. Ma forse è proprio da opere come "L'anima gemella", nei momenti più liberi, che potrebbe ricrearsi una nuova forma di "commedia all'italiana"

VENEZIA- 59 "Emtehan" (L'esame), di Nasser Refaie (Settimana della critica) (di Iole Giannattasio, del 07/09/2002)

Un esame diviene la prova simbolica dell'ostilità verso la realizzazione della donna. Il film iraniano segue l'attesa delle ragazze con una leggerezza che rende ancora più evidenti la tenacia e la solidarietà di individualità deboli nel loro ruolo sociale ma forti di una determinazione basata sulla dolcezza e sulla collaborazione

VENEZIA 59 "La forza del passato" di Piergiorgio Gay (Concorso) (di Massimo Causo, del 07/09/2002)

Labile narrativamente, squadrato nei caratteri, rigido nei dialoghi, futile nelle diversioni del racconto: "La forza del passato" lascia per strada quello che trova e si consegna al pubblico privo d'identità.

VENEZIA 59- 10 Registi e un demagogo: "11'09''01" (di Fulvio Baglivi, del 07/09/2002)

Film collettivo di 11 episodi che invitano a riflettere sulla complessità dell'evento. Tutt'altro che accondiscendenti con la "vulgata dei palazzi", autori di provenienza diversa allargano lo sguardo e frantumano il monolito 11settembre imposto ai nostri occhi.

VENEZIA 59 - Esseri invisibili: "Dirty Pretty Things", di Stephen Frears (di Federico Chiacchiari, del 06/09/2002)

Frears non cede alle derive "sociali" della storia e lascia muovere i suoi protagonisti dentro percorsi soggettivi, dove le storie individuali non assurgono a metafora del mondo. E il film si fa godere per quegli attimi fuggenti dove Okwe e Senay si incontrano, si sfiorano, immersi dentro un contenitore londinese che sembra tanto più grande di loro

VENEZIA 59 - "Naqoyqatsi" di Godfrey Reggio (Fuori concorso) (di Simone Emiliani, del 06/09/2002)

Un'operazione estrema, sempre sul rischio di un sospetto di estetismo, ma comunque anche la forma di uno sperimentalismo fortemente coerente, realizzata da un cineasta che continua a negare la "parola". La vita per Reggio, come la "trilogia qatsi" dimostra, è solo la fusione di musica e immagini.

VENEZIA 59 - Guardare il nulla : "The Tracker", di Rolf de Heer (di Simone Emiliani, del 06/09/2002)

De Heer si appropria vergognosamente di un genere classico (ma il western o il musical?) smembrandolo senza rispetto, condizionandolo con un didascalismo senza pudore in cui un interminabile e tormentoso motivo sonoro sottolinea le azioni e gli stati d'animo

VENEZIA 59- "Xiaocheng zhi chun (Springtime in a small town)" di Tian Zhuanghuang (Controcorrente) (di Fulvio Baglivi, del 06/09/2002)

Remake che cerca nel passato una attuale volontà di rinascita, "Springtime in a small town" è anche il confronto tra due registi di epoche diverse che lottano per l'ampliamento dello sguardo contro la cultura della cecità.

VENEZIA 59 - L'amore come una dolce morte: "Dolls", di Takeshi Kitano (di Federico Chiacchiari, del 05/09/2002)

Kitano spoglia il suo film di ogni ironia, rinchiude le sue "marionette" dentro paesaggi avvolgenti e costumi abbaglianti, spingendo oltre ogni limite la sua riflessione sul "trattare la morte" come "qualcosa che si può scegliere", al contrario della vita. Una dolce morte sublime, di corpi abbandonati dai sentimenti, vaganti come anime sommerse

VENEZIA 59 - Miracoli del cuore: "Julie Walking Home", di Agnieszka Holland (di Federico Chiacchiari, del 05/09/2002)

La Holland ci sorprende con una storia forte e difficile, sospesa sul filo del rasoio di un melodramma capace di mescolare con abilità crisi di coppia, tragedie familiari, paura della perdita dell'altro, bisogno di credere nei miracoli, di innamorarsi dei propri sogni... Un folle mèlo concentrato di storie e sentimenti strizzati all'inverosimile

VENEZIA 59 - "Rosa Funzeca" di Aurelio Grimaldi (Eventi speciali) (di Simone Emiliani, del 05/09/2002)

"Rosa Funzeca" è soprattutto un'opera di personaggi, dove il raggio d'azione più ampio de "Le buttane" si chiude essenzialmente su quello della protagonista. Alla fine questo film di Grimaldi è forse meno disturbante, meno difficile delle opere precedenti. Ma non per questo meno importante.

VENEZIA 59 - "My Name Is Tanino", di Paolo Virzì (Fuori Concorso) (di Simone Emiliani, del 05/09/2002)

Opera già calcolata per piacere, ma al tempo stesso con quell'atteggiamento di superiorità intellettuale che si nega di lasciarsi racchiudere nella formula del cinema commerciale. Tutto l'universo che gira attorno a Tanino è infine composto di figure volutamente deformate ma inconsistenti, alle quali viene negata la minima possibilità di esistenza

VENEZIA 59- "Mizu no Onna" (Woman of Water) di Hidenori Sugimori (Settimana della critica) (di Iole Giannattasio, del 05/09/2002)

La necessità di una bellezza che sia amorevole e consolatrice come una madre è il segno più nitido di una regia femminile, quella di Hidenori Sugimori, che infonde alle immagini un sentimento ai limiti dell'estetismo ma tuttavia umano e pietoso.

VENEZIA 59- "El caballero don Quijote" di Manuel Gutiérrez Aragòn (Eventi speciali) (di Fulvio Baglivi, del 05/09/2002)

Messa in scena a metà tra un pessimo spettacolo teatrale e una fiction educativa, "El caballero don Chisciotte" andrebbe usato come esempio di tutto ciò che il cinema non dovrebbe mai essere.

VENEZIA 59 - "Rosy Fingered Dawn - Un film su Terrence Malick" di Luciano Barcaroli, Carlo Hintermann, Gerardo Panichi, Daniele Villa (Nuovi Territori) (di Francesco Zippel, del 04/09/2002)

Documentario di grande intensità e straordinario interesse, "Rosy Fingered Dawn# riesce a illuminare la sfuggente figura di Terrence Malick proprio come lui avrebbe voluto: rafforzandone il mito ma lasciandolo dietro le quinte.

VENEZIA 59 - "Un homme sans l'occident", di Raymond Depardon (Controcorrente) (di Federico Chiacchiari, del 04/09/2002)

Film spietato con lo spettatore abituato ai ritmi visuali di MTV o dei "blockbusters movies", l'opera di Depardon e' asciutta, solare ed essenziale, proprio come la storia di "uomini del deserto" che racconta. Eppure e' un film in grado di regalare, a chi e' disposto a lasciarsi penetrare dalle immagini dei momenti di irripetibile bellezza e incanto

VENEZIA 59 - "Un viaggio chiamato amore", di Michele Placido (Concorso) (di Massimo Causo, del 04/09/2002)

Il cinema di Placido resta sempre ingaggiato in se stesso, nel furente gioco di chi cerca di capire il mondo attraverso un'idea di passione e di impegno che non appartiene al suo tempo. "Un viaggio chiamato amore" e' insieme lieve di passioni allo stato puro e pesante di sensibilissima gravità emotiva; fragile di ingenuità e forte di certezze.

VENEZIA 59- "The missing gun" di Lu Chuan (di Fulvio Baglivi, del 04/09/2002)

Al suo primo film, Lu Chuan prova a descrivere tutta la Cina contemporanea con maniere occidentali. Il risultato è un'opera(zione?) incompleta, alla ricerca di uno stile, veloce e superficiale come un videoclip, ma retta dalla bravura di Jiang Wen.

VENEZIA 59 - "Music for Weddings and Funeral" di Unni Straume (Controcorrente) (di Francesco Zippel, del 04/09/2002)

Come intrappolata in un edificio-lago di Alvar Aalto la Straume si aggira furtiva nei meandri della narrazione, consapevole dell'ingresso risolutore della guest-star, dietro cui nasconde la debolezza del suo melo familiare, ma conscia della via d'uscita.

VENEZIA 59 - Il cuore nero di Clint: "Blood Work" di Clint Eastwood (Fuori concorso) (di Simone Emiliani, del 04/09/2002)

Dietro questo altro grande film, il cinema di Eastwood continua a conservare la propria "fascinazione", affidandosi anche all'abile scrittura di Brian Helgeland, nel dare vita a una forma rarefatta di "post-noir".

VENEZIA 59 - "Ten Minutes Older: The cello" di Bernardo Bertolucci, Mike Figgis, Jiri Menzel, Istvàn Szabò, Michael Radford, Claire Denis, Volker Schlöndorff, Jean-Luc Godard (Fuori Concorso) (di Simona Pellino, del 04/09/2002)

Dieci minuti per riflettere sul concetto di tempo. Dieci minuti di grande cinema dedicati alla memoria e alla percezione del nostro essere nel mondo. Secondo film collettivo della sezione Fuori Concorso, "Ten Minutes Older" è la seconda parte di un dittico già presentato a Cannes. Tra i registi, il maestro Jean-Luc Godard

VENEZIA 59 - "Bear's Kiss" di Sergei Bodrov (Concorso) (di Simone Emiliani, del 04/09/2002)

La presunta magia in "Bear's Kiss" non produce mai libertà. Crea piuttosto quella distanza da personaggi dei quali non ci si appropria delle loro frustazioni e aspirazioni e da luoghi che, senza la didascalia, non avrebbero neanche la minima riconoscibilità

VENEZIA 59- "Zmej" (The Kite) di Aleksej Muradov (Settimana della critica) (di Iole Giannattasio, del 03/09/2002)

L'agonia della Russia dei primi anni novanta dove tutto appare faticoso e penato, ogni gesto sembra essere troppo ponderoso, richiedere troppe energie e l'amplificazione dei rumori popola lo spazio con più vigore delle persone sovrapponendosi ad esse e schiacciandole.

VENEZIA 59 - Incontro con Kathryn Bigelow, Harrison Ford e Liam Neeson per "K-19 The Widowmaker" (di Iole Giannattasio, del 03/09/2002)

La Bigelow e i due protagonisti parlano delle difficoltà incontrate nel realizzare un film sul soggetto ancora scottante della guerra fredda affrontandolo ponendosi dal punto di vista dell'Unione Sovietica. Precisano inoltre i termini dell'insuccesso americano e illustrano l'accoglienza nell'ex Urss

VENEZIA 59 - "L'homme du train" di Patrice Leconte (Concorso) (di Guglielmo Siniscalchi, del 03/09/2002)

"L'homme du train" è una specie di commedia dei sentimenti dai risvolti noir che accarezza i due protagonisti - il rapinatore Johnny Hallyday e un ispiratissimo Jean Rochefort nel ruolo del professore - con quel tocco e quella grazia che ricorda alcuni vecchi film di Leconte come "Ridicule" e, soprattutto, "Il marito della parrucchiera"

VENEZIA 59 - "Mon Huan bu luo", di Chen Wen-tang (settimana della critica) (di Iole Giannattasio, del 03/09/2002)

Il ricordo della purezza perduta spinge personaggi alla ricerca di un'immagine pacificante secondo le tradizioni delle tribù aborigene taiwanesi di cui il regista è un esperto studioso. La visione di un sogno guida la composizione del film avvolgendolo in una pellicola acquea

VENEZIA 59 - Vite ricostruite: "Nacht" di Doris Dörrie e "B comme Béjart" di Marcel Schüpbach (di Simone Emiliani, del 03/09/2002)

L'opera della regista tedesca unisce quel presuntuoso intellettualismo europeo con la formula della commedia statunitense. Nel documentario sul coreografo, Béjart è presente ma non si rivela mai.

VENEZIA 59 - L'allergia del vivere: "Far From Heaven" di Todd Haynes, e "The Best of Times" di Chang Tso-chi (di Federico Chiacchiari, del 03/09/2002)

Omaggio dichiarato al mèlo anni Cinquanta di Douglas Sirk "Far From Heaven" è anche, sottilmente, un remake del secondo film di Todd Haynes, quel "Safe" che fu interpretato nel '95 sempre da Julianne Moore. Mèlo neoclassico, nello stile della "nuova onda" americana, mentre da Taiwan arriva un bel film di un allievo di Hou- Hsiao-Hsien

VENEZIA 59 - "Ripley's Game" di Liliana Cavani (Fuori concorso) (di Guglielmo Siniscalchi, del 03/09/2002)

Staticità emotiva e approssimazione stilistica: ecco le cifre che contraddistinguono questo inutile e noioso prodotto già pronto per una prima serata televisiva.

VENEZIA 59- "Ken Park" di Larry Clark (di Fulvio Baglivi, del 03/09/2002)

"Ken Park" è un film da non vedere anche se bello da guardare. Ancora una volta Larry Clark e Harmony Korine si arrogano il diritto di offendere una generazione, banalizzandone le sue forme d'espressione più intime sotto uno sguardo pietista

VENEZIA 59 - "K-19: The Widowmaker", di Kathryn Bigelow (di Massimo Causo, del 02/09/2002)

Dalla regista americana, la cronaca degli eventi che nel 1961, in piena Guerra Fredda, rischiarono di innescare un'escalation nucleare tra le due superpotenze

VENEZIA 59 - "Führer Ex" di Winfried Bonengel (Concorso) (di Guglielmo Siniscalchi, del 02/09/2002)

Galleria di volti e personaggi poco credibili, facce che assomigliano ai protagonisti di qualche episodio de "L'ispettore Derrick" e sembrano non saper cosa fare su un set spesso contaminato da inutili eccessi di violenza

VENEZIA 59 - "Rokugatsu No Hebi" (A Snake of June) di Shunya Tsukamoto (Controcorrente) (di Guglielmo Siniscalchi, del 02/09/2002)

Uno spazio circolare segnato da ricorrenze e ripetizioni, da ciclici passaggi di desiderio in delicato equilibrio umorale fra vertigine del reale o alienazione del virtuale, racchiuso in un set disseminato di orifizi, fori, interfacce cronenberghiane

VENEZIA 59 - "Dom Durakov" (La casa dei pazzi) di Andrej Konchalovskij (Concorso) (di Simone Emiliani, del 02/09/2002)

Anche se figurativamente attraente, "Dom Durakov" però è ormai il segnale di un cinema stanco, diviso tra le allegorie fantastiche dello Jiri Menzel più svogliato e la frenesia "post-kusturikiana" di Pavel Longuine

VENEZIA 59 - "La Boite magique" (FUORI CONCORSO)di Ridha Behi (di Francesco Zippel, del 02/09/2002)

Film della memoria, non solo cinematografica, "La boite magique" si sviluppa nella continua alternanza passato/presente come un atipico romanzo di formazione in progress che non riesce però a catturare davvero il lettore/spettatore.

VENEZIA 59 - Arrivano i corti! (di Francesco Zippel, del 02/09/2002)

Tra parodie, animazioni, racconti surreali e di guerra, si presentano i corti in concorso.

VENEZIA 59 - Musicoscope "Addio del passato" di Marco Bellocchio (Nuovi territori) (di Simona Pellino, del 02/09/2002)

Dopo Mario Martone e Luca Ronchi ed il loro omaggio alla pittura, il cinema italiano torna a contaminarsi con altri linguaggi, nel tentativo di esplorare, attraverso la musica, nuove strategie di sguardo e di comunicazione

VENEZIA 59- "Poniente" di Chus Gutièrrez (Controcorrente) (di Fulvio Baglivi, del 02/09/2002)

Regista di origini andaluse e giramondo, Chus Gutiérrez nel suo film eleva un piccolo paese della Spagna meridionale a simbolo dell'occidente contemporaneo.

VENEZIA 59 - La lentezza e il sorriso riconquistato: "Vendredi soir", di Claire Denis (di Federico Chiacchiari, del 01/09/2002)

Ecco un film in cui il cinema sembra volersi dotare, come la protagonista, di uno "sguardo nuovo" sulle cose e sulla realta'. Lo stile della Denis lascia il segno, per quel suo gioco ravvicinato sui corpi, per la Parigi inedita e confusa che ci mostra, per quella voglia di sorridere alla vita e alle sue meravigliose, quanto assurde, possibilita'

VENEZIA 59 - "Velocità massima" di Daniele Vicari (Concorso) (di Simone Emiliani, del 01/09/2002)

Emerge più il modello produttivo di Procacci piuttosto che la visione di Vicari. Lo sguardo del regista sembra negare al film quella potenziale spettacolarità (soprattutto nelle riprese delle corse) in un'opera che invece si alimenta di continui spostamenti

VENEZIA 59 - "Roger Dodger" di Dylan Kidd (Settimana della Critica) (di Iole Giannattasio, del 01/09/2002)

Film sulla parola, sulle abilità dialettica, che coinvolge un valzer di personaggi e soprattutto il protagonista Roger in una Manhattan sfavillante e nevrotica

VENEZIA 59- "Bertinotti al Lido" (di Fulvio Baglivi, del 01/09/2002)

Nell'incontro pomeridiano presso lo stand di Filmcritica, che presentava in anteprima il prossimo numero contenente una conversazione tra Pietro Ingrao e la redazione, il segretario di Rifondazione è intervenuto parlando di cinema, critica e "autonomia".

VENEZIA 59 - La redenzione di Hollywood: "Road to Perdition" di Sam Mendes (di Federico Chiacchiari, del 01/09/2002)

"Road to Perdition" e' un film raggelante, ma non freddo e senz'anima, e' esteticamente curato fino all'eccesso, ma fa della rilettura del cinema classico hollywoodiano la sua ragion d'essere, un cinema di cui se ne cerca di catturare l'essenza interiore ma non lo sguardo, ormai inevitabilmente incantato e alla deriva della visione "postmoderna".

VENEZIA 59 - "Un honnête commerçant", di Philippe Blasband (Settimana della critica) (di Iole Giannattasio, del 01/09/2002)

Blasband, regista teatrale e drammaturgo, intesse l'equilibrio significante del film sull'architettura geometrica degli spazi. Il gioco di ruoli che si stabilisce tra l'indagato e gli ispettori si precisa nella opposizione dei loro corpi nello spazio della stanza, come alla ricerca di una razionalità estetica che trascini la logica nel paradosso

VENEZIA 59 - "Au plus près de Paradis" di Tonie Marshall (Concorso) (di Simone Emiliani, del 01/09/2002)

La Marshall guarda a "Un amore splendido" di McCarey così come De Palma guarda ad Hitchcock. Con un'immediatezza, una spontaneità in cui l'atto sembra farsi sempre assecondare dal piacere per poi contraddirlo

VENEZIA 59 - "Nuomos Sutartis", (controcorrente) di Kristijonas Vildziunas (di Fulvio Baglivi, del 31/08/2002)

Nel tentativo di mostrare l'attuale spaesamento etico e etnico della nuova classe media lituana, "L'affitto" fa emergere le difficoltà di un cinema che rischia di annegare in sterili formalismi d'importazione.

VENEZIA 59 - Frammenti di morte: "Public Toilet" di Fruit Chan e "La virgen de la lujuria" di Arturo Ripstein (di Simone Emiliani, del 31/08/2002)

Forti segnali di vitalità nella sezione "Controcorrente" con il panteismo fisico del regista di Hong Kong e l'esasperazione mélo di quello messicano.

VENEZIA 59 - Incontro con Salma Hayek (di Francesco Zippel, del 31/08/2002)

L'attrice messicana presenta "Frida", il film d'apertura della Mostra, dedicato alla grande pittrice messicana Frida Kahlo.

VENEZIA 59 - "Between Strangers - Cuori estranei" di Edoardo Ponti (Fuori Concorso) (di Simone Emiliani, del 31/08/2002)

Il film di Ponti, poteva essere l'esordio cinematografico di uno studente diligente. Peccato che alla fine sia stato realizzato con l'atteggiamento da primo della classe.

VENEZIA 59 - "Nha Fala" di Flora Gomes (Concorso) (di Fulvio Baglivi, del 31/08/2002)

Colorata e leggera commedia musicale, che attraverso il percorso della giovane africana Vita, esprime l'energia positiva di un continente impegnato a ritrovare la propria voce. Affrontando allegramente la "necessità" della morte e il bisogno di rinascita.

VENEZIA 59 - "Rosa la China" di Valeria Sarmiento (di Iole Giannattasio, del 30/08/2002)

Ciò su cui si vuole attirare l'attenzione, in un film a metà strada tra il dramma e la farsa, è il modo nel quale i personaggi reagiscono alle sventure della sorte, soffocati in una Cuba resa claustrofobia da un eccesso di allegorie, in cui gli scenari sono afosamente schiacciati dal perimetro angusto delle tinte violente.

VENEZIA 59 - Sotto il segno della Miramax: "Frida" di Julie Taymor e "Full Frontal" di Steven Sodebergh (di Simone Emiliani, del 30/08/2002)

La Miramax negli ultimi anni sembra confezionare programmaticamente opere che seguono un preciso "dogma" narrativo, fotografico e scenografico. Con "Frida" e "Full Frontal" la società dei fratelli Weinstein si espande nel set messicano in una ricostruzione biografica nel primo e con un'apparente costruzione da cinema indipendente nel secondo

VENEZIA 59 - Angeli sopra Malmoe: "Lilja 4-Ever", di Lukas Moodyssonn (di Federico Chiacchiari, del 29/08/2002)

Parte con le asperità sonore dei Rammstein la "nuova Mostra" dehadelniana, in un film sul disagio giovanile pericolosamente indeciso tra uno sguardo sul reale assolutamente convenzionale e un finale folle che sembra quasi contraddirne lo "statuto d'autore" di partenza, rovesciandone il senso e le linearità emozionali.
 

Cerca nel sito

Cerca nel sito



News

Cinema e Impegno secondo... MicroMega
E' uscito il numero speciale della rivista
Venezia 67 - Il caso Panahi
Oggi alle 15 alla Villa degli Autori
Venezia 67 - "L'ultimo film" di Hopper
Il ritorno del cinema indipendente americano
Venezia 67 - Sale la febbre "John Woo"
Due omaggi in programma oggi
“Probabilmente” di Nello Ferrara
Il 2 settembre la presentazione
Fabio Volo... in più
Il suo romanzo diventa film
Arriva Senza scrittori
Il 3 settembre all'Azzurro Scipioni
Jim Jarmusch tra cinema e musica
Tra i nuovi progetti un documentario su Iggy Pop
Venezia 67 - Napolitano all'inaugurazione
Il Presidente della Repubblica prenderà parte alla cerimonia d'apertura
Venezia 67 - Tutta la stampa in fila
La Mostra apre tra disagi e malumori
Aperte le votazioni per il Trailers FilmFest
Entra nel vivo il concorso giunto all'ottava edizione
La notte di Pandolfi e Timi
Iniziano le riprese del film della Comencini
Blockbuster verso il fallimento
L’home video conosce la crisi
Natalie Portman in copertina su "Film Tv"
Approfondito speciale sul 67° Festival di Venezia
'The Pacific' sbanca gli Emmy, standing ovation per Clooney
Mad Men è la Migliore Serie Drammatica
Morto regista Alain Corneau, aveva 67 anni
Nel 1991 il premio Cesar  per il film "Tutte le mattine del mondo"
Herzog + Lynch il 10 settembre
My Son My Son What Have You Done arriva in sala
Isabella Rossellini presidente della giuria al festival di Berlino
Lo hanno annunciato gli organizzatori della rassegna cinematografica.
Toy Story 3 supera il miliardo!
Il film della Pixar entra nel ristretto club dei film miliardari.
VENEZIA 67 - Se hai una montagna tienila all'ombra
Un Grand Tour alla ricerca della cultura in Italia. Di Elisabetta Sgarbi
Salta Procida?
A forte rischio il Festival diretto da Enrico Ghezzi
Oscar alla carriera per Coppola
E' il quinto per il regista italoamericano
VENEZIA 67 - John Woo e la sua ultima creatura
Per il  Leone d'Oro alla carriera Il 3 settembre prima mondiale di 'Jianyu'  
VENEZIA 67 - Festa per i 25 anni di Ciak
Mercoledi' 8 settembre ospiti d'eccezione per 'Cheek to Ciack 2010'
Festival di Roma: apre Keira Knightley con 'Last Night'
Si parte il 28 ottobre fino al 5 novembre