TORINO 25

TORINO 25 - "Noise", di Matthew Saville (Concorso) (di Sergio Sozzo, del 06/12/2007)

Il film di chiusura del festival è un thriller imploso, una pellicola onirica e sospesa in notti interminabili di veglia passate ad ascoltare i deliri dei pazzi in una roulotte per le deposizioni dei testimoni volontari, come una via tutta australiana al genere, condotta dall’ennesimo personaggio-detective con problemi uditivi del cinema degli ultimi anni. (Video)

TORINO 25 - "L Y N C H", di blackANDwhite (Lo stato delle cose) (di Margherita Palazzo, del 04/12/2007)

Tele che cercano lo spirito di Francis Bacon, sigarette schiacciate a terra, un bastone chiodato e una guida pratica per far esplodere una mucca: il misterioso uomo mascherato alla guida di L Y N C H si serve di colore e bianco&nero, campioni di pioggia, elicotteri, macchinari e treni e segue il regista da vicino per esplorare liberamente il suo mondo

TORINO 25 - "Roma Residence", di Andrea Foschi, Marco Stefano Innocenti, Marco Neri, Pietro Pasquetti (Italiana.Doc) (di Giovanna Canta, del 04/12/2007)

Realizzato tra l’aprile del 2006 e l’agosto del 2007, il documentario ricostruisce la storia di uno dei luoghi simbolo del degrado urbano, ma soprattutto umano della città eterna. Cieli al tramonto a sorvegliare un immutato paesaggio di cemento, dove regnano fango e spazzatura. Un microcosmo di culture e tradizioni differenti, di gente che condivide la stessa precarietà, giorno dopo giorno, in attesa del prossimo sgombero

 

TORINO 25 - "Come John Cassavetes esiste solo John Cassavetes" - Incontro con Seymour Cassel e Al Ruban (di Tonino De Pace, del 04/12/2007)

Due degli amici più fidati di John Cassavetes, Seymour Cassel e Al Ruban, raccontano, davanti al pubblico del festival di Torino, il regista americano e quello che si disegna è il brivido dell’epoca, quella libertà espressiva che ha sempre guidato il lavoro di Cassavetes che il TFF, quest’anno, omaggia con una bella retrospettiva curata da Emanuela Martini e Jim Healy.

Torino 25 - "Jeonju Digital Project 2007: Memories" di Harun Farocki, Pedro Costa, Eugène Green (di Margherita Palazzo, del 03/12/2007)

 Memories, progetto voluto dal festival coreano Jeonju, per la prima volta proposto a tre registi europei, parla di fantasmi catturati attraverso il digitale: l’ autopsia su pellicole di deportazione, la visione radicale del tempo e un corteggiamento rohmeriano 

TORINO 25 - Il cinema di Anna Biller (Lo stato delle cose) (di Aldo Spiniello, del 03/12/2007)

I film della regista americana costituiscono un catalogo di luoghi comuni, tipi, situazioni, che rispondono a un immaginario (femminile) diffuso. Un lavoro sui cliché che si riflette sull’attenzione ai generi. Ne viene fuori un universo che ha rinunciato alla verosimiglianza per sposare la causa della “mistificazione”

TORINO 25 - "Los Ladrones Viejos", di Everardo Gonzàlez Reyes (Fuori Concorso) (di Lorenzo Leone, del 03/12/2007)

Città del Messico. Anni Sessanta e Settanta del secolo scorso. Everardo Gonzàlez Reyes porta alla ribalta un mondo marcio, dove la criminalità era un commercio ereditato di padre in figlio, che si imparava come un vasaio impara a creare un vaso con l’aiuto e l’esperienza di un maestro. Un affresco unico su una generazione di guardie e di ladri passati alla storia.

TORINO 25 - "Eastern Promises", di David Cronenberg (Anteprime) (di Sergio Sozzo, del 03/12/2007)

Per Cronenberg l’immagine resta rivelatrice: come se l’ambiguità che generava l’orrore di mutazioni nel profondo date/inflitte allo sguardo sia stata subito annullata dall’evidenza delle cose, una compostezza apparente sempre in realtà sostanzialmente eccedente, che almeno nella prima parte della pellicola non smette di lasciare spaesati.

TORINO 25 - "Lino", di Jean-Louis Milesi (Concorso) (di Giovanna Canta, del 02/12/2007)

Come già avvenuto con Camille des Lilas et les voleurs d’enfants, Lino è un  prodotto “low-cost”, che rappresenta una delle proposte più alternative tra quelle in concorso al Torino Film Festival di quest’anno. Durante la ricerca che lo mette sulle tracce del padre naturale del bambino orfano di madre, il protagonista si confronta con sé stesso e con l’ombra della donna di cui è stato innamorato

TORINO 25 - "Neandertal" di Ingo Haeb e Jan-Christoph Glaser (Concorso) (di Aldo Spiniello, del 01/12/2007)

Il rinnovamento, il mutar pelle, implica sempre un abbandono, un lasciar dietro qualcosa che ci è appartenuto. Un passaggio apparentemente desiderabile, che non può avvenire senza dolore. Haeb e Glaser ci parlano della crescita, della linea d’ombra, ma il film sembra disperdersi in mille rivoli, in frammenti di senso che faticano a trovare una compiutezza

TORINO 25 - "Adeul / My Son", di Jang Jin (Fuori Concorso) (di Lorenzo Leone, del 01/12/2007)

Un padre in prigione, un figlio adolescente fuori e un permesso di 24 ore dove potersi, finalmente, vedere: il film del coreano Jang Jin è la dimostrazione vivente che il cinema ha sempre bisogno di favole. Peccato che questa ennesima fiaba presentata al Torino Film Festival verrà ricordata soprattutto per certe sue omissioni e per alcune scelte narrative altamente discutibili.

TORINO 25 - "Farkas", di Tamás Tóth (Fuori concorso) (di Margherita Palazzo, del 01/12/2007)

Nikolai Sergelevich "risolve problemi" grazie all'alcool, alla possessione divina, al gelo siberiano e alla conoscenza della natura (vampirica) umana: Farkas si nutre dell’umorismo magico e tragico che illumina tante pagine di Bulgakov o di Gogol’  - un sistema di pensiero satirico, peculiare e difficilmente imitabile, strettamente imparentato allo spazio e alla  forma di un territorio (anche mentale, come avviene in altre geografie, Kaurismaki ad esempio), dove il comico è già tutto nell’assurdità maligna del ciclo vitale dell’intero universo

TORINO 25 - Ran Slavin: scultore audiovisivo tra la dipendenza dalla terra e lo sfruttamento della terra... (di Leonardo Lardieri, del 01/12/2007)

Folgorante scoperta nella sezione “La Zona” del festival: stupenda sinestesia audiovisiva di interferenze e convergenze, di tensione e caos. L’artista israeliano, già ospite alla Biennale di Architettura a Venezia, segna il passaggio dalla materia inanimata alla materia meccanizzata. Slavin segue l’immagine e il suono in quanto paradossi del tempo e dello spazio, mostrando la grande fossa comune dell’indifferenza che ci inghiotte

TORINO 25 - "Once", di John Carney (Anteprime) (di Lorenzo Leone, del 01/12/2007)

Dublino: un cantante di strada incontra una ragazza dell’Est Europa e sogna di potersi nuovamente innamorare. In realtà dovrà solamente aggiustarle una aspirapolvere rotta ed evitare di farsi troppe domande: direttamente dal Sundance un film che dove regna la musica e poco altro.    

TORINO 25 - "Der Rote Elvis", di Leopold Grun (Lo Stato delle Cose) (di Sergio Sozzo, del 01/12/2007)

Grun sembra sottolineare come Reed, cantante di rockabilly alla Presley finito a fare il cantautore politico nella Germania dell’Est, a Mosca, e nel Cile di Allende, non abbia mai in realtà abbandonato gli ideali dell’american way of living, ma che anzi li considerasse molto vicini alle teorie sviluppate dagli storici pensatori rivoluzionari.

TORINO 25 - "L'esame di Xhodi" di Gianluca e Massimo De Serio (Italiana doc.) (di Francesco Maggi, del 01/12/2007)

Il fondale di questo bel documentario dei fratelli torinesi De Serio si definisce nel percorso del racconto. Puntando al passaggio del testimone/sguardo tra i vari personaggi, professori e studenti dell’Accademia di Belle Arti di Tirana.

TORINO 25 - "Morceaux de conversations avec Jean-Luc Godard" di Alain Fleischer (Lo stato delle cose). (di Tonino De Pace, del 01/12/2007)

 

Morceaux de conversations avec Jean-Luc Godard di Alain Fleischer vede Jean-Luc Godard alle prese con la febbrile progettazione di installazioni o mentre elabora nuove idee con i suoi illustri interlocutori. La radicalizzazione che dà luogo ad una nuova ipotesi di cinema per approdare alla “semplicità” dell’immagine traducono le epifanie del pensiero godardiano.

TORINO 25 - "Lars and the Real Girl", di Craig Gillespie (Concorso) (di Giovanna Canta, del 01/12/2007)

Giovane regista americano proveniente dall’esperienza pubblicitaria, Craig Gillespie racconta con sorprendente ingenuità la storia di Lars e del suo provvidenziale incontro. Lars and the Real Girl è una ballata romantica, una fiaba meravigliosa ai confini della realtà, un accorato atto d’amore nei confronti della vita e delle sue incredibili scoperte. In concorso al Torino Film Festival

 

Torino 25 - "Enfances" di Yann Le Gal, Isild Le Besco, Joana Hadjithomas & Jalil (di Margherita Palazzo, del 01/12/2007)

 

Sei fantasie, sei carillon immaginari sull’infanzia come momento fondante di ossessioni, anche creative, che si rifletteranno sulla vita e sull’opera di alcuni celebri registi, da Fritz Lang a Jacques Tati, da Orson Welles a Ingmar Bergman, da Alfred Hitchcock a Jean Renoir.

TORINO 25 - "Antesala", di Pedro Freire (La Zona) e "Autohystoria", di Raya Martin (La Zona) (di Margherita Palazzo, del 01/12/2007)

Il “miracolo della vita” (e quello della morte) in alcuni luoghi del caos, Cuba e Filippine, una nascita che introduce un'esecuzione mortale, un’attesa e uno stordimento estenuante come un sogno difficile da sopportare senza soffrire ancora molte ore dopo il risveglio.

TORINO 25 - "The Princess of Nebraska", di Wayne Wang (Fuori Concorso) (di Francesca Bea, del 01/12/2007)

Tratto, come anche A Thousand Years of Good Prayers da un racconto di Yiyun Li, The Princess of Nebraska è l’immagine frammentata ed instabile di un corpo perso nel suo smarrimento e che fluttua in perenne movimento nello spazio, è il riflesso senza più unità di una forma destrutturata che non possiede un’identità

TORINO 25 - La canzone di Antoine: incontro con il regista di 'Song' (del 30/11/2007)

Antoine Barraud in una conversazione esclusiva ed informale con Sentieri Selvaggi a poche ore dalla conclusione della sconquassante proiezione al Greenwich del suo bellissimo lungometraggio d’esordio, incluso nella sezione La Zona, ci parla delle sue passioni e delle sue ossessioni, della lavorazione di Song, del suo cinema e di quello degli autori che stima.  (Video)

TORINO 25 - "Song", di Antoine Barraud (Zona) (di Sergio Sozzo, del 30/11/2007)

Piccolo grande miracolo a budget e script esiguo, con sorprendente libertà formale – Barraud reinventa l’impasto audiovisivo del digitale come continuo confondersi di segni e frammenti, appunti segnati direttamente sull’immagine e graffi impressi nel sonoro: il film si scrive letteralmente sui corpi dei protagonisti, sulle loro mani, sui loro occhi che guardano il cielo.

TORINO 25 - "An seh (Those Three)" di Naghi Nemati (Fuori concorso) (di Aldo Spiniello, del 30/11/2007)

Nella neve terra e cielo si confondo. E nel quadro bianco si muovono personaggi che perdono corpo per diventare figure, segni, idee. Il racconto si fa parabola, in cui politica e metafisica s’intrecciano sino a confondersi anch’essi. Ma nel candore neutro non c’è alcuna eco di dolore, di una ferita settica

 

Torino 25 - "The Replacement Child", di Justin Lerner (La Zona) (di Margherita Palazzo, del 30/11/2007)

Il saggio finale per un master di regia all’UCLA, cortometraggio di 25 minuti di un giovane regista della Pennsylvania, ci immerge nella provincia rurale americana languida e immobile, con un adolescente che ha adottato una bibbia e una canzone in riformatorio, diviso tra misticismo, rabbia e amicizia eterna.

TORINO 25 - "Celluloid N° 1" di Steve Staso (Lo stato delle cose) (di Francesco Maggi, del 30/11/2007)

Il lavoro di Steve Staso appare come un’impresa mirabile e ardita, quasi spavalda, per quel modo disinvolto e audace di mettere in scena i due focosi caratteri, ma si scioglie in docile irriverenza alla prova della narrazione.

TORINO 25 - "Razzle Dazzle -The Lost World", di Ken Jacobs (La zona) (di Lorenzo Leone, del 30/11/2007)

Ridurre l’immagine al nulla, arrivare al ground-zero della visione: Ken Jacobs continua a mettere sotto accusa lo statuto stesso dell’immagine e la sua composizione bio-chimica diviene il terreno di scontro per pulsioni nichiliste e azzeranti. Un viaggio di sola andata verso l’ignoto. 

TORINO 25 - "The Woven Stories of the Others", di Sherad Anthony Sanchez (Concorso) (di Lorenzo Leone, del 30/11/2007)

Pellicola barricadera nella forma e nel contenuto, divisa tra vecchio e nuovo, tra tradizione e innovazione, con lampi mistici ed esoterici senza capo né coda: l’esordio del giovane filmmaker filippino Sherad Anthony Sanchez, classe 1984, a tratti interessa per poi perdersi clamorosamente in un convulso misundertanding narrativo ed emotivo   

TORINO 25 - "In Fabbrica", di Francesca Comencini (Panorama Italiano) (di Leonardo Lardieri, del 30/11/2007)

Non è una storia dell’industria italiana, del suo progresso economico, dei ritardi o delle occasioni mancate, ma della realtà che vi sta dietro. È una storia di volti, di facce operaie, un ritratto delle persone che hanno popolato e popolano le fabbriche italiane. Cosicché il Novecento italiano incontra per l’ultima volta (forse) se stesso, al punto che è possibile descriverlo come il passaggio dall’età dell’ansia a quella del benessere presunto

TORINO 25 - "The Tracey fragments", di Bruce McDonald (Fuori Concorso) (di Annarita Guidi, del 30/11/2007)

Mezzo: tecnica combinatoria e immaginazione. Destinazione: mente di Tracey. The Tracey fragments usa le stesse armi-blob dello sfondo mediatico ormai incorporato nel profilo-cinema dell’adolescente occidentale, ma rompendo senza rimpianti le righe del reale arriva fino alla percezione di se stessi come immagine: capolinea di questa meravigliosa ragazzina, alienata e furibonda, interpretata da Ellen Page

TORINO 25 - "Naissance des Pieuvres", di Céline Sciamma (Concorso) (di Simone Emiliani, del 30/11/2007)

Comincia come una specie di film d’eau, ‘film d’acqua’ Naissance des pieuvres, opera prima della ventisettenne cineasta francese Céline Sciamma. L’acqua è quella della piscina, della doccia dello spogliatoio e diventa frequentemente specchio che riflette ansie, aspirazioni e inquietudini adolescenziali.

TORINO 25 - "Gyeong-ui-seon (The railroad)" di Park Heung-Sik (Torino 25). (di Tonino De Pace, del 30/11/2007)

Gyeong-ui-seon di Park Heung-Sik è un film di asciutta narrazione, di elegante messa in scena sul tema della solidarietà. Un film di sentimenti che la cinematografia asiatica, ancora una volta, fa diventare leggeri e impercettibili nella curata forma espressiva.

TORINO 25 - "The Tree of Ghibet" di Amedeo D'Adamo e Nevina Satta (Lo stato delle cose.). (di Tonino De Pace, del 30/11/2007)

The Tree of Ghibet di Amedeo D’Adamo e Nevina Satta non è solo un film, ma anche un laboratorio, così per la sua origine come per il suo esito finale, il prezioso lavoro sull’immagine e il “realismo dell’immaginazione” sono alla ricerca di una più consona misura espressiva per questa loro “fiaba viscerale”.

TORINO 25 - "A Thousand Years of Good Prayers", di Wayne Wang (Anteprime) (di Francesca Bea, del 30/11/2007)

I corpi descritti da Wayne Wang in A Thousand Years of Good Prayers, vincitore del Festival di San Sebastian, sono presenze che tracciano sullo schermo la loro separazione, chiuse nell’incapacità di esprimere la loro solitudine, intrappolate nella nostalgia di un calore, di una vicinanza che non è mai esistita e che non sono più capaci di desiderare

TORINO 25 - "Vogliamo anche le rose", di Alina Marazzi (Panorama Italiano) (di Simone Emiliani, del 29/11/2007)

Dopo Un’ora sola ti vorrei e Per sempre, la cineasta milanese sembra chiudere questa trilogia sulla condizione femminile con quest’altra straordinaria opera, che oltrepassa le barriere della forma-documentario per la sua di parlare e di far parlare in prima persona e di entrare con naturale complicità nella vita delle tre donne. Opera femminile ma mai femminista, dove in primo piano restano le esperienze e le emozioni

TORINO 25 - "Exodus", di Pang Ho-Cheung (Fuori Concorso) (di Francesca Bea, del 29/11/2007)

Exodus è un viaggio attraverso lo smarrimento di un’ombra, che abdica alla ricerca della verità. Pang Ho-Cheung penetra in un territorio instabile e disturbante, fatto dello stesso vuoto mediocre nel quale sono immobilizzati i suoi personaggi, proiezioni di vita opache e senza personalità

TORINO 25 - "Garage", di Lenny Abrahamson (Concorso) (di Marco Grosoli, del 29/11/2007)

La storia minimale di un candido “loser” dal cuore d’oro che vede la propria vita disfarsi davanti agli occhi. Come da copione, Lenny Abrahamson gestisce questa storia in punta di penna, rimanendo aderente a un orizzonte piano, minimale. Prevedibile ma non fastidioso

TORINO 25 - "Nelle tue mani", di Peter Del Monte (Panorama italiano) (di Giovanna Canta, del 29/11/2007)

Peter Del Monte ci riprova dopo sette anni, con un progetto a basso costo, girato interamente in digitale. Nelle tue mani, presentato in anteprima mondiale al Torino Film Festival, tenta di afferrare l’irrequietezza esistenziale di una donna ossessionata dall’abbandono. Ma sono percorsi interrotti, quelli tracciati dai protagonisti di questo dramma inespresso, attorno ai quali si accumulano figure diverse, presto destinate a scomparire

 

TORINO 25 - "Beaufort", di Joseph Cedar (Fuori Concorso) (di Lorenzo Leone, del 29/11/2007)

Non solo la guerra Israele-Hezbollah ma tutte le guerre: la pellicola di Joseph Cedar è un ritratto unico sulla paura della morte e sulla perdita di “verginità” di una generazione intera. Un’opera sincera, emozionante allo stato puro: non un atto d’accusa ma piuttosto una riflessione sui lati oscuri della mente umana

TORINO 25 - "A Londoni Ferfi" (L'Homme de Londres), di Béla Tarr (La Zona) (di Leonardo Lardieri, del 28/11/2007)

Dal romanzo di George Simenon, “L’Homme de Londres”, segna il ritorno di Bela Tarr. Tra i grandi maestri dell’est, il suo cinema si dimena tra corpi giganti del bianco e nero, chiede di essere considerato come un unico atto, un miracolo mai esaurito in una fiammata. Poeticamente macchinoso, duro come il sudato pane del giorno prima

TORINO 25 - "Alexandra" di Aleksandr Sokurov (Fuori Concorso) (di Massimo Causo, del 28/11/2007)

Il fronte ceceno, l’esercito russo, una vecchia donna che fa visita al nipote comandante: il presunto film sulla guerra di Sokurov è un nuovo capolavoro sul cinema che trattiene il presente e cerca la ragione

TORINO 25 - "Jing tu/ Burning", di Shen Yanjun e Bai Fujian (La zona) (di Lorenzo Leone, del 28/11/2007)

Cronache cinesi dalla fine del mondo: Burning, di Shen Yanjun e Bai Fujian, è un folgorante esordio di una coppia di giovani cineasti cinesi, l’esplorazione dell’abisso di un paese, dei suoi fantasmi e delle sue ossessioni. Si indaga la cenere di un popolo, quel poco che resta di immobile di fronte all’occhio ingrato della videocamera…

TORINO 25 - "10 Items or Less", di Brad Silberling (Anteprime) (di Leonardo Lardieri, del 28/11/2007)

L’indipendenza di Silberling è una magnifica boccata d’aria in compagnia di uno dei più sottovalutati registi. Silberling non vorrà mai passare per figlio adottivo, semmai figliastro irriverente, ma di una irriverenza che non annacqua il passato ma è antidoto ai veleni: si prende sul serio anche quando scherza con le umiliazioni e le tragedie di tutti i giorni Si muove in un apparente spazio libero, ma non lo è poi così fino in fondo, altrimenti rischierebbe di perdere quella forza di gravità fisica e storica che ogni sua storia sprigiona

TORINO 25 - "Vogelfrei", di Janis Kalej, Gatis Smits, Janis Putnins, Anna Viduleja (Concorso) (di Giovanna Canta, del 28/11/2007)

Per Janis Kalej, Gatis Smits, Janis Putnins e Anna Viduleja i grandi cambiamenti che investono l’universo non sono il risultato di violente trasformazioni, ma la naturale conseguenza del cronologico succedersi degli eventi. Vogelfrei attraversa i punti nodali della vita di ogni uomo, dipingendone i tratti con pacifica rassegnazione. dall’alba al tramonto in un continuo ripetersi di inesorabili riti di passaggio

TORINO 25 - VIDEO - Wim Wenders, sopra il cielo di Torino (di Annarita Guidi, del 28/11/2007)

Non so esattamente come sono arrivato agli angeli […] permettevano di cogliere tutte le opportunità, la linea di collegamento era ovunque […] un passante qualsiasi diventava tutt’a un tratto il protagonista di un film possibile […] c’era troppo spazio per l’immaginazione”. Wim Wenders, un po' nel buio..., presenta al pubblico del festival “Il cielo sopra Berlino” .

 

TORINO 25 - "Away from Her", di Sarah Polley (Concorso) (di Margherita Palazzo, del 28/11/2007)

La Polley dirige il suo primo lungometraggio con la protezione di Atom Egoyan e del suo sguardo su un mondo di neve, immaginandolo come una registrazione di segni che si dileguano, mentre qualcuno che è stato speaker delle partite di hockey sul ghiaccio per tutta la vita fa una cronaca minuziosa, a imitazione di quelle sportive, del cuore di Grant che si spezza, incapace di riempire la memoria di Fiona con la sua.

TORINO 25 - "Cocò Y Nicò" di Alejandro Cantù, "Sopa De Pescado" di Nuria Ibanez, "Bardo" di Gabriel Marino, "Puna"di Hernàn Khourian (Zona) (di Francesco Maggi, del 28/11/2007)

Frammenti di Sud-America. Apparizioni e sovrapposizioni legano questi quattro corti toccati dalla stessa terra madre, con in comune la matrice poetica e la sguardo post dittatura di autori cresciuti senza gli orribili steccati della censura e dell'esilio

TORINO 25 - "ABC Colombia" di Enrica Colusso (Italiana doc.). (di Tonino De Pace, del 28/11/2007)

ABC Colombia, nella sezione Italiana doc., è girato in una zona della Colombia controllata dall’esercito irregolare e appare come un documento dal vivo tale è il tentativo di trasportare sullo schermo ogni minuto dell’esperienza quotidiana che la regista vive in quei luoghi 

TORINO 25 - "Milky Way" - "Not a matter of if but when:..." (Zona) (di Francesco Maggi, del 28/11/2007)

Raccontare il presente attraverso due sguardi lontani e differenti ma che hanno deciso di scegliere e rappresentare la forza della parola e l'assoluto del silenzio.

TORINO 25 - "The Home Song Stories" di Tony Ayres (Concorso) (di Aldo Spiniello, del 27/11/2007)

Come si fa a raccontare la propria vita, mantenendo il giusto equilibrio tra emozione e consapevole misura? Tony Ayres, per distanziarsi dalle trappole emotive della storia, cerca di mantenere un controllo oggettivo. Ma i fatti che racconta non sono che ricordi in soggettiva. Per forza di cose. E finiscono per escluderci inesorabilmente

TORINO 25 - "Lascia perdere, Johnny!", di Fabrizio Bentivoglio (Panorama Italiano) (di Annarita Guidi, del 27/11/2007)

Banchetti onirici, vita che insegue il sogno, blu mediterraneo nel primo lungometraggio di Fabrizio Bentivoglio. Emerge la volontà di raccontare una storia nel modo più immediato e onesto possibile, alternando scavi e soggettive, lo studio del protagonista e il suo punto di vista sugli altri e sul mondo

TORINO 25 - Distanze: "Talsi - Confini d'Europa 4", di Corso Salani (Italiana doc.) (di Simone Emiliani, del 26/11/2007)

Giunto al quarto episodio della serie, Salani è sempre più portavoce, attraverso la Dvcam, di un cinema di confini, di distanze, di sguardi oltre le frontiere. Si entra dentro Talsi, in Lettonia, dove parola e luogo diventano elementi convergenti di Storia e di storie

TORINO 25 - "My Blueberry Nights", di Wong Kar-wai (Anteprime) (di Simone Emiliani, del 26/11/2007)

Si avverte una frattura tra l’universo visivo dell’autore di Hong Kong e gli spazi del cinema statunitense. Forse si tratta un atto d’amore nei confronti della cantante Norah Jones ma questo sentimento non filtra e, per la prima volta, quel calore potente del suo cinema diventa esteriore e si ha una sensazione di glaciale, pericolosa freddezza

TORINO 25 - "Ghiro ghiro tondo" di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi, "July Trip" di Waël Nourreddine (La zona) (di Aldo Spiniello, del 26/11/2007)

La coppia Gianikian e Lucchi offre allo sguardo un catalogo di giocattoli di un’epoca che sembra irrimediabilmente lontana. Una processione che cresce, con una lentezza cadenzata e inesorabile, fino a rendere il quadro esatto della devastazione. La stessa devastazione di cui prova a parlare il regista libanese, attaverso il delirio di un movimento continuo, incontrollato

TORINO 25 - "Noi dobbiamo deciderci" di Arturo Lavorato e Felice D'Agostino - Italiana doc. (di Tonino De Pace, del 26/11/2007)

Arturo Lavorato e Felice D’Agostino, già vincitori nella stessa sezione nei due anni precedenti ripropongono il loro sguardo lucido e  consapevole sulla Calabria filtrato dalla loro coscienza critica in un film in cui forma e contenuto vivono in un rapporto di stabile equilibrio

TORINO 25 - "Da creatore di immagini a narratore, il mio cinema come necessità per la ricerca del senso della vita" - Incontro con Wim Wenders (2° parte). (di Tonino De Pace, del 26/11/2007)

Wim Wenders si racconta e parla del proprio lavoro mettendo a nudo i propri dubbi e i propri errori, nella consapevolezza di realizzare un cinema che sia anche racconto della propria esistenza

TORINO 25 - "The Elephant and the Sea", di Woo Ming Jin (Concorso) (di Margherita Palazzo, del 26/11/2007)

Un uomo e un ragazzo coltivano la loro casuale o prestabilita solitudine tra il cielo e la terra malese, paesaggio aspro e liquido di sconvolgente bellezza in cui si diffonde, invisibile, una malattia mortale.

TORINO 25 - "Brick Lane", di Sarah Gavron (Fuori Concorso) (di Lorenzo Leone, del 26/11/2007)

Un marito immensamente ciccione e un futuro incerto, entrambi senza aver avuto la benché minima possibilità di scelta: benvenuti a Banglatown, Londra, dove la povera Nazneen si domanda perché mai l’infelicità costi sempre così tanto…

TORINO 25 - "Charlie Bartlett", di Jon Poll (Anteprime) (di Giovanna Canta, del 26/11/2007)

La pellicola si misura con tematiche già spesse volte affrontate, addentrandosi lungo i territori accidentati dell’adolescenza. Nonostante i buoni propositi però, Charlie Bartlett non riesce a superare i limiti entro i quali esso stesso si costringe, rinunciando ad esplorare quelle zona d’ombra che rendono il dramma dell’esistenza così affascinante

TORINO 25 - "Irina Palm", di Sam Garbarski (Anteprime) (di Annarita Guidi, del 26/11/2007)

Il marchio della povertà: l’arenaria rossa, le red lights. Irina Palm si riavvolge continuamente su se stesso nel ciclo della produzione, ha il pregio di fermarsi all’impalpabilità dei sentimenti. Nessuna deviazione, nessuna fuoriuscita emotiva in questo film a tratti divertente, mai votato alla riflessione, sempre diligente sui binari di una narrazione programmata

TORINO 25 - "The Art of Negative Thinking", di Bard Breien (Concorso) (di Francesco Maggi, del 26/11/2007)

"The Art of Negative Thinking" è la devastante e nerissima terapia, a tratti gustosamente farsesca, con cui saranno  trattati tutti i protagonisti del film per provare insieme ad uscire dall'incubo della commiserazione.

TORINO 25 - "Da creatore di immagini a narratore, il mio cinema come necessità per la ricerca del senso della vita" - Incontro con Wim Wenders (1° parte) (di Tonino De Pace, del 25/11/2007)

La retrospettiva dedicata a Wim Wenders è l’occasione per ripercorrere il lavoro dell’autore tedesco dalle sue prime esperienze alle ultime, ma è anche l’occasione, attraverso il suoi film, per rileggere il catalogo delle emozioni che hanno attraversato il trentennio finale del secolo scorso

TORINO 25 - "Moscow" - "Boys" - "On the third place from the sun" (Zona) (di Margherita Palazzo, del 25/11/2007)

Tre intensi frammenti di poco più di mezzora ciascuno, tre penetranti poesie in movimento che raccontano splendore nella desolazione di una Russia che parla attraverso ciglia di bambini, cani selvatici, pubblicità occidentali, radiazioni, confini dilatati, lavoro nero, istanti di luce, fantasie di liberazione.

TORINO 25 - "Intelligenti creature rarefatte che si allenano a provare emozioni" - Incontro con Tamara Jenkins (di Margherita Palazzo, del 24/11/2007)

La regista di The Savages, girato in soli 30 giorni e presentato in apertura del 25° Torino Film Festival, racconta una famiglia tanto ordinaria quanto speciale e il suo rapporto con le forme espressive del cinema indipendente e del teatro dell’assurdo.

TORINO 25 - "The Savages", di Tamara Jenkins (di Annarita Guidi, del 24/11/2007)

Dopo L’altra faccia di Beverly Hills, Tamara Jenkins torna sulla famiglia americana. Con il suo secondo lungometraggio, che ha aperto ieri la 25a edizione del Torino Film Festival, la regista di Philadelphia non cede ai giochi del pietismo né a quelli della semplificazione, pur scegliendo di raccontare lo spinoso tema del ‘passaggio di consegne’ tra genitori e figli

Torino 25 - "Doc" di Immy Humes (Fuori Concorso) (di Lorenzo Leone, del 24/11/2007)

Harold Louis «Doc» Humes (1926-1992) è stato tutto e niente, genio folle e trasandato della New York beat degli anni Sessanta, padre amato ed odiato, stronzo di prim'ordine e fervido intellettuale, ma soprattutto pazzo paranoico e complottista “doc” , tanto da farci subito immaginare cosa avrebbe detto se solo avesse potuto vedere quelle due Torri collassare …

TORINO 25 - Primi scatti dal Festival: Nanni Moretti, Tamara Jenkins, Wim Wenders (del 24/11/2007)

Prima delle parole le immagini. Parte con una prima raffica di "foto ruibate" il nostro lavoro dalla 25a edizione del Torino Film Festival. Scatti presi alla presentazione del film "The Savages" di Tamara Jenkins, con Nanni Moretti a condurre l'incontro. E alla festa serale abbiamo colto "di profilo" Wim Wenders. GALLERIA FOTOGRAFICA

LA FOTO DEL GIORNO - "The Savages" apre il 25° TORINO FILM FESTIVAL (del 23/11/2007)

Il film dell'americana Tamara Jenkins, con Laura Linney e Philip Seymour Hoffman, apre oggi ufficialmente TORINO 25, un Festival che ha rinnovato la sua direzione, con Nanni Moretti direttore, ma che ha voluto rimarcare la continuità con la storia dell'ex Cinema Giovani. Speriamo in un'edizione "selvaggia"...e il titolo del film di apertura, in Concorso, sembra promettere bene. E attenzione alla "Zona" curata dal nostro Massimo Causo!

TORINO 25 - Tutti pazzi per Nanni (di Lorenzo Leone, del 09/11/2007)

Presentato il programma della 25esima edizione del Torino Film Festival, la prima sotto l’egida di Nanni Moretti. Tante conferme, qualche sorpresa, un occhio al mercato e l’altro al cinefilo: il TFF targato Ecce Bombo sembra nascere come perfetta antitesi alla Festa (democratica) di Veltroni & Friends… (Video) GALLERIA FOTOGRAFICA
 

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