SCONFINAMENTI
SCONFINAMENTI - Il gatto di Andrea (di Demetrio Salvi, del 16/06/2013)
Ho un mucchio di materiali su Andrea Pazienza. Poi basta andare su youtube per farci amicizia. Mi viene da chiedermi com'è fatto il suo cervello, quali sono i legami sinaptici capaci di realizzare una simile meraviglia - cosa vedeva il suo sguardo, in quello spazio che per me era semplicemente, evidentemente vuoto? Ricordo del grande fumettista a 25 anni dalla scomparsa
SCONFINAMENTI - Star Trek: Lo sguardo dell'altro (di Davide Di Giorgio, del 12/06/2013)
Davvero J.J. Abrams, figlio della scuola di Spielberg e Lucas, ha travisato l'essenza della creatura di Gene Roddenberry? Al contrario, sembra aver piuttosto compreso come la saga cinematografica di Kirk e soci già avesse in sé i semi della contaminazione di forme e linguaggi, e che definisse se stessa in un continuo gioco dei confronti con l'altro
SCONFINAMENTI. Dopo "After Earth": Shyamalan si o no? (di Simone Emiliani, del 10/06/2013)
Il regista è stato quasi subito considerato come uno dei cineasti più innovativi dentro "Sentieri Selvaggi" fin da quando è stato scoperto con Il sesto senso fino ad essere celebrato nel giugno del 2008 con lo speciale su E venne il giorno. Gran parte della redazione lo ama tutto, ad oltranza. Ma ci sono anche voci discordanti...
Un gladiatore di Massenzio. E' morto Angelo Vittorioso (di Roberto Silvestri, del 28/05/2013)
"Era il ‘Little Tony dei cinefili’, un appassionato studioso di frontiera, un carissimo amico a cui invidiavo curiosità extraoccidentale, sapienza del territorio, abilità organizzative ‘rock’ e stomaco ‘heavy metal’ tali da smontare qualunque ostacolo burocratico capitolino." Un ricordo di Angelo Vittorioso, di Roberto Silvestri (dal blog ciottasilvestri)
SPECIALE "IL GRANDE GATSBY": "Tendere le braccia più avanti, e un bel giorno..." (di Emanuele Di Porto, del 21/05/2013)
Baz Luhrmann ha eluso il confronto diretto con Francis Scott Fitzgerald e non ha commesso l'errore di Francis Ford Coppola. La prosa dello scrittore non può essere tradotta sullo schermo ma può essere inglobata e usata come un'arma che lavora insieme alle scenografie sgargianti e ai vorticosi movimenti di macchina. Il grande Gatsby non vuole onorare il romanzo ma il suo protagonista
SPECIALE "IL GRANDE GATSBY" - Green Light (di Fabiana Proietti, del 20/05/2013)
Gli occhiali della Valle delle Ceneri e la luce verde di East Egg sono i simboli della pulsione scopica attraverso cui Luhrmann legge il romanzo di Fitzgerald. Il sogno di Gatsby è lo stesso del cinema: cancellare il tempo, sopravvivergli. Senza soccombere alla devozione, la sua lettura esplicita la visionarietà del romanzo, con le parole che si materializzano sullo schermo
ROLLING STONES - jumpin' on the movies (di Carlo Valeri, del 02/05/2013)
Il cinema non ha tardato molto per accorgersi dei Rolling Stones. Per le caratteristiche maggiormente rock, proletarie e arrabbiate della loro musica, rispetto a Beatles, è stata la forma documentaristica a diventare il loro modello più congeniale. Con almeno due capolavori devastanti: Sympathy for the Devil/One plus One e Gimme Shelter
ROLLING STONES - Love the Day When We Will Never Stop (di Emanuele Di Porto, del 29/04/2013)
La discografia di un gruppo come il loro non può essere coerente. Forse non esiste il loro disco migliore: al massimo, c'è il più venduto. E' più interessante capire se c'è stato un momento migliore ma anche questa operazione è inutile. Loro hanno sempre mantenuto la parola: si sono reinventati continuamente e non sono mai stati soddisfatti.
SCONFINAMENTI - Bentornato Presidente! (di Leonardo Lardieri, del 24/04/2013)
I CARTAI - Il cinema trucca le carte (del 23/04/2013)
Il cinema bara al gioco, trucca i dadi, è da sempre una partita falsata con la macchina prima che con gli sguardi dello spettatore: non a caso il truffatore è da sempre un personaggio-chiave della storia del film. Viaggio tra i "bari" del cinema da Orson Welles a Ray Babbit, da 21 di Luketic all'ultimo Oz di Sam Raimi, passando per Il cartaio argentiano
Formula 1, aspettando RUSH di Ron Howard (del 07/04/2013)
Rush, l' ultima fatica di Ron Howard, è un biopic del campione Niki Lauda e sulla sua leggendaria rivalità con l'inglese James Hunt. Si tratta solo dell'ultimo incrocio tra cinema e motori, già attraversato da Roger Corman, John Frankenheimer, Sylvester Stallone a Tony Scott, Asif Kapadia, i fratelli Wachowski, Bruno Corbucci e Lupin III...
La rabbia negli occhi, Pietro Mennea (di Federico Chiacchiari, del 22/03/2013)
Nei primi anni '70, dove alternava sconfitte a improvvise vittorie miracolose, sembrava davvero rappresentare il sogno di poter arrivare, per un ragazzo del sud, dove sembrava impossibile. E invece grazie a Mennea gli italiani impararono che forse si poteva essere come gli americani, dove a ognuno era data la possibilità di emergere e farsi valere
OSCAR 2013 - Chi vince e chi perde (di Emanuele Di Porto, del 24/02/2013)
La storia degli Oscar ha quasi un secolo e ha dato vita a una lunga serie di leggende e di luoghi comuni. Una delle certezze più condivise è lo spirito conservatore delle scelte dell'Academy. I fattori che influenzano le scelte e il peso dei produttori: una storia "economica" degli Oscar. Pubblicato sul n.5 di Sentieri selvaggi Magazine
OSCAR 2013 - Un Oscar al Presidente (di Francesco Maggi, del 24/02/2013)
La storia delle candidature al premio Oscar da sempre segna una tendenza, ma non dice la verità. Intendiamoci possono sorprendere (raramente) o restaurare (il più delle volte). È certo però che in oltre ottantanni hanno acquistato, grazie al peso produttivo mondiale delle major e del marketing, la capacità di indicare una direzione (un modello?). In attesa di sapere, questa notte, quali saranno i vincitori della 85esima edizione, ecco alcuni estratti dagli articoli dello speciale Oscar 2013 pubblicato sul n.5 di Sentieri selvaggi Magazine
BLOG - Lincoln, il controluce della Storia (di Federico Chiacchiari, del 25/01/2013)
Tutto Lincoln è una ricerca del tradimento, della menzogna, quindi sulla illegalità dell’agire, ma in questo caso finalizzato a una sorta di “bene supremo” superiore, la fine del dominio dell’uomo sull’uomo, la fine della schiavitù. Continua sul blog DIGIMON(DI) di Federico Chiacchiari
Ciao Marino (di Simone Emiliani, del 20/11/2012)
Aveva un entusiasmo contagioso Marino Borgogni, scomparso ieri, e il Valdarno Cinema Fedic era la sua creatura. Ricordi personali di una persona conosciuta poco più di un anno fa che mi ha fatto sentire subito a casa quando mi ha chiamato a collaborare col festival, di cui mi ha colpito subito la semplicità e la professionalità.
LEZIONE DI CINEMA [FILMSTUNDE] di Werner Herzog. Lezioni 1-4 (di Margherita Palazzo, del 19/11/2012)
Otto lezioni di cinema, FILMSTUNDE, raccolte in due appuntamenti. “Il cinema come performance magica, come complessa illusione, come esercizio d'equilibrio, come paesaggio interiore, come arte della falsificazione, come precipizio in uno spazio vuoto e come ancoraggio estremo alla terra”. Le prime quattro lezioni
In the mood for Bond - (Il mondo di 007) (di Carlo Valeri, del 30/10/2012)
James Bond ne fa 50. Cinquant'anni nel corso dei quali la serie ha raccontato in filigrana mezzo secolo di storia politica, merceologica e metacinematografica del nostro mondo. Se c'è un merito assoluto del personaggio Bond e dei film da lui incarnati è stato il suo essere dentro il (doppio) mondo (del cinema e della vita)
BLOG - La morte, un irresistibile amore… L’amore, un’irresistibile morte… (di Federico Chiacchiari, del 20/09/2012)
Infinita, dolce e inimitabile contraddizione del cinema di Marco Bellocchio. L’amore ci protegge dalla morte? No. Ci concede dolcemente ad essa. L’amore è perdita di se verso qualcun altro, ancora, una piccola morte. Continua sul Blog DIGIMON(DI) di Federico Chiacchiari
CASINO': l’immaginario di Scorsese e le realtà francesi (del 17/09/2012)
Difficile sfatare i miti negativi generalmente associati ai casinò, impressi ormai nell`immaginario collettivo con la complicità di pellicole straordinarie come Casinò del 1995, capolavoro di Martin Scorsese tratto dall’omonimo romanzo di Nicholas Pileggi. Un cast d’eccezione per l'operazione che vanta la presenza di Robert De Niro e Joe Pesci per i protagonisti maschili e di Sharon Stone per l’esplosiva Ginger McKenna
La lunga estate calda: Renato Nicolini (di Simone Emiliani, del 04/08/2012)
L'ideale direttore di Festival, colui che ha fatto vedere insieme Luchino Visconti e Marilyn Monroe, Steven Spielberg e Griffith, Howard Hawks e Totò. Con un Napoléon sotto la pioggia nel 1981, brividi di freddo e di emozioni..
BLOG - Quei bravi ragazzi: i Jackal ritrovati (di Demetrio Salvi, del 08/07/2012)
Lost in google mette assieme le preziose innovazioni narrative delle serie americane, il piacere donato da un certo cinema che, in modo primitivo, cercava di fare il punto sulle alterazioni percettive dotateci dalla rete (Matrix), i personaggi, i generi, gli strumenti che erano propri del web e che non avevano presenza sostanziale al di fuori dei codici e delle stringhe utilizzabili dai computer. Continua sul Blog "STORY" di Demetrio Salvi
Le Ere Disney (del 25/06/2012)
La Disney salda così le generazioni cresciute con gli antropomorfismi musicali de La Bella e la Bestia con l’oggettualistica avventurosa di Lasseter&Co.; le riproposizioni in sala di Cenerentola o La carica dei 101 con il primo prequel della storia del cinema d’animazione, Monsters University
Nell'abisso degli occhi (di Michele Moccia, del 09/04/2012)
Acque che si frangono contro l’ossessione della mente e dell’animo e contro il limite del corpo, unica terra conosciuta. Finis Terrae. E da qui in poi è tutto acqua. E già in The Abyss James Cameron lasciava che l’acqua riempisse anche l’unico, esile, spazio rimasto, dentro il quale era ancora possibile respirare, annegando il corpo amato, negandogli l’aria e lasciando che fosse l’acqua a invaderne il corpo
BLOG - Rughe da Oscar (supporting actor, please) (di Francesco Maggi, del 18/02/2012)
Inscalfibili come vuole la tradizione. E pronti a regalarci l’ennesima grande prova d’attore. Anni luce dal ritiro. Capaci di camaleontiche imprese con le nuove frontiere del 3D. Anche se oggi il cinema li confina in quello spazio riservato agli attori non protagonisiti. Sono i due giovani leoni di centiani di film. Blockbuster e capolavori in bianco e nero. Invidiabili maschere, con qualche ruga e piccoli acciacchi, del mondo di celluloide. Ed entrambi 82enni: il canadese Christopher Plummer e lo svedese Max von Sydow, che si contenderanno il prossimo 26 febbraio l’Oscar come attori in ‘supporting role’. Continua sul BLOG "Soldout" di Frank Maggi
Tre indizi. (per una teoria del cinema secondo Fincher) (di Daniele Dottorini, del 07/02/2012)
Il film di Fincher non solo si inserisce in un percorso di messa in gioco delle forme fondanti del cinema che il regista americano sta portando avanti da tempo, ma indaga le zone di confine del cinema contemporaneo
BLOG - S.O.P.A., Wikipedia e Copyright, la battaglia culturale del XXI secolo (di Federico Chiacchiari, del 19/01/2012)
Gli Stati Uniti sono di fatto la “patria” di Internet, dove la rete è nata e dove ci sono le principali aziende mondiali del web (Google, Facebook, Twitter, Wikipedia, Yahoo, ecc…), e quindi quello che lì accade si ripercuote inevitabilmente sull’intero panorama mondiale. Continua sul BLOG Digimon(di) di Federico Chiacchiari
BLOG - La versione Gatsby di Buz: ‘new intimacy’ in 3D (di Francesco Maggi, del 18/01/2012)
Si ricomincia. Lasciamoci alle spalle la rivoluzione dello sguardo di Avatar. Ora la nuova profezia della tridimensionalità cinematografica andrebbe cercata nell’aura filmica degli attori. In una nuova ritrovata intimità. A rilanciare il dibattito sul peso, il ruolo e l’identità del 3D nel cinema ‘mainstream’ è il regista Buz Luhrmann in un’intervista al New York Times. Continua sul blog "SOLDOUT" di Frank Maggi
Box Office 2011 (di Emanuele Di Porto, del 12/01/2012)
La proposta hollywoodiana del 2011 non ha voluto correre rischi e ha puntato tutto su marchi già consolidati. La politica del franchise non ha reso sulla scena nazionale, in cui il numero di biglietti venduti è precipiato fino ai livelli del 1995 ma ha pagato sulla scena worldwide, in cui i blockbuster hanno retto l'urto della crisi e si sono fatti strada. E' la conferma di come la quota americana sia sempre più minoritaria e di come gli studios puntino più ad altri mercati... Il vincitore indiscusso è stato Harry Potter and the Deathly Hallows Part II, ma la saga di J. K. Rowling è arrivata al capolinea e i ricambi tardano a farsi largo
Werner Herzog tra gli artisti della Whitney Biennial 2012 (di Margherita Palazzo, del 09/01/2012)
Non solo "artisti" in senso stretto alla Whitney Biennal 2012: anche registi, danzatori, scrittori, attori... Werner Herzog con un'installazione sul pittore olandese Seghers, Vincent Gallo, Kelly Reichardt, Frederick Wiseman, Dennis Cooper, Michael Clark e la band Red Krayola
BLOG - Quello che la (nostra) TV non racconta (di Francesco Maggi, del 21/11/2011)
Perchè oggi le serie televisive americane raccontano i nostri tempi sostituendosi al ruolo che un tempo fu del romanzo e di un certo cinema? E perchè questa ‘rivoluzione’ è avvenuta sola dall’altra parte dell’Atlantico? E qui nello stivale siamo ancora fermi a linguaggi e contenuti ormai davvero depressi in un’effimera e comica rappresentazione del Paese. Continua sul blog SOLDOUT di Francesco Maggi
BLOG - L’occhio e l’aria, dove va il cinema… (del 15/11/2011)
Montare in aria, nell’aria, sembra essere la “naturale” deriva della leggerezza verso cui tende, sempre più l’immagine elettronica. Dalla “pesantezza” delle centraline di montaggio analogico, sì è passati alla possibilità di poter effettuare post-produzioni con i notebook, e ora con lo sviluppo dei tablet e degli smartphone. Continua sul Blog Digimon(di) di Federico Chiacchiari
BLOG - Zombie, dinosauri e la New Family (di Francesco Maggi, del 09/11/2011)
Da una parte la solidaristica speranza di un nuovo mondo da colonizzare. Dall’altra lo spirito di conservazione per salvarsi da un mondo perduto. Il primo è il tema della nuova serie tv Terra Nova, l’altra è la seconda serie di The Walking Dead.Continua sul blog SOLDOUT di Francesco Maggi
Pierre Clémenti: gli inediti. I film-diario di un visionario (1967-1978) (di Margherita Palazzo, del 07/11/2011)
Tre inediti di Pierre Clémenti sonorizzati dal vivo : La Deuxième femme, Souvenir Souvenir… e Positano, immagini di abbagliante bellezza in 16mm girate e montate tra il 1967 e il 1978 dall'attore di Garrel, Buñuel, Pasolini, Makavejev, Rocha. Un flusso di coscienza spudoratamente affamato e vorace, un viaggio alchemico che svela l'occhio di un cineasta irregimentato, anarchico, un cinema tanto intimo che fa fisicamente male
West Memphis Three: di Atom Egoyan, Eddie Vedder, Peter Jackson e della caccia alle streghe (di Margherita Palazzo, del 14/09/2011)
I "tre di West Memphis" avevano 18, 17 e 16 anni nel '94, quando vennero accusati di aver ucciso tre bambini in un fantomatico "rituale satanista": tre adolescenti diventano il capro espiatorio ideale di una piccola cittadina conformista dell'Arkansas. Lo scorso 19 agosto sono stati finalmente liberati. Ne parlano Atom Egoyan e Peter Jackson; ne hanno parlato durante tutti questi lunghi 18 anni i documentaristi JoeBerlinger e Bruce Sinofsky con i tre Paradise Lost.
BLOG - L’aura digitale (la visione senza sguardo…) (di Federico Chiacchiari, del 25/08/2011)
Dove sono i nostri occhi? Cosa vedono le nostre emozioni? Il brivido della rappresentazione (collettiva), di un’esperienza. Non più l’arte in sè, ma l’arte come esperienza mediatica. Noi siamo dentro la rappresentazione degli altri. Gli altri nella nostra. Guardiamo i quadri attraverso l’occhio digitale e passiamo a quello successivo. L’esperienza della visione diviene un clic. Terminator ha vinto, siamo diventati, definitivamente, macchine per vedere. Dal BLOG DIGIMON(DI) di Federico Chiacchiari
3D: La profondità del Tempo (di Grazia Paganelli, del 11/08/2011)
E' sul livello della temporalità che il 3D dei film più “illuminati” segna la differenza. Guadagnare spazio nella prospettiva impone un’organizzazione temporale del tutto diversa, impone, cioè, allo sguardo, non solo di soffermarsi sulle cose da vedere, ma apre nuove strade verso quello che è il desiderio più importante del cinema: vedere di più e più in profondità. Ecco spiegato il teorema: il 3D dovrebbe essere quella lente magica che svela le cose invisibili e carica le cose semplici di mille possibili sensi
3D: La giusta distanza (di Davide Di Giorgio, del 08/08/2011)
Abbiamo davvero a disposizione tutti gli elementi utili a riflettere compiutamente sul ruolo del 3D nel cinema contemporaneo? Nonostante le continue proposte non saremo forse nel mezzo di una fase di passaggio verso uno standard ancora in divenire? Oltre la mole di film già distribuiti, le logiche sugli incassi e le dicotomie fra stereoscopia nativa e frutto di post-produzione, forse una storia critica del 3D è ancora tutta da scrivere...
NO TRESPASSING (di Massimo Causo, del 05/08/2011)
Il Cinema è un'immagine e possiede la sua profondità, la sua dimensionalità, il suo mondo, a prescindere dall'inganno ottico di una tridimensionalità che sbava i contorni, sagoma le figure, stratifica gli sfondi... Se tolgo gli occhiali mentre vedo un film in 3D mi ritrovo in compagnia di spettatori prigionieri, dietro i loro occhiali scuri, di un'immagine che ognuno di loro vede separatamente dagli altri
Lo spettatore americano si sta stancando del 3D? (di Emanuele Di Porto, del 02/08/2011)
Dopo i fasti del 2010, i film in 3D continuano a riempire il catalogo delle major. Le sale attrezzate proliferano, ma negli Stati Uniti un numero sempre maggiore di spettatori preferisce la visione tradizionale all'alternativa degli occhiali. Nel 2011, i film stereoscopici hanno bruciato quasi trecento milioni sul mercato a stelle e strisce. Gli incassi overseas danno ancora ragione agli studios, ma i numeri in patria fanno sorgere una domanda: lo spettatore americano si sta stancando del 3D?
BLOG - L’industria culturale contro i suoi clienti/consumatori (del 31/07/2011)
Una legge per limitare al 15% gli sconti sui libri, uno studio “ufficiale” (che sarebbe dovuto rimaner nascosto) che dichiara che la pirateria non solo non danneggia l’industria cinematografica ma che anzi favorisce i consumi.... Si possono vendere prodotti culturali con l'aiuto della Pirateria? Una riflessione sul primo grande conflitto del XXI secolo sui consumi culturali. Dal BLOG DIGIMON(DI), di Federico Chiacchiari
ZAUM - andare a parare (una cosa di enrico ghezzi) (del 27/07/2011)
Nella seconda puntata della ‘cosa in sei parti’ solcata tutta da una sorta di ‘elegìa della catastrofe’ (La catatrofe che viviamo e quella che ci ha prodotti, e da cui proveniamo, che tutte insieme formano la catastrofe che/cui attendiamo), il tema emerge catastrionfalmente. Giovedì 28 luglio, ore 23.45. Raitre
Dov’è finito il futuro? (di Federico Chiacchiari, del 24/07/2011)
"Una moltitudine di immagini, emozioni. Sembra che il mondo non dia ormai più tregua. E non si sta mai “in tempo”. Volevo scrivere qualcosa su questa notizia, forse neppure una notizia, ma insomma il fatto che il dating (ovvero i siti di incontri) abbia superato, per volume di affari e traffico, il porno, non mi pareva così neutrale...." continua nel Blog
Dal Dating System Globale passando per il G8 di Genova, la strage in Norvegia, Amy Winehouse e gli aggregatori social... un pout pourri di piccole riflessioni dal BLOG DIGIMON(DI), di Federico Chiacchiari.
MARSIGLIA (1) dissolvenzeincrociate (di Massimo Causo, del 18/07/2011)
La settimana scorsa ero a Marsiglia per il FIDMarseille, 22ma edizione. Sarà una coincidenza, o un riflesso – questo sì… – condizionato, ma l’idea della dissolvenza mi assale prepotentemente. Materializzandosi (prima ancora che nella distorsione di antropologie visuali, finzioni documentate, testimonianze filmate, storie immaginate che traboccano dagli schermi del FID) sulle pagine di Libération: è mercoledì 6 luglio e nel “Grand Angle” che fa da epilogo all’edizione odierna campeggia plein page una storia che parla di Storia, persone vere, immagini e dissolvenze. Vedilo sul Blog VISIONI
Corso (di Massimo Causo, del 16/06/2011)
Riecheggia il desiderio di Corso Salani. Lo pensiamo nella distanza di questo anno che è già passato da quando è altrove. Lo teniamo nella presenza del nostro presente, non potendo fare a meno di lui e del suo cinema. Con Grazia Paganelli e Giuseppe Gariazzo. “Radio Balaton” il corto presentato al Torino Film Festival, vedilo sul blog VISIONI
Pa Negre, il cinema oscuro di Agustì Villaronga (di Margherita Palazzo, del 15/05/2011)
In Pa Negre di Agustí Villaronga (12 premi Gaudì, 9 premi Goya) tratto dal romanzo di Emili Texidor, c'è un mistero da svelare e un solo indizio, l'ultima parola magica sussurrata da un bambino colpito a morte: Pitorliua, che è il nome di un uccello, il soprannome di un fantasma della Resistenza, la foto di un angelo di carnevale. Il suo è un cinema umanista, politico, di profondissimo rigore morale, proprio solo di pochi grandi autori del passato, eppure sempre “sporcato” dalla contemporaneità. UNKNOWN PLEASURES 4 - Il cinema di Agustì Villaronga. Venerdì 20 maggio ore 20.30
"Spider-Man: Turn Off the Dark", di Julie Taymor (di Emanuele Di Porto, del 12/04/2011)
Turn Off the Dark dimostra come la storia di Peter Parker si sia trasformata in un'epopea contemporanea. I suoi tratti distintivi resistono persino all'invadente attacco e ai personalismi di Julie Taymor. Gli sforzi della regista non riescono a smorzare l'autosufficienza archetipica della lezione di scienze, del conflitto con Goblin, della lotta sul ponte di Brooklyn e dell'amore di Mary Jane
Sucker Punch – Chiudi gli occhi, apri la mente (di Roberto Rosa, del 04/04/2011)
Mai come in questo film si viene messi in guardia sui pericoli della visione, dell’atto stesso del guardare. L’occhio diviene, con evidenza, la porta fra conscio e inconscio, ma non (solo) in senso metaforico, bensì reale (fisico). Tutto quello che lo attraversa da dentro a fuori e da fuori a dentro è reale
SUCKER PUNCH – Zack Snyder, Cinema Ti con Zero (di Sergio Sozzo, del 28/03/2011)
La Storia del Cinema può essere attraversata solo trasversalmente, ponendosi in maniera obliqua in confronto all’idea di Passato, Presente, Futuro, dimensioni che in ogni inquadratura convivono nello stesso attimo ti con zero. Come una Genesi che si rinnova, questo Cinema racconta se stesso come unico mondo possibile, e non il Mondo come Cinema possibile: dalla rappresentazione del Mondo, ad una Idea di Mondo. Da questo attimo ti con zero, punto fermo rappresentato da Baby Doll danzante e immobile su se stessa, si diramano e si incrociano tutte le Storie possibili
Nemici pubblici (di Aldo Spiniello, del 27/01/2011)
Vallanzasca di Michele Placido, Mesrine di Jean-François Richet (e Abdel Raouf Dafri), Dillinger di Michael Mann, Carlos di Olivier Assayas. Sembra che il cinema abbia bisogno di nemici pubblici. E nella strana coincidenza, nei rimandi interni, volontari o meno, tra questi ultimi grandi film, aldilà delle differenze di intenti e toni, si riconosce l’incontenibile esigenza ‘politica’ di un assalto armato all’immaginario contemporaneo, che mandi in frantumi i generi e rivoluzioni, almeno per un attimo, le logiche del cinema e del mondo
Europunk. La cultura visiva punk in Europa, 1976-1980 (di Valentina Gentile, del 22/01/2011)
Parte da Roma la mostra, curata da Eric de Chassey e Fabrice Stroun, dedicata all’iconografia punk europea. Per la prima volta il fenomeno punk esce dalla dimensione prettamente musicale per essere considerato a tutti gli effetti forma d’arte. Oltre 500 opere da tutta Europa. A Villa Medici fino al 20 marzo
3D - "Il cinema è un fenomeno idealista..." (di Emanuele Di Porto, del 01/12/2010)
Nell'attesa di Avatar come compimento del sogno baziniano di un cinema totale, ripercorriamo i passi di quella ricerca pionieristica in cui la tecnologia non era mai stata abbastanza al passo con la febbrile visività dei cineasti. Il 3D è il caso emblematico di un'ambizione spettacolare sempre cercata, che non è mai stata possibile - almeno fino ad oggi - per i limiti oggettivi degli strumenti. Il suo fallimento negli anni passati non è dovuto al rifiuto del pubblico, ma alla scarsa malleabilità dei mezzi a disposizione
I 5 migliori film sul Poker (del 18/10/2010)
Un divertissement. Cinque film che celebrano il gioco del Poker secondo un ordine casuale (ma non troppo). Cinque grandi sequenze tratte dal "nostro" Pupi Avati, il sottovalutato John Dahl de Il giocatore, e ancora Celentano, Guy Ritchie. Articolo realizzato in collaborazione con ItaliaPoker
Charlie Brown, lo sapevo che non ce l'avresti fatta... (di Leonardo Lardieri, del 02/10/2010)
I Peanuts compiono il 2 ottobre sessant'anni. Non troveranno però mai pace, fin quando finalmente quel pallone Charlie Brown riuscirà a calciarlo senza cadere nel solito tranello di Lucy, fin quando la bambina dai capelli rossi ricambi l'amore del bambino tira-e-molla, Snoopy possa levarsi in volo e bombardare il Barone Rosso, il bambino dalla testa rotonda arrivi a vincere la prima partita di baseball dall'alto di quella insormontabile montagna/casa/base, l'aquilone non si attorcigli inesorabilmente e la coperta di Linus si ritiri in un fazzoletto. Coperta di sicurezza. “Come si cura la disillusione, Charlie Brown?”; “Con un cioccolatino e una pacca sulla spalla”; “Buon vecchio Charlie Brown!”
Breve storia del Poker nel cinema Western (del 24/09/2010)
Capace di esaltare la suspense e allo stesso tempo ideale espediente utilizzato per giustificare repentini cambi di trama o forzate caratterizzazioni dei personaggi, il poker al cinema si rivela un topos straordinariamente aperto a una grammatica cinematografica classicista: diventa così il terreno perfetto per una narrazione visiva spesso giocata semplicemente sul campo-controcampo, sulla geometrica alternanza di primi piani e dettagli. Articolo realizzato in collaborazione con ItaliaPoker
Teheran cede alle lacrime? Finalmente rilasciato Jafar Panahi (del 25/05/2010)
Le lacrime di Mexes (di Federico Chiacchiari, del 27/04/2010)
Quello della partita Roma-Sampdoria è davvero un dettaglio cinematografico: dopo aver giocato forse la più bella partita dell’anno, la squadra di Claudio Ranieri sta incredibilmente perdendo, vedendo così vanificare i sogni di scudetto. La regia televisiva moderna riesce a restituire allo spettatore (televisivo) qualcosa di estremamente cinematografico: l’estetica del dettaglio. Le lacrime scorrono in Alta Definizione sul volto del calciatore.
Kaczynski e Kieslowski: il doppio e il destino. (di Roberto Rosa, del 20/04/2010)
La tragica fine del Presidente polacco riporta subito alla mente la fine (e l’inizio) di Destino Cieco di Kieslowski. A guardare con più attenzione, però, questa tragica vicenda contiene molti degli elementi caratteristici di tutto il cinema di Kieslowski: a cominciare dal tema del doppio che, in modi diversi, è una costante del suo cinema, fino al ruolo determinate giocato dal caso nelle vite degli uomini.
Metamorfosi di un genere (di Giacomo Calzoni, del 25/03/2010)
Il polar francese riesce laddove il cinema di genere americano non è più lo stesso: nel raccontare cioè il mondo visto dalla cinepresa, nell'instaurare con il pubblico un dialogo sullo stato delle cose della propria Nazione. Il profeta rilegge gli stilemi del genere carcerario per trasformarsi in poema sulla Francia contemporanea, per rappresentare un freddo processo di formazione in un mondo/carcere che estende le proprie regole ben al di là delle sbarre
Un profeta dell'identità perduta (di Francesco Maggi, del 22/03/2010)
Il profeta attraversa il suo inferno parlando tutte le lingue e vestendosi dell'anima mulitetnica delle banlieue. La regia di Audiard impressiona di fotogramma in fotogramma, ma solo dopo due terzi della pellicola ha finalmente deciso: Malik è l'unico assoluto protagonista di questo microcosmo appestato di violenza dove còrsi, musulmani africani e neri caraibici, sono disperati Caino nella babilonia che sputa fuoco e vomita vendetta.
DOSSIER "THE HURT LOCKER" - Ordigno III. Kaneda, che cosa esplodi? (di Margherita Palazzo, del 05/03/2010)
Oggi ho dovuto assistere a un'applicazione di realtà aumentata (augmented reality) a scopo marketing, ovviamente. Non traduciamola realtà amplificata, per favore: non è amplificata, e tantomeno lo diventa la nostra percezione; è massa dilatata, gonfiata, assecondata per creare ancora nuove forme di consenso. Il contrario di ciò che chiediamo al cinema. L'opposto di ciò che la macchina da presa della Bigelow, come uno spaziale corpo-bomba lanciato fin dentro il sole nero della violenza, ci aiuta a guardare con occhi apertichiusi.
DOSSIER "THE HURT LOCKER" - Ordigno II. Il corpo-bomba (di Carlo Valeri, del 05/03/2010)
È forse l’unico episodio del film della Bigelow dove anziché dominare la tensione adrenalinica per il possibile fallimento dell’operazione, emerge il disagio di un’invasione dello sguardo nel privato della morte. Pornografia di un’ossessione-sentimento. Il corpo-bomba, folle degenerazione post-umana di una guerra raccontata attraverso la schizofrenia di un documentarismo virtuale, viene profanato per ridare senso alla vita, mantenere dignità alla morte. Perchè la guerra di oggi non uccide semplicemente l'uomo, lo annienta come immagine
DOSSIER "THE HURT LOCKER" - Incidente nel deserto. Attacco da sinistra (di Aldo Spiniello, del 04/03/2010)
The Hurt Locker è un film sugli incidenti, sull’intralcio che distorce la Storia e gli uomini. Non a caso, allora, è il film stesso che sembra incepparsi, procedere per salti. Scopre tutta la propria schizofrenia, in una serie innumerevole di concatenazioni antinomiche, di ossimori esplosivi. Tra il reale e l’irreale, il dentro e il fuori, l’occhio di chi spara e l’occhio di chi osserva a distanza di sicurezza
DOSSIER "THE HURT LOCKER" - I materiali (del 03/03/2010)
A distanza di un anno e mezzo dalla sua uscita in sala ritorniamo suThe Hurt Locker, l'ultimo capolavoro di Kathryn Bigelow, candidato a 9 premi Oscar. Per noi di Sentieri selvaggi è l'occasione per ridiscutere e analizzare un'opera sottovalutata, claustrofobica e lucidissima, figlia del talento di una cineasta da sempre amata
Hopper, il testimone silenzioso (di Sara Orazi, del 02/03/2010)
"Perché scelga certi soggetti piuttosto che altri, non lo so neanche io con precisione". Uno degli artisti che più ha segnato l’immaginario contemporaneo riuscendo a trarre valenze metafisiche dai soggetti meno nobili e solenni è in mostra al Museo del Corso di Roma. Un’esposizione non ricchissima di tele famose ma che ha il merito di rinunciare alla dimostrazione di una tesi, offrendo piuttosto nuove possibili suggestioni e chiavi di lettura attraverso i lavori giovanili di Hopper e il confronto tra i complessi disegni preparatori e le opere finali
3D - 2010, un anno a tre dimensioni (di Fabrizio Attisani, del 14/01/2010)
Nell'ultimo anno abbiamo assistito a una vera e propria invasione del mercato cinematografico da parte di pellicole in 3D, ma da venerdì in poi non si faranno più prigionieri: non ci resta, allora, che immergerci nel liquido amniotico tridimensionale di Avatar, in attesa della stagione che verrà. Si parte con un docudrama sulla vita negli oceani prodotto dalla Disney, Océans di Jacques Perrin e Jacques Cluzaud, e si chiude/riapre con Tron Legacy, seguito del film-culto della fantascienza anni '80
3D - "Il cinema è un fenomeno idealista..." (di Emanuele Di Porto, del 11/01/2010)
Nell'attesa di Avatar come compimento del sogno baziniano di un cinema totale, ripercorriamo i passi di quella ricerca pionieristica in cui la tecnologia non era mai stata abbastanza al passo con la febbrile visività dei cineasti. Il 3D è il caso emblematico di un'ambizione spettacolare sempre cercata, che non è mai stata possibile - almeno fino ad oggi - per i limiti oggettivi degli strumenti. Il suo fallimento negli anni passati non è dovuto al rifiuto del pubblico, ma alla scarsa malleabilità dei mezzi a disposizione
Roman(ce) Polanski (di Carlo Valeri, del 30/12/2009)
Dei ricordi e delle ombre (Ritorno su Il grande sogno di Michele Placido) (di Michele Moccia, del 08/10/2009)
Ne Il grande sogno il respiro individuale e intimo del regista continua a coniugarsi a quello discordante del tempo “storico”, in una rilettura degli eventi che scardina, ancora una volta, la realtà e intensifica la vita, riconoscendole, con la delicatezza di una dichiarazione d’amore, la dolcezza della ribellione: la fragilità del corpo messo a nudo nell’atto stesso della simulazione
Arriva Nick(olini), l'uomo ombra dal ritmo giusto (del 22/07/2009)
Renato Nicolini ha deciso di candidarsi alla segreteria del Partito Democratico. In questo intervento, l’ex assessore alla Cultura dell’indimenticabile stagione dell’Estate Romana (di cui ancora oggi i romani beneficiano senza quasi più sapere a chi dire grazie per l’invenzione dell’Effimero…), spiega le sue ragioni per questa improvvisa ridiscesa in campo, dopo che nel 1993 si era candidato a Sindaco di Roma contro Rutelli e Fini. Con un cambio di prospettiva: L’uomo ombra contro 007!
Una notte a Tehran (del 29/06/2009)
"La prima volta che ho sentito dell’arresto di mio figlio è stato martedì verso le dieci di sera. Sono rimasta scioccata e sono piombata nella disperazione. Amin ha solo diciassette anni, e si impegna molto a scuola. Ho iniziato a cercarlo immediatamente e ho passato momenti molto difficili e pieni di ansia. Momenti che né il cinema, né nessuna forma d’arte sarebbero in grado di esprimere" . Il racconto arrivato anche a Sentieri Selvaggi della regista e artista iraniana Mania Akbari, che è andata alla ricerca di suo figlio Amin, arrestato dai Pasdaran con l'unica accusa di essere un attivista di Moussavi, il candidato uscito sconfitto alle elezioni.
Neda was an iranian girl (di Emanuele Di Porto, del 25/06/2009)
Il breve filmato della morte di Neda ha fatto il giro del mondo e ha scosso le coscienze di tutti quelli che lo hanno visto. E' la prima volta che un video di YouTube riesce a rendere universale un esempio ed un sacrificio, e soprattutto è la prima volta che internet si impone come il solo veicolo per la formazione dell'immaginario collettivo. Inevitabilmente il cinema - che fino ad oggi ha attinto al serbatoio iconografico della televisione - dovrà fare i conti con questa nuova prospettiva. Per raccontare le storie degli Jan Palach di questa epoca.
Omar Mukhtar - Il leone del deserto, dov'è finito il film? (di Giuseppe Gariazzo, del 12/06/2009)
Una nota di Giuseppe Gariazzo sulla prima proiezione televisiva, del kolossal storico-politico che il siriano Mustapha Akkad realizzò nel 1981 sulle nefandezze del fascismo e della colonizzazione italiana in Libia. Mai distribuito in Italia per una censura durata quasi trent'anni. E mandato in onda da Sky in un formato sbagliato! - VIDEO
SCONFINAMENTI - Chi fermerà la musica? (di Davide Di Giorgio, del 21/04/2009)
La finale di XFactor porta a parziale compimento un percorso di mutazione delle trasmissioni musicali nella tv italiana che coinvolge anche il Festival di Sanremo e apre nuovi scenari su un genere finora in evidente affanno. Un cambiamento che rinnova e contemporaneamente prosegue un percorso già abbozzato nella storia della tv-spettacolo, ma finora rimasto sempre in fase embrionale
SCONFINAMENTI - XFactor 2009, la nostalgia dopo l'euforia (di Simone Emiliani, del 21/04/2009)
Dopo l’ultima puntata di domenica 19 aprile, si chiudono i riflettori su una delle trasmissioni migliori e più coinvolgenti, insieme di teatro e cinema e in cui, al di là degli inevitabili teatrini, si è recuperata quella forza didattico-educativa della migliore televisione degli anni ’60. Ci mancherà XFactor. Dopo il successo commerciale dell’anno scorso di Giusy si aprono altri nuovi orizzonti, musicali ma soprattutto spettacolari
German Films: il modello tedesco (di Giulia Sepe, del 10/04/2009)
Dagli ultimi 10 anni si sta assistendo a una rinascita del cinema tedesco, confermata a livello internazionale da film come Le vite degli altri, La sposa turca, Lola corre. In questo contesto riveste una grande importanza l’attività svolta dalla German Films, società nazionale per la promozione del cinema tedesco nel mondo della cui attività ne parla Alessia Ratzemberger, responsabile per l’Italia
CORPI E ANIME (di Demetrio Salvi, del 25/03/2009)
Le teorizzazioni degli anni Ottanta sono giunte a compimento: il corpo resiste, compare fra le sue pieghe l’anima e un concetto nuovo di famiglia. Per capirci qualcosa, provate a mettere assieme Gran Torino e The Wrestler…
Magical Mistery (Alan) Moore (di Roberto Rosa, del 15/03/2009)
Sono passati oltre vent’anni da quando Alan Moore realizzò Watchmen e non si può certo dire che la sua creatività si sia esaurita lì. Da allora, anzi, le sue opere si sono sviluppate in innumerevoli direzioni, uscendo anche dall’ambito esclusivamente fumettistico e contaminandosi direttamente (cioè per scelta dell’autore) con il teatro e la musica o indirettamente (per scelta di Hollywood) con il cinema.
Richard Nixon, "slumdog millionaire" (di Emanuele Di Porto, del 09/02/2009)
E' quasi impossibile tracciare la vita cinematografica di Richard Nixon: perchè la sua stessa carriera politica è la favola hollywoodiana dell'outsider che arriva al successo contro ogni difficoltà. La sua è stata la parabola in negativo del mito del successo americano, una specie di versione malsana di Barack Obama, il lato oscuro - e non per questo privo di fascino - del sogno jeffersoniano.
Richard Yates. Sempre sia disturbata la nostra quiete (di Margherita Palazzo, del 03/02/2009)
Quella civile, urbana simulazione di coerenza che in parte viene messa in scena tutti i giorni dagli ingranaggi che rendono possibile una società civile, una sorta di curiosa loggia massonica multiforme, tentacolare, la cui protervia è potenzialmente senza fine. La sua ossessiva celebrazione di una possibilità ordinatrice dell’universo, la sua incapacità di farsi carico dei tumulti del cuore umano, più nero e selvaggio proprio quando si sforza di strapparsi dalla gabbia toracica e volare alto, è proprio quella la quiete pubblica che Yates viene a turbare. La nostra illusione di quiete – la nostra acquiescenza. Il nostro cuore di bestia ingorda. Un profilo dell'autore di Revolutionary Road (1961)
Bodies Of Lies - Lampi che assomigliano a delle Idee (di Sergio Sozzo, del 29/12/2008)
Mark Wahlberg è uno degli esponenti maggiormente interessanti di un muoversi comune, un atteggiamento che dimostra in tutta una “generazione” di attori una consapevolezza del tutto istintiva, quasi animalesca, primordiale, genetica delle possibilità infinite e concettuali della propria essenza divistica, “giocata” come modo di essere immutabile sia davanti che al di fuori della mdp: totalmente al di là di parametri recitativi, penetrando la macchina con precisione chirurgica, intuendo gli sguardi dei registi, marchiando indelebilmente i film, diventandone il tendine, che come un muscolo si muove e si rilassa al ritmo del respiro del Cinema. GALLERIA FOTOGRAFICA.
YOUMAN, l'insostenibile leggerezza del cinema (di Federico Chiacchiari, del 29/07/2008)
Youman, nel suo tourbillon di storie sussurrate e urlate, ci parla di quando il cinema arrivava da lontano, e sorprendeva tutti, il cinematografo. Lasciando allibiti gli spettatori e trasformando i giocolieri, gli imbonitori, i clown, i cantori e tutti gli artisti degli spettacoli dell’epoca in un qualcosa di immediatamente superato, andato, morto. Youman, è il titolo di questo strampalato, delizioso e spiazzante spettacolo, scritto da Antonio Farisi. Ed è proprio in questo suo mettere l’accento sull’uomo, che sta il cuore della storia, delle storie che Farisi racconta, facendole interpretare dal corpo “alieno” di Olek Mincer e raccontate dalla fisarmonica, sottile e sinuosa, di Roberta Montisci. GALLERIA FOTOGRAFICA
SCONFINAMENTI - Se dal nord la mondezza scende, al sud la mondezza sale... (di Leonardo Lardieri, del 14/07/2008)
Stamattina lascia trasversalmente questo mondo, Esterino, che Truman non ha mai conosciuto perché mai nella sua vita si è dato come ignaro spettatore della propria e della vita altrui. Truman, se mi permette, illustrissimo Marco Travaglio, dalle pagine de “L’Unità” del 10 luglio 2008, il giorno dopo che una piazza di Roma s’è fatta ideale e terribile, non siamo tutti noi, di Truman al mondo e in Italia, ce ne sono pochi, pochissimi. Truman è comunque un protagonista e noi quando mai siamo stati tali
SCONFINAMENTI - Nanni, i girotondi e la realtà dai tanti, diversi, punti di vista (del 12/07/2008)
E’ un periodo difficile per tutti, e nonostante la nostra adesione “emozionale” non abbiamo parlato della manifestazione di Piazza Navona dello scorso 8 luglio. Cosa che invece avevamo fatto nell’ormai lontano 2002, quando sulla spinta dei “girotondini” e le invettive di Nanni Moretti, avevamo raccontato un felice ritorno in piazza delle idee. Il periodo è diverso e la fiducia nei politici sotto zero. Per cui per questa volta abbiamo preferito evitare lo “sconfinamento” politico, limitandoci a proseguire il nostro “racconto di cinema”. Poi però nella foto del giorno dell’11 luglio, abbiamo riportato, a titolo di cronaca, le parole di Nanni Moretti, molto critiche sulla manifestazione. Stimiamo e apprezziamo tanto Nanni Moretti, ma per una volta non siamo d’accordo con lui. E la pluralità di punti di vista e di “stili” visti e ascoltati a Piazza Navona, ci appare piuttosto una “ricchezza” che non una riduzione dell’esperienza dei "girotondi” del 2002. Per questo, volentieri, pubblichiamo la lettera che Marco Travaglio, tra i protagonisti della manifestazione, ha scritto l’altro giorno all’Unità. Un resoconto che ci pare più in sintonia con quanto sta accadendo oggi in Italia.
SCONFINAMENTI - L'incredibile Hulk, il re dei mostri (di Davide Di Giorgio, del 01/07/2008)
Attraverso un lavoro all’insegna dell’intelligente rielaborazione di modelli, la nuova incarnazione del Golia Verde creato dalla Marvel Comics intraprende un rapporto fecondo con la tradizione delle creature fantastiche del cinema e della letteratura, da Frankenstein ai duelli tra King Kong e Godzilla
Pochi poveri... (di Leonardo Lardieri, del 23/04/2008)
“… Però, ecco, a Taormina ci stanno, almeno dove sto io nell'albergo, pochi poveri…”. Magari la povertà soverchiasse la miseria, ormai sempre più galoppante. I poveri cooperano, hanno anche tanto tempo libero, sono ragionevolmente razionali, adorano il bello e non sono ossessionati dall’efficiente, riutilizzano e non sprecano, recuperano gli scarti e decrescono felicemente… domenica, dopo aver votato, qualcuno sarà andato al cinema per Tutta la vita davanti e... per Non pensarci
SCONFINAMENTI - Cinema che ha bisogno di un gesto e di un pensiero (di Michele Moccia, del 21/04/2008)
Ciò che colpisce in un cinema che ha bisogno di un gesto e di un pensiero è l’intimità di una percezione raggrumata in una cellula di sensazioni e stati d’animo, espressione alta della fantasia che si fa amore per chiarire la certezza dell’essere nella contemplazione delle cose, nelle immagini e nei pensieri; un cinema capace di porre al confine con se stessi, che faccia, così poi sempre, della sostanza dell’immagine un intreccio di vicino e lontano
"Chiamami SALOME'", o La testa di Elio Germano su di un piatto d'argento pronta da due anni (di Sergio Sozzo, del 30/03/2008)
Nel weekend che vede assoluto protagonista in sala l’attore di Il mattino ha l’oro in bocca, e dei ‘freschi’ Nessuna qualità agli eroi e Tutta la vita davanti, diamo uno sguardo al film di Claudio Sestieri (Dolce assenza, Barocco) che, come già capitato ad altre pellicole, pare scomparso nel nulla dopo il fuggevole passaggio alla prima Festa del Cinema di Roma: riuscirà ad essere distribuita in sala prima o poi questa rilettura di Wilde con Germano nella parte di Giovanni Battista?
"Non saper fare niente in un mondo che sa tutto" (di Roberto Rosa, del 18/02/2008)
Da “Ciao amore ciao” ad “Into the wild”. Possono un film ed una canzone (e dietro di loro due vite) così distanti (temporalmente, geograficamente, culturalmente) mostrare una stessa identica anima? Un azzardato accostamento tra una canzone di quaranta anni fa e un film di oggi… Una particolare rilettura dell’ultimo film di Sean Penn, in un gioco/confronto con l’ultimo successo del cantautore scomparso nel 1967
SCONFINAMENTI - "Encounters at the End of the World", di Werner Herzog (Usa, 2007) (di Rinaldo Censi, del 18/01/2008)
Altro viaggio estremo del cinema di Herzog, giunto sull’isola di Ross, fantomatico punto zero sulla crosta terrestre. Ma cosa spinge degli essere umani al Polo? Cosa li spinge sui bordi della terra, ai limiti della fine del mondo? E’ questo che si è chiesto Werner Herzog, giungendo in questo campo base. Ci sono momenti unici in questo film sublime (rovinato purtroppo da una scelta musicale davvero fuori luogo, che appesantisce e rende “grave” il tutto). Un piccolo difetto che non cancellerà certamente lo stupore di essere stati catapultati di fronte alla vita dispiegata sui bordi della terra
SCONFINAMENTI - Il cinema della cronaca vera (di Matteo Di Giulio, del 16/09/2007)
Note a margine sul nuovo docudramma programmatico in Corea e Stati Uniti: confronto a tre tra gialli veri senza colpevole. Memories of Murder, Zodiac e Voice of a Murderer nascono dalla cronaca, che suggestiona la finzione e da questa, a sua volta, è influenzata per risvegliare ansie collettive che si credevano sopite.
Sconfinamenti - Il feticismo nel cinema di Tarantino (di Emiliano Bertocchi, del 08/08/2007)
Tra la passione per i piedi femminili e quella per i film, suoi come di altri, in Grindhouse-Death Proof Tarantino mette a nudo tutti i suoi feticci, costruendo, ancora una volta, un mondo di pura finzione così ben delineato da sembrare vero. Uno spazio-tempo, prima di tutto filmico, dove gli anni settanta non sembrano mai essere finiti.
"Napoli! Napoli! Napoli!" di Carlo Lizzani, Francesca Pirani (di Emiliano Bertocchi, del 27/07/2007)
La provincia di Napoli per festeggiare il bicentenario della sua fondazione si affida a Carlo Lizzani (e Francesca Pirani) per la realizzazione di un documentario che parli del capoluogo campano e del territorio che lo circonda. Un viaggio tra le bellezze artistiche e naturali di queste terre, dove ogni problema è lasciato, però, fuori campo.
SCONFINAMENTI - Il cinema che non muore (Ritorno su Grindhouse - A prova di morte) (di Giacomo Calzoni, del 24/06/2007)
Se davvero il cinema è morto, Tarantino non si limita certo a deporre fiori o a metterne in bella mostra il cadavere: piuttosto ci si accanisce e lo violenta, per ribadirne l’inguaribile vitalità. A prova di morte lavora e pensa a partire dal proprio stesso tessuto filmico, racchiudendo generi e idee non per imprigionarli sotto il pretesto della cinefilia, ma per liberarli, qui e ora
SCONFINAMENTI - Edo Bertoglio: la magia e la perdita (di Sergio Sozzo, del 15/05/2007)
SCONFINAMENTI - Cinema al singolare femminile (di Michele Moccia, del 03/05/2007)
SCONFINAMENTI - Tra due corpi che si incontrano (Ritorno su "Miami vice") (di Michele Moccia, del 04/03/2007)
Rocky Balboa, vecchia america... (di Giona A. Nazzaro, del 11/01/2007)
SCONFINAMENTI - Film in cerca di sale: "L'estate di mio fratello" (di Simone Emiliani, del 07/01/2007)
"Siamo in deserto e volete lettere da noi?" * (di Michele Moccia, del 06/01/2007)
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