#TFF35 – Svelato il programma principale

Giunto alla 35^ edizione il Torino Film Festival apre la presentazione alla stampa romana di stamattina con la sigla, realizzata dalla Rai, dedicata a Brian De Palma, autore a cui la manifestazione dedica una retrospettiva e la cui presenza è ancora in dubbio. Dopo gli ultimi due anni all’insegna della New Hollywood, era alla quale anagraficamente De Palma può essere associato, gli organizzatori hanno pensato ad un regista che del festival rispecchia lo spirito e la personalità per la sua indipendenza. “Lui è sempre stato considerato un ottimo tecnico”, precisa le motivazioni della scelta il direttore artistico Emanuela Martini, “un grande stilista, considerato per certi versi però minore, in realtà la bellezza delle sue immagini è eccezionale. Un signore che è andato veramente nel profondo, un regista che ha iniziato godardiano e lo è ancora adesso, racconta un mondo in cui siamo sopraffatti dalla sovraesposizione.”

I numeri della manifestazione sono di assoluto rilievo, 134 lungometraggi tra opere prime e seconde, anteprime mondiali, internazionali, europee ed italiane. Ad aprire la Kermesse la sera del 24 Novembre sarà il film Finding Your Feet/Ricomincio da Me di Richard Loncraine, proiettato all’interno del Multisala Cinema Massimo, che insieme al Multisala Reposi, nel quale ci sarà invece il film di chiusura The Florida Project di Sean Baker presentato a Cannes alla Quinzaine de Réalisateurs, ed al Cinema Classico compongono la principale location visiva del festival. Il film d’apertura sarà introdotto da ben 4 padrini di formazione non esclusivamente cinematografica, ad esempio di provenienza dai campi del design o della letteratura, che con il cinema vivono dei rimandi reciproci d’influenze, in una cerimonia prevista all’interno della Mole Antonelliana. Uno sguardo selettivo riservato alla composizione della giuria di Torino 35, che nel ruolo di presidente vede il cineasta cileno Pablo Larrain, in compagnia tra gli altri di Isabella Ragonese e di Santiago Mitre, presente anche dentro Festa Mobile, la sezione fuori concorso che porta i film più attesi o che hanno avuto notevole gradimento nella produzione mondiale, con La Cordillera, autore già vincitore di due premi al TFF 2015.

La selezione principale, Torino 35, composta da opere prime e seconde, vede la presenza di ben due titoli italiani, Blue Kids di Andrea Tagliaferri e Lorello e Brunello di Jacopo Quadri, oltre a materiale arrivato da ogni parte del mondo, e vede il ritorno di Chistopher Doyle, vincitore del Gran Premio Torino 2016, e coregista insieme a Jenny Suen di The White Girl. Anche dentro il contenitore rappresentato da Festa Mobile tanti italiani, Elisabetta Sgarbi porta L’altrove più vicino, un racconto della Slovenia filtrato dalle Voci di Paolo Rumiz, Alojz Rebula e Claudio Magris. Cristina Comencini sarà presente con una commedia sentimentale tratta da un suo romanzo, Amori che non sanno stare al mondo, mentre Pasquale Scimeca arriva con Balon un docu-dramma sulla tragedia dei migranti. Tito e gli alieni di Paola Randi può invece vantare la partecipazione prestigiosa come protagonista di Valerio Mastrandrea nelle vesti di uno scienziato, mentre Sydney Sibilia arriva con il terzo ed ultimo capitolo della saga sulla banda di ricercatori, Smetto quando Voglio – Ad Honorem.

Presenza internazionale altrettanto nutrita, si va da Un beau soleil interieur di Claire Denise opera ispirata ai “Frammenti di un discorso amoroso” di Roland Barthes, Faithfull di Sandrinne Bonnaire, un documentario sulle mille vite di Marianne Faithfull, Darkest Hour con un eccezionale Gary Oldman nei panni di Winston Churchill, Final Portrait di Stanley Tucci che affronta il percorso di vita dell’artista Alberto Giacometti. Ed ancora Josephine Decker che insieme a Zefrey Throwell filma i momenti salienti della loro relazione in Flames, Elle Fanning che interpreta Mary Shelley di Haifaa Al-Mansour, un Godard restaurato già passato in visione a Locarno, Grandeur et Décadence d’un petite commerce de cinéma e Julien Temple che esplora l’universo dei Madness, banda cult dello ska britannico nel decennio a cavallo degli anni 80 in My Life Story.

Per introdurre le sezioni da lui curate, TFFdoc e ITALIANA.CORTI, Davide Oberti ricorda l’ampio spazio dedicato agli animali, evidente già dal cartellone che ritrae Kim Novak con Cagliostro.“Abbiamo tentato di ribaltare il punto di vista, con gli animali che si appropriano della mdp, lo sguardo degli animali nei nostri confronti.” La parola chiave intorno a cui è stata costruita il cartellone del TFFdoc è il viaggio, da intendere come spostamento spazio temporale attraverso i luoghi e gli archivi, scoperta di territori inesplorati e percorso intimo nei ricordi personali. TFFdoc è sdoppiato verso due direzioni Internazionale.doc e Italiana.doc, composte ognuna di 8 titoli. Prima tappa del focus sarà Napalm del regista di Shoah Claude Lanzmann, impegnato in un viaggio nella storia della Corea del Nord.dt.common.streams.StreamServer.cls__1510676202_93.61.149.153

Nella sezione After Hours, storicamente dedicata ai film di genere, principalmente horror, a cui è dedicata la Notte Horror Sabato 25 Novembre, vede due film italiani, Una Favola di Sebastiano Mauri tratto da uno spettacolo teatrale omonimo di Filippo Timi e Riccardo va all’inferno una rilettura del capolavoro di Shakespeare in chiave musical/gotic firmata Roberta Torre. Grande attesa anche per il film di James Franco, The disaster artist e per la serie prodotta da Amazon del maestro giapponese Sion Sono, Tokyo Vampire Hotel, una guerra tra clan vampireschi nella città di Tokyo che rispecchia tutto lo stile visionario del regista nipponico.

Il programma di Onde, curato da Massimo Causo, riguarda quello che di fresco ed innovativo scorre nel panorama mondiale cinematografico. “Abbiamo il nostro percorso di ricerca, lavoriamo sui formati, i linguaggi e le forme espressive, globalità del cinema, tracce declinate in modo particolare”. Qui l’attenzione va soprattutto verso un prodotto del regista georgiano Alexandre Koberidze, Let the summer come again, un film fiume di oltre tre ore girato con un cellulare di vecchia generazione, un percorso nella scomposizione delle immagini. Tra registi di fama più acclarata, in mezzo ai molti volti nuovi, spicca la presenza di Eugène Green con un racconto di re e cavalieri, En attendant les barbares, un discorso affabulatorio morale ed estetico.

Guest director di questa edizione un nome che tanto ha fatto parlare di sè in questo ultimo periodo, Asia Argento, la cui presenza era stata concordata tempo prima dall’organizzazione. L’attrice e regista italiana ha già fatto sapere che non rilascerà interviste ma si occuperà esclusivamente della sezione AmeriKana e della performance prevista all’interno della manifestazione, con ospite e regista d’eccezione, Bertrand Bonello ed Asia appunto tra gli interpreti. Gran Premio Torino a Pino Donaggio, che dopo un esordio come cantautore ha conosciuto successo planetario come autore di colonne sonore per autori del calibro di De Palma, Argento e Benigni.

Il programma dettagliato QUI

 

 

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