The Midnight Man, di Travis Zariwny

I tuoi giochetti da leggende urbane di internet non mi spaventano”. Kelly (Emily Haine), amica di Alex (Gabrielle Haugh) e Miles (Grayson Gabriel), rivolge queste parole al terrificante Uomo di Mezzanotte, speranzosa di non perdere il gioco nella casa della nonna di Alex (Lin Shaye), che negli anni 50 insieme ad altri bimbi evocò malauguratamente il Midnight Man, protagonista del film di Travis Zariwny.
Questa figura oscura nasce nell’universo internettiano dei Creepypasta, piccole storielle horror pubblicate sul web in modo anonimo. Creepypasta è un sottogenere dei Copypasta (abbreviazione di copy and past, copia e incolla) fenomeno nato sul 4chan di Christopher Poole, dove chiunque pubblica le proprie storie, le copia e incolla da un sito all’altro, dando via alla diffusione fino all’entrata nell’immaginario comune. Copia e incolla non è poi così differente dal vecchio passaparola che da sempre tramanda fiabe e leggende e che ora è il più grande super potere del web: la diffusione immediata in ogni luogo del mondo.

Così i Creepypasta hanno dato i natali a inquietanti personaggi, come Jeff The Killer (adolescente psicopatico nato dal video di uno youtuber sconosciuto) o lo Slender Man (uomo altissimo e privo di volto creato per un concorso fotografico). E così è nato anche il Gioco della Mezzanotte le cui regole sono alla portata di tutti, basta cercarle nel web. Il cinema horror cede ovviamente al saccheggio di questi luoghi prolifici, e The Midnight Man di Travis Z. è già il remake di Midnight Man (2013) dell’irlandese Rob Kennedy, chiamato adesso a collaborare alla sceneggiatura.
Ed è proprio la sceneggiatura  la falla principale del film, perché priva di originalità crea un contorno banale al Creepypasta, privandolo di gran parte del suo fascino. Le regole di un gioco sconosciuto apparso su internet aprono a svariate interpretazioni e fantasie minacciose. Tre ragazzi che evocano uno spirito è una storia che ormai si conosce fin troppo bene (anche quando a spiegare tutto è il bellissimo Robert Englund nei panni del Dr.Goodberry). Il film di Trevis Z. è simile a troppi altri, non ha l’intuizione di sfruttare a dovere il mistero del web, così sterile, freddo e anonimo.

Nelle profondità del web, così apparentemente prive di origini, ci si può perdere facilmente ed è questo l’aspetto realmente horror dei Creepypasta, come è testimoniato dall’impatto che lo Slender Man ha avuto sulla realtà.
Storia vera: Wisconsin, 2014, le dodicenni Morgan E. Geyser e Anissa E. Weier vengono condannate a una pena detentiva per il tentato omicidio della coetanea Payton Isabella Leutner. Movente? Le due ragazzine volevano offrirla in sacrificio allo Slender Man.
Proprio a maggio di quest’anno arriverà sugli schermi italiani Slender Man di Joey King. Chissà se riuscirà a terrorizzarci quanto gli effetti della leggenda sulle due dodicenni. Perché ciò che rende il Creepypasta un bacino fertile per il cinema horror è proprio la sua diffusione e collisione con la realtà, il confine fra verità e menzogna che si fa esplicito, il web luogo libero e affascinante, indipendente e al contempo limitrofo alla realtà.

 

Titolo originale: id.
Regia: Travis Zariwny
Interpreti: Gabrielle Haugh, Grayson Gabriel, Robert Englund, Emily Haine, Lin Shaye
Distribuzione: Adler Entertainment
Durata: 95′
Origine: USA